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Boom di studenti italiani nelle università Olandesi.

Lo spopolamento dei nostri territori inizia anche dalla scelta universitaria. Sono sempre di più i giovani che scelgono l'Olanda per frequentare i corsi universitari. Un fiorente centro di studi, ricco di dinamiche avanguardiste e tradizionali percorsi universitari. È l’Olanda degli ultimi anni, quella che sta crescendo in istruzione superiore e che offre programmi di studio adatti a tutti gli studenti comunitari, italiani in primis. Infatti, sono proprio questi ultimi che negli anni recenti sono sbarcati nelle università dei Paesi Bassi e hanno incrementato notevolmente la popolazione studentesca locale. In particolare è il polo universitario di Groningen, insieme con l’Erasmus di Rotterdam, ad aver registrato una forte crescita di stranieri.Osservando le stime si conta un incremento del 272% di studenti italiani nei Paesi Bassi rispetto a quattro anni prima. Un valore ancora inferiore se paragonato al numero di italiani presente nelle università della Gran Bretagna, Austria, Francia, Germania e Svizzera, ma in costante aumento.

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Cresce il Pil in Sicilia ma è inesorabile lo spopolamento

Secondo una proiezione la popolazione si attesterà a quota 3.914.003 nel 2065 (oggi siamo 5.026.989): uno spopolamento inesorabile con 23.680 persone che ogni anno, da qui ai prossimi 47 anni, abbandoneranno l'isola. I giovani abbandonano la Sicilia per cercare fortuna fuori: 44mila ad andare via dal 2002.La Sicilia nel 2018 ha segnato una crescita del Pil del +0,5% ma è un aumento senza crescita nè sviluppo. La notizie non tra le più belle , tutt'altro. Perchè secondo il rapporto Svimez la Sicilia è destinata a perdere nei prossimi anni più di un milione di abitanti.Secondo una proiezione la popolazione si attesterà a quota 3.914.003 nel 2065 (oggi siamo 5.026.989): uno spopolamento inesorabile con 23.680 persone che ogni anno, da qui ai prossimi 47 anni, abbandoneranno l'isola. I paesi si svuotano. Sono sempre più numerose le case in vendita.

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Vito Bonanno:" Amministrare la nostra collettività a titolo gratuito."

Come più volte affermato la pagina delle "opinioni" è sempre stata aperta a quanti vogliono esprimere il proprio pensiero purchè si utilizzino i dovuti modi ed essere rispettosi delle altrui opinioni. Non capita spesso di ricevere richieste in tal senso e come nel caso del sig Vito Bonanno, pubblichiamo volentieri le sue considerazioni che di seguito leggerete.

" Un vivo ringraziamento vorrei rivolgerlo al Blog Regalbuto Press per avermi dato l'opportunità di esternare una recente e meditata idea. Non immagino la reazione che potrà provocare nei buon pensanti della politica locale , spero però di riuscire a sensibilizzarli, col precisare che questa mia idea non vuole rappresentare una nuova antipolitica locale o un nuovo populismo. Forse questa mia "trovata" pecca un pò di ingenuità , essere fuori dei tempi e di una certa consolidata logica politica. Lontano di esprimere facili e gratuiti giudizi verso chi ha amministrato la nostra comunità fino ad ora, ma fiducioso nel tentativo di provare a smuovere le acque della politica locale " paesana" che potrebbe produrre un nuovo modo di spendersi al servizio della collettività,mi chiedo e chiedo perchè il volontariato può essere solamente inteso nelle attività sociali e non nell'amministrare il nostro Comune ?

A Tal fine faccio appello in particolar modo a coloro che non hanno impegni di lavor, a proporsi e spendersi assieme a me per amministrare la nostra collettività a titolo gratuito  E utilizzare i risparmi delle indennità , che sono un bel gruzzoletto, per valorizzare la nostra Regalbuto."

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Riparte Oronero. ( AgoVit)

Oronero. Ovvero il bar sulla provinciale Regalbuto-Catenanuova punto di ristoro per quanti vogliono effettuare una sosta per fare rifornimento o per un semplice caffè. Graziella e Rita : due donne dal carattere tosto che non vogliono fuggire verso le mete del nord in cerca di lavoro. Non sono le sole perchè altri giovani tentano di restare a Regalbuto, benchè restare e investire dalle nostre parti è sempre una scommessa. Il Bar-snack è in una posizione privilegiata ed è questa posizione che incoraggia Rita e Graziella di vitalizzare il locale e scommettere su di esso. Siamo stati sempre attenti , come blog, a quei giovani e alle donne e uomini che si sono intestarditi a restare , siamo stati e lo siamo ancora per coloro che lo hanno fatto e con loro sono rimaste le  idee e la voglia di migliorarsi. La speranza è rivolta a quanti sono dovuti andar via affinchè un giorno possano ritornare e ri-vitalizzare l'economia della nostra città.

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Aveva 35 anni.... di Paolo Borrometi.

Aveva solo 35 anni. Un anno meno di me.
Guardate il suo sorriso. Hevrin Khalaf da tempo era nel mirino degli integralisti islamici per il suo ruolo nel tentativo di pacificazione fra curdi, cristiano-siriaci e arabi nella regione.
È stata portata fuori dalla sua auto e uccisa durante un attacco sostenuto dalla Turchia ed eseguito da fazioni mercenarie finanziate dalla Turchia sulla strada internazionale tra Qamishlo e Manbij, con lei trucidato anche il suo autista.
Mettete fine a questa folle guerra. Intervenite e fermate Erdogan, non possiamo continuare a rimanere in silenzio.

Paolo Borrometi

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Svimez.Sud in affanno e recessione. 2 milione di persone sono andate via. ( da il Manifesto Agosto 2019)

Desertificato, in affanno e recessione. E sempre più lontano dal Nord e dall’Europa. Il rapporto Svimez 2019 disegna un Sud da «ultima chiamata» che l’anno scorso ha subito una «brusca frenata».

Ma la vera emergenza del Sud è l’emigrazione. Dal 2002 al 2017 oltre 2 milioni di persone se ne sono andate dalle regioni meridionali di cui 132mila nel solo 2017: di queste più della metà sono giovani – 66mila – di cui 22mila laureati. L’arrivo dei migranti – già prima che venisse rottamato da Salvini il modello Riace – non compensa le perdite: il saldo migratorio è negativo per 852mila unità in 15 anni – di poco inferiore alla popolazione di Napoli -, di 70mila unità nel 2017. Ancor più che nel resto del paese, dunque, sono molti di più i giovani che lasciano il Sud dei migranti che arrivano. Se i cittadini stranieri che dall’estero sono arrivati nel mezzogiorno sono stati 75mila nel 2017, dal Sud si sono spostati al Nord e in Europa oltre 132mila persone.

Il Sud è fermo: se nel 2018 ha fatto registrare una crescita del Pil dell’appena +0,6%, rispetto +1% del 2017. Ma nel 2019 secondo le stime dello Svimez sarà recessione con un andamento del Pil previsto in diminuzione dello 0,3% (mentre il Centro-Nord segnerà un +0,3%).

IL DATO PIÙ PREOCCUPANTE nel 2018, che segna la divergente dinamica territoriale, è il ristagno dei consumi nell’area (+0,2, contro il +0,7 del resto del Paese). Mentre il Centro-Nord ha ormai recuperato e superato i livelli pre crisi, nel decennio 2008-2018 la contrazione dei consumi meridionali risulta pari al -9%.

SUL PIANO OCCUPAZIONALE le cose non vanno meglio. Tra fine 2018 e inizio 2019 i contratti a tempo indeterminato nel Mezzogiorno sono stati 84 mila in meno (-2,3%), mentre nelle regioni centro-settentrionali sono aumentati di 54 mila (+0,5%), con un saldo italiano negativo di 30 mila unità, pari a -0,2%. Per converso, i dipendenti a tempo determinato sono cresciuti di 21 mila unità nel Mezzogiorno (+2,1%), mentre sono calati al Centro-Nord di 22 mila (-1,1%). Resta ancora troppo basso il tasso di occupazione femminile nel Mezzogiorno, nel 2018 appena il 35,4%, contro il 62,7% del Centro-Nord, il 67,4% dell’Europa a 28 e il 75,8% della Germania. La Svimez ha stimato che il gap occupazionale del Sud rispetto al Centro-Nord (calcolato moltiplicando la differenza tra i tassi di occupazione specifici delle due ripartizioni per la popolazione meridionale) nel 2018 è stato pari a 2 milione 918 mila persone, al netto delle forze armate. È interessante notare che la metà di questi riguardano lavoratori altamente qualificati e con capacità cognitive elevate. I settori nei quali vi sono i maggiori gap sono i servizi (1 milione e 822 mila unità, -13,5%), l’industria in senso stretto (1 milione e 209 mila lavoratori, -8,9%) e sanità, servizi alle famiglie e altri servizi (che complessivamente presentano un gap di circa mezzo milione di unità).

È NELLA SANITÀ CHE IL DIVARIO Nord-Sud raggiunge picchi da brividi. Nell’offerta di posti letto ospedalieri per abitante: 28,2 posti letto di degenza ordinaria ogni 10 mila abitanti al Sud, contro 33,7 al Centro-Nord. Nel settore socio-assistenziale e i servizi per gli anziani: per ogni 10.000 utenti anziani con più di 65 anni, 88 usufruiscono di assistenza domiciliare integrata con servizi sanitari al Nord, 42 al Centro, appena 18 nel Mezzogiorno, di cui addirittura 4 su 10 mila in Basilicata, 8 in Molise, 11 in Sardegna, 15 in Sicilia. Mentre i posti letto nelle strutture residenziali e semi residenziali, comprensivi degli istituti di riabilitazione, ogni 10 mila persone (non solo anziani) sono 73,47 al Centro-Nord, e 21,21 al Mezzogiorno, con punte di appena 9,85 in Sicilia e 14,28 in Campania.

ANCOR PIÙ DRAMMATICI sono i dati che riguardano l’edilizia scolastica. A fronte di una media oscillante attorno al 50% dei plessi scolastici al Nord che hanno il certificato di agibilità o di abitabilità, al Sud sono appena il 28,4%. Inoltre, mentre nelle scuole primaria del Centro-Nord il tempo pieno per gli alunni è una costante nel 48,1% dei casi, al Sud si precipita al 15,9%. Con punte del 7,5% in Sicilia e del 6,3% in Molise.

Nel 2018, Abruzzo, Puglia e Sardegna sono le regioni meridionali che fanno registrare il più alto tasso di sviluppo, rispettivamente +1,7%%, +1,3% e +1,2%. In Campania invece c’è stata crescita zero, determinata da un rallentamento dell’industria che aveva trainato la regione negli anni scorsi e soprattutto da quello negativo dei servizi. Infine la Calabria, unica regione non solo meridionale ma italiana, ad accusare una flessione del Pil nel 2018, -0,3%, dovuta però prevalentemente alla performance negativa del settore agricolo (-12,1%).

MENTRE C’È IL RISCHIO che l’area meridionale si allarghi: perfino le Marche e l’Umbria «se non sono già retrocesse, sono in transizione».

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A 14 anni abbandonano lo sport . Perchè ? Manca il dialogo scuola,famiglia e società sportive.

Di recente il dito nella piaga lo aveva rimesso il Corriere della Sera, dico rimesso perchè in realtà già qualche anno fa la Gazzetta dello Sport aveva parlato di un fenomeno che avviene in genere a 14 anni proprio durante la fase di sviluppo più delicata e in cui l’attività fisica sarebbe un vero toccasana per la crescita del ragazzo a livello fisico, psicologico e sociale, questo esercito di mini atleti si riduce drasticamente. Divenuti adolescenti, la metà di loro abbandonano. Cosa succede? Quali i motivi di questa improvvisa disaffezione? Il fenomeno, denominato “drop out”, sempre più diffuso, ha attirato l’attenzione di numerosi psicologi, terapeuti, istruttori che hanno individuato attraverso i loro studi varie e differenti motivazioni. L’agonismo esasperato fin da giovanissimi. Il risultato a tutti i costi. L’illusione preclusa di divenire dei campioni. Nuovi interessi. Genitori e, in genere ambiente esterno, troppo esigenti e pressanti. Il venire meno di divertimento e motivazioni. All’origine dell’abbandono, quindi, non un’unica causa, ma più elementi spesso concomitanti. “Per capire il perché un ragazzo improvvisamente lascia un’attività sportiva che ha praticato per anni è necessario comprendere quali sono le molle iniziali che gli hanno fatto decidere di intraprenderla. E tra queste su tutte il divertimento, la gioia di giocare, di fare parte di un gruppo, conoscere nuovi amici. Se i giovani non trovano soddisfatti questi loro bisogni primari, lasciano”. Dunque sono tanti i fattori che determinano l'abbandono alla pratica sportiva. C'è soprattutto da sottolineare l'età. 14 anni è un'età critica.“I dati del 2016 scorso dicono che negli ultimi dieci anni circa un ragazzo tra i 12 e 14 anni su dieci abbandona lo sport prematuramente, cioè prima di raggiungere il proprio potenziale. La media europea è dell’8%. Ma da noi il fenomeno è aggravato ancora di più dal fatto che la partecipazione giovanile alle attività sportive è più bassa rispetto ai Paesi vicini. Mentre nel resto d’Europa fanno sport nove ragazzi su dieci, da noi fanno sport sei ragazzi su dieci. Quando lasciano, non lo fanno per scegliere altre discipline ma per condurre una vita sedentaria”. Infine c'è da sottolineare come purtroppo ancora oggi il triangolo docenti, società sportive e famiglie non viene quasi mai attivato in favore della crescita dei bambini e dei ragazzi. Chi ha fatto la fotografia dell’abbandono ha trovato ragioni superficiali: il poco tempo, la poca motivazione, la difficoltà di conciliare studio e sport. Ma i motivi sono più profondi e hanno a che fare con il valore stesso dello sport, che è poco compreso da insegnanti, allenatori e genitori. Ai ragazzi si chiede di vincere, di avere una prestazione eccellente. L’enfasi è sulla competizione, sul risultato, quando invece dovrebbe essere sul sostegno all’impegno. Così facendo, alla lunga i ragazzi mollano

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Alba ( Cuneo) . Ventidue pulmini dalla fondazione Crc alle associazioni sportive

( AgoVit) Riporto qui il titolo della " Gazzetta d'Alba" dell'11 settempre scorso per sottolineare ancora una volta alcuni differenti modi di intendere lo sport nelle varie parti d'Italia. Le due Italie non dipendono da differenti  confini geografici, ma piuttosto dalla sensibilità che le comunità locali hanno nell'investire sulle realtà sportive, del volontariato e di quant'altra realtà che tende a far crescere l'intera collettività. I commenti e le considerazioni li lascio ad ognuno di voi. Dico solo che ad alcune società sportive del nostro territorio basterebbe molto meno , ma considerato quanto spendono per i viaggi delle trasferte con i pulmini dei privati non sarebbe male possederne uno.  Di seguito vi riporto l'articolo:

CUNEO La fondazione Crc aiuta le associazioni sportive a trasportare i loro atleti con una serie di contributi per l’acquisto di pulmini. Ventidue automezzi sono stati consegnati, con una cerimonia pubblica in piazza Galimberti a Cuneo, ai gruppi sportivi della provincia di Cuneo che li hanno acquistati grazie al bando Sport in giro.

Nella nostra zona i contributi, circa 12mila euro per ogni associazione sono andati a: Zampe in spalla di Alba, Basket team ’71 di Bra, Pallonistica Ricca di Daino d’Alba, Ragazzi del Roero di Magliano Alfieri e Langheting di Treiso.«Con questa seconda edizione salgono a 52 i mezzi che la Fondazione ha contribuito ad acquistare», dettaglia Giandomenico Genta, presidente della fondazione Crc. «È un contributo tangibile con cui vogliamo rendere più sicuri gli spostamenti di ragazze e ragazzi che praticano sport in provincia di Cuneo, confermando l’attenzione che riserviamo a questo specifico settore».

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Questa è la nostra Italia.... e il nostro giornalismo...

Se qualcuno pensa ancora al teorema del giornalismo libero e indipendente , fatto di deontologia e correttezza dei fatti , si sta sbagliando di grosso. I giornali vivono oggi a seconda del colore politico o meglio dello schieramento politico. Ieri i giornali di sinistra e le trasmissioni politiche-televisive davano addosso al governo giallo/verde , oggi i giornali della fazione opposta titolano il neonato governo giallo/rosso. Perchè ? Semplice. I giornalisti non sono liberi di scrivere. E quando scrivono ( come in questo caso) si arriva addirittura alle offese personali e alla conta tra ministri del Nord e del Sud . Su quest'ultimo titolo avevo quasi dimenticato quando la Lega titolava e comiziava contro il Sud ...Oggi mi chiedo cosa ha a che fare sapere che il governo è formato da una sparuta maggioranza di ministri del sud, come se un ministro del sud sia ( ahimè) meno preparato , meno bravo , che abbia meno diritti di uno del nord a svolgere il ruolo di ministro. Assurdo ! La qualità dell'informazione di una nazione da l'esatta dimensione di quanto sia cresciuta la libertà di opinioni. Tentare ad ogni costo, con frasi,ammiccamenti, calare il carico del sospetto , di influenzare l'opinione pubblica generando disinformazione e soprattutto DIVISIONI è a parer mio quanto più aberrante possa fare un giornalista. A sua parziale giustificazione ? Deve guadagnarsi la pagnotta , perchè chi paga è sempre l'editore e se l'editore è schierato a destra, al centro o a sinistra il risultato è quello sotto gli occhi di tutti. Meno male che oggi crescono i blog e i giornali on line indipendenti. Sarebbe opportuno abolire l'albo dei giornalisti e dei pubblicisti , smetterla di acquistare giornali e assistere ad alcuni talk show televisivi....

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La Scuola malata....

Sarà un inizio d'anno scolastico un pò particolare. E' noto oramai a tutti che le particolari situazioni di stabilità dell'edificio scolastico della Scuola Media costringono a dover operare scelte che finiranno col creare qualche disagio alle famiglie. Le classi e gli uffici della Scuola Media si stanno trasferendo nell'edificio del Plesso Don Milani , in via del Popolo , di conseguenza le classi della scuola primaria e dell'infanzia verranno trasferite presso l'edificio scolastico G. F. Ingrassia. Non sarà facile . Ma purtroppo si rende necessario operare in tal senso. Quel che colpisce però  che ancora una volta è proprio l'edificio della Scuola Media a dover affrontare la storia infinita della stabilità e della sicurezza. Ancora uno, due traslochi dunque con classi e laboratori da svuotare e ricomporre prima del fatidico suono della campanella che segnerà l'inzio del nuovo anno scolastico. Si sa che i problemi della scuola non appartengono solamente alla vetustà degli edifici scolastici. Però mi viene in mente il fatto che a pensarci bene il solo edificio che negli anni ha restitito all'incuria del tempo è quello costruito in epoca assai lontana e che ancora è li a testimoniare la capacità dei costruttori ma soprattutto la loro onestà nell'uso dei materiali e il rispetto dei progetti. Altri tempi....Quell'edificio è ancora lì , testimone centenario e silenzioso di migliai di alunni, di maestri, di suoni della campanella, di attività scolastiche , di mense per gli alunni,  di vocii nelle ricreazioni, di canti e di tanto altro che è conservato nei ricordi di ognuno di noi. Sull'edificio della Scuola Media è giusto capire se ci sono responsabilità e a chi appartengono. E se è il caso assumere determinati provvedimenti.

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