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Items filtered by date: Settembre 2019 - Regalbuto Press

Il 5 ottobre a Torino la presentazione del libro di Gaetano Amoruso e Evelin Emanuello " La delusione di Dio"

Il cinque ottobre prossimo a Torino nella libreria Belgravia ,la "prima" delle date della presentazione del nuovo libro edito da Gaeditore " La delusione di Dio" scritto a due mani da Gaetano Amoruso e Evelin Emanuello. La delusione di Dio, titolo diretto e provocatorio, è una narrazione appassionante che prova a descrivere un mercato dei consumi alla perpetua creazione di nuovi bisogni, un mercato del lavoro che ha smarrito il valore della dignità del lavoro, un mercato finanziario che ha perduto il suo ruolo di servizio verso l’economia reale. Nuovo libro della GAEditori dal 16 settembre in libreria.

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Catenanuova. Festa di San Prospero senza spettacoli musicali.

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In questi casi non è facile scrivere un comunicato indirizzato ai propri concittadini col quale si comunica che le condizioni economiche del Comune non consentono di spendere altro denaro per gli spettacoli musicali per la Festa del Patrono di Catenanuova. " A malincuore- scrivono gli amministratori comunali - abbiamo dovuto fare una scelta dolorosa ma responsabile. Avevamo lavorato nel tentivo didefinire un possibile programma ma per cause non dipendenti dalla nostra volontà abbiamo dovuto prendere questa decisione"

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Regalbuto. Azzerata la Giunta Comunale ?

Lo scriviamo con un grosso punto interrogativo perchè pur circolando la voce non vi sono comunicati ufficiali da parte del movimento che ha sostenuto alle scorse elezioni amministrative il sindaco Francesco Bivona. Se la notizia fosse confermata si tratterebbe , pensiamo noi, di una semplice rotazione degli assessori dato che l'attuale amministrazione è in prossimità del giro di boa dei cinque anni di Governo. Intanto è già iniziato a regalbuto il toto nomi ....

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Di Maio." Abbiamo rafforzato i nostri rapporti commerciali con altri paesi."

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Rientrato in Italia dopo 4 giorni newyorkesi molto intensi. La cosa che mi riempie più di orgoglio è che l’Italia, grazie alle nostre eccellenze riconosciute in tutto il mondo, ha ricevuto solo complimenti. Abbiamo anche gettato le basi per nuovi rapporti commerciali con altri Paesi come l’India e rafforzato quelli già esistenti.

Questi giorni sono serviti anche a fare alcuni passi in avanti su un tema, come quello della guerra in Libia, che non riguarda solo un conflitto devastante, ma anche i flussi migratori di persone disperate che arrivano sulle nostre coste. Abbiamo stabilito di mettere al centro tre obiettivi non più rinviabili: lo stop alle partenze, i rimpatri degli immigrati irregolari e la revisione del regolamento di Dublino che, al momento, obbliga l’Italia a farsi carico di tutti i migranti che arrivano nel nostro Paese.
Non dimentichiamoci, inoltre, che i migranti che transitano dalla Libia, o che vengono riportati lì, spesso subiscono violenze di ogni genere, come torture e stupri. Per questo ho proposto che sia l’ONU a gestire i centri di accoglienza in Libia.
Per quanto riguarda lo stop alle partenze, invece, stiamo ragionando su nuove soluzioni e già lunedì sarò in grado di darvi delle novità importanti.

L’altro tema cruciale, al centro di questa edizione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è stato quello del cambiamento climatico. Una minaccia, ma anche una grande lezione che dobbiamo imparare tutti. Il MoVimento 5 Stelle ha già fermato i nuovi permessi per le trivellazioni e dato incentivi alle auto elettriche, che hanno portato a un boom delle immatricolazioni, ma ovviamente non basta. Dobbiamo permettere alle nostre aziende di avere modo di passare a produzioni sostenibili, e fare in modo che non ci sia nessuno shock, ma che tutti possano beneficiare di questo cambiamento.

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"Prof lei sa che sport fa mio figlio ? "

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 Per la scuola italiana lo sport non esiste,  altro che portare crediti come succede negli istituti statunitensi e di mezza Europa  dove gli studenti-atleti che portano prestigio vengono tenuti in palmo di mano. Da noi no. Da noi il lunedì dopo la gara, molto spesso ci sono una verifica o un’interrogazione in agguato. E così siamo al palo. Ma non è un fatto di medaglie. “Le famiglie hanno  troppe aspettative rispetto ai risultati sportivi dei figli. Vivono la palestra o la piscina al pari di un servizio di babysitteraggio.  E la scuola, dal canto suo, spesso non se ne occupa: quanti sono gli insegnanti che sanno che sport praticano i loro allievi? Quanti quelli che puniscono gli studenti atleti con un’interrogazione di lunedì mattina pur sapendo che hanno passato il fine settimana ad allenarsi o gareggiare? Senza contare che anche tra gli allenatori c’è chi spinge troppo sul risultato e poco sulla crescita psico-fisica dei ragazzi…”. Tutto vero. Nel triangolo insegnanti, genitori, allenatori spesso gli angoli non si chiudono. E Francesca Vitali, presidente nazionale dell’Associazione italiana psicologia dello sport (A.I.P.S.) e docente all’Università di Verona, lo spiega bene in una sua intervista sul sito Emiliaromagnamamma.it. Un paio di dati su cui riflettere. Nel nostro Paese fanno sport sei ragazzi su dieci (in Europa nove su dieci) e  l’abbandono delle attività sportive da parte dei giovani tra i 12 e 14 anni è di uno su dieci. La causa è nota: insegnanti e genitori, ma anche molti allenatori  che non capiscono la differenza tra attività sportiva ed agonismo, non comprendono il  valore dello sport. Che è innanzitutto cultura. Che è bagaglio che permette ai ragazzi di trasferire esperienze fondamentali nella vita di tutti i giorni come la capacità di sapersi programmare, organizzare, di sapere gestire le emozioni,  di raggiungere gli obbiettivi. Permette di capire qual è il senso del lavoro: nello sport se uno si allena ottiene risultati così come a scuola se uno studia prende buoni voti. Infine lo sport spiega ai giovani che si può vincere ma si può anche perdere, che la sconfitta non è un dramma, anzi un punto da cui ripartire. Non poco. “Molti abbandonano per il poco tempo, la poca motivazione, la difficoltà di conciliare studio e sport- spiega Vitali-  Ma i motivi sono più profondi . Troppo spesso ai ragazzi si chiede di vincere, di avere una prestazione eccellente. L’enfasi è sulla competizione, sul risultato, quando invece dovrebbe essere sul sostegno all’impegno.  Inoltre il movimento regolare produce connessioni sinapsiche migliori nei lobi frontali. I ragazzi che si muovono, dunque, studiano in tempi più brevi, organizzano con più efficacia il proprio tempo, conciliano e organizzano gli impegni con più facilità. “.  La doppia carriera scuola-attività sportiva quindi va sostenuta. Certo servirebbe che  molti “prof” si rendessero conto che uno studente che magari un giorno non è brillantssimo perchè si è allenato  non è un “lazzarone” da punire. Servirebbe che Ministero, Provveditorati, Federazioni, dalla Fitri alla Fidal ma tutte quante, cominciassero a parlarsi. Quantomeno per capire che c’è un mondo che studia ma ce n’è anche un altro che si allena e gareggia. E non sono due cose diverse e distanti…

 

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A 14 anni abbandonano lo sport . Perchè ? Manca il dialogo scuola,famiglia e società sportive.

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Di recente il dito nella piaga lo aveva rimesso il Corriere della Sera, dico rimesso perchè in realtà già qualche anno fa la Gazzetta dello Sport aveva parlato di un fenomeno che avviene in genere a 14 anni proprio durante la fase di sviluppo più delicata e in cui l’attività fisica sarebbe un vero toccasana per la crescita del ragazzo a livello fisico, psicologico e sociale, questo esercito di mini atleti si riduce drasticamente. Divenuti adolescenti, la metà di loro abbandonano. Cosa succede? Quali i motivi di questa improvvisa disaffezione? Il fenomeno, denominato “drop out”, sempre più diffuso, ha attirato l’attenzione di numerosi psicologi, terapeuti, istruttori che hanno individuato attraverso i loro studi varie e differenti motivazioni. L’agonismo esasperato fin da giovanissimi. Il risultato a tutti i costi. L’illusione preclusa di divenire dei campioni. Nuovi interessi. Genitori e, in genere ambiente esterno, troppo esigenti e pressanti. Il venire meno di divertimento e motivazioni. All’origine dell’abbandono, quindi, non un’unica causa, ma più elementi spesso concomitanti. “Per capire il perché un ragazzo improvvisamente lascia un’attività sportiva che ha praticato per anni è necessario comprendere quali sono le molle iniziali che gli hanno fatto decidere di intraprenderla. E tra queste su tutte il divertimento, la gioia di giocare, di fare parte di un gruppo, conoscere nuovi amici. Se i giovani non trovano soddisfatti questi loro bisogni primari, lasciano”. Dunque sono tanti i fattori che determinano l'abbandono alla pratica sportiva. C'è soprattutto da sottolineare l'età. 14 anni è un'età critica.“I dati del 2016 scorso dicono che negli ultimi dieci anni circa un ragazzo tra i 12 e 14 anni su dieci abbandona lo sport prematuramente, cioè prima di raggiungere il proprio potenziale. La media europea è dell’8%. Ma da noi il fenomeno è aggravato ancora di più dal fatto che la partecipazione giovanile alle attività sportive è più bassa rispetto ai Paesi vicini. Mentre nel resto d’Europa fanno sport nove ragazzi su dieci, da noi fanno sport sei ragazzi su dieci. Quando lasciano, non lo fanno per scegliere altre discipline ma per condurre una vita sedentaria”. Infine c'è da sottolineare come purtroppo ancora oggi il triangolo docenti, società sportive e famiglie non viene quasi mai attivato in favore della crescita dei bambini e dei ragazzi. Chi ha fatto la fotografia dell’abbandono ha trovato ragioni superficiali: il poco tempo, la poca motivazione, la difficoltà di conciliare studio e sport. Ma i motivi sono più profondi e hanno a che fare con il valore stesso dello sport, che è poco compreso da insegnanti, allenatori e genitori. Ai ragazzi si chiede di vincere, di avere una prestazione eccellente. L’enfasi è sulla competizione, sul risultato, quando invece dovrebbe essere sul sostegno all’impegno. Così facendo, alla lunga i ragazzi mollano

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Naf Nicosia rinuncia alla serie D.

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"Purtroppo quest'anno per diversi motivi ci hanno abbandonato tutte ragazze che per anni sono state l'ossatura della nostra squadra e perciò siamo stati costretti a rinunciare a partecipare al campionato di serie D, ripartiamo dalla 2° divisione con le nostre ragazzine under 18 che già si stanno allenando con tanto entusiasmo... speriamo di ben figurare in tutti i campionati a cui parteciperemo."  Questo il comunicato apparso sul profilo della Naf Nicosia, squadra di pallavolo femminile, con il quale si annuncia la rinuncia a partecipare al campionato regionale di serie D. C'è sempre tanto rammarico quando una squadra "rinuncia" . Non tocca a noi esprimere qualsiasi giudizio e dunque ci limitiamo a darne notizia. Naf comunque parteciperà al campionato territoriale di seconda divisione femminile con le ragazze Under 18 . E' un bel ricominciare dato che la società di Nicosia può disporre di un buon settore giovanile che col tempo potrà dare grandi soddisfazioni.

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Corso di arbitro di pallavolo .

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Il Comitato Territoriale di Catania, in collaborazione con il Responsabile Territoriale Ufficiali di Gara e la Scuola Regionale Ufficiali di Gara FIPAV Sicilia, organizza come ogni anno il corso per ARBITRO di pallavolo indoor, riservato a tutti coloro che vogliano iniziare questa esperienza e abbiano tra i 16 e i 54 anni di età.
Per coloro i quali fossero interessati il corso, che è completamente gratuito, verrà presentato domenica 6 Ottobre alle ore 17.00 presso la sede del Comitato Territoriale, sita in via Ettore Majorana 9 a Tremestieri Etneo, e si svolgerà nella stessa sede con incontri prevalentemente bisettimanali. 
Programma e indicazioni più dettagliate saranno date agli interessati tramite email o telefonicamente e in occasione dell'incontro preliminare di giorno 6.
Per iscriversi è possibile inviare una email con i propri dati anagrafici e i recapiti telefonici e email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure iscriversi tramite il form predisposto dal Settore nazionale al sito arbitridipallavolo.federvolley.it.
 
 

Vi ricordiamo che il tesseramento arbitri è incompatibile con le funzioni di presidente e vice presidente di società, allenatore e dirigente. 

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Lettera aperta della Scuola di Pallavolo Regalbuto alla Presidente del Consiglio Comunale.

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

                                    DI  REGALBUTO

 

                                    AI CONSIGLIERI COMUNALI

 

 

            Lo scomparso Nelson Mandela sosteneva che “lo sport può cambiare il mondo”. Non era l’unico a pensarla così: l’idea che lo sport possa e debba contribuire allo sviluppo della società si è fatta largo ed è sempre più diffusa ed è condivisa da grandi organismi internazionali. Ad esempio, il famoso “Libro bianco dello sport europeo” (2007) scommette sullo sport per promuovere educazione e salute, democrazia e partecipazione, formazione e istruzione, integrazione e coesione sociale, rispetto delle minoranze, rigetto di violenza, razzismo, xenofobia e tante altre belle e utilissime cose.

            Si è dimostrato che l’attività fisica e sportiva, unitamente a un’alimentazione corretta, abbassa in maniera significativa l’incidenza dell’obesità, delle malattie cardiovascolari, di ictus, cancro al seno, cancro al colon, diabete tipo II.            

            Sempre più spesso si sente parlare di Società sportive e tessuto civile in Italia un argomento volto a illustrare proprio la grande ricchezza culturale delle società sportive italiane.

            E' noto - Sig Presidente e Signori Consiglieri, come anche a Regalbuto la situazione sociale delle famiglie e dunque dei giovani si sia negli anni aggravata , tale situazione ha come conseguenza il disagio sociale e l'emarginazione specie di quei ragazzi le cui famiglie non possono iscrivere , per ragioni economiche, i propri figli alla pratica di uno sport.

            Anche a Regalbuto dunque obiettivo fondamentale della pratica sportiva, come strumento di promozione umana e sociale, deve essere la valorizzazione in maggior misura della funzione sociale che compete allo sport, mettendo in rilievo l’attività motoria come elemento strategico che contribuisce a una corretta educazione dei giovani e delle categorie a maggior rischio di esclusione sociale.

            L’inclusione sportiva è la grande sfida dei nostri tempi, funzionale alla lotta contro il razzismo, il bullismo e l’uso di sostanze dopanti.

            A Regalbuto la pratica sportiva deve divenire uno degli strumenti imprescindibili per affrontare il problema sociale sempre più emergente della frammentazione della nostra società, che produce mancanza di relazioni, isolamento, distacco dal contesto sociale delle minoranze, siano esse anziani, disabili o disoccupati.

            I dati  in nostro possesso sulle iscrizioni alle società sportive nel nostro paese seppur confortanti da un lato , costringono troppo spesso le società sportive a sacrifici di ogni genere sia in ordine economico che sugli impianti , affinchè i nostri ragazzi possano svolgere al meglio la pratica sportiva.

            Si rende necessario , a parer nostro, una maggiore attenzione ai problemi dello sport nel nostro territorio per focalizzare meglio ogni aspetto che riguarda non solo quello sociale ma anche  economico delle famiglie e dell'uso degli impianti sportivi esistenti.

            Ciò premesso, Sig Presidente del Consiglio, Signori Consiglieri basterebbe che la città di Regalbuto riconosca con un atto deliberativo il valore sociale delle società sportive per dare maggiore coraggio e determinazione a quei pochi dirigenti , tecnici e volontari che ogni anno si prodigano per raccogliere il maggior numero di ragazzi e ragazze nelle palestre e negli spazi all'aperto.

            Basterebbe anche  - sig Presidente e Signori Consiglieri , che vi siano migliori occasioni di incontri tesi a coinvolgere i sodalizi sportivi a confronti sui temi dell'inclusione sociale e sugli obiettivi da raggiungere e anche sentire dalle loro vive voci le difficoltà che impediscono a volte il  miglior modo di  far praticare lo  sport  ai nostri ragazzi. Ragazzi troppo spesso discriminati rispetto ai loro coetanei del Nord dove i dati statistici indicano un maggior numero di iscritti alle società sportive e perfino una incidenza del pil -generato dallo sport - superiore rispetto al Sud.   

 

 

Basta poco dunque  ! 

            Ed è con questa speranza che ci auguriamo che Questo Civico Consesso voglia mettere in atto  quelle azioni necessarie affinchè si realizzino in pratica tutte quelle strategie che coinvolgano le famiglie, la scuola, le associazioni di volontariato, le parrocchie e le società sportive al grave problema sociale che purtroppo oggi anche a Regalbuto è sotto gli occhi di tutti.

 

E' nostro dovere intervenire !

 

 

Regalbuto 17/09/2019                                                ASD  Scuola di Pallavolo Regalbuto

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Agenzia Entrate. Le ASD esenti dall'imposta bollo.

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L’Agenzia delle Entrate con risposta n° 361 del 30 agosto 2019 ad istanza di interpello formulata da società sportiva dilettantistica conferma, , l’esenzione dell’ imposta di bollo sugli atti e documenti delle associazioni e società sportive dilettantistiche, tra cui le ricevute d'incasso e gli estratti di conto corrente.


Si ricorda che art. 1 della legge 145, (Legge di bilancio 2019) ha esteso l'ambito soggettivo della previsione agevolativa del citato art. 27-ter, esentando dall'imposta di bollo, con effetto dall'1/1/2019, anche gli atti, documenti, istanze, contratti, copie, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni posti in essere o richiesti dalle associazioni e società sportive dilettantistiche senza fini di lucro riconosciute dal Coni (in precedenza erano destinatari del beneficio solamente le Onlus, le Federazioni Sportive Nazionali e gli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal Coni).

L'Agenzia ha pertanto riconosciuto che l'esenzione in esame è applicabile anche alle ricevute che il sodalizio sportivo rilascia a fronte dell'incasso dai soci/ tesserati di corrispettivi di prestazioni specifiche.

Deve trattarsi, chiaramente, di prestazioni effettuate in conformità alle finalità istituzionali ( e come tali non soggette ad IVA) svolte nei confronti dei soci o dei tesserati alla medesima organizzazioni nazionale a cui il sodalizio è affiliato.

L’esenzione si applica anche agli estratti di conto corrente, poiché ad avviso dell'Agenzia il termine «estratti» che figura nell'art. 27-bis include anche i documenti con informazioni in ordine alla gestione finanziaria del conto corrente.
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