Italia 2080: 13 milioni di persone in meno e un Paese sempre più vecchio

Settembre 01, 2026 568

Il nuovo report Istat fotografa un declino irreversibile. Anche nello scenario più favorevole la popolazione continuerà a diminuire e a invecchiare. Crollano le coppie con figli, boom di chi vive solo.

Un paese sempre meno popolato e sempre più vecchio. È questa, senza giri di parole, la fotografia dell'Italia scattata dall'Istat oggi, lunedì 31 agosto, nel nuovo report "Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze lavoro".

I numeri sono netti e difficilmente controvertibili. Al 1° gennaio 2025 eravamo 58,9 milioni di residenti. Nel 2050 saremo 55 milioni. Nel 2080 saremo appena 45,8 milioni: oltre 13 milioni in meno rispetto a oggi. Un calo che, sottolinea l'Istituto, proseguirà "anche negli scenari più favorevoli".

Il Paese domani: più piccolo e più eterogeneo

Non è solo una questione di numeri. Come già indicato nelle precedenti previsioni, il futuro demografico restituisce l'immagine di un Paese più piccolo, più eterogeneo e con più differenze.

La certezza, per l'Istat, è una sola: l'invecchiamento. Nel 2080 l’Italia conterà oltre 13 milioni di residenti in meno con un costante invecchiamento che i flussi migratori non riusciranno a compensare. L'invecchiamento della popolazione si conferma "la prospettiva più certa".

Già entro il 2050 l'età media degli italiani supererà i 51 anni, rispetto ai 46,9 anni del 2025. Gli over 65 rappresenteranno il 34,5% del totale, fino a stabilizzarsi attorno al 36,8% nel 2080. Di contro, la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) subirà un netto calo, passando dal 63,4% attuale al 55,3% nel 2050 e al 53,2% nel 2080.

Il motore di questo spopolamento è un saldo naturale profondamente negativo. Le nascite, stabili a circa 355mila all’anno fino al 2030, scenderanno a 335mila nel 2050 per poi toccare quota 281mila nel 2080. Contestualmente, i decessi cresceranno dai 652mila del 2025 fino a un picco di 869mila nel 2058, con un divario massimo di -570mila unità nel 2059.

Non basterà l'immigrazione. Nonostante un saldo migratorio destinato a rimanere positivo, con una media stimata tra le 200mila e le 296mila unità annue, le entrate dall’estero non potranno colmare il deficit.

Addio alla famiglia tradizionale

A cambiare radicalmente sarà anche il tessuto sociale e familiare.

Entro il 2050 il numero delle coppie con figli crollerà dagli attuali 7,5 milioni (28,1% del totale) a 5,8 milioni (21,1%), venendo superato dalle coppie senza figli, che saliranno a 5,9 milioni (21,4%). Il sorpasso, secondo Istat, avverrà già nel 2047.

Esplode il fenomeno dell'isolamento abitativo: tra il 2025 e il 2050 le persone che vivono da sole aumenteranno del 16%, arrivando a 11,6 milioni. Un incremento che riguarderà principalmente la terza età, con gli over 75 soli che raggiungeranno i 4,7 milioni, di cui 3,4 milioni donne.

Il rapporto tra individui in età lavorativa e non (0-14 e 65 anni e più) passerà da circa tre a due a circa uno a uno nel 2050. Significa un lavoratore per ogni persona che non lavora.

Cosa significa? Meno giovani, meno lavoratori, più pensionati, più case vuote, più persone sole. È la sfida che l'Italia del 2080 dovrà affrontare già da oggi.