Ciao Alex ! Il tuo esempio ci mancherà !
"Alex non è stato solo un campione di velocità, è stato un campione di prospettiva. Ci ha insegnato che la vita non si misura da ciò che ci viene tolto, ma da quello che decidiamo di fare con ciò che resta.
In ogni suo respiro, in ogni sfida accettata con quel sorriso che sfida il destino, Alex ci ha ricordato che cadere è umano, ma rialzarsi (o reinventarsi) è un atto di pura poesia.
Continuiamo a fare il tifo per lui e per quanti come lui hanno lottato per la vita ! Ciao Alex ci mancherai !
L'Istituto S. Citelli scende in campo : al Massimino un gol che arriva fino a Niscemi .
CATANIA – Lo scorso 29 aprile 2026, lo stadio “Angelo Massimino” ha ospitato l’evento “Un Gol per la Solidarietà”, un appuntamento che unisce sport e beneficenza. Tra il pubblico presente sugli spalti, si è distinta la delegazione degli studenti dell’Istituto “Salvatore Citelli” di Regalbuto, che hanno partecipato con interesse a questa giornata dedicata al sostegno sociale. L’obiettivo principale della partecipazione scolastica è stato quello di sensibilizzare i ragazzi sul valore dell’altruismo e della cittadinanza attiva. Accompagnati dalle docenti Giovanna Dieli Crimì, Lorena Treccarichi e Anna Geraci, gli alunni hanno seguito le sfide sul campo con partecipazione, dimostrando come la scuola possa essere un importante tramite per iniziative di rilievo territoriale. L'edizione di quest'anno ha avuto una finalità precisa: il ricavato della manifestazione sarà infatti devoluto alla comunità di Niscemi, colpita lo scorso gennaio da una frana. I fondi saranno destinati alla creazione di spazi ricreativi per i giovani della zona, rendendo il contributo di chi ha acquistato il biglietto – inclusi gli studenti di Regalbuto – un atto di solidarietà concreta verso i propri coetanei in difficoltà.L’evento, ormai consolidato nella tradizione catanese, ha visto scendere in campo volti noti del mondo dello spettacolo e dello sport, tra cui il cantautore Povia, che hanno animato la mattinata insieme a vari rappresentanti della Nazionale Artisti TV e delle All Stars Sicilia.
Al di là della cornice di spettacolo, per l’Istituto “Salvatore Citelli” la giornata ha rappresentato un’occasione formativa importante: un modo per uscire dalle aule e riflettere, attraverso lo sport, sull’importanza di sostenere chi vive situazioni di emergenza.
Oltre le aule scolastiche: il viaggio studio a Madrid degli studenti del “Salvatore Citelli”
Un’immersione totale tra cultura, lingua e formazione professionale: l’esperienza PCTO nella capitale spagnola lascia un segno indelebile nel percorso di crescita dei ragazzi.
Madrid non è stata solo una meta geografica, ma un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per gli studenti del terzo e quarto anno dell’Istituto Tecnico “Salvatore Citelli”. Dal 14 al 23 aprile 2026, i ragazzi hanno vissuto un’intensa esperienza di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) e soggiorno linguistico, un progetto che ha saputo coniugare il rigore didattico con la scoperta interculturale.
Un connubio tra teoria e vita quotidiana
Accompagnati con dedizione dai tutor Palma Bevacqua e Giuseppa Giaggeri, gli studenti hanno vissuto il quotidiano spagnolo ospitati da famiglie locali. Questa immersione ha rappresentato il primo, fondamentale passo verso l’autonomia: dalla gestione dei tempi di spostamento in metropolitana — una vera palestra di responsabilità — alla condivisione delle abitudini di una cultura diversa dalla propria.
Ogni mattina, il focus didattico è stato il potenziamento della lingua inglese presso la scuola ospitante, un tassello cruciale per costruire quel profilo professionale internazionale che il mercato del lavoro di oggi richiede con sempre maggiore urgenza.
Tra storia, scienza e tradizione
Il calendario delle attività ha trasformato ogni angolo di Madrid in un’aula. Il gruppo ha ripercorso la storia dell’arte al Museo Reina Sofía e ammirato la maestosità della Cattedrale dell’Almudena e del Palazzo Reale. Non sono mancati momenti di riflessione sulle tradizioni locali, come la visita alla Plaza de Toros de Las Ventas, né lo stupore dinanzi alla storia millenaria di Toledo, esplorata tra le navate della sua Cattedrale e i chiostri del Monastero di San Juan de los Reyes.
L’orientamento scientifico, fulcro dell'identità dell'Istituto, ha trovato spazio nella visita interattiva al Planetario e al Museo delle Scienze Naturali, stimolando curiosità e capacità di analisi critica nei giovani studenti.
Competenze per il futuro
Non solo svago e cultura: il programma ha riservato spazio alla formazione pratica. Attraverso workshop dedicati, gli studenti si sono misurati con la stesura del curriculum vitae, acquisendo strumenti concreti per affrontare le sfide professionali che li attendono dopo il diploma.
Il bilancio finale dell’esperienza è estremamente positivo. La puntualità, lo spirito di collaborazione e l’atteggiamento proattivo mostrato dagli alunni del “Citelli” sono stati lodati sia dalle famiglie ospitanti che dai partner spagnoli, confermando l’efficacia di un modello didattico che mette al centro il coinvolgimento diretto.
Un bagaglio di crescita
Questa avventura madrilena non si limita alle foto scattate o ai chilometri percorsi. Per i ragazzi, il valore aggiunto risiede nel superamento dei confini della propria zona di comfort. Tornano a casa con una maggiore consapevolezza delle proprie capacità linguistiche, una ritrovata autonomia e, soprattutto, una visione del mondo più ampia e integrata.
Un’esperienza che, come sottolineato dai partecipanti e dai docenti, non rappresenta un punto di arrivo, ma un solido trampolino di lancio per il loro futuro percorso formativo e professionale.
Il 25 Aprile, data che dovrebbe rappresentare la pietra angolare della nostra democrazia, si ripropone quest’anno con una carica di divisione che appare, per molti osservatori, senza precedenti negli ultimi decenni. La ricorrenza, che celebra la Liberazione dal nazifascismo, si è trasformata, di fatto, nel palcoscenico di una polarizzazione crescente, dove la retorica del conflitto sembra aver preso il sopravvento sulla riflessione storica e sull’unità nazionale.
La frattura della memoria
È innegabile che la tensione sia aumentata. Da una parte, chi rivendica con forza l'eredità partigiana come unico baluardo democratico; dall'altra, chi si sente perennemente sotto accusa, etichettato come "fascista" per la sola appartenenza a una diversa area politica. Questa dicotomia, esasperata dall’attuale clima politico, ha riportato il dibattito pubblico a toni che ricordano atmosfere lontane ottant’anni.
Il nodo centrale è il mancato processo di rappacificazione nazionale. Sebbene il valore universale del sacrificio dei morti in guerra sia un dato di fatto umano e pietoso, l'Italia sembra non avere ancora avuto la forza, o forse la volontà politica, di ricomporre una narrazione condivisa. Il Governo, espressione di una coalizione di centro-destra, è finito al centro di questa contesa, diventando, a seconda dei punti di vista, l'emblema di un revisionismo o il bersaglio di una delegittimazione sistematica.
Il miraggio dell'unità
Ci si sarebbe aspettati, in un giorno di tale importanza, di vedere le piazze unite sotto un unico vessillo: il Tricolore. La bandiera italiana dovrebbe essere il simbolo che annulla le differenze, rappresentando la Patria per cui uomini di fedi politiche opposte — uniti agli Alleati — hanno combattuto per sconfiggere la dittatura. Invece, le cronache delle ultime celebrazioni hanno mostrato una frammentazione di anime, bandiere di parte e slogan che più che ricordare, sembrano voler dividere nuovamente.
L'ombra della violenza
La preoccupazione più profonda che emerge dall'attuale scenario riguarda la deriva violenta. L'osservatore attento non può fare a meno di notare come il linguaggio stia diventando sempre più radicale. Quando il confronto politico smette di essere dialettica e diventa "danza di guerra", il rischio è che si creino le premesse per atti estremi.
Il timore — espresso da chi ha vissuto abbastanza da ricordare stagioni ben più cupe — è che si stia giocando pericolosamente con il fuoco. La storia ci insegna quanto sia labile il confine tra lo scontro verbale e il gesto scellerato. Il silenzio di chi dovrebbe agire come mediatore, isolando le frange estremiste che cercano deliberatamente la provocazione e lo scontro fisico, è un segnale d'allarme che non può essere ignorato.
Verso un futuro incerto
Guardando al 2027, la prospettiva non è rassicurante. Se la politica non sarà in grado di disinnescare questa "tensione cercata", il rischio di un'escalation che trascenda le parole è concreto. La memoria, invece di essere uno strumento di coesione, rischia di diventare la benzina sul fuoco di un conflitto civile strisciante.
Siamo chiamati a una riflessione urgente: è davvero possibile che, a distanza di decenni, l'Italia non sia in grado di celebrare il proprio ritorno alla libertà senza rischiare, ogni volta, di lacerare nuovamente il proprio tessuto sociale? La risposta a questa domanda non appartiene solo alla classe dirigente, ma alla maturità di un Paese che deve decidere se continuare a vivere nel passato o costruire, finalmente, una memoria comune che non cerchi più vittime, ma futuro.
Il Cortocircuito della Libertà: Tino Ferrari, la Brigata Ebraica e il 25 Aprile che non Vogliamo
C'è un'immagine che più di ogni altra fotografa le contraddizioni, a tratti intollerabili, dell'ultimo 25 aprile: quella di Tino Ferrari, ex professore dell'Università di Bologna nato nel 1946 – l'anno immediatamente successivo alla Liberazione – allontanato dal corteo della sua città. La sua "colpa"? Aver portato in piazza, accanto al tricolore italiano e ai simboli dell'ANPI, la bandiera dell'Unione Europea e quella dell'Ucraina. Ma purtroppo, il suo non è stato l'unico caso di memoria tradita.
Un Paradosso Dolente
È un 25 aprile dolente quello in cui a un uomo anziano, animato dai valori fondanti della Resistenza e con i fazzoletti partigiani al collo, viene intimato di andarsene o di nascondere in tasca i propri vessilli.
Il cortocircuito logico e morale è plateale: nella giornata in cui l'Italia celebra la liberazione da un regime oppressivo e da un'occupazione straniera, a un cittadino democratico viene impedito di solidarizzare con un Paese che da oltre 4 anni sta compiendo la propria, sanguinosa e drammatica resistenza contro un invasore. Ferrari è stato bloccato da manifestanti più giovani e costretto a farsi da parte per non aver aderito a un "pensiero unico" imposto con un'arroganza inaccettabile.
L'Abisso dell'Odio: L'Attacco alla Brigata Ebraica
A rendere il clima ancora più fosco e inquietante è ciò che accade, ormai quasi sistematicamente, ai rappresentanti della Brigata Ebraica, a cui viene impedito di sfilare pacificamente. Stiamo parlando dei reduci e degli eredi di coloro che diedero un contributo di sangue vitale per la liberazione dell'Italia dal nazifascismo.
Vietare loro la piazza è un abominio storico, ma il fondo dell'abisso è stato toccato con gli insulti vomitati contro di loro. Tra urla e spintoni, si è levato un commento che fa raggelare il sangue: "siete saponi mancati". Una frase che non è "solo" un insulto, ma un'evocazione abominevole dell'Olocausto, un concentrato di purissimo antisemitismo mascherato da militanza politica.
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La memoria capovolta: Chi sfila il 25 aprile dovrebbe farlo per onorare le vittime del nazifascismo, non per usare la retorica dei carnefici contro i discendenti di quelle stesse vittime.
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Il paradosso della piazza: La Festa della Liberazione si trasforma così in un tribunale ideologico dove l'ingresso è regolato dall'intolleranza e, cosa ancora più grave, dall'odio razziale.
La Resistenza di Oggi e i Muri dell'Ideologia
Cacciare chi sventola la bandiera di un popolo sotto le bombe, o sputare odio antisemita addosso a chi ha liberato il nostro Paese, significa ignorare il parallelismo storico e morale più lampante del nostro presente. La libertà non è un concetto astratto, né tantomeno l'esclusiva di certe fazioni: è un principio universale. Quando la piazza si trasforma in un luogo di censura e razzismo, perde la sua natura e diventa l'esatto opposto di ciò per cui le partigiane e i partigiani hanno combattuto e perso la vita.
Impedire a Tino Ferrari di marciare e insultare la Brigata Ebraica sono ferite profonde alla nostra democrazia. È il trionfo di quel settarismo anti-libertà che pretende, con presunzione violenta, di stabilire quali resistenze siano degne di essere celebrate e chi abbia il diritto di esistere.
Il 25 aprile appartiene a tutti coloro che credono nei diritti umani, nella solidarietà e nell'autodeterminazione dei popoli, respingendo ogni forma di fascismo, vecchio o nuovo che sia. Viva Tino Ferrari, onore alla Brigata Ebraica, e abbasso quel settarismo cieco che, in nome di una libertà sbandierata solo a parole, finisce per calpestare quella vera.
Milano: insulti alla Brigata Ebraica durante il corteo del 25 aprile Questo filmato documenta le crescenti tensioni e le contestazioni subite dai rappresentanti della Brigata Ebraica durante le celebrazioni della Liberazione a Milano.
Il colpo d'occhio che accoglie oggi i visitatori scendendo verso il bacino del Lago Pozzillo è quanto di più bello e suggestivo si possa desiderare. Quella che fino a ieri era un'aspirazione condivisa, oggi è una splendida realtà: un'oasi di pace e serenità che brulica di vita, colori e profumi, sancendo il successo inequivocabile del Pozzillo Fest.
Un'Atmosfera di Festa e Condivisione
Passeggiando lungo le sponde, i sensi vengono immediatamente rapiti dall'essenza della scampagnata perfetta e del vivere all'aria aperta. L'area è un mosaico di attività e sorrisi, dove ogni visitatore trova la propria dimensione ideale:
- Sapori e Tradizione: Famiglie e comitive sono già intente ad animare i barbecue, diffondendo nell'aria il profumo inconfondibile di carne arrosto e dei tradizionali carciofi sulla brace.
- Sport e Dinamismo: Le acque increspate del lago fanno da specchio agli atleti del canottaggio, mentre sui campi limitrofi risuonano i colpi di chi si sfida a tennis. Poco distante, gruppi di ragazze e appassionati di trekking esplorano i sentieri circostanti.
- Spensieratezza: I bambini corrono felici rincorrendo un pallone, riappropriandosi di spazi verdi ampi e sicuri.
- Servizi al Cittadino: La Pro Loco presidia l'area con le sue immancabili biciclette a noleggio per esplorare la zona su due ruote, mentre le attività commerciali locali aprono gradualmente i loro stand, offrendo prodotti tipici e servizi di qualità.
- Infine la SAES con tutto il personale in servizio che non smette di stupire per la grande molta di assistenza nel mantenere ordinato e pulita tutta l’area del parcheggio e del Piano Arena. Coadiuvati dall’Associazione dei Carabinieri di Regalbuto
Il Trionfo della Sinergia: Pubblico, Privato e Associazioni
Ciò che rende questa giornata davvero storica non è solo la bellezza naturalistica del luogo, ma il modello organizzativo che l'ha resa possibile. Oggi si concretizza ciò che è stato a lungo scritto, sognato e pianificato: un coinvolgimento totale e proficuo tra l'Amministrazione Pubblica, l'imprenditoria privata e il vitale tessuto associativo.
Questa alleanza ha permesso di far respirare un'aria nuova. La Cittadella dello Sport e l'area del Piano Arena dimostrano oggi tutto il loro enorme potenziale, ergendosi a simbolo di un'efficienza strutturale che regala serenità e ordine a tutti i partecipanti.
La Mossa Vincente: L'Iniziativa dei Privati per l'Accoglienza
Che il Pozzillo fosse una risorsa inestimabile per il territorio era un fatto noto. Tuttavia, la vera nota di merito che ha dato il via formidabile alle giornate del Pozzillo Fest riguarda la logistica, spesso vera e propria sfida dei grandi eventi.
Il senso di comunità ha fatto la differenza: i proprietari privati hanno generosamente messo a disposizione i propri terreni limitrofi per trasformarli in un ampio e funzionale parcheggio.
Questa mossa strategica ha permesso di accogliere migliaia di automobili e camper in totale sicurezza, azzerando i disagi viabilistici e permettendo a turisti e residenti di iniziare a godersi la festa fin dal momento dell'arrivo.
Un Modello per il Futuro
Il Pozzillo Fest si sta dimostrando non solo un momento di svago, ma la prova tangibile di come un territorio possa fiorire quando la comunità rema nella stessa direzione. Il lago oggi non è mai stato così vivo, confermandosi non solo come perla paesaggistica, ma come vero e proprio motore trainante per il turismo, lo sport e l'economia locale. Una giornata che segna un nuovo, bellissimo capitolo per tutta la comunità.
Eccellenza e Circuiti: L’Istituto "Citelli" di Regalbuto Riscrive la Storia alla RoboCup Junior
MISTERBIANCO (CT) – Non è stata solo una competizione, ma una vera e propria prova di forza tecnologica e carattere. L’Istituto Fortunato Fedele di Agira, con i talentuosi studenti dell’Istituto Tecnico "Citelli" di Regalbuto, ha lasciato un’impronta indelebile alle Gare Nazionali di Robotica RoboCup Junior, svoltesi dal 15 al 18 aprile 2026 presso il prestigioso hub SiciliaFiera. Sotto la guida esperta dei docenti, i ragazzi dell’indirizzo Elettronica hanno dimostrato che il futuro della robotica parla siciliano, portando a casa risultati storici e riconoscimenti che proiettano la scuola verso palcoscenici internazionali.
Rescue Line: Verso l'Europa
Nella categoria Rescue Line, la squadra denominata "Last Second" ha tenuto fede al proprio nome regalando emozioni fino all’ultimo istante. Su ben 66 partecipanti provenienti da tutta Italia, i ragazzi del Citelli hanno conquistato un eccezionale 6° posto. Questo piazzamento non è solo un numero, ma un lasciapassare: il team è ora in lizza per uno slot ai Campionati Europei di Vienna. Se confermato, si tratterebbe di un record assoluto per l’Istituto di Regalbuto, segnando la prima storica partecipazione a una fase continentale.
Soccer: Una "Prima Volta" da Premio Fair Play
La vera sorpresa dell'edizione 2026 è arrivata dalla categoria Soccer Lightweight Entry. Per la prima volta in assoluto, una squadra siciliana è riuscita a qualificarsi e competere in questa disciplina a livello nazionale. A rompere il ghiaccio è stato proprio il Fortunato Fedele con la squadra "Circuit Breakers". Oltre al valore tecnico della partecipazione, i ragazzi hanno saputo distinguersi per l'etica e lo spirito sportivo, conquistando il Premio Fair Play. Vedere il nome del Citelli risuonare sul palco delle premiazioni nazionali per il comportamento esemplare dei suoi studenti è stato un momento di immenso orgoglio per tutta la delegazione.
Un Successo di Squadra
Dietro questi traguardi c’è il lavoro instancabile di un corpo docente dedicato. Gli studenti sono stati supportati e accompagnati nelle varie fasi (territoriali e nazionali) dai professori: Angela Beninato e Diego Bonadonna (fase territoriale); Diego Bonadonna, Corrado La Rosa, Alberto Risiglione e Angelo Scorciapino (fase nazionale).
Il Sostegno del Territorio
Il successo di questi giovani innovatori è stato reso possibile anche grazie alla sinergia con le realtà locali. L’Istituto Citelli ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale alla Magnetico Associazione Culturale, il cui prezioso sostegno economico è stato fondamentale per permettere agli studenti di affrontare questa sfida nazionale.
"Questi risultati confermano che, quando l'impegno degli studenti incontra la guida attenta dei docenti e il sostegno delle associazioni, non esistono confini che non possano essere superati. Oggi Regalbuto festeggia i suoi piccoli geni della robotica, domani chissà... forse l'Europa."
C’è un’energia particolare che si respira quando l’acqua piatta di un lago incontra la determinazione dei canottieri. Quell’energia sta per tornare a vibrare nel cuore della Sicilia: domenica 26 aprile 2026, il Lago Pozzillo di Regalbuto (EN) tornerà a essere il grande protagonista del canottaggio regionale. Il Comitato Regionale FIC Sicilia ha scelto una cornice d'eccezione per questa Gara Regionale, segnando un ritorno attesissimo su uno dei campi di gara più suggestivi dell'isola.
Una sfida su otto corsie: tecnica e adrenalina
Non sarà una semplice domenica di sport, ma una vera e propria maratona remiera. Il campo di gara è pronto a schierare un assetto da grandi occasioni con ben 8 corsie e partenze non ancorate, mettendo alla prova la prontezza e la tecnica degli equipaggi. Le distanze varieranno per offrire spettacolo e versatilità:
- Velocità (250m): per chi fa della potenza pura il proprio marchio di fabbrica.
- Fondo e Mezzofondo (1000m, 1500m, 2000m): dove la resistenza e la strategia faranno la differenza tra il podio e il resto del gruppo.
I protagonisti: dal futuro del canottaggio ai Senior
La regata di Regalbuto non è solo una festa dello sport, ma una tappa cruciale per le classifiche nazionali. Gli occhi saranno puntati sulle categorie che si contenderanno punti pesanti per il ranking:
- Il vivaio: Allievi B1, B2, C e Cadetti.
- La crescita: Under 17, Under 19 ed Esordienti.
- L’eccellenza: Senior A e la categoria PR3 II.
Sebbene le gare per le categorie Allievi A e Master non siano valide ai fini delle classifiche nazionali, la loro presenza garantirà quel mix perfetto tra entusiasmo dei più piccoli e l'esperienza intramontabile dei veterani.
"Vedere il Lago Pozzillo nuovamente solcato dalle imbarcazioni è un segnale forte per tutto il movimento remiero siciliano. È qui che il talento incontra l'opportunità."
Perché non mancare
Regalbuto non offre solo sport di alto livello. Il Lago Pozzillo, con la sua vista mozzafiato e la sua quiete naturale, rappresenta il luogo ideale per una giornata all'aria aperta. Che siate tecnici a caccia di tempi, atleti pronti al "via" o semplici spettatori curiosi, l'appuntamento del 26 aprile promette emozioni a ogni colpo di remo.
Segnate la data sul calendario: la Sicilia del canottaggio si dà appuntamento a Pozzillo. Il countdown è già iniziato!
Il motorsport è fatto di numeri, traiettorie e millesimi di secondo, ma a volte è la pura forza di volontà a scrivere le pagine più belle. Quello di Giacomo Pellegrino, portacolori della CM Motorsport, nel primo round del Campionato Predator’s, non è stato solo un esordio: è stato un manifesto di resilienza.
Un Sabato da Dimenticare (o Forse No)
Il weekend sul circuito romano di Vallelunga era iniziato sotto i migliori auspici con ottimi riscontri nelle libere del venerdì. Tuttavia, il sabato mattina il destino ha deciso di rimescolare le carte nel modo più duro: un incidente durante le qualifiche ha causato la rottura della sospensione e un doloroso infortunio al polso per il giovane driver regalbutese. Con una vettura danneggiata e una condizione fisica precaria, Pellegrino si è ritrovato a scattare in Gara 1 dall'ultima fila, in 27ª posizione. Per molti sarebbe stato il segnale della resa; per Giacomo è stato l'inizio del capolavoro.
Gara 1: La Rimonta del Cuore
Senza lasciarsi scoraggiare, Pellegrino ha messo in scena una progressione magistrale. Sorpasso dopo sorpasso, il pilota della CM Motorsport ha risalito la china con una ferocia agonistica fuori dal comune, chiudendo incredibilmente al terzo posto. Una rimonta di ben 24 posizioni che ha lasciato a bocca aperta il paddock e confermato la stoffa del talento siciliano.
Gara 2: Il Duello con Tocu
La domenica ha offerto un copione diverso ma altrettanto intenso. Partito dalla quarta piazza (come da regolamento), Giacomo si è proiettato subito nelle posizioni di vertice, ingaggiando un duello ruota a ruota durato l'intera gara con il lombardo Riccardo Tocu.
I due hanno dato vita a una battaglia corretta e spettacolare, risolta solo sotto la bandiera a scacchi:
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1° Posto: Riccardo Tocu
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2° Posto: Giacomo Pellegrino
Uno Sguardo al Futuro
Con un bottino di un secondo e un terzo posto, Pellegrino esce da Vallelunga come uno dei grandi protagonisti della stagione, dimostrando di saper gestire non solo il mezzo meccanico, ma anche la pressione e gli imprevisti più pesanti.
"Non contano le volte in cui cadi, ma la velocità con cui ti rialzi. E Giacomo, questo fine settimana, è stato velocissimo."
Il prossimo appuntamento con il Campionato Predator’s è fissato per il 16 e 17 maggio sul tecnico tracciato di Varano de Melegari (Parma). Dopo quanto visto a Vallelunga, gli avversari sono avvisati: Giacomo Pellegrino non si ferma davanti a nulla.

