1. Non decide lui l'importo, lo decide la legge .
La base è sempre l'art.82 del TUEL (D.Lgs.267/2000): “l'indennità di funzione è determinata per legge”, non dal sindaco. Dal 2024 quella legge è cambiata con l'art.1, commi 583-587, L.30 dicembre 2021 n.23 a decorrere dall'anno 2024, l'indennità... è parametrata al trattamento economico complessivo dei presidenti delle regioni” con le percentuali già fissate (16% fino a 3.000 ab., 29% fino a 10.000, 70% per i capoluoghi di provincia sotto i 100.000, ecc.). L'aumento è stato graduale: 45% nel 2022, 68% nel 2023, 100% nel 2024.
Quindi il sindaco non “si aumenta”: applica una tabella nazionale che esiste dal 2022.
2. In Sicilia serve solo una delibera di recepimento
Essendo a statuto speciale, la norma non entra automatica. Ogni Comune deve fare una delibera che richiama:
- D.Lgs.267/2000
- L.234/2021
- le norme regionali di compartecipazione
È esattamente quello che ha fatto Enna : “recepisce il quadro normativo nazionale e regionale in vigore, dal decreto legislativo n. 267 del 2000 alla legge n. 234 del 2021”.
Un sindaco appena eletto a giugno trova la norma già vigente, i fondi regionali già stanziati per il 2024-2026, e deve solo:
- far approvare la delibera in Giunta
- avere il parere dei revisori sulla copertura
- pubblicarla
Non serve aspettare fine mandato, non serve una legge nuova.
3. Perché lo fanno subito (e spesso i predecessori no)
- Immagine politica: l'uscente, in campagna elettorale, congela l'adeguamento per non farsi attaccare. Il nuovo, con 5 anni davanti, lo applica nei primi 100 giorni e “mette a norma” il Comune.
- Soldi regionali: la Sicilia rimborsa parte dell'aumento solo se il Comune delibera entro l'esercizio finanziario.
- Effetto a cascata: l'indennità del sindaco trascina quella di vicesindaco, assessori (fino al 75%) e presidente del Consiglio (fino al 55-60% nei capoluoghi). Una sola delibera sistema tutto, ed è quello che vedi nelle tabelle di Enna: €9.660 sindaco, €5.313 vicesindaco, €4.347 assessori, €5.796 presidente.
In sintesi
Il neo-sindaco di giugno non ha “inventato” aumenti: ha semplicemente applicato, con una delibera, l'adeguamento obbligatorio previsto dal 2024 dalla legge di bilancio 2022, già recepito dalla Regione Siciliana. Se non lo facesse, il Comune resterebbe sotto i minimi di legge e rischierebbe rilievi della Corte dei conti.
Ecco cosa dice la delibera del Comune di Enna :
Delibera di Giunta –
“Adeguamento indennità di funzione organi istituzionali in applicazione della legge”
Cosa recepisce
Il testo richiama espressamente tutta la filiera normativa di cui parlavamo prima:
“dal decreto legislativo n. 267 del 2000 alla legge n. 234 del 2021, fino alle successive norme regionali che disciplinano il concorso della Regione Siciliana alla copertura degli incrementi”
Quindi: art.82 TUEL + D.M.119/2000 + commi 583-587 L.234/2021, applicati in Sicilia con le norme di compartecipazione regionale.