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Ottantatré anni ci separano da quei giorni di fuoco, ma il ricordo della battaglia di Regalbuto (31 luglio – 2 agosto 1943) resta una ferita aperta nella storia della Sicilia. Mentre gli eserciti alleati e le forze dell'Asse si contendevano ogni palmo di terra lungo la linea dell'Etna, a pagare il prezzo più alto fu la popolazione civile, travolta da una violenza cieca e devastante.Nelle settimane precedenti allo scontro terrestre, Regalbuto divenne il bersaglio di ripetuti e devastanti bombardamenti aerei alleati. Le bombe rasero al suolo interi quartieri, distruggendo monumenti storici, case storiche e la monumentale Chiesa Madre. Più del 70% del centro abitato fu ridotto in macerie.
Quando i canadesi entrarono a Regalbuto al seguito delle truppe di occupazione della Brigata di Malta, si trovarono di fronte a una scena di distruzione ben più estesa di qualsiasi altra avessero incontrato in Sicilia.
La città era stata colpita in pieno da bombardamenti e cannoneggiamenti aerei, e quasi nessun edificio era rimasto intatto. Le macerie bloccavano completamente la strada principale, e un passaggio fu aperto solo quando i genieri, con l'aiuto di bulldozer, riuscirono a creare un varco a senso unico lungo una stretta via laterale. Per una volta non ci fu nessuna folla festante ad accoglierli, con le solite grida di richieste di sigarette, cioccolato o biscotti. Il luogo era quasi deserto; la maggior parte degli abitanti era fuggita sulle colline circostanti o nelle gallerie ferroviarie. Solo ora cominciavano a tornare, sporchi, straccioni e apparentemente denutriti, per cercare disperatamente qualche misero avanzo tra le macerie delle loro case distrutte. "
Per sfuggire alla morte che pioveva dal cielo, migliaia di cittadini cercarono rifugio nelle campagne circostanti, ammassandosi in grotte, gallerie ferroviarie in costruzione e ripari di fortuna. Molti non sopravvissero:
Le vittime innocenti: Furono oltre 130 i civili regalbutesi che persero la vita a causa dei bombardamenti e dei successivi scontri corpo a corpo tra le strade del paese.
Le stragi dimenticate: Alle incursioni aeree si sommarono le violenze a terra.
I sopravvissuti: Chi restò dovette scavare a mani nude tra le macerie per recuperare i corpi dei propri cari, in un clima di terrore, fame e totale distruzione.
I registri storici e i cimiteri di guerra permettono di tracciare una stima dei soldati caduti nello scontro:-Canadesi e Alleati.
Si stimano circa 100 soldati morti e oltre un centinaio di feriti per la sola area di Regalbuto.
La maggior parte dei soldati canadesi caduti in questa fase è sepolta nel vicino Cimitero di Guerra Canadese di Agira, dove riposano 485 militari (sui circa 562 totali deceduti nell'intera campagna di Sicilia).
-Tedeschi.
Le perdite della Divisione Hermann Göring furono pesantissime a causa degli incessanti bombardamenti d'artiglieria e aerei alleati.
Si stimano diverse decine di morti (compresi molti dispersi rimasti sotto le macerie), i cui corpi furono successivamente traslati nel Cimitero Militare Tedesco di Motta Sant'Anastasia (Catania).
-Italiani.
Anche per il Regio Esercito si parla di decine di caduti sul campo, tra cui figurano ufficiali come il sottotenente d'artiglieria Giovanni Cattaneo.
Il dovere della memoriaRicordare quei giorni non significa solo rievocare una pagina di storia militare, ma onorare la memoria di donne, uomini e bambini strappati alla vita dalla furia della guerra. Regalbuto custodisce nel suo silenzio il sacrificio di una comunità che ha saputo risorgere dalle proprie ceneri, riaffermando il valore supremo della pace.
Per quanti vorrebbero approfondire vi rimando al libro scritto da Angelo Plumari

