Regalbuto è già Festa: tutto pronto per San Vito, il Patrono che unisce una comunità

Agosto 07, 2026 1666

Poche ore e si parte. Domani la lunga colonna della Processione dell'Alloro aprirà ufficialmente i quattro giorni più attesi dell'anno.

Regalbuto non ha bisogno del calendario per capire che è arrivato agosto. Lo capisci dai fiocchi rossi che uniscono i balconi di via Garibaldi e del Corso, dalle luminarie che già disegnano il cielo sopra Piazza della Repubblica, dal profumo delle prime bancarelle che si sistemano in centro e da quel movimento diverso, più lento e più allegro, che si respira per le vie. Lo avevamo capito nelle scorse settimane ,  soprattutto dalle magliette verdi. Uomini, donne, ragazzi con il quaderno in mano che hanno bussato  alle porte: "Buongiorno, stiamo raccogliendo il contributo per la festa di San Vito". Non è solo una raccolta. È il primo atto della Festa. Ed è così che si capisce che Regalbuto è davvero pronta. Come è pronto il Comitato dei festeggiamenti, che dopo mesi di lavoro è pronto a vivere fino in fondo una 4 giorni che per ogni regalbutese, vicino o lontano, è casa, fede e appartenenza.

Una festa antica 500 anni

La Festa di San Vito a Regalbuto, celebrata annualmente dall’8 all’11 agosto, è uno degli eventi più significativi e partecipati della comunità. Non è una festa nata ieri. Tutto cambia nel 1540, quando arrivano in città le preziose reliquie del Santo - parti del cranio, un braccio e un piede - custodite oggi nella Chiesa Madre dentro la Cappella della "Fortezza di San Vito". Prima si venerava Maria SS. del Soccorso, da allora in poi il cuore di Regalbuto batterà per Vito Martire, il ragazzino morto martire nel 303 d.C. sotto Diocleziano.

Il legame però è ancora più profondo e affonda nella leggenda. In fuga da Mazara del Vallo con la nutrice Crescenzia e il precettore Modesto, Vito trovò rifugio proprio a Regalbuto, in una grotta vicino a dove oggi sorge la Chiesa dei Cappuccini. Lì, racconta la tradizione, avrebbe incontrato dei pastori disperati perché alcuni cani avevano sbranato un bambino; allora il Santo, richiamati i cani, si sarebbe fatto restituire i resti del corpo del bambino a cui avrebbe ridonato la vita. Quel miracolo è ricordato ancora oggi con una statua nella Chiesa Madre. La statua lignea del Patrono che vedremo in processione è del 1790, opera di Giuseppe Picano.

8 Agosto - Il profumo dell'alloro e il grido che attraversa i secoli

Si comincia domani, 8 agosto dal primo pomeriggio, il rito che tutti aspettano. Nei tre giorni precedenti, per voto e devozione, i regalbutesi si sono recati ad Agira, a piedi o con mezzi, per acquistare i rami di alloro. È "U Viaggiu". Un gesto antico che un tempo portava i fedeli lontano.  Nel pomeriggio tutti si ritrovano alla Chiesa dei Cappuccini, entrano dalla porta centrale per rendere omaggio al luogo dei miracoli ed escono dalla laterale. Poi inizia la lunga colonna.

Apre il corteo chi porta gli antinni, cioè dei pali rivestiti di alloro e addobbati con fazzoletti variopinti e nastri rossi. Seguono i fedeli, ognuno con il suo fascio di alloro addobbato con i zahareddi, i nastrini rossi simboli del martirio di San Vito. C'è chi cammina scalzo per un voto sciolto, ci sono gli uomini a cavallo riccamente addobbati - un tempo sparavano anche le "scupette" a salve .  Lungo tutto il percorso, da via Garibaldi al Corso Ingrassia, risuona lo stesso grido da generazioni: un solista lancia "E gridamu, e gridamu ccu cori cuntritu" e tutti rispondono "Viva Diu e Santu Vitu". La benedizione finale dell'alloro, dal sagrato della Chiesa Madre, apre ufficialmente la Festa.

9 Agosto - Il cuore della Festa

Il 9 agosto è il momento centrale. Fa memoria dell'arrivo a Regalbuto in questo giorno delle reliquie provenienti da Piazza Armerina nel 1547. Dopo la Messa Solenne, la Processione delle Reliquie con il reliquiario in argento del cranio e le effigie di Modesto e Crescenzia scende lungo il Corso fino alla chiesetta di San Vito, nel quartiere Tribona, all'antico ingresso sud del paese. Lì, dove la tradizione vuole siano state accolte le reliquie, i sacerdoti si fermano per la solenne benedizione. Poi il ritorno lento verso la Madre Chiesa, tra luci, banda e preghiere.

10 e 11 Agosto - La città che non dorme

Gli ultimi due giorni sono l'abbraccio collettivo. Le vie sono un tappeto di gente, di emigrati tornati apposta - perché ad agosto Regalbuto raddoppia - di bambini con lo zucchero filato, di luminarie accese fino a tardi.

L'11 agosto, giorno del Patrono, è la chiusura solenne. Dopo la celebrazione serale, il fercolo con il simulacro di San Vito esce dalla Chiesa Madre e percorre via Don G. Campione, via Catania, via Roma, piazza Veneto e tutto il corso principale. A tarda sera, lo spettacolo pirotecnico sul cielo di Regalbuto chiude tutto. Le campane suonano a festa in ogni angolo. È tutto pronto, davvero. I fiocchi rossi sventolano, le bancarelle sono al loro posto, il comitato è in strada. Mancano poche ore.

E come ogni anno, Regalbuto è pronta a gridare, tutta insieme, con il cuore in gola: Viva Diu e Santu Vitu!

 
 
 
 
 
 
 

 

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Ultima modifica il Venerdì, 07 Agosto 2026 10:13