Verso San Vito 2026. La festa comincia dagli ultimi
Le reliquie di San Vito nelle case degli anziani soli e ammalati
Stamattina padre Angelo, insieme ad alcuni volontari del Comitato Festa di San Vito, si è recato nelle abitazioni di alcuni anziani ammalati e soli per portare le reliquie del Santo. Non una visita formale, ma un gesto semplice e profondamente umano. Una preghiera recitata accanto al letto, una parola di affetto, una mano stretta a lungo. Per molti di loro, che vivono soli o che per malattia non potranno partecipare ai giorni della festa, è stata l'occasione per sentirsi ancora parte viva della comunità. Alcuni hanno sorriso con gli occhi lucidi, altri hanno chiesto di poter toccare la reliquia, altri ancora hanno solo ascoltato in silenzio. Tutti hanno ricevuto lo stesso messaggio: la festa non vi ha dimenticato. È questo il senso più vero di ciò che sta per iniziare. prima delle luci, della musica, della processione e della folla, San Vito entra nelle case più fragili. La festa che sta per arrivare comincia proprio da chi fa più fatica, da chi vive ai margini, spesso in solitudine. Un gesto che dice molto dello spirito che si vuol dare alla Festa e preparare spiritualmente la comunità. Non solo organizzare un evento, ma custodire un legame. Ricordare che San Vito è innanzitutto patrono vicino al suo popolo, soprattutto quando quel popolo soffre e non può raggiungerlo in chiesa.
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Regalbuto si prepara a vivere la festa di San Vito .
Conclusa la raccolta annuale, fervono i preparativi per la serata del 1° agosto che aprirà il mese dedicato al Santo Patrono
In questi giorni Regalbuto è già in clima di festa. Il Comitato di San Vito è al lavoro senza sosta e, grazie all'impegno instancabile dei volontari che hanno dedicato tempo ed energie, si è appena conclusa la tradizionale raccolta annuale. Un momento che non è solo il punto di partenza ufficiale dell'organizzazione, ma rappresenta da sempre una preziosa occasione di incontro, di socializzazione e di scambio di idee tra i membri del Comitato e tutta la cittadinanza. E l'entusiasmo non si ferma qui. Il Comitato è già al lavoro per la grande serata di venerdì 1° agosto, pensata per unire l'intera comunità e dare il benvenuto ufficiale ad agosto, che per ogni regalbutese è da sempre "il mese di San Vito". Sarà una serata all'insegna della tradizione e del folklore, che affonda le radici nella devozione per San Vito Martire, Patrono di Regalbuto, ma con tante sorprese e tanta musica per stare insieme. Nei prossimi giorni prenderà il via anche un altro momento simbolico e molto atteso: la decorazione delle vie del paese. Un lavoro che rende Regalbuto ancora più bella e che, come ogni anno, avrà bisogno del supporto, della collaborazione e del piccolo contributo di tutti.
Il Comitato rivolge un sentito ringraziamento a tutti i volontari e a quanti hanno già mostrato vicinanza, e invita tutta la popolazione a continuare a partecipare con lo stesso spirito. I dettagli della serata del 1° agosto saranno comunicati a breve sui canali ufficiali del Comitato.
"Parlate di me bene o male, purché se ne parli". La frase originale è di Oscar Wilde, dal Ritratto di Dorian Gray del 1890, fu poi attribuita a Mussolini perché il regime la usava come slogan di propaganda. Mussolini stesso la ricitò in alcuni discorsi, così è rimasta nella memoria collettiva come una sua frase, ma l'invenzione è di Wilde. L'ha ben capita l'On. Roberto Vannacci dal giorno in cui ha fondato il suo partito. Vannacci ha capito una regola elementare della comunicazione politica contemporanea: gli spot migliori, i più efficaci e i più gratuiti per far crescere un movimento, oggi glieli regala la sinistra. E più urla, più funziona. È un meccanismo ormai rodato. Basta che in un Comune, in una Provincia o in una Regione vinca il centrodestra, ed ecco partire la litania dei fenomeni da tastiera, delle dirette social indignate, dei post che gridano al ritorno del fascismo. Un allarme permanente, sgangherato, che non convince più nessuno ma che ha un unico effetto concreto: tenere Vannacci al centro di ogni discussione.
A furia di vederlo ovunque, di denunciarlo ovunque, di chiederne la cancellazione ovunque, la sinistra urlante non fa che agevolare l'avanzamento delle sue percentuali. Come è già avvenuto. Ogni attacco diventa una spinta, ogni insulto una pubblicità, ogni tentativo di demonizzazione un certificato di radicamento popolare. La gente finisce col reagire e schierarsi con il più debole. E poi c'è il secondo atto, quello più cinico. Lo stesso Vannacci che fino a ieri veniva descritto come impresentabile, oggi è diventato ospite fisso dei salotti buoni della sinistra televisiva. Talk show, prime time, interviste compiacenti.
Perché? Il calcolo è trasparente. Nella testa di Schlein, Conte, Bonelli e soci, la crescita di Vannacci dovrebbe equivalere alla decrescita di Giorgia Meloni, il vero diavolo in persona per la sinistra. Illudersi di usare Vannacci come ariete per indebolire il governo, sperando che qualche punto percentuale si sposti da Fratelli d'Italia al suo partito. È un gioco vecchio. Ma intanto il risultato è uno solo: Vannacci è ovunque. Ne parlano quando lo attaccano, ne parlano quando lo invitano, ne parlano quando cercano di usarlo. E mentre se ne parla, il suo partito cresce. Wilde lo aveva scritto più di un secolo fa. Vannacci lo sta applicando alla lettera.
Caspita ...anche noi di RegPress siamo caduti nella trappola Vannacci. Qual'è l'antidoto ? L'antidoto al meccanismo del "bene o male purché se ne parli" è uno solo, ed è l'opposto di quello che si fa di solito.
Non è urlare più forte. È togliere ossigeno. In breve: chi vuole davvero disinnescare l'effetto Wilde non deve parlare di Vannacci, deve parlare d'altro e meglio di lui. Ma questa la sinistra non lo capirà mai !
Chiarezza, continuità e dialogo - Intervista a Massimiliano Vitale, neo coordinatore di Nazione Futura Regalbuto
In questi giorni a Regalbuto si è diffusa una voce infondata che va chiarita con serenità e con i fatti. Per farlo, abbiamo incontrato Massimiliano Vitale (oggi neo coordinatore cittadino del movimento Nazione Futura), da tempo impegnato in città e già vice-coordinatore nel direttivo di Fratelli d'Italia Regalbuto al fianco del neo segretario Sergio Politi.
D: Partiamo dalla voce che circola in questi giorni. Ha lasciato Fratelli d'Italia?
R: Assolutamente no. Niente di tutto ciò. Il mio impegno personale e la militanza in Fratelli d'Italia resta immutato. Continuo a dare il mio contributo per lo sviluppo sociale ed economico della nostra città di Regalbuto, nel solco del lavoro del direttivo cittadino. La voce nasce da una confusione tra due realtà diverse che hanno nomi assonanti.
D: Che confusione?
R: Si è confuso Nazione Futura con Futuro Nazionale. Sono due cose completamente diverse. Futuro Nazionale è il movimento politico fondato da Roberto Vannacci il cui tesseramento è stato aperto il primo marzo 2026. Nazione Futura invece non è un partito.
D: Allora cos'è esattamente Nazione Futura, di cui lei è coordinatore a Regalbuto?
R: È esattamente quello che dice il nome: un movimento di idee, un think tank. Come spiegano i suoi fondatori, Nazione Futura si presenta come un animatore del dibattito politico-culturale, un laboratorio di pensieri e di proposte nel quale trovano posto le diverse anime e sensibilità che compongono il mondo della destra conservatrice, sociale e liberale.
È una realtà culturale e politica consolidata che si esprime attraverso riviste, convegni e dibattito pubblico, ponendo l'accento sulla discussione e sulla crescita delle idee all'interno dell'area conservatrice, presieduta a livello nazionale da Francesco Giubilei. Si ispira a ideali tipici del centro destra italiano, ma non concorre alle elezioni come partito. Non si contrappone alla politica, la affianca.
D: Qual è quindi il suo obiettivo come coordinatore a Regalbuto?
R: Tre parole: ascolto, proposta, rispetto. Vogliamo favorire il dibattito politico-culturale e l'aggregazione di varie anime della società civile accomunate da valori e ideali comuni per migliorare l'Italia partendo da Regalbuto, attraverso proposte concrete.
Non vogliamo creare divisioni. Resta vivo il dialogo con tutti i partiti purché si privilegi il confronto delle idee e il rispetto reciproco. Nazione Futura non sostituisce il partito, lo sostiene con argomentazioni civili e con proposte che arrivano dai cittadini.
D: Cosa farà concretamente il circolo a Regalbuto?
R: Apriremo un percorso aperto a tutti. Incontri tematici su lavoro, giovani, agricoltura, decoro urbano, identità e tradizioni. Porteremo libri, testimoni, amministratori. Raccoglieremo idee e le trasformeremo in documenti di proposta da mettere a disposizione dell'amministrazione comunale e delle forze politiche cittadine, a partire da Fratelli d'Italia.
È un impegno civico, non una corrente. Chi vuole dare una mano è il benvenuto.
D: Un messaggio finale ai Regalbutesi?
R: Non abbiate paura di partecipare. La politica ha bisogno di ossigeno, di persone perbene che mettono al centro la comunità. Io non ho cambiato casacca, ho aggiunto un impegno culturale al mio impegno politico. Per Regalbuto, con coerenza e con amore per la nostra città.
Regalbuto, l'allarme che ritorna: i furti nelle zone isolate e la paura che non fa rumore
A Regalbuto se ne parla sottovoce al bar, nei gruppi WhatsApp di contrada, davanti ai cancelli delle masserie. Non è un'ondata nuova, è un fenomeno carsico: compare, sparisce per mesi, poi torna quando le giornate si allungano e le case di campagna restano vuote fino a sera. In questi giorni la preoccupazione è tornata a farsi sentire, e non è allarmismo fine a sé stesso.
Il punto è strutturale, non solo locale. I dati nazionali raccolti da ISTAT e dal Ministero dell'Interno, aggiornati al 2025 con proiezioni per il 2026, raccontano il paradosso delle aree rurali: meno furti in valore assoluto rispetto alle città, ma tempi di intervento delle forze dell'ordine molto più lunghi, tra 20 e 45 minuti contro i 10-15 minuti urbani. Nelle zone isolate, quindi, serve una protezione che agisca immediatamente, senza aspettare nessuno.
A Regalbuto questo si traduce in una geografia difficile da presidiare. Trazzere, uliveti, capannoni agricoli, seconde case: controllare tutto, h24, è materialmente impossibile anche per una stazione dei carabinieri o per la Polizia di Stato più motivata. Le telecamere installate in paese, e in parte anche nelle frazioni, aiutano, ma danno indicazioni, non soluzioni. Registrano un passaggio, una targa, un orario. Non fermano una mano.
In vista delle prossime elezioni amministrative, il Circolo di Fratelli d'Italia di Regalbuto ha comunicato ufficialmente la propria adesione al Progetto Civico "Per REGALBUTO". Non una semplice intesa elettorale, ma – nelle parole del comunicato – l'avvio di "un percorso di collaborazione fondato sulla condivisione di valori, obiettivi e progettualità rivolte alla crescita del territorio e al benessere della comunità". La nota diffusa dal circolo mette al centro quattro principi guida: legalità, buona amministrazione, partecipazione democratica e vicinanza ai cittadini. Da qui la scelta di convergere su una lista che si presenta come civica e trasversale. Le priorità indicate sono chiare e molto concrete: sicurezza e decoro urbano ; tutela delle famiglie e potenziamento dei servizi ; sostegno alle imprese e alle attività produttive ; valorizzazione dell'identità e delle tradizioni locali. L'obiettivo dichiarato è costruire "un territorio più sicuro, efficiente e attento alle esigenze dei cittadini", attraverso una collaborazione tra forze politiche radicate e realtà civiche.
Un progetto civico già in campo
"Per Regalbuto" non nasce oggi.E' una proposta che "si affaccia nel panorama politico di Regalbuto in vista delle prossime elezioni amministrative" e riunisce "un gruppo eterogeneo di cittadini – professionisti, giovani, esponenti dell'associazionismo, del commercio, dell'artigianato e del mondo imprenditoriale – per dare vita a una lista civica aperta e trasversale". Il movimento si presenta come frutto "di mesi di incontri, ascolto e progettazione", con tre capisaldi: trasparenza, partecipazione attiva e concretezza. Tra le macro-aree, spicca la valorizzazione del territorio: il piano punta "con decisione sul rilancio del centro storico e sul potenziamento delle risorse naturali, individuando nell'area del Lago Pozzillo un volano fondamentale per l'attrazione turistica". L'adesione di Fratelli d'Italia arriva mentre in paese è forte il fermento civico. Per Fratelli d'Italia, l'adesione non è "soltanto una scelta organizzativa, ma la naturale conseguenza di una visione comune orientata alla difesa degli interessi della comunità". Il partito sottolinea di voler lavorare "con serietà, responsabilità e determinazione" al fianco del Progetto Civico.Sul tavolo, quindi, non ci sono sigle ma temi: come rendere più sicure le strade e più curato il centro storico, come sostenere le famiglie e le piccole imprese, come trasformare Lago Pozzillo e le tradizioni – da San Vito alle feste di piazza – in leve di sviluppo. La partita amministrativa a Regalbuto si apre così con un primo asse forse ancora da definire con altri movimenti : una destra di governo che sceglie la strada civica, puntando su radicamento locale e programmi misurabili, in una città che sta cercando di trasformare il "malumore e la rassegnazione in una proposta progettuale concreta".

