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La sana ribellione dovrebbe essere il risultato di ogni educazione. In evidenza

Luglio 29, 2020 2551
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C’è una convinzione di base riguardo all’educazione che è bene affrontare. Soprattutto in questo periodo di disorientamento educativo.Educare un bambino non vuol dire, come invece si crede, aiutarlo ad adattarsi alla società. Vuol dire guidarlo a far emergere i propri talenti, accompagnarlo a guardare i suoi lati più bui e a scoprire cosa vogliono comunicare, mostrargli gli strumenti per aiutarlo a conoscersi ogni giorno di più. Per andare in contro al mondo con creatività, fiducia, ed entusiasmo.L’educazione in generale e la scuola in particolare sono invece divenute nel tempo realtà con il compito di uniformare le menti infantili, per renderle domabili ed adattabili a questo mondo. Il diverso, il creativo, chi devia dal conosciuto è etichettato come “individuo difficile” e va subito riportato sulla retta via.Ma così facendo si stanno imprigionando ali pronte per spiccare il volo, piedi già scattanti, menti brillanti. E l’educazione non giunge al suo vero obiettivo che è quello di “portare fuori” (educere) il tesoro prezioso che ha ogni persona dentro di sè. L’educato,nel significato più autentico del termine, diviene così un individuo che conosce il proprio valore e che segue leggi non imposte ma interiori per poterlo vivere e sviluppare. L’educato non è una persona che segue le regole della società a priori senza riflettervi prima sopra e senza ponderare se in linea con il proprio sentire.

La sana ribellione dovrebbe essere il risultato di ogni educazione.

Dove per sana ribellione s’intende una protesta interiore pacifica, coraggiosa e creativa che porta ad un’azione costruttiva. Per giungere ad accogliere e a costruire nuovi mondi, per migliorare quelli già esistenti, per far finire quelli malsani.

Questa grande crisi che stiamo vivendo è un’occasione per destare l’adulto, per farlo riflettere sul senso dell’educazione, per mettere in moto la sua creatività e per portarlo all’azione.

Ora più che mai abbiamo urgente bisogno di bambini e di giovani educati in questo modo. E anche di adulti con la voglia di continuare ad autoeducarsi.

“Non insegnate ai vostri figli ad adattarsi alla società, ad arrangiarsi con quel che c’è, a fare compromessi con quel che si trovano davanti; dategli dei valori interiori con i quali possano cambiare la società e resistere al diabolico progetto della globalizzazione di tutti i cervelli. Perché la globalizzazione non è un fenomeno soltanto economico ma anche biologico, in quanto ci impone desideri globali e comportamenti globali che finiranno per indurre modifiche globali nel nostro modo di pensare”.

~ Tiziano Terzani, “Un’idea di destino”

Ultima modifica il Mercoledì, 29 Luglio 2020 09:54