Tra Lotta e Libertà: Ritratto dei Giovani degli Anni '70 In evidenza

Novembre 28, 2025 154

Se chiudiamo gli occhi e immaginiamo i giovani degli anni '70, la prima immagine che ci assale non è nitida, ma avvolta in una nuvola di fumo di sigaretta, con il sottofondo gracchiante di una radio libera e il rumore lontano, ma costante, di uno slogan gridato in piazza. Essere giovani in Italia negli anni '70 non significava solo avere vent'anni. Significava essere i protagonisti di un decennio "esagerato", schiacciato tra l'onda lunga del '68 e il riflusso degli anni '80. Era un tempo in cui il "privato" era "politico" e in cui la neutralità non era contemplata.

Ecco com'erano e cosa facevano i ragazzi di quella generazione irripetibile.

1. L'Ossessione per "L'Impegno"

 La differenza fondamentale con i giovani di oggi (o di qualsiasi altra epoca) era il concetto di partecipazione.

Tutto era politica: Non si ascoltava musica solo per svago, non si sceglievano i vestiti solo per estetica. Ogni gesto era un posizionamento ideologico.

Le Assemblee: La scuola e l'università erano vissute in perenne assemblea. Si discuteva di tutto: dal Vietnam ai diritti operai, dai metodi didattici alla rivoluzione sessuale. Il linguaggio era colto, spesso inutilmente complesso ("il sinistrese"), ma denotava una fame di cultura e cambiamento.

Destra e Sinistra: La polarizzazione era estrema. Essere di destra o di sinistra determinava quali bar frequentare, quali vestiti indossare e persino quali marche di moto comprare. Purtroppo, questa divisione sfociò spesso nella violenza degli "Anni di Piombo", dove lo scontro fisico divenne una tragica quotidianità.

2. La Divisa della Ribellione: Come si Vestivano

 Il look degli anni '70 era un codice di riconoscimento tribale. L'eleganza formale dei padri veniva rigettata con orrore.

L'Eskimo: Il parka verde militare era il simbolo della sinistra studentesca, economico e "proletario".

Jeans e Zampa d'Elefante: I jeans (spesso Levi's o Roy Rogers) erano onnipresenti, rigorosamente a zampa, indossati sia da uomini che da donne.

Capelli e Barbe: Per i ragazzi, i capelli lunghi e la barba incolta non erano sciatteria, ma una bandiera di libertà contro il rigore militare e conservatore della società adulta.

Lo Stile Freak: Verso la metà del decennio, si diffuse lo stile "indiano": gonne lunghe a fiori, camicioni larghi, sciarpe, sandali, profumo di patchouli. Era l'influenza dei viaggi in Oriente e della cultura hippie.

I Beatles : ma c'era anche la moda dei Beatles e il loden ( cappotto) . 

 

3. Cosa Facevano: Musica, Viaggi e Radio Libere

 Il tempo libero non era quasi mai vissuto in solitudine davanti a uno schermo (che non esisteva), ma era un'esperienza collettiva.

Le Radio Libere: Dopo il 1976, l'etere esplose. I giovani costruivano trasmettitori in soffitta e lanciavano nell'aria musica rock, messaggi politici e telefonate in diretta senza censura. Radio Alice a Bologna o Radio Popolare a Milano divennero la voce di una generazione che la RAI non rappresentava.

La Musica come Religione: Si ascoltava la musica "progressiva" (PFM, Banco, Pink Floyd, Genesis) o i cantautori (De André, Guccini, Dalla). I concerti non erano semplici spettacoli, ma riti collettivi, spesso interrotti da "autoriduttori" che pretendevano l'ingresso gratuito perché "la musica è del popolo".

Il Viaggio: Il mito era l'India o il Marocco, raggiunti con mezzi di fortuna (il famoso pulmino Volkswagen o l'autostop). Si viaggiava per "trovare se stessi", con pochi soldi in tasca e molta incoscienza.

Il Cineforum: Si passavano serate intere a guardare film impegnati (spesso russi o del neorealismo) seguiti da dibattiti infiniti.

 

4. La Rivoluzione delle Ragazze

 Forse il cambiamento più radicale degli anni '70 fu quello femminile. Le ragazze smisero di essere solo "fidanzate di" e scesero in piazza per se stesse.

"Io sono mia"

Questo slogan riassumeva tutto. Furono gli anni delle grandi battaglie per il divorzio (1974) e per l'aborto (1978). Il femminismo cambiò per sempre i rapporti tra i sessi, mettendo in discussione il patriarcato, la famiglia tradizionale e portando alla luce temi tabù come la sessualità e la contraccezione.

 

5. Le Ombre: Droga e Disillusione

 Non tutto era rose e fiori. Verso la fine del decennio, l'utopia iniziò a sgretolarsi.

L'Eroina: Se all'inizio le droghe erano legate all'espansione della coscienza (LSD, marijuana), alla fine degli anni '70 l'eroina invase le piazze italiane. Fu una piaga che distrusse una parte consistente di quella generazione, spegnendo la contestazione nel rifugio mortale della siringa.

Il 1977: Fu l'anno della rottura definitiva. I giovani del '77 (gli "Indiani Metropolitani") erano più creativi, ironici e nichilisti dei loro fratelli maggiori del '68. Gridavano che "il futuro non c'è", anticipando il ripiegamento nel privato che sarebbe arrivato con gli anni '80.

 

In conclusione :  I giovani degli anni '70 sono stati forse l'ultima generazione a credere ciecamente che il mondo potesse essere cambiato con la forza delle idee e la presenza fisica. Hanno commesso errori enormi, talvolta tragici, ma hanno anche conquistato diritti civili e libertà individuali di cui oggi godiamo dandoli per scontati. Erano rumorosi, scomodi, sognatori e, soprattutto, incredibilmente vivi.