A volte non è nemmeno una questione di idee politiche diverse, ma proprio di metodo e di atmosfera. Quando il giornalismo d'approfondimento perde la sua funzione di "terzo elemento" per trasformarsi in un match a senso unico, lo spettatore finisce per sentirsi non informato, ma bersagliato. C’è un limite oltre il quale l’approfondimento giornalistico smette di essere tale e scivola in qualcos’altro. Un limite che si può osservare girando distrattamente sui canali Tv di prima serata , è apparso in tutta la sua evidenza in appena trecento secondi in un talk politico TV in onda dopo il TG , sono stati sufficienti per condensare un intero clima culturale: non un confronto di idee, ma una costante, quasi tattile, ostilità. Ciò che colpisce guardando la conduzione non è la legittima critica politica — sale della democrazia — ma quel retrogusto di rancore personale che sembra permeare ogni domanda. Non si cerca la risposta, si cerca la conferma di un pregiudizio. Quando il bersaglio è più in generale, la destra di governo, il copione appare già scritto: La punzecchiatura sistematica: ogni tentativo di difesa dell’operato del governo viene interrotto da una controbattuta o da un’insinuazione. L'asimmetria del confronto: non c’è spazio per la "serenità" del dato o del fatto; tutto viene filtrato attraverso una lente di svalutazione preventiva.
Il problema che emerge non è l'assenza di libertà, ma la sua interpretazione distorta. Per alcuni, la libertà sembra coincidere solo con il diritto di andare sempre e comunque nella stessa direzione. Quando l’informazione diventa "saturazione", lo spettatore non cambia canale per disinteresse verso la politica, ma per autodifesa verso un modo di fare comunicazione che ha smesso di essere servizio ed è diventato sentenza. Sorridere di fronte alle grida d'allarme sulla libertà vigilata non è cinismo; è la reazione naturale di chiunque accenda la TV e veda, con i propri occhi, quanto sia ampio lo spazio concesso a chi ha fatto della critica (spesso preconcetta) il proprio marchio di fabbrica.

