Mentre attendiamo la " nuova " palestra della scuola media, le società sportive rischiano di rimanere ancora senza casa. La soluzione? Una tensostruttura moderna, veloce e finanziabile.
Da troppo tempo il dibattito sulle infrastrutture sportive nel nostro comune ruota attorno a un unico, grande miraggio: la ristrutturazione della palestra della scuola media. Sebbene sia un'opera fondamentale per l'istruzione, dobbiamo guardare in faccia la realtà con onestà intellettuale e pragmatismo. Anche una volta completata, la palestra scolastica avrà un vincolo insuperabile: la priorità didattica. Fino al pomeriggio inoltrato, la struttura sarà a uso esclusivo degli studenti. Alle associazioni sportive (ASD), che svolgono un ruolo sociale cruciale per giovani e adulti, rimarranno le briciole: orari serali scomodi, spazi contingentati e la costante sensazione di essere "ospiti" in casa d'altri.
Il Piano B: Acquamara e Piano Arena
Perché non dedicare energie e risorse a capire se è possibile realizzare una struttura indipendente, agile e dedicata al 100% allo sport cittadino? Abbiamo due aree che urlano "potenziale inespresso": lo spazio sportivo dell'Acquamara e i campi da tennis di Piano Arena.
La proposta è semplice: installare una copertura tensiostatica (o geodetica).
Non stiamo parlando dei vecchi "palloni" pressostatici energivori, ma di moderne strutture con archi in legno lamellare o acciaio, dotate di doppia membrana per l'isolamento termico.
I vantaggi di questa soluzione:
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Tempi di realizzazione: Mesi, non anni. Una tensostruttura non richiede le fondazioni massicce di un edificio in cemento.
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Costi ridotti: Il costo al metro quadro è nettamente inferiore rispetto all'edilizia tradizionale.
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Disponibilità totale: Sarebbe una struttura gestibile direttamente dalle società sportive o dal Comune, disponibile h24, tutto l'anno, indipendentemente dagli orari scolastici.
Le opzioni sul tavolo
Opzione Acquamara: Creare qui una struttura polivalente significherebbe dare una casa al basket, alla pallavolo e al tennis indoor, rivitalizzando un'area che merita di essere un fulcro aggregativo.
Opzione Piano Arena: Coprire uno dei due campi da tennis esistenti permetterebbe l'attività continuativa anche nei mesi invernali, trasformando il tennis locale da sport stagionale a disciplina annuale, idem dicasi per la pallavolo e basket con la possibilità di ospitare tornei federali indoor.
Il nodo cruciale: come finanziarla?
L'obiezione classica è: "Non ci sono i soldi". In realtà, per questo tipo di impiantistica, le opportunità di finanziamento sono molteplici e spesso non sfruttate a dovere. Ecco dove cercare le risorse oggi:
1. Istituto per il Credito Sportivo (ICS)
L'ICS è la banca sociale per lo sviluppo dello sport. Offre regolarmente bandi come "Sport Missione Comune":
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Mutui a tasso zero o fortemente agevolato per gli Enti Locali per la costruzione o riqualificazione di impianti.
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Esiste anche il "Mutuo Light" per le ASD, che consente alle associazioni stesse di farsi carico dell'investimento con garanzie statali, in cambio di una gestione pluriennale dell'impianto.
2. Bando "Sport e Periferie"
Gestito dal Dipartimento per lo Sport, questo fondo finanzia progetti volti alla rigenerazione di impianti sportivi esistenti o alla realizzazione di nuovi, con l'obiettivo di ridurre il degrado sociale. Acquamara, come spazio di aggregazione, rientrerebbe perfettamente nei parametri di inclusione sociale richiesti dal bando.
3. Fondi Regionali (FESR) e Bandi per l'Efficienza Energetica
Molte regioni stanziano fondi per l'efficientamento energetico. Coprire un campo da tennis esistente con una struttura moderna a basso consumo, o installare una tensostruttura con pannelli fotovoltaici integrati, può aprire le porte a contributi a fondo perduto dedicati alla "transizione green".
4. Partenariato Pubblico-Privato (PPP)
Se il Comune non vuole indebitarsi, può lanciare un bando per la gestione. Un privato (o un consorzio di ASD locali) costruisce la copertura a proprie spese (spesso accedendo al Credito Sportivo agevolato) in cambio della concessione del terreno e della gestione dell'impianto per 15-20 anni. Il Comune ottiene un servizio per i cittadini a costo zero.
Conclusione
Aspettare la palestra della scuola è un atto dovuto, ma limitarsi ad aspettare è un errore strategico. Acquamara e Piano Arena sono lì, pronti. Le tecnologie costruttive esistono e sono economiche. I finanziamenti ci sono. Manca solo la volontà politica di sedersi a un tavolo, aprire i cassetti dei bandi e progettare il futuro dello sport locale senza dover chiedere il permesso alla campanella della scuola.
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