Forse i più giovani dovrebbero prendere ad esempio quel gruppo di persone non più giovani , che ogni mattina si incontrano in piazza per il piacere di incontrarsi e bere un caffè in compagnia. Si parla di tutto e si spazia dal significato del tocco delle campane , ai risultati di calcio , alle notizie in genere e naturalmente quando ciò accade gli immancabili sfottò parlando della Meloni e della Schlein .
Si perchè la compagnia è piuttosto colorita ( politicamente ) : da una parte due o tre a sinistra , dall'altra due o tre a destra e raramente uno schierato a centro. Ogni anno poi organizzano una cena per stare ancor di più insieme. La politica , al contrario di ciò che avviene spesso, non li divide , anzi li unisce nei sorrisi tra meloniani e schleiniani , tra sinistra e destra , tra anti Trunfiani e Putiniani , ma mai si oltrepassa il limite della goliardia.
Lo sanno perchè sono cresciuti quando la politica si faceva nelle sedi dei partiti, luoghi dove il confronto era aspro ma regolato da una grammatica del rispetto. Lì si imparava che la bandiera è importante, ma l'uomo che la tiene in mano lo è di più. Conoscono il confine invisibile oltre il quale la dialettica diventa offesa. Lo sanno perché, dopo il comizio, ci si ritrova comunque allo stesso bancone.
Sono persone cresciute nelle sedi dei partiti e dunque conoscono bene il limite che bisogna dare alla politica quando si è amici. Anche ieri sera ( sabato scorso ) ognuno ha assistito al proprio raduno del NO ( in Piazza Vittorio Veneto ) e del SI ( nella sala Paolo VI ) e come di solito , stamattina ( domenica) si sono ritrovati in Piazza per la solita passeggiata e l'immancabile caffè - discutendo anche della tappa ciclistica delle Strade Bianche trasmessa ieri in TV.
C'è una dignità immensa nel saper passare dal "No" e dal SI politico all'amicizia davanti a un caffè e una passeggiata mattutina.
Il valore dell'amicizia è quanto più difficile da mantenere quando si antepone la politica come mezzo di scontro . Queste persone sanno bene che c'è un tempo per dividersi , ma c'è un tempo - quello più lungo - per stare insieme e raccontarsi , magari con le soite frasi : c'è chi alle 9 deve scendere in campagna per lavori, chi deve andare a comprare il pane , chi va al lavoro , chi resta qualche minuto ancora per poi fare la solita spesa al supermercato e magari scambiarsi ricette da degustare.
I più giovani, spesso intrappolati in una politica identitaria e polarizzata, dovrebbero osservare questi "ragazzi di una volta". Imparerebbero che: Una compagnia fatta solo di persone che la pensano allo stesso modo è un monologo noioso. La bellezza è nello sfottò tra meloniani e schleiniani. La politica è un mezzo, non il fine. Il fine è la spesa al supermercato, il lavoro in campagna, il pane fresco e il piacere di esserci.
Queste persone sono i veri custodi della coesione sociale. Ci ricordano che, spenti i microfoni dei raduni, restiamo noi: una comunità che ha bisogno di sorrisi, di goliardia e, soprattutto, di quel prossimo caffè insieme.

