È stata una vera Giornata dedicata allo Sport? Sì. Quella che domenica mattina si è accesa negli impianti della Cittadella dello Sport non è stata una semplice esibizione, ma una festa vera, di quelle che raramente si vedono tutte insieme, nello stesso posto, alla stessa ora.

La Giornata Nazionale dello Sport, istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con direttiva del 27 novembre 2003, si svolge ogni anno nella prima domenica di giugno su tutto il territorio nazionale. Nasce sotto la direzione del CONI, in coordinamento con organismi sportivi, associazioni affiliate ed Enti locali, per valorizzare la funzione dello sport quale fattore di crescita dell'individuo, di miglioramento della qualità della vita e di rafforzamento della società civile. A Regalbuto, tutto questo non è rimasto sulla carta.

La Cittadella che diventa piazza

Dalle prime ore del mattino la Cittadella dello Sport si è riempita non di agonismo esasperato, ma di voci, palloni, risate. C'erano tutte, o quasi, le società sportive di Regalbuto. E non erano sole.

Ad impreziosire la mattinata sono arrivate la Consolini Enna e le realtà del circuito Erei Volley: US Centuripe, Agira Volley, Volley Catena. Per loro era la terza tappa di un percorso condiviso, e per l'occasione la Scuola di pallavolo Regalbuto ha allestito un green dedicato dove si sono ritrovati più di 60 bambini. Sessanta magliette diverse, sessanta modi di correre, ma un solo modo di stare insieme.

Le istituzioni, in mezzo al campo

Non in tribuna, ma a bordo campo. C'era il delegato del CONI, dott. Angelo Sberna. C'era il sindaco di Regalbuto, ing. Angelo Longo, con la Giunta comunale al completo e il Presidente del Consiglio comunale.

Nessun discorso lungo. La presenza è bastata a dire una cosa semplice: qui lo sport non è un'appendice, è una radice. E a Regalbuto, città del Lago Pozzillo, quelle radici sono solide.

Senza classifica, con tutto il resto

La cosa che colpiva di più non era il punteggio, perché non c'era. Era la spontaneità.

I colori delle divise che si mescolavano, la libertà di provare una disciplina nuova senza paura di sbagliare, le emozioni sui volti dei bambini di tutti gli sport, non solo del volley. Una Giornata dello sport senza competizione, dove la vera vittoria era giocare e divertirsi.

E intorno, tanti genitori. Non a fare i tecnici da bordo campo, ma a seguire, applaudire, fotografare. A fare comunità, esattamente come lo sport insegna quando viene lasciato libero di essere quello che è.

Perché da qui si riparte

Regalbuto è riuscita a dare ciò che si doveva per l'occasione, e lo ha fatto mostrando un principio chiaro: è dallo sport che bisogna trarre esempio. Dalla passione di chi ci crede ogni giorno, dai vantaggi concreti che porta nella crescita dei ragazzi, dal sostegno silenzioso ma fondamentale che offre alle famiglie.

Non è retorica. È pratica: aprire un impianto, accogliere altre società, far giocare insieme bambini di paesi diversi, dare lo stesso spazio a chi inizia e a chi è già avanti.

Il ricordo che resta

Alla fine, per tutti, lo stesso riconoscimento. Non una coppa, ma una medaglia con il nastro tricolore e un attestato di partecipazione. Oggetti semplici, che i bambini conserveranno con gioia perché raccontano una mattina in cui non hanno dovuto dimostrare niente a nessuno.

E forse è proprio questo il senso più profondo della Giornata Nazionale dello Sport a Regalbuto: ricordare che lo sport, prima di formare atleti, forma persone. E che quando una città intera decide di mettersi in gioco senza classifiche, vince davvero tutta la comunità.

 
 
 
 
 
 

È successo il 4 giugno. Il gip di Firenze, Patrizia Martucci, ha archiviato l'inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993-94 che coinvolgeva Silvio Berlusconi e il suo ex braccio destro Marcello Dell'Utri. Motivazione: assenza di "prove concrete" su "contatti diretti o rapporti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi, e quindi Marcello Dell'Utri". Il provvedimento, reso noto ora, risale a oltre cinque mesi fa. Non è un'assoluzione in aula, è un'archiviazione – la sesta, dicono sia Antonio Tajani sia diversi account di informazione – dopo trent'anni di ipotesi, intercettazioni, collaboratori, commissioni parlamentari. Ed è qui cogliere il punto. Perché la notizia, in sé, è stata accolta in due modi opposti sui social in queste ore: da una parte, il sollievo istituzionale. Giorgia Meloni, citata da RTL 102.5, parla di "verità storica e giudiziaria: nessun legame tra Berlusconi e la criminalità organizzata". Tajani definisce la vicenda "una clava politica" durata trent'anni. dall'altra, la stanchezza. Un video diventato virale ieri mostra le parole di Giorgio Napolitano riproposte da Vincenzo De Luca: "dopo trent'anni Berlusconi è stato liberato dal sospetto... è una buona notizia, ma impone una riflessione" proprio sul tempo perso. Nei commenti, però, la gente litiga sulla parola : "ARCHIVIATO non assolto, è ben diverso!" Fatto sta che dopo trent'anni non è stata trovata nessuna prova che lo condannerebbe. 

Cosa ci dice davvero questa storia

1. Il tempo non è neutro. Trent'anni non sono "accuratezza", sono una generazione intera. Nel frattempo Silvio Berlusconi ha governato, è stato condannato per altro, è morto nel 2023, e oggi non può né difendersi ricevere le scuse da chi lo accusava. Come nota un creator molto condiviso in queste ore, "per trent'anni i titoli hanno urlato l'accusa, ma l'archiviazione non fa rumore". La giustizia che arriva postuma non ripara, certifica solo che il dubbio è sopravvissuto più dell'imputato.

2. L'archiviazione non cancella, ma pesa. Non significa "era innocente di tutto", significa "su questo fatto specifico, oggi, non ci sono elementi per processare". Eppure per tre decenni quell'ipotesi ha alimentato campagne elettorali, talk show, carriere. Chi paga? Nei commenti sotto De Luca c'è una domanda semplice: "30 anni sono milioni spesi". È una domanda seria, non polemica: risorse investigative, tempo dei tribunali, fiducia pubblica.

3. Il problema non sono solo i singoli magistrati, è il sistema che li incentiva. In Italia un'inchiesta può restare aperta, riaperta, trasmessa da una procura all'altra senza un punto fermo. Non c'è un "costo" per chi indaga all'infinito, ma c'è un costo altissimo per chi è indagato – anche se è un ex presidente del Consiglio. E quando la politica usa le inchieste come arma, e la magistratura accetta quel ruolo, la distinzione tra giustizia e lotta politica si sfuma. È quello che Tajani chiama "giustizia giusta ed efficiente", ed è quello che molti cittadini, di destra e di sinistra, chiedono nei commenti: non impunità, ma tempi certi.

Non serve santificare Berlusconi, né demonizzare i pm di Palermo o Firenze. Serve riconoscere che una democrazia matura non può permettersi processi infiniti come forma di memoria storica. Se dopo trent'anni la risposta è "non abbiamo prove", allora la domanda che resta non è solo su Berlusconi, è su di noi: perché abbiamo accettato che il sospetto valesse più del processo, e che il processo valesse più della verità?

È una buona notizia che un capitolo si chiuda. Sarebbe una notizia migliore se il prossimo non dovesse aspettare altri trent'anni per sapere come finisce.

REGALBUTO – Si accende il motore della macchina politica in vista delle elezioni amministrative del 2027. Con una nota ufficiale, il direttivo comunale di Forza Italia ha annunciato la propria formale adesione al Movimento Civico “Per Regalbuto”, delineando le prime linee strategiche per il futuro della comunità. La decisione viene presentata come una scelta dettata da uno "spirito di servizio e di profonda responsabilità", finalizzata a creare una coalizione solida capace di rispondere alle sfide economiche e sociali del territorio. Nel comunicato firmato dai vertici locali del partito si punta con decisione sull'unione delle forze, ponendo l'accento sulla necessità di accantonare le tradizionali divisioni partitiche in favore di una progettualità condivisa:

"Riteniamo che le grandi sfide del nostro territorio si possano vincere solo superando gli steccati ideologici e mettendo al centro un unico grande obiettivo: il bene dei cittadini e lo sviluppo della nostra Regalbuto."

Secondo quanto dichiarato, l'accordo con il Movimento Civico nasce da una forte convergenza di idee e valori, con il chiaro intento di strutturare un programma amministrativo incentrato sulla concretezza, sulla trasparenza e sulla vicinanza alle reali esigenze della cittadinanza. Forza Italia intende contribuire al progetto mettendo a disposizione le proprie competenze e il consolidato legame con il territorio. 

L'appello alla cittadinanza

La coalizione definisce l'adesione come il primo passo di un percorso di lungo termine. Il direttivo ha infatti colto l'occasione per rivolgere un invito programmatico a tutta la comunità, sollecitando la partecipazione attiva in vista della scadenza elettorale: Cittadini: Invitati a condividere proposte e istanze. Associazioni: Chiamate a portare il proprio bagaglio di esperienze nel tessuto sociale. Forze civiche: Sollecitate a convergere verso un progetto comune di cambiamento.

Il Direttivo Comunale firmatario

L'atto ufficiale reca le firme dell'intero coordinamento cittadino di Forza Italia Regalbuto:

  • Giuseppe Carambia (Segretario)

  • Carol Adornetto

  • Christian Arcodia

  • Vito Cardaci

  • Concetta Giaggeri

  • Salvatore Scifo

  • Dimitri Paratore

  • Rino Paladino

  • Vito Granata

  • Vito Giuseppe Carambia

  • Federico Paratore

  • Giuseppe Chiovetta Caio

  • Deborah Roccella

  • Vincenzo Marco Saccone

  • Salvo Cardaci

  • Simone Salanitri

Il voto a Montecatini Terme premia la continuità. Per la Fraternita “S. M. Kolbe” è un riconoscimento al lavoro quotidiano sul territorio

MONTECATINI TERME – L'assemblea della Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia ha riconfermato Domenico Giani alla presidenza. Una scelta nel segno della continuità per il movimento che, da oltre otto secoli, mette al centro la prossimità e il soccorso.

Tra i nomi del nuovo Consiglio Nazionale c'è anche quello di Regalbuto: è stato rieletto il Governatore della Misericordia locale, Santo Cantali, riferimento della Fraternita di Misericordia “S. M. Kolbe” di Regalbuto.

“Santo Cantali” figura ufficialmente come responsabile dell’associazione regalbutese iscritta al registro del volontariato, realtà attiva in provincia di Enna con il nome completo di FRATERNITA DI MISERICORDIA S.M.KOLBE.

Subito dopo la rielezione, Cantali ha voluto ringraziare le consorelle e i confratelli:

“Ringrazio le Consorelle e i Confratelli per la fiducia che hanno voluto accordarmi ancora una volta. È una responsabilità che accolgo con gratitudine e che mi motiva a continuare a servire il nostro Movimento con lealtà, attenzione e impegno sempre crescente. Oggi le Misericordie rivestono un ruolo strategico nella gestione del volontariato organizzato, impegnato quotidianamente in sfide 'sociali' che vanno dall'assistenza alla popolazione, agli immigrati e al sostegno delle fragilità sociali. Una sfida che riguarda da vicino anche il territorio siciliano, dove le confraternite continuano a rappresentare un presidio fondamentale di prossimità e aiuto alle persone.”

Parole che raccontano bene il momento che stanno vivendo le Misericordie: non solo ambulanze e protezione civile, ma rete sociale diffusa, capace di intercettare solitudini, povertà nuove, emergenze che non fanno notizia ma segnano le famiglie.

Per Regalbuto la conferma di Cantali nel massimo organismo nazionale ha un valore doppio. È il riconoscimento di un impegno che qui si tocca con mano, dalle turnazioni in ambulanza ai servizi per gli anziani, dall'accoglienza alle attività di formazione dei volontari. Ed è anche la possibilità di portare la voce dei piccoli centri siciliani dentro le scelte che contano, in un tempo in cui il volontariato è chiamato a fare da ponte tra istituzioni e comunità.

“È un orgoglio per noi Volontari della Fraternita di Misericordia ‘S. M. Kolbe’ di Regalbuto avere come guida una persona intraprendente, presente e sempre pronta a dare il meglio nelle diverse attività che coinvolgono le Misericordie, non solo a livello locale ma, appunto, anche a livello Nazionale.”

Con la riconferma di Giani e la squadra di consiglieri che riparte da Montecatini, le Misericordie si preparano a un triennio intenso. Per Regalbuto, avere un proprio rappresentante al tavolo nazionale significa continuare a tessere quel filo di prossimità che, da secoli, è l'identità più vera delle Misericordie: esserci, quando serve, dove serve.

 
 
 
 
 
 

A piccoli passi, la città conquista un riconoscimento che premia anni di lavoro silenzioso nelle palestre e nei campetti di periferia

A piccoli passi la nostra città procede verso una delle manifestazioni più coinvolgenti organizzate dal CONI, e per il 2026 quel passo diventa ufficiale: Regalbuto è stata scelta dal delegato CONI di Enna e dal CONI Sicilia quale sede provinciale della Giornata Nazionale dello Sport. Non è un semplice spostamento di data sul calendario. La Giornata, istituita dalla Presidenza del Consiglio nel 2003, si svolge ogni anno nella prima domenica di giugno per valorizzare lo sport come fattore di crescita dell'individuo e di rafforzamento della società civile. Portarla qui significa riconoscere che a Regalbuto lo sport non è un'appendice, ma un'infrastruttura sociale. Teatro della festa saranno gli impianti del Piano Arena e la Cittadella dello Sport, l'area che già ogni anno  accoglie alcune manifestazioni sportive  sulle rive del lago Pozzillo e che negli anni è diventata il punto di riferimento per chi corre, gioca e si allena. Per l'occasione l'intero complesso verrà trasformato in un villaggio aperto. La giornata non avrà un protagonista singolo. Il CONI ha voluto una festa corale, e per questo tutte le associazioni sportive regalbutesi si riuniranno con i propri iscritti, dai primi calci ai veterani. L'idea è semplice e fedele alla tradizione dello sport: non una vetrina per i più bravi, ma un pomeriggio dove i piccoli atleti delle diverse categorie possano provare, sbagliare, riprovare, cambiare disciplina senza giudizio. I tecnici non faranno selezioni, faranno accoglienza.

La scelta di Enna non è casuale. Regalbuto ha un tessuto sportivo diffuso, ha impianti che possono ospitare flussi provinciali senza snaturarsi, ha una posizione baricentrica tra l'autostrada A19 e l'entroterra. Ma soprattutto ha bisogno di segnali concreti dopo anni in cui si è parlato tanto di spopolamento e poco di opportunità. La Giornata Nazionale dello Sport non risolve il problema del lavoro, non cancella il disagio sociale di cui abbiamo parlato tante volte. Però fa una cosa che spesso dimentichiamo: rimette al centro i corpi, le relazioni, la fiducia. Fa incontrare genitori che altrimenti si incrocerebbero solo al supermercato, fa vedere a un bambino che esiste un allenatore disposto ad aspettarlo il martedì e il giovedì, fa capire a un'amministrazione che investire in un canestro o in una rete non è spesa, è prevenzione. Gli organizzatori stanno già lavorando con il Comune per definire il programma: al mattino l'apertura istituzionale con il delegato provinciale e i sindaci del comprensorio, a seguire le dimostrazioni a rotazione, fino a mezzogiorno . Per un giorno Regalbuto non sarà periferia di niente. Sarà, per tutta la provincia di Enna, il centro dove lo sport torna a fare quello che sa fare meglio: tenere insieme una comunità. 

 

REGALBUTO – Non è più una questione di disservizi temporanei o di ritardi burocratici: per il Poliambulatorio di Regalbuto si tratta di un vero e proprio collasso programmato. Un lento ma inesorabile svuotamento di servizi essenziali che calpesta il diritto alla salute dei cittadini e la dignità di un intero territorio. A sollevare con forza il caso è un duro atto di indirizzo presentato in Consiglio Comunale dai consiglieri di opposizione Maria Rita Bonina, Concetta Giaggeri, Vito Cardaci, Christian Arcodia, Vanessa Naselli, Melina La Bruna e Santa Todaro. Un documento politico e sociale dal peso specifico importante, che ha trovato una ampia  convergenza d'aula venendo votato anche dagli altri consiglieri comunali ex maggioranza , segno evidente che la gravità della situazione non ammette più divisioni o tutele di bandiera.

Il deserto dei servizi: medici al lumicino e l'ombra dell'emergenza pediatrica

I numeri e i fatti descritti nell'atto d'indirizzo fotografano una realtà drammatica. Negli ultimi tempi la struttura è stata progressivamente privata di branche specialistiche fondamentali per la medicina del territorio: Dermatologia, Endocrinologia e Ortopedia sono state letteralmente cancellate. A nulla serve il parziale e tardivo ripristino dell'Otorinolaringoiatria, che appare come una goccia nel mare di un disinvestimento generale. Come se non bastasse, all'orizzonte si profila un'autentica emergenza sociale: l'imminente pensionamento dell'unica pediatra in servizio. Senza un sostituto immediato, decine di famiglie e bambini di Regalbuto rischiano di rimanere privi di qualsiasi assistenza medica di base sul proprio territorio, costretti a lunghi viaggi anche solo per una visita di controllo.

Struttura fatiscente: barriere e infiltrazioni

Il declino non è solo nei turni dei medici, ma è visibile a occhio nudo sulle mura stesse della struttura, abbandonata all'incuria. L'atto di indirizzo elenca criticità strutturali pesantissime:

Infiltrazioni d'acqua gravi che hanno già reso inagibile e costretto alla chiusura forzata un intero ambulatorio.

Una pavimentazione esterna pericolosa, sconnessa e in pendenza, che trasforma l'ingresso in un percorso a ostacoli, mettendo a serio rischio l'incolumità dei soggetti più fragili, come anziani e disabili.

Lo stato di abbandono inaccettabile dell'ex Casa Albergo per anziani, una risorsa sociale ridotta a un fantasma di cemento.

La totale incuria delle aree verdi circostanti, specchio di una mancanza di decoro che ferisce l'occhio e il buon senso.

La richiesta: il Sindaco batta i pugni all'ASP

La comunità di Regalbuto non può più permettersi di aspettare che il tempo consumi quel poco che resta della sanità locale. Con l'approvazione del documento, il Consiglio Comunale impegna formalmente e con determinazione il Sindaco e l'Assessore con delega alla Sanità a uscire dal silenzio.

L'amministrazione comunale deve farsi sentire immediatamente e senza timidezze presso i tavoli della Direzione Generale dell'ASP di Enna. La salute non è un costo da tagliare, e Regalbuto non intende assistere in silenzio al proprio isolamento sanitario.

Roma, 26 maggio – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilanciato con forza il tema del nucleare nel suo intervento all’assemblea di Confindustria, annunciando un percorso legislativo rapido per riportare questa fonte energetica in Italia.

Meloni ha sottolineato la volontà del governo di puntare sulle tecnologie più innovative, in particolare sui mini reattori modulari (SMR), descritti come sicuri, puliti e capaci di garantire costi sensibilmente inferiori rispetto agli impianti tradizionali. “Noi vogliamo proseguire speditamente sulla strada per il ritorno dell’energia nucleare in Italia”, ha dichiarato, ribadendo che entro l’estate sarà approvata la legge delega, seguita dai decreti attuativi che definiranno il quadro giuridico necessario. Secondo la premier, il ritorno al nucleare rappresenterebbe una svolta strategica per la sicurezza energetica del Paese, riducendo la dipendenza dall’estero e favorendo la competitività delle  imprese. L’annuncio arriva in un contesto di crescente dibattito sulla transizione energetica, con il governo che intende affiancare le rinnovabili a nuove soluzioni tecnologiche per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Il tema, tuttavia, resta divisivo: da un lato Confindustria e parte del mondo industriale vedono nel nucleare una risorsa fondamentale per la stabilità dei costi e l’approvvigionamento; dall’altro, associazioni ambientaliste e opposizioni politiche mettono in guardia sui rischi e sulle tempistiche di realizzazione. Meloni ha concluso il suo intervento sottolineando che la scelta del governo è orientata a “garantire maggiore sicurezza energetica e sostenibilità economica”, aprendo così una nuova fase nel dibattito nazionale sull’energia.

Varano de' Melegari non perdona. Il secondo round del Campionato Italiano Predator's 2026, andato in scena nel weekend del 16 e 17 maggio all'interno dell'FX Racing Weekend, ha concentrato tutto in due giorni intensi, sabato e domenica, su uno dei tracciati più tecnici e stretti d'Italia. E proprio qui, dove superare è quasi un'utopia, Giacomo Pellegrino della CM Motorsport ha scritto una delle pagine più belle dell'anno.

Qualifiche: la centralina tradisce

Il weekend era partito in salita. In qualifica un problema alla centralina elettronica ha mandato il motore in protezione, bloccando di fatto l'acceleratore. Niente tempo utile, niente scuse: Pellegrino è stato costretto a partire dal fondo dello schieramento, in una griglia da 28 monoposto PC015 dove davanti c'erano tutti i big, da Riccardo Tocu ai fratelli Zaniboni, da Andrea Campagna a Francesco Atzori.

Gara 1: 23 posizioni recuperate

A Varano sorpassare è possibile in due, forse tre punti. Pellegrino lo sapeva, e ha deciso di inventarseli. Partito ultimo, ha messo insieme una sequenza di staccate al limite, incroci puliti e una gestione gomme chirurgica. Giro dopo giro ha risalito il gruppo, fino a chiudere in zona punti con un sesto posto assoluto che vale molto più di un podio normale.

Il dato che racconta tutto: 23 posizioni recuperate in una sola manche, su una pista dove molti non ne guadagnano nemmeno una.

Gara 2: carattere e giro veloce

Se in Gara 1 serviva pazienza, in Gara 2 è servito il coltello tra i denti. Sempre in bagarre, sempre nel traffico, Pellegrino non ha mai mollato un centimetro. Non è arrivata la zampata finale per il podio, ma è arrivato il segnale più chiaro alle dirette avversarie: il secondo giro più veloce della gara, stampato mentre lottava ruota a ruota.

Una prestazione che conferma quello che si era già visto a Vallelunga: velocità pura, ma soprattutto testa. Nonostante le avversità, nessuna frustrazione, solo determinazione.

La candidatura è ufficiale

Dopo Varano, Pellegrino non è più la sorpresa del campionato. È l'uomo da battere. La rimonta del sabato e il passo della domenica lo proiettano di diritto tra i candidati alla vittoria finale. La classifica è ancora lunga, il margine per recuperare c'è, e la CM Motorsport ha dimostrato di saper reagire in fretta anche ai problemi tecnici.

"Dobbiamo aspettare ancora un po', ma arriverà" – è il messaggio che arriva dal box. E dopo quello che si è visto a Varano, è difficile non crederci.

Prossima fermata: Autodromo dell'Umbria, Magione, il 20 e 21 giugno. Pista diversa, stesso obiettivo.

Anche per la prossima stagione la  Scuola di Pallavolo Regalbuto  è stata ufficialmente accreditata dalla Regione Siciliana per l'utilizzo dei voucher sportivi. È la conferma di un percorso che, anno dopo anno, ha reso l'Academy Volley di Regalbuto un punto di riferimento per chi vuole muovere i primi passi in uno degli sport più coinvolgenti, dove la squadra è davvero tutto. Con il Decreto Assessoriale n. 1148 del 16 aprile 2026 la Regione ha dato avvio alle procedure per il riconoscimento dei voucher 2026. Come negli anni precedenti, le società già inserite nell'elenco 2025, sono confermate automaticamente, senza dover presentare una nuova manifestazione di interesse. La novità di quest'anno è l'introduzione di un importo unico per beneficiario, pensato per semplificare l'accesso e garantire continuità per l'intera annualità sportiva.

Chi può usufruire del voucher

Il voucher è uno strumento concreto per abbattere le barriere economiche allo sport. Per la stagione 2026/2027 la Regione ha raddoppiato la dotazione, portando il fondo a 6 milioni di euro.

Possono richiederlo le famiglie che rispettano questi requisiti:

 - minori residenti in Sicilia

 - età compresa tra 6 e 16 anni

 - ISEE familiare non superiore a 12.000 euro

 -iscrizione a un corso sportivo presso una ASD o SSD riconosciuta da CONI o CIP

Il contributo copre direttamente la quota di iscrizione e frequenza al corso, senza anticipi da parte della famiglia: sarà la società, una volta accreditata, a gestire la rendicontazione con la Regione.

Academy Volley Regalbuto: si riparte da metà agosto

La pallavolo non è solo tecnica e schiacciate. È imparare a fidarsi, a comunicare, a cadere e rialzarsi insieme. È per questo che alla Academy il lavoro parte dai fondamentali, ma mette al centro la crescita della persona: rispetto delle regole, senso di appartenenza, divertimento.

Per la stagione 2026/2027 la Società ha  già aperto le pre-iscrizioni. L'attività riprenderà da metà agosto con:

--gruppi minivolley (6-11 anni) per scoprire il gioco in modo ludico

--under 12, under 13 e under 14 maschile e femminile

--percorsi di avviamento per principianti assoluti

--staff tecnico qualificato e preparatore per la motricità di base

I posti, soprattutto nelle fasce coperte da voucher, sono limitati per garantire qualità e attenzione a ogni atleta.

Come prenotare

" Se si è in possesso di  un ISEE inferiore a 12.000 euro e figlio o  figlia ha tra 6 e 16 anni, è possibile  già bloccare il posto per settembre. Ti aiuteremo noi a verificare i requisiti e a predisporre la documentazione necessaria quando uscirà l'avviso ufficiale della Regione. Scrivici su WhatsApp, passa in palestra a Regalbuto o contattaci sui nostri canali social. Ti forniremo il modulo di pre-iscrizione, le date degli open day di agosto e tutte le informazioni su orari e gruppi."

L'Academy Volley ti aspetta. Perché qui non si cresce da soli: si cresce in squadra. 

La nomina ufficializzata alla presenza dei vertici regionali e provinciali azzurri. Presenti Tantillo, Grancagnolo e il direttivo cittadino

REGALBUTO –  Carol Adornetto è la nuova segretaria di Forza Italia Giovani di Regalbuto. La nomina è stata ufficializzata nel corso di un incontro che ha visto una forte partecipazione del partito a tutti i livelli. Alla presenza del segretario regionale di Forza Italia, l'avvocato palermitano Fabrizio Tantillo, e del segretario provinciale Cateno Grancagnolo, consigliere comunale a Piazza Armerina, si è riunita una folta delegazione di giovani forzisti insieme al direttivo comunale guidato dal segretario cittadino Giuseppe Carambia e dai tre consiglieri comunali di Forza Italia Concetta Giaggeri, Christian Arcodia e Vito Cardaci. Una scelta, spiegano dal coordinamento, che intende premiare "l'entusiasmo, la competenza e la voglia di fare dei nostri giovani, pronti a dare un contributo concreto alla comunità". Forza Italia Giovani è l'organizzazione giovanile del partito e accoglie gli iscritti dai 14 ai 38 anni, attiva nelle scuole e nelle università.

Le prime parole della neo-segretaria

Subito dopo la proclamazione, Carol Adornetto ha preso la parola:

"È con profonda emozione, ma soprattutto con un grande senso di responsabilità, che assumo il ruolo di segretaria di Forza Italia Giovani qui a Regalbuto. Voglio ringraziare di cuore tutti i componenti del partito, soprattutto i ragazzi più giovani che hanno riposto in me la loro fiducia. Un attestato di stima che mi spinge a dare il massimo fin da subito. Credo fermamente nel potenziale dei giovani del nostro paese, nelle loro idee e nella loro energia."

Nel suo intervento ha indicato la linea che intende seguire:

"Il mio obiettivo sarà quello di mettere al centro la cooperazione e il buon lavoro. Le sfide del nostro territorio si vincono solo facendo squadra, ascoltando tutti e trasformando le parole in progetti concreti. Siamo pronti a fare la nostra parte per Regalbuto, con passione, competenza e uno sguardo sempre rivolto al futuro. Il nostro viaggio comincia adesso, insieme."

L'incontro si è chiuso con l'impegno del gruppo dirigente a rilanciare l'attività sul territorio, con particolare attenzione a formazione, partecipazione civica e proposte per i giovani regalbutesi.

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