La sanità siciliana si trova davanti a un bivio decisivo. Il Presidente della Regione, Renato Schifani, ha recentemente fatto il punto sullo stato di avanzamento dei progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), delineando un quadro fatto di progressi tangibili ma anche di scadenze serratissime. Con l'obiettivo fissato al 31 marzo 2026, il governo regionale è impegnato in un monitoraggio costante per garantire che i fondi europei si trasformino in servizi reali per i cittadini.
I Numeri della Riforma Territoriale
Il cuore del piano riguarda la medicina di prossimità, pensata per decongestionare i grandi ospedali e offrire cure capillari sul territorio. I dati aggiornati mostrano un cantiere in piena attività:
Case della Comunità: Su un totale di 146 strutture programmate (per un investimento di 217 milioni di euro), al momento ne risultano 8 già operative. Il dato più significativo riguarda però lo stato dei lavori: 53 interventi sono già conclusi, mentre altri 85 sono in corso con l'obiettivo di terminare i cantieri entro il prossimo marzo.
Ospedali di Comunità: Per quanto riguarda queste strutture di cure intermedie, sono 8 quelle completate su un piano complessivo di 39, con uno stanziamento di 96 milioni di euro.
Il Modello Monreale e la Prospettiva 2026
Un segnale positivo è arrivato dalle recenti inaugurazioni, tra cui spicca quella di Monreale. Queste aperture non sono solo simboliche, ma rappresentano i primi tasselli di una rete che dovrà essere pienamente funzionale entro il primo trimestre del 2026.Schifani ha ribadito la necessità di non sprecare un solo giorno: la sfida non è solo "muraria" (costruire gli edifici), ma anche organizzativa, assicurando che una volta pronti, i locali vengano dotati di personale e tecnologie adeguate.Il monitoraggio costante serve a individuare eventuali colli di bottiglia nei cantieri in corso. Con 85 Case della Comunità da chiudere entro marzo, la macchina amministrativa regionale è sotto pressione. La riuscita di questo piano determinerà la qualità dell'assistenza sanitaria in Sicilia per i prossimi decenni, spostando il baricentro della cura dall'emergenza ospedaliera alla prevenzione territoriale.


