Non è più solo una questione di nostalgia o di attaccamento alle radici. Per la Sicilia, far tornare i giovani al centro dell'agenda politica è diventata una necessità di sopravvivenza. Durante la Seconda Conferenza regionale sulle Politiche giovanili, il messaggio è emerso con chiarezza: il futuro dell'Isola passa dalla capacità di trasformare le idee in azioni concrete. Il cuore pulsante di questo impegno è la firma dell'“Alleanza per restare”, un patto promosso da ANCI Sicilia che unisce Comuni, società civile, imprenditori e associazioni. L'obiettivo? Creare un fronte comune per bussare alle porte dei governi regionale e nazionale con proposte strutturate. I dati emersi durante il confronto sono una doccia fredda che non permette distrazioni. Negli ultimi dieci anni, la Sicilia ha perso circa 200.000 giovani. Non si tratta solo di numeri, ma di capitale umano: Un terzo dei partenti è laureato: una vera e propria emorragia di competenze. Crisi demografica: il calo delle nascite, unito all'emigrazione, sta creando uno squilibrio generazionale difficile da colmare. Senza un intervento immediato, l’Isola rischia di trasformarsi in un territorio bellissimo, ma "senza motore". La conferenza non è stata una semplice passerella di intenti, ma un laboratorio di progettazione. Il presidente di ANCI Sicilia, Paolo Amenta, e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, hanno ribadito che questa alleanza è il primo passo verso una strategia regionale finalmente coordinata. Non si tratta di chiedere "assistenzialismo", ma di pretendere risorse mirate e strumenti che permettano ai giovani di fare impresa, ricerca e cultura nella propria terra. "Fare rete è l’unica via," ha sottolineato Simone Digrandi, coordinatore regionale della Consulta Politiche giovanili di ANCI Sicilia. "Dobbiamo creare ponti tra le istituzioni e i territori. Solo condividendo obiettivi comuni possiamo trasformare la Sicilia in un luogo dove restare sia una scelta competitiva, non un atto di eroismo." La sfida dell'“Alleanza per restare” è ambiziosa: trasformare la Sicilia da terra di partenze a terra di opportunità. Il patto punta a:
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Sostenere l’imprenditoria giovanile locale.
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Rafforzare i servizi nei territori per contrastare lo spopolamento.
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Creare un canale diretto tra i bisogni dei comuni e le politiche nazionali.
La strada è in salita, ma per la prima volta sembra esserci una bussola condivisa. Perché restare in Sicilia non deve essere un ripiego, ma il progetto più ambizioso di una nuova generazione.


