La Sicilia sale al quarto posto in Italia per capacità di spesa dei fondi della nuova PAC. A dirlo è l'assessore regionale all'Agricoltura, on. Sammartino, che rivendica i numeri raggiunti a metà programmazione.
I numeri: 975 milioni in bandi, oltre 450 già pagati
Sulla dotazione complessiva di oltre 1,4 miliardi di euro, la Regione Siciliana ha pubblicato bandi per 975 milioni e ha già erogato oltre 450 milioni, pari al 31,86% delle risorse disponibili. "Abbiamo speso oltre 450 milioni, pari al 31,86% delle risorse disponibili che ammontano, in totale, a oltre un miliardo e 400 milioni. Questo significa pagamenti arrivati a migliaia di aziende agricole siciliane", ha dichiarato Sammartino. Un risultato che, secondo l'assessorato, colloca l'Isola tra le regioni più virtuose nell'attuazione del Piano Strategico nazionale della PAC 2023-2027.
Dove vanno i soldi
I pagamenti, spiega l'assessore, stanno raggiungendo migliaia di imprese che investono in ambiti chiave per la transizione agricola siciliana:
- agricoltura biologica
- apicoltura
- produzione integrata
- benessere animale
Sono le misure agroambientali e quelle a superficie che, insieme agli interventi strutturali, stanno dando ossigeno alle aziende dopo anni di ritardi e incertezze.
Bandi e misure strutturali
"Ad oggi abbiamo emanato bandi per ben 975 milioni di euro complessivi e stiamo attuando in tempi rapidi tutte le misure strutturali fondamentali per far crescere le nostre imprese", sottolinea Sammartino. L'obiettivo dichiarato è duplice: velocizzare i pagamenti alle aziende già in graduatoria e mettere a terra gli investimenti per ammodernamento, irrigazione efficiente, filiere e giovani agricoltori.
"Un passo verso la Sicilia che vogliamo"
Per l'assessore, il dato di spesa non è solo contabile. "Questo vuole dire pagamenti per migliaia di imprese siciliane che investono nel biologico, nell'apicoltura, nella produzione integrata e nel benessere animale. Un passo in più verso la Sicilia che vogliamo", ha concluso.
La sfida ora sarà mantenere il ritmo nella seconda parte della programmazione, chiudendo le istruttorie ancora aperte e garantendo che le risorse europee si trasformino in competitività reale per le campagne siciliane.


