Regalbuto : la metamorfosi sociale e politica. Dal ciclostile al silenzio. In evidenza

Gennaio 03, 2026 347

Il nostro racconto vorrebbe proporre  un’immagine vivida e quasi cinematografica di una Regalbuto che oggi sembra appartenere a un altro secolo, non solo cronologicamente, ma antropologicamente. Quella che a noi interessa descrivere  non è semplice nostalgia, ma la lucida analisi di una metamorfosi sociale e politica

Dal "Ciclostilato" al "Post": La perdita del corpo

Negli anni tra il '60 e il '70, la politica era presenza fisica. Il volantino ciclostilato non era solo un pezzo di carta: era l’esito di nottate passate a scrivere, di dita macchiate d'inchiostro e di un impegno manuale che precedeva quello intellettuale. Distribuirlo in Piazza o lungo il Corso, all'uscita della Messa, significava "metterci la faccia".

Oggi: La comunicazione si è spostata sui social. È diventata più veloce, ma anche più eterea e solitaria. Il silenzio delle segreterie è il segno che la politica ha abbandonato i luoghi fisici dell'aggregazione per ritirarsi nel mondo virtuale, dove però manca il confronto vis-à-vis che umanizzava lo scontro.

Il "Modello Peppone e Don Camillo"

Il riferimento a Guareschi è calzante. Quel tipo di politica era caratterizzato da una passione feroce ma radicata in un destino comune. Ci si scontrava sulle "visioni del mondo" (gli ideali), ma ci si riconosceva come parte dello stesso tessuto sociale. Finita la "battaglia" dei volantini, si tornava a essere amici, vicini di casa, giovani con gli stessi sogni e le stesse timidezze amorose. C’era un confine netto tra il dissenso politico e il rispetto umano.

Oggi, paradossalmente, la politica sembra più fredda e distante, ma il linguaggio usato (spesso sui social) è molto più aggressivo e livoroso, segno che si è perso quel filtro di "umanità condivisa".

La crisi del "Perché" (La mancanza di argomenti)

Il  punto fondamentale: le segreterie sono mute perché, forse, hanno smesso di elaborare pensiero.

Ieri: Si distribuivano volantini perché c’era un’idea di futuro da comunicare, una critica costruttiva o un progetto di società.

Oggi: La politica locale (e non solo) tende a diventare amministrazione dell'esistente o, peggio, reazione agli eventi. Si vive "di giorno in giorno", inseguendo l'emergenza o la polemica del momento, senza una visione a lungo termine che richiederebbe studio, confronto nelle sedi di partito e, appunto, comunicazione verso i cittadini.

Le sezioni dei partiti un tempo erano "scuole". Lì i giovani imparavano a parlare in pubblico, a scrivere un comunicato, a mediare tra posizioni diverse. Se le segreterie sono chiuse o mute, viene a mancare quel vivaio di cittadinanza attiva. Il risultato è un elettore che non viene più "convinto" con argomenti, ma spesso solo "trascinato" da slogan o lasciato nell'indifferenza. Non sono "cambiati i tempi" , ma è cambiata la qualità della partecipazione. Regalbuto, come tanti altri centri, soffre di questa desertificazione dell'impegno civile. Il recupero di quella vitalità non passerà necessariamente dal ritorno al ciclostilato, ma dal ritorno della parola documentata e del confronto fisico in Piazza. La politica deve tornare a essere un "argomento di conversazione" tra le persone e non un monologo (o un silenzio) chiuso dentro stanze deserte.

Ultima modifica il Sabato, 03 Gennaio 2026 14:12
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