Esiste un’immagine, quasi plastica, che emerge dalle ultime vicende della politica romana: quella di una Premier arroccata, impegnata in un funambolismo costante, mentre attorno a lei il vuoto si fa sempre più rumoroso. Dire che Giorgia Meloni è sola non è più una provocazione dell’opposizione, ma una constatazione empirica basata sullo stato di salute dei suoi alleati di governo.
I "Due Vice" e il Peso delle Assenze
Il paradosso della Meloni sta proprio nei suoi numeri due. Da un lato abbiamo un Matteo Salvini che, fiutando l'aria pesante di una leadership in discussione e di un consenso che arranca, ha deciso di cercare ossigeno politico altrove. La sua recente "trasferta" ideale e fisica verso l'Ungheria di Orbán non è solo un viaggio diplomatico: è il segnale di una Lega che preferisce il richiamo della foresta sovranista europea alla responsabilità quotidiana del dossier italiano. Salvini si sfila, si smarca, e lo fa guardando a Budapest proprio quando Palazzo Chigi avrebbe bisogno di compattezza a Roma.
Dall'altro lato c'è il "fattore Forza Italia". Il partito che fu di Berlusconi vive oggi una fase di transizione sospesa tra la ricerca di un'identità moderata e l'ombra ingombrante degli scandali. Il legame con figure come la Santanchè, costantemente al centro di bufere giudiziarie e mediatiche, trasforma il sostegno azzurro in una palla al piede piuttosto che in un propulsore. La Premier si ritrova così a dover difendere l'indifendibile per non far cadere il castello, pagandone però il prezzo in termini di immagine e credibilità.
Una Leadership Senza Rete
Essere "Underdog" o colei che viene dal basso , è stata la forza della Meloni durante la scalata; essere isolata rischia di diventare la sua condanna al governo. Mentre i vicepresidenti si distraggono — chi con il passato ingombrante del proprio partito, chi con il futuro incerto delle destre europee — la Presidente del Consiglio è costretta a fare tutto:
Mediare con l'Europa (senza una sponda sicura dai suoi stessi alleati). Gestire le tensioni economiche interne. Coprire i fianchi scoperti di una squadra di governo che appare, ogni giorno di più, come un insieme di individualismi piuttosto che un corpo unico.
Il Rischio del Logoramento
La solitudine al potere è affascinante nei romanzi, ma letale nella realtà parlamentare. Se la Meloni continua a essere l'unico parafulmine del governo, il rischio di un cortocircuito diventa sistemico. Senza alleati che condividano realmente il peso delle decisioni scomode, la "fiamma" di Fratelli d'Italia rischia di consumare troppo in fretta l'ossigeno della legislatura.


