Pasolini aveva ragione: a Bologna, giovani contro giovani ( AgoVit ) In evidenza

Luglio 21, 2026 491

L'ironia più crudele di questa follia è proprio questa, ed è sempre la stessa.

Mandano i ragazzi contro i ragazzi. Da una parte i figli del popolo in divisa, con lo stipendio a fine mese, l'affitto, la madre o la moglie e i figli che aspettano  a casa, con vent'anni e un casco in mano per tenere una piazza che non hanno scelto loro di dover tenere. Dall'altra i figli di una borghesia annoiata e colpevolizzata, che credono di fare la rivoluzione spaccando il casco a un loro coetaneo. È la trappola perfetta, perché funziona sempre. Per ingenuità, per candore, per quella scarsa maturità cognitiva che scambia il rumore per coraggio, i giovani si convincono di colpire il potere prendendosela con l'ultimo anello della catena. Mai con chi la catena la forgia.

Perché i veri mandanti non sono mai in piazza. Non prendono manganellate, non prendono denunce. Sono al caldo, sul palco, con il microfono in mano, o siedono in Parlamento o dirigono Giornali e partecipano ai dibattiti .  Ieri sera  a Bologna erano lì, come sempre.

Sono quelli che accolgono  non per umanità, ma per ideologia e per calcolo. Quelli che chiamano resistenza il terrore e poi lo finanziano e con la nostra retorica. Sono quelli che sugli immigrati vogliono costruire o mantenere i personali privilegi politici. Quelli che speculano, che costruiscono carriere sulle emergenze, che divorano denaro pubblico in cooperative, fondazioni, nei partiti  e che mentre parlano di futuro lo stanno uccidendo, mattone dopo mattone. Sono quelli che preligono lo scontro perchè la posta in palio è alta nel 2027. Nessuno sconto a sinistra come a destra ! Nessuno. Chi ha cariche istituzionali di qualsiasi colore politico , ha il dovere di misurare le parole. 

E il copione vuole che il giovane picchi il giovane, che l'Italia si ferisca da sola, mentre loro applaudono e incassano. Aveva ragione Pasolini, come sempre. A Valle Giulia, nel '68, lo aveva già capito tutto. Quando scrisse che in quel momento di botte tra studenti e poliziotti, lui stava con i poliziotti. Non perché amasse la polizia, ma perché i poliziotti erano figli dei poveri, venivano dal Sud, dalle periferie vere, mentre i contestatori erano figli di papà con la rivoluzione come hobby estivo.  Oggi è identico. È cambiato solo il palcoscenico. Bologna non è più Valle Giulia, ma la dinamica è la stessa. Giovani contro giovani, Italia contro Italia. E i mostri, intoccabili, sul palco a benedire lo scontro che hanno provocato e a speculare sul sangue che non è mai il loro.

Questo gioco va avanti da decenni. E finché guarderemo ai giovani con il manganello e ai giovani con le spranghe , alle macchine bruciate, alle città messe a fuoco ,  invece di guardare a chi ha ordinato anche con una semplice , innocua frase detta al momento giusto ,  la carica, continuerà ad andare avanti. Ho scritto mesi fa che si sta alzando il livello politico in vista delle prossime elezioni del 2027. La posta in gioco è alta , anzi , altissima. Nello schieramento politico italiano non c'è più la DC dei compromessi , ci sono nuovi partiti e nuovi personaggi politici che fanno del quotidiano lo scontro e la provocazione. Alle violenze quasi sempre vengono generate altre violenze e non mi stupirei se prima del 2027 ci scappano i morti da ambo le parti e allora tutti a piangere . Anche i guru della politica e i guru religiosi . Si anche loro ! 

AgoVit

 
 
 
 

 
 
 

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Titolo principale che ti consiglio:

Pasolini aveva ragione: a Bologna, giovani contro giovani

Altre varianti più secche:

  1. L'eterna trappola
  2. Valle Giulia è a Bologna
  3. Sul palco i mandanti, in piazza i ragazzi
  4. Italia contro Italia
  5. Il gioco che va avanti da decenni
 
 
 
 
Ultima modifica il Martedì, 21 Luglio 2026 14:36
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