Verso Regalbuto 2027 si sta delineando, il puzzle più chiaro e più sano possibile per una democrazia locale. In evidenza

Luglio 23, 2026 666
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Con l'adesione di Sud chiama Nord al movimento Per Regalbuto, attraverso la coordinatrice provinciale Maria Carmela Romano, non è solo una tessera in più. È la conferma che si sta andando verso due poli. Due insiemi ben definiti e distinti, non due accozzaglie dell'ultimo minuto. E questa è una fortuna per Regalbuto. E dico il  perché.

  1. L'utilità più grande: un giudizio chiaro

L'attuale Sindaco Angelo Longo, eletto il 13-6-2022 con lista civica, nel 2027 avrà  governato per cinque anni. È giusto che il suo operato venga sottoposto al giudizio degli elettori senza alibi.  Se ci fossero 3, 4, 5 liste, quel giudizio si annacquerebbe. Sarebbe un voto su simpatie personali, parentele, risentimenti. Con due liste civiche contrapposte il meccanismo diventa referendario nel senso più nobile del termine:

Lista 1 = continuità: abbiamo amministrato, questo è il bilancio, chiediamo di continuare.
Lista 2 = alternativa: non abbiamo condiviso metodo e risultati, proponiamo altro.

L'elettore non deve decifrare. Deve scegliere.

  1. Fine del trasformismo e dei contenitori civetta

Nei comuni sotto i 15.000 abitanti come Regalbuto - 6.553 residenti oggi - la proliferazione di liste è quasi sempre il sintomo di una malattia: personalismi che non trovano posto.

Il progetto "Per REGALBUTO" parla di un'idea di buona Politica dove partiti, movimenti e singoli scelgono di svestire i panni dell'appartenenza per lavorare insieme ad un unico obiettivo. E la stessa Romano parla di superare i contrasti del passato perché il bene della comunità deve prevalere su ogni divisione.  Questa è l'utilità della formula a due poli: costringe tutti a fare una scelta di campo vera. Non puoi stare un po' di qua e un po' di là. Devi dire dove stai su trasparenza, ascolto, sviluppo. O stai con l'amministrazione uscente e ne rivendichi il percorso, o stai nell'alternativa e ne costruisci uno diverso. Non c'è spazio per la terza lista fatta per trattare posti in giunta il giorno dopo.

  1. Governabilità

Chi vince a Regalbuto con il sistema delle due liste vince con una maggioranza solida, chiara, che non dovrà vivere di stampelle. Abbiamo visto cosa succede quando la maggioranza si sfilaccia in corsa - consiglieri che escono, gruppi autonomi che nascono. Una competizione bipolare iniziale costringe a fare l'accordo PRIMA, sul programma, non DOPO, sulle poltrone. E una giunta che nasce da un patto programmatico tra forze che decidono di stare insieme , o da una coalizione che conferma Longo, è molto più stabile di un'accozzaglia di 4 liste messe insieme per arrivare a vincere.

  1. Una campagna elettorale sui contenuti, non sulle persone

Paradossalmente, due sole liste abbassano i toni personali e alzano il livello politico. Con tre o quattro liste, per emergere devi urlare più forte dell'altro, devi distinguerti con l'attacco personale. Con due, sei costretto al confronto diretto: due candidati sindaco, due programmi, due visioni di paese. I regalbutesi non aspettano di sapere chi ce l'ha con chi. Aspettano risposte su servizi, lago di Pozzillo, centro storico, spopolamento, viabilità , occupazione etcc . Due liste hanno il tempo e l'obbligo di parlare di questo.

  1. Partecipazione e riduzione dell'astensionismo

Un'elezione frammentata in tanti rivoli disorienta e spinge a non votare. "Tanto sono tutti contro tutti".Due offerte chiare, invece, mobilitano. Ognuno sa dove portare il suo voto utile. E in un paese dove ci si conosce tutti, sapere che ci sono solo due squadre in campo favorisce anche il confronto nelle famiglie, nei bar, nelle associazioni. Si discute di visione, non di calcoli.

E la terza lista?

La mia ipotesi : difficile, ma non improbabile.

Una terza lista a Regalbuto nel 2027 avrebbe senso solo se portasse una rottura ideologica o generazionale vera, non rappresentata dagli altri due poli. Altrimenti, rischierebbe di fare solo da ago della bilancia, di togliere voti all'una o all'altra per questioni di posizionamento personale, condannando il paese a un ballottaggio finto o a una vittoria di misura che poi diventa ingovernabilità.

La democrazia non si misura dal numero di liste, ma dalla qualità dell'alternativa.

Due liste civiche forti, ben distinte, radicate, con dentro partiti, movimenti e società civile, sono oggi l'esercizio più maturo che Regalbuto possa regalarsi. Una sfida leale, senza alibi. Vince chi convince di più. Perde chi convince di meno. E alla fine, comunque, vince la comunità.

AgoVit

 

Ultima modifica il Giovedì, 23 Luglio 2026 13:15
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