Perché il pensiero dei popolari è scomodo. ( AgoVit ) In evidenza

Agosto 20, 2026 321
Perché il pensiero dei popolari è scomodo.
 
Non perché sia vecchio. Ma perché è difficile.
 
È difficile oggi come lo era ieri, solo che oggi non abbiamo più il coraggio di dirlo. Diciamo che è superato, che è da museo, che è da prima Repubblica. In realtà ci spaventa perché ci chiede troppo.
 
Il pensiero di Sturzo è scomodo perché non parte dal potere, ma dalla persona.  Don Luigi diceva che la politica è organizzazione di libertà. Non conquista di poltrone. Diceva che lo Stato non deve fare tutto, deve aiutare a fare. Sussidiarietà. Una parola che oggi non sta in un tweet, non fa audience. Richiede di credere che la gente, le famiglie, le cooperative, i comuni, le parrocchie, i sindacati, sappiano già costruire. Il politico non è il salvatore, è il servitore. E servire, testardamente servire è la cosa più anti-moderna che ci sia.
 
De Gasperi è scomodo perché non ha mai urlato. Ha ricostruito. E ricostruire è noioso, è lento, è fatto di compromessi letti come tradimenti. Ha tenuto insieme un paese spaccato tra chi voleva la rivoluzione e chi voleva la restaurazione, e ha scelto la via più difficile: le case, la terra, il lavoro, l'Europa. Non un nemico da indicare, ma un popolo da rimettere in piedi.
 
Moro è scomodo perché è l'uomo della complessità. In un tempo che vuole tutto bianco o nero, lui insegnava che la democrazia è mediazione. Che l'avversario non è un mostro da cancellare, ma una parte di verità da ascoltare. Pagò questa idea con la vita. E oggi preferiamo dimenticarlo, perché la mediazione non porta like.
 
Fanfani è scomodo perché ci ricorda che i popolari erano riformisti concreti. Case per i lavoratori, riforma agraria, scuola. Non slogan, ma piani INA-Casa, mattoni, leggi. Un riformismo che non chiedeva permesso ai mercati e non faceva la carità, ma dava diritti.
 
E poi le donne. Quelle che la storia della DC ha spesso messo in nota a piè di pagina, e che invece ne sono state la coscienza. 
 
Tina Anselmi, partigiana, maestra elementare, prima donna ministro nella storia d'Italia, che dalla parte degli ultimi ha scritto la legge sulle pari opportunità e quella che scioglieva la P2. Maria Eletta Martini, che ha inventato il servizio civile. Angela Gotelli, Lina Merlin no, lei era socialista, ma le tante amministratrici locali, sindache di paese, segretarie di sezione che tenevano aperte le sedi quando pioveva dentro.
 
Perché non lo imitiamo più?
 
Perché essere popolari significa una cosa faticosissima: stare dalla parte del popolo reale, non del popolo immaginato dei social. Il popolo reale puzza di fatica, ha tempi lunghi, ha contraddizioni, non ti applaude sempre. Essere interclassisti oggi è quasi un insulto. Siamo abituati a parlare solo alla nostra bolla. I popolari parlavano a tutti, ai contadini e agli imprenditori, agli operai e ai professionisti. Non per opportunismo, ma perché credevano che il bene comune esistesse.
 
Perché leggere Sturzo è difficile. Chiede studio, silenzio, interiorità. Chiede una fede, anche laica, che la politica sia servizio e non carriere. Chiede di non servirsi, ma di servire.
 
Ecco perché è scomodo. Non perché ha fallito. Ma perché ci chiede di essere migliori di come siamo diventati. 
 
Ultima modifica il Giovedì, 20 Agosto 2026 13:27
Image
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale , ai sensi della legge n° 62 del 7/3/2001.