Il Palazzetto dello Sport di Regalbuto ospiterà l'atto finale della Coppa Sicilia il prossimo 14 febbraio. Ma prima, sabato 7, riflettori puntati sullo scontro diretto contro l'Aretusa per il secondo posto.

REGALBUTO – La notizia era nell’aria, ma ora ha il timbro dell'ufficialità: la grande pallamano siciliana fa tappa a Regalbuto. Sabato 14 febbraio, la cittadina dell'ennese si trasformerà nel cuore pulsante del movimento regionale ospitando la prestigiosa "Final4" di Serie B maschile, kermesse d'élite voluta dalla F.I.G.H. Comitato Regionale Sicilia, presieduta da Sandro Pagaria.

Il tabellone delle magnifiche quattro

Il torneo vedrà sfidarsi le quattro regine del girone d'andata. Se la griglia di partenza ha già i suoi punti fermi nella capolista Albatro Next-Gen (1ª classificata) e nella Pallamano Marsala (4ª), resta ancora un rebus l'assegnazione della seconda e terza piazza.

A contendersi il miglior piazzamento sono proprio i padroni di casa della Pallamano Regalbuto e la Pallamano Aretusa. Il destino, con un tempismo perfetto, ha messo di fronte le due formazioni proprio sabato prossimo, 7 febbraio, al Palazzetto dello Sport di Regalbuto (ore 17.00). Un vero e proprio "spareggio" che definirà gli accoppiamenti delle semifinali della settimana successiva.

L’orgoglio della società: "Ambiente che vive di pallamano"

L’assegnazione della Final 4 è un riconoscimento al lavoro svolto dalla dirigenza e alla passione di una piazza storica."È motivo di grande soddisfazione poter organizzare questa manifestazione proprio qui," ha dichiarato il presidente Vincenzo Sassano. "Aver centrato la qualificazione matematica è un orgoglio che premia i nostri sforzi." Gli fa eco il direttore sportivo Luca Vitale, sottolineando il legame viscerale tra la città e la disciplina: "Abbiamo partecipato al bando con la speranza di riportare a Regalbuto la Coppa Sicilia. Viviamo in un ambiente cresciuto a ‘pane e pallamano’ per oltre un trentennio; in questi mesi abbiamo ritrovato un entusiasmo incredibile da parte di atleti, famiglie e tifosi."

Sostegno istituzionale e partnership

Il successo organizzativo nasce anche dalla sinergia con le istituzioni locali, rappresentate dal Sindaco Longo e dall'Assessore allo Sport Ferrante, che hanno concesso il patrocinio all'evento. Un ringraziamento speciale è stato rivolto dal Presidente Sassano anche allo sponsor ufficiale della manifestazione, "La Dolce Vita" (Ristorante Bed & Breakfast), e a tutti i sostenitori silenziosi che stanno accompagnando la squadra in questa entusiasmante stagione d'esordio.

Conto alla rovescia: sabato lo scontro con l'Aretusa

Mentre la macchina organizzativa per il 14 febbraio è già a pieno regime, la concentrazione tecnica è tutta rivolta alla sfida di sabato 7 febbraio alle ore 17.00. Sarà un antipasto di altissimo livello, fondamentale per testare i muscoli e il carattere in vista della caccia al trofeo. Il pubblico delle grandi occasioni è atteso sugli spalti per spingere i ragazzi di Regalbuto verso l'ennesima impresa.

COMUNICATO STAMPA . 

Nasce ufficialmente un nuovo soggetto politico nel panorama locale: il Gruppo
Alleanza Democratica Liberie Forti, una realtàche si propone di rafforzare il dibattito
democratico e offrire una nuova prospettiva di partecipazione politica, fondata sui
valori della libertà, della responsabilitàe dell'impegno civico.
Del nuovo gruppo fanno parte liberi cittadini, insieme ad ex consiglieri comunali,
assessori ed ex segretari di partito, che hanno deciso di mettere a disposizione la
propria esperienza amministrativa e politica per costruire un progetto condiviso,
aperto e radicato nel territorio.
Il nuovo gruppo nasce dall'incontro di sensibilità diverse ma unite dalla volontàdi
costruire un progetto politico condiviso, capace di rispondere alle esigenze concrete
dei cittadini e di riaffermare il ruolo centrale delle istituzioni democratiche. Tra itemi
al centro dell'iniziativa figurano la trasparenza amministrativa, la tutela dei diritti, la
coesione sociale e lo sviluppo locale.
Alleanza Democratica Liberi e Forti si propone come uno spazio aperto al
confronto, rivolto a chi crede in una politica fondata sull'ascolto e sulla competenza,
lontana da personalismie logiche di contrapposizione sterile. L'obiettivo dichiarato è
quello di contribuire in modo costruttivo alla vita pubblica, favorendo processi
decisionali inclusivi e una partecipazione attiva della comunità.
Nei prossimi giorni èprevisto un incontro per definire ufficialmente la linea politica,
l'organizzazione interna e le iniziative che segneranno l'avwio pubblico del gruppo. Un
passaggio che rappresenteràil primo momento di presentazione alla cittadinanza e
alle altre forze politiche.
Con la nascita del Gruppo Alleanza Democratica "Liberi e Forti" si apre cosi una
nuova fase delconfronto politico locale, che punta a rimettere al centro idee, valorie
responsabilitàcollettiva.
L'Assemblea dei componenti ha eletto il sig. Bentivegna Giuseppe quale
Coordinatore del gruppo, inoltre sono stati eletti componenti del Coordinamento i
signori, Parisi Croce, Romano Domenico.
Nei prossimi giorni si procederà allindividuazione delle principali figure
organizzative del gruppo, al fine di rafforzarne la struttura e rendere più efficace
l'azione politica sul territorio.
In particolare, verranno nominati il Responsabile dell'Organizzazione, il Tesoriere
il Responsabile/Responsabile Amministrativo, il Responsabile del Tesseramento
della Comunicazione, nonchế i Responsabili dei Dipartimenti tematici, tra cui:
Politiche Sociali, Lavoro, Agricoltura, Ambiente, Enti Locali, Giovani e Pari
Opportunità.
Tale percorso rappresenta un passaggio fondamentale per garantire una
partecipazione ampia, competente e inclusiva, capace di rispondere con concretezza
alle esigenze dei cittadinie del territorio.
Seguiranno ulteriori comunicazioni sugli sviluppi e sulle prossime iniziative politiche.
I|Coordinatore
Bentivegna Giuseppe

Pubblichiamo un articolo di Gian Guido Vecchi sulla situazione politica americana.

Tre cardinali di primo piano della Chiesa americana, gli arcivescovi di Chicago, Washington e Newark, vicini alle posizioni di Leone XIV, hanno diffuso ieri un comunicato, rilanciato dai media vaticani, che critica con durezza la politica estera dell’amministrazione Trump: «Il ruolo morale del nostro Paese nell’affrontare il male nel mondo, nel sostenere il diritto alla vita e alla dignità umana e la libertà religiosa, è sotto esame. E la costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell’umanità ora e in futuro, viene ridotta a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e politiche distruttive». Nel testo, intitolato «tracciare una visione morale della politica estera americana», i cardinali Blase Cupich (Chicago), Robert McElroy (Washington) e Joseph Tobin (Newark) premettono che «nel 2026 gli Stati Uniti sono entrati nel dibattito più profondo e acceso sulla base morale delle azioni dell’America nel mondo dalla fine della Guerra Fredda». E fanno notare: «Gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia hanno sollevato questioni fondamentali sull’uso della forza militare e il significato della pace. I diritti sovrani delle nazioni all’autodeterminazione appaiono fin troppo fragili in un mondo di conflitti sempre più intensi. Il bilanciamento tra interesse nazionale e bene comune viene inquadrato in termini fortemente polarizzati». Si citano le parole rivolte il 9 gennaio da papa Prevost agli ambasciatori: «Preoccupa in particolare la debolezza del multilateralismo. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda guerra mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui». L’altro giorno, a proposito dalle minacce alla Groenlandia, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, ha commentato: «Questo non è accettabile, e porterà sempre di più a un conflitto nella comunità internazionale». Che il testo sia firmato da tre cardinali e non dalla conferenza episcopale, del resto, fa capire le divisioni nella Chiesa Usa, con una parte dei vescovi vicina a Trump o almeno defilata. I cardinali non la mandano a dire: «Come pastori e cittadini, rinunciamo alla guerra come strumento per interessi nazionali miopi e proclamiamo che l’azione militare dev’essere vista solo come ultima risorsa in situazioni estreme, non come strumento normale della politica nazionale». La confusione è netta: «Il dibattito nella nostra nazione sul fondamento morale della politica americana è afflitto da polarizzazione, faziosità e interessi economici e sociali ristretti. Papa Leone ci ha fornito il prisma attraverso il quale elevarlo a un livello molto più alto. Nei prossimi mesi predicheremo e ci adopereremo affinché questo livello più alto diventi possibile». 
Gian Guido Vecchi

Il congresso della Filbi Enna ha eletto a Leonforte, oggi, Domenico Romano alla carica di segretario territoriale dell’organizzazione Uil che rappresenta lavoratrici e lavoratori dei Consorzi di Bonifica. Presenti alla riunione i segretari generali della Filbi e della Filbi Sicilia, Francesca Torregrossa ed Enzo Savarino. I delegati hanno anche votato per i Rappresentanti sindacali aziendali che sono ora Duccio Brazzaventre, Giuseppe Abbate e Claudia Murè. 
Sessantenne di Regalbuto, dipendente del Consorzio 6, Romano nel suo intervento ha ricordato “i problemi economici e gestionali che da anni interessano il Consorzio di Enna determinando criticità operative, mancanza di investimenti, manutenzione insufficiente e una limitata valorizzazione delle risorse umane”. “Una cosa è certa – ha aggiunto – Il nostro lavoro è indispensabile per la gestione delle acque, la difesa del suolo, la salvaguardia dell'agricoltura e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Senza questa attività, il territorio sarebbe certamente più vulnerabile”. 
Il segretario territoriale della Filbi, facendo riferimento alle battaglie dell’organizzazione in questi anni, s’è soffermato sul recente rinnovo del contratto nazionale. Quindi, in merito all’approvazione della norma regionale sulle stabilizzazioni, ha detto: “A Enna questo provvedimento ha interessato, purtroppo, pochissimi precari. La Filbi è dunque impegnata adesso nel confronto con le istituzioni politiche per favorire il turn-over e ampliare le piante organiche”. Ha infine rivendicato dalla Regione “risorse economiche certe e strutturali per i Consorzi, non più legate a logiche emergenziali: non possiamo più vivere di finanziamenti straordinari o soluzioni temporanee”.

La sanità siciliana si trova davanti a un bivio decisivo. Il Presidente della Regione, Renato Schifani, ha recentemente fatto il punto sullo stato di avanzamento dei progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), delineando un quadro fatto di progressi tangibili ma anche di scadenze serratissime. Con l'obiettivo fissato al 31 marzo 2026, il governo regionale è impegnato in un monitoraggio costante per garantire che i fondi europei si trasformino in servizi reali per i cittadini. 

I Numeri della Riforma Territoriale

Il cuore del piano riguarda la medicina di prossimità, pensata per decongestionare i grandi ospedali e offrire cure capillari sul territorio. I dati aggiornati mostrano un cantiere in piena attività:

Case della Comunità: Su un totale di 146 strutture programmate (per un investimento di 217 milioni di euro), al momento ne risultano 8 già operative. Il dato più significativo riguarda però lo stato dei lavori: 53 interventi sono già conclusi, mentre altri 85 sono in corso con l'obiettivo di terminare i cantieri entro il prossimo marzo.

Ospedali di Comunità: Per quanto riguarda queste strutture di cure intermedie, sono 8 quelle completate su un piano complessivo di 39, con uno stanziamento di 96 milioni di euro.

Il Modello Monreale e la Prospettiva 2026

Un segnale positivo è arrivato dalle recenti inaugurazioni, tra cui spicca quella di Monreale. Queste aperture non sono solo simboliche, ma rappresentano i primi tasselli di una rete che dovrà essere pienamente funzionale entro il primo trimestre del 2026.Schifani ha ribadito la necessità di non sprecare un solo giorno: la sfida non è solo "muraria" (costruire gli edifici), ma anche organizzativa, assicurando che una volta pronti, i locali vengano dotati di personale e tecnologie adeguate.Il monitoraggio costante serve a individuare eventuali colli di bottiglia nei cantieri in corso. Con 85 Case della Comunità da chiudere entro marzo, la macchina amministrativa regionale è sotto pressione. La riuscita di questo piano determinerà la qualità dell'assistenza sanitaria in Sicilia per i prossimi decenni, spostando il baricentro della cura dall'emergenza ospedaliera alla prevenzione territoriale.

COMUNICATO STAMPA 
 
Il PD di Regalbuto continua a lavorare al bene della nostra comunità, ogni giorno con impegno e attraverso i suoi rappresentanti nelle istituzioni.
Abbiamo deciso di assumerci fino in fondo questa responsabilità e la nomina di Salvo Roccella a Vicesindaco lo dimostra.
Il PD sarà sempre più presente grazie all'impegno dei suoi esponenti storici. Questa nomina ci permetterà di lavorare e incidere ancora di più sulla vita del nostro territorio.
Vogliamo ringraziare Sofia Contino per il lavoro fatto fino adesso e per il suo costante impegno e il Sindaco Longo.
C'è ancora molto lavoro da fare, saremo impegnati in più fronti, grazie al costante impegno dell'assessore Federico Nasca e alla consigliera Maria Rita Bonina, a cui va il nostro ringraziamento.
I nostri assessori stanno lavorando a un nuovo regolamento per il settore assistenziale, al ripristino del trasporto sociale, alla programmazione a medio termine dell'asilo nido, ad aumentare la vigilanza sui rifiuti indifferenziati, a predisporre un Regolamento Ecopunti , alla Premialità Rifiuti 2025, ad impostare un nuovo piano di spazzamento meccanico e manuale.
C'è tanto da fare, ma non ci tiriamo indietro. Oggi più che mai lavoriamo e lavoreremo per Regalbuto.

REGALBUTO – L'attesa è quasi finita. A Regalbuto l'aria si fa elettrica: i martelli picchiano sugli ultimi dettagli dei carri, le stoffe colorate prendono forma nei laboratori sartoriali e l’eco della musica tradizionale inizia a farsi sentire tra i vicoli. Il Carnevale di Regalbuto 2026 è ormai alle porte e la comunità è pronta a riprendersi il suo scettro di "cuore pulsante" del divertimento nell'entroterra siciliano. I preparativi, iniziati mesi fa, promettono un’edizione di alto livello. I riflettori sono puntati sulle quadriglie: al momento si parla di almeno due formazioni pronte a sfidarsi a colpi di coreografie e costumi impeccabili. Non mancheranno le maschere in gruppo , quelle dei bambini e i carri allegorici, frutto di un artigianato locale che si tramanda di generazione in generazione. Se la sfilata è il cuore pulsante, la vera anima della festa si manifesterà nelle serate del sabato e nei pomeriggi della  domenica. Sono questi i momenti in cui il centro storico si trasforma in una discoteca a cielo aperto e in un teatro di maschere, attirando visitatori da tutta la provincia e oltre. Una delle domande che più circola tra i cittadini e gli addetti ai lavori riguarda la "regia" dell'evento. Chi coordina l'intera macchina organizzativa? Seguendo le tracce delle precedenti edizioni, il compito sembra essere affidato a un Comitato del Carnevale, i cui annunci ufficiali gravitano spesso attorno alla Fondazione Amèselon.Tuttavia, come auspicato da molti, il vero successo della manifestazione risiede nella sinergia. Solo un fronte comune può garantire la gestione della sicurezza, dell'accoglienza e della qualità artistica che il Carnevale di Regalbuto merita. 

Il volano economico: non solo coriandoli

Il Carnevale non è solo folklore, è una vera e propria industria stagionale. L'impatto economico sull'economia di Regalbuto è significativo: Commercio e Ristorazione: Bar, ristoranti e botteghe registrano picchi di vendite grazie al flusso di turisti. Artigianato: La costruzione dei carri e la sartoria dei costumi alimentano un indotto lavorativo locale che dura mesi.  In un momento in cui i borghi siciliani lottano contro lo spopolamento, eventi come questo rappresentano una boccata d'ossigeno vitale, trasformando l'identità culturale in risorsa economica concreta. 

Il nostro vuole semplicemente essere un approfondimento basato sulle riflessioni, pensato per stimolare il dibattito e, auspicabilmente, l'azione collettiva a Regalbuto. Il Geranio come Simbolo di Rinascita: La nostra proposta è un guanto di sfida lanciato con garbo ma estrema fermezza: che ogni gruppo consiliare, partito o movimento "adotti" un balcone. 

La bellezza non è un lusso, né un vezzo estetico fine a se stesso. È, al contrario, un atto politico nel senso più nobile del termine: è cura, attenzione e rispetto per lo spazio che condividiamo. Porre l'accento su un contrasto stridente è un invito a reagire : da un lato l'orgoglio dei cittadini per la ritrovata magnificenza della Chiesa della Madonna del Carmine, dall'altro la rassegnazione davanti alla facciata del Palazzo del Municipio.

Il Valore Storico: Una "Casa" che Viene da Lontano

Il Palazzo Municipale non è solo un ufficio burocratico. È la "Casa del Popolo". La sua struttura settecentesca, nata in un'epoca di grande fermento architettonico per Regalbuto, porta con sé la memoria di una città che voleva abbellirsi e crescere. Vedere quel prospetto oggi — "disadorno", con piante spontanee che somigliano a ortiche e segni di trascuratezza come corone appassite o bottiglie abbandonate — non ferisce solo l'occhio, ma colpisce il senso di appartenenza di ogni cittadino.  Se un visitatore guarda il Palazzo e lo trova trascurato, il messaggio che riceve è di disamore. Se le istituzioni non curano la propria casa, come possono prendersi cura di quella dei cittadini?  

Il Geranio come Simbolo di Rinascita: La nostra proposta è un guanto di sfida lanciato con garbo ma estrema fermezza: che ogni gruppo consiliare, partito o movimento "adotti" un balcone. 

Questa iniziativa avrebbe un valore simbolico immenso: Oltre le divisioni: Dimostrerebbe che, nonostante le divergenze politiche, l'amore per Regalbuto è un terreno comune. Responsabilità condivisa: Uscire dalle stanze del potere per sporcarsi le mani (nel senso letterale, con la terra) per abbellire la facciata comune.Esempio per i privati: Se il Comune fiorisce, il cittadino sarà stimolato a curare il proprio balcone, la propria strada, il proprio quartiere. È un effetto domino di bellezza. 

Abituarsi al brutto è una forma di pigrizia dell'anima. Scrivere di queste cose, mostrare "come potrebbe essere", serve a rieducare lo sguardo. Non si tratta di puntare il dito per distruggere, ma di accendere una luce per costruire. Il Municipio di Regalbuto merita di tornare a essere il biglietto da visita di una comunità fiera della propria storia. Basta poco: un po' di terra, qualche pianta di geranio e, soprattutto, quella "buona volontà" che è il concime più prezioso per ogni città.

Il nostro racconto vorrebbe proporre  un’immagine vivida e quasi cinematografica di una Regalbuto che oggi sembra appartenere a un altro secolo, non solo cronologicamente, ma antropologicamente. Quella che a noi interessa descrivere  non è semplice nostalgia, ma la lucida analisi di una metamorfosi sociale e politica

Dal "Ciclostilato" al "Post": La perdita del corpo

Negli anni tra il '60 e il '70, la politica era presenza fisica. Il volantino ciclostilato non era solo un pezzo di carta: era l’esito di nottate passate a scrivere, di dita macchiate d'inchiostro e di un impegno manuale che precedeva quello intellettuale. Distribuirlo in Piazza o lungo il Corso, all'uscita della Messa, significava "metterci la faccia".

Oggi: La comunicazione si è spostata sui social. È diventata più veloce, ma anche più eterea e solitaria. Il silenzio delle segreterie è il segno che la politica ha abbandonato i luoghi fisici dell'aggregazione per ritirarsi nel mondo virtuale, dove però manca il confronto vis-à-vis che umanizzava lo scontro.

Il "Modello Peppone e Don Camillo"

Il riferimento a Guareschi è calzante. Quel tipo di politica era caratterizzato da una passione feroce ma radicata in un destino comune. Ci si scontrava sulle "visioni del mondo" (gli ideali), ma ci si riconosceva come parte dello stesso tessuto sociale. Finita la "battaglia" dei volantini, si tornava a essere amici, vicini di casa, giovani con gli stessi sogni e le stesse timidezze amorose. C’era un confine netto tra il dissenso politico e il rispetto umano.

Oggi, paradossalmente, la politica sembra più fredda e distante, ma il linguaggio usato (spesso sui social) è molto più aggressivo e livoroso, segno che si è perso quel filtro di "umanità condivisa".

La crisi del "Perché" (La mancanza di argomenti)

Il  punto fondamentale: le segreterie sono mute perché, forse, hanno smesso di elaborare pensiero.

Ieri: Si distribuivano volantini perché c’era un’idea di futuro da comunicare, una critica costruttiva o un progetto di società.

Oggi: La politica locale (e non solo) tende a diventare amministrazione dell'esistente o, peggio, reazione agli eventi. Si vive "di giorno in giorno", inseguendo l'emergenza o la polemica del momento, senza una visione a lungo termine che richiederebbe studio, confronto nelle sedi di partito e, appunto, comunicazione verso i cittadini.

Le sezioni dei partiti un tempo erano "scuole". Lì i giovani imparavano a parlare in pubblico, a scrivere un comunicato, a mediare tra posizioni diverse. Se le segreterie sono chiuse o mute, viene a mancare quel vivaio di cittadinanza attiva. Il risultato è un elettore che non viene più "convinto" con argomenti, ma spesso solo "trascinato" da slogan o lasciato nell'indifferenza. Non sono "cambiati i tempi" , ma è cambiata la qualità della partecipazione. Regalbuto, come tanti altri centri, soffre di questa desertificazione dell'impegno civile. Il recupero di quella vitalità non passerà necessariamente dal ritorno al ciclostilato, ma dal ritorno della parola documentata e del confronto fisico in Piazza. La politica deve tornare a essere un "argomento di conversazione" tra le persone e non un monologo (o un silenzio) chiuso dentro stanze deserte.

L'Italia si avvicina al picco dell'influenza stagionale con 950mila nuovi contagi registrati nella settimana dal 15 al 21 dicembre, portando il totale dall'inizio della sorveglianza a circa 5,8 milioni di casi. L'incidenza delle infezioni respiratorie acute è salita a 17,1 casi per 1.000 assistiti, in aumento rispetto ai 14,7 della settimana precedente."I dati ci mostrano che ci stiamo avvicinando al picco dei casi, che verosimilmente verrà toccato nelle prossime settimane", ha dichiarato Anna Teresa Palamara, direttrice del dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. Secondo il rapporto della sorveglianza RespiVirNet pubblicato il 29 dicembre, la circolazione sostenuta dei virus respiratori era attesa per questo periodo dell'anno. L'incidenza più elevata si registra tra i bambini sotto i cinque anni, con circa 50 casi per 1.000 assistiti, un dato che supera di oltre tre volte la media nazionale. La fascia 0-4 anni rimane la più vulnerabile, come nelle precedenti stagioni influenzali.​ Preoccupa l'aumento degli accessi al pronto soccorso e delle ospedalizzazioni, soprattutto tra le persone anziane. I dati riferiti da nove regioni italiane mostrano un incremento sia degli accessi sia dei ricoveri per sindromi respiratorie rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il tasso di positività per influenza si attesta al 31,5% nella comunità e al 46,2% negli ospedali.

 
 
 
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