C'era un tempo in cui l'acqua dettava le strade, prima dell'asfalto e delle mappe. ( AgoVit )

Luglio 13, 2026 989

Custodire l'abbeveratoio di  Dardari per custodire Regalbuto.

Gli abbeveratoi non erano un dettaglio del paesaggio. Erano i punti nevralgici del paese. Costruiti quasi sempre vicino a una sorgente d'acqua non potabile, segnavano il passo del viaggio. Lì si fermavano gli animali per bere e riposare, lì i contadini trovavano ombra e fresco, lì ci si incontrava anche solo per scambiare due parole prima di riprendere la via. Erano infrastruttura, ma erano anche socialità.

Anche a Regalbuto è stato così. E lo capisci bene percorrendo la provinciale che da Regalbuto porta al lago Pozzillo. L'abbeveratoio di Dardari, quello che molti chiamano Darderi, è ancora lì. Non serve più a ciò per cui era nato, ma serve ancora. Serve perché quell'acqua di sorgente che scende lenta è un richiamo di frescura per chiunque passi. Per il viandante, per chi corre la mattina presto, per i ciclisti che affrontano la salita e cercano una sosta. Non è più indispensabile, è qualcosa di più raro oggi: è un invito a fermarsi. E invece oggi si presenta trascurato. L'acqua si disperde a terra senza ordine, le erbacce crescono a vista d'occhio e coprono pietre che hanno visto generazioni passare. Vederlo così fa un certo effetto, perché capisci che non si sta rovinando solo una vasca di pietra. Si sta sbiadendo un pezzo di memoria.

Tutelare questi luoghi non è nostalgia. È conservazione storica, è decoro, è rispetto per un'intelligenza antica che sapeva usare l'acqua senza sprecarla. Recuperare Dardari non costerebbe grandi opere. Basterebbe pulirlo, governare l'acqua perché torni a scorrere composta, liberarlo dalle erbacce, renderlo di nuovo leggibile e sicuro per chi si ferma.

Stamattina ne hai parlato con l'assessore Nicolosi, che è attento al verde e conosce la situazione. È un buon segno. Perché significa che il tema non è dimenticato, è solo in attesa della giusta attenzione. Quell'abbeveratoio può tornare ad essere utile. Non come un tempo, ma come oggi serve: piccola oasi di sosta, punto di identità lungo una strada panoramica  verso il Pozzillo, testimonianza che Regalbuto sa custodire le sue tracce mentre guarda avanti.

AgoVit 

Ultima modifica il Lunedì, 13 Luglio 2026 13:30
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