Fibi - Uil . Domenico Romano eletto segretario territoriale.
Il congresso della Filbi Enna ha eletto a Leonforte, oggi, Domenico Romano alla carica di segretario territoriale dell’organizzazione Uil che rappresenta lavoratrici e lavoratori dei Consorzi di Bonifica. Presenti alla riunione i segretari generali della Filbi e della Filbi Sicilia, Francesca Torregrossa ed Enzo Savarino. I delegati hanno anche votato per i Rappresentanti sindacali aziendali che sono ora Duccio Brazzaventre, Giuseppe Abbate e Claudia Murè.
Sessantenne di Regalbuto, dipendente del Consorzio 6, Romano nel suo intervento ha ricordato “i problemi economici e gestionali che da anni interessano il Consorzio di Enna determinando criticità operative, mancanza di investimenti, manutenzione insufficiente e una limitata valorizzazione delle risorse umane”. “Una cosa è certa – ha aggiunto – Il nostro lavoro è indispensabile per la gestione delle acque, la difesa del suolo, la salvaguardia dell'agricoltura e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Senza questa attività, il territorio sarebbe certamente più vulnerabile”.
Il segretario territoriale della Filbi, facendo riferimento alle battaglie dell’organizzazione in questi anni, s’è soffermato sul recente rinnovo del contratto nazionale. Quindi, in merito all’approvazione della norma regionale sulle stabilizzazioni, ha detto: “A Enna questo provvedimento ha interessato, purtroppo, pochissimi precari. La Filbi è dunque impegnata adesso nel confronto con le istituzioni politiche per favorire il turn-over e ampliare le piante organiche”. Ha infine rivendicato dalla Regione “risorse economiche certe e strutturali per i Consorzi, non più legate a logiche emergenziali: non possiamo più vivere di finanziamenti straordinari o soluzioni temporanee”.
Sanità in Sicilia: Corsa contro il tempo per il PNRR, Schifani accelera sui cantieri
La sanità siciliana si trova davanti a un bivio decisivo. Il Presidente della Regione, Renato Schifani, ha recentemente fatto il punto sullo stato di avanzamento dei progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), delineando un quadro fatto di progressi tangibili ma anche di scadenze serratissime. Con l'obiettivo fissato al 31 marzo 2026, il governo regionale è impegnato in un monitoraggio costante per garantire che i fondi europei si trasformino in servizi reali per i cittadini.
I Numeri della Riforma Territoriale
Il cuore del piano riguarda la medicina di prossimità, pensata per decongestionare i grandi ospedali e offrire cure capillari sul territorio. I dati aggiornati mostrano un cantiere in piena attività:
Case della Comunità: Su un totale di 146 strutture programmate (per un investimento di 217 milioni di euro), al momento ne risultano 8 già operative. Il dato più significativo riguarda però lo stato dei lavori: 53 interventi sono già conclusi, mentre altri 85 sono in corso con l'obiettivo di terminare i cantieri entro il prossimo marzo.
Ospedali di Comunità: Per quanto riguarda queste strutture di cure intermedie, sono 8 quelle completate su un piano complessivo di 39, con uno stanziamento di 96 milioni di euro.
Il Modello Monreale e la Prospettiva 2026
Un segnale positivo è arrivato dalle recenti inaugurazioni, tra cui spicca quella di Monreale. Queste aperture non sono solo simboliche, ma rappresentano i primi tasselli di una rete che dovrà essere pienamente funzionale entro il primo trimestre del 2026.Schifani ha ribadito la necessità di non sprecare un solo giorno: la sfida non è solo "muraria" (costruire gli edifici), ma anche organizzativa, assicurando che una volta pronti, i locali vengano dotati di personale e tecnologie adeguate.Il monitoraggio costante serve a individuare eventuali colli di bottiglia nei cantieri in corso. Con 85 Case della Comunità da chiudere entro marzo, la macchina amministrativa regionale è sotto pressione. La riuscita di questo piano determinerà la qualità dell'assistenza sanitaria in Sicilia per i prossimi decenni, spostando il baricentro della cura dall'emergenza ospedaliera alla prevenzione territoriale.
Regalbuto, il PD rilancia l'azione amministrativa: Salvo Roccella nominato Vicesindaco
Carnevale di Regalbuto 2026: al via il countdown tra tradizione, quadriglie e il nodo dell'organizzazione.
REGALBUTO – L'attesa è quasi finita. A Regalbuto l'aria si fa elettrica: i martelli picchiano sugli ultimi dettagli dei carri, le stoffe colorate prendono forma nei laboratori sartoriali e l’eco della musica tradizionale inizia a farsi sentire tra i vicoli. Il Carnevale di Regalbuto 2026 è ormai alle porte e la comunità è pronta a riprendersi il suo scettro di "cuore pulsante" del divertimento nell'entroterra siciliano. I preparativi, iniziati mesi fa, promettono un’edizione di alto livello. I riflettori sono puntati sulle quadriglie: al momento si parla di almeno due formazioni pronte a sfidarsi a colpi di coreografie e costumi impeccabili. Non mancheranno le maschere in gruppo , quelle dei bambini e i carri allegorici, frutto di un artigianato locale che si tramanda di generazione in generazione. Se la sfilata è il cuore pulsante, la vera anima della festa si manifesterà nelle serate del sabato e nei pomeriggi della domenica. Sono questi i momenti in cui il centro storico si trasforma in una discoteca a cielo aperto e in un teatro di maschere, attirando visitatori da tutta la provincia e oltre. Una delle domande che più circola tra i cittadini e gli addetti ai lavori riguarda la "regia" dell'evento. Chi coordina l'intera macchina organizzativa? Seguendo le tracce delle precedenti edizioni, il compito sembra essere affidato a un Comitato del Carnevale, i cui annunci ufficiali gravitano spesso attorno alla Fondazione Amèselon.Tuttavia, come auspicato da molti, il vero successo della manifestazione risiede nella sinergia. Solo un fronte comune può garantire la gestione della sicurezza, dell'accoglienza e della qualità artistica che il Carnevale di Regalbuto merita.
Il volano economico: non solo coriandoli
Il Carnevale non è solo folklore, è una vera e propria industria stagionale. L'impatto economico sull'economia di Regalbuto è significativo: Commercio e Ristorazione: Bar, ristoranti e botteghe registrano picchi di vendite grazie al flusso di turisti. Artigianato: La costruzione dei carri e la sartoria dei costumi alimentano un indotto lavorativo locale che dura mesi. In un momento in cui i borghi siciliani lottano contro lo spopolamento, eventi come questo rappresentano una boccata d'ossigeno vitale, trasformando l'identità culturale in risorsa economica concreta.
Il nostro vuole semplicemente essere un approfondimento basato sulle riflessioni, pensato per stimolare il dibattito e, auspicabilmente, l'azione collettiva a Regalbuto. Il Geranio come Simbolo di Rinascita: La nostra proposta è un guanto di sfida lanciato con garbo ma estrema fermezza: che ogni gruppo consiliare, partito o movimento "adotti" un balcone.
La bellezza non è un lusso, né un vezzo estetico fine a se stesso. È, al contrario, un atto politico nel senso più nobile del termine: è cura, attenzione e rispetto per lo spazio che condividiamo. Porre l'accento su un contrasto stridente è un invito a reagire : da un lato l'orgoglio dei cittadini per la ritrovata magnificenza della Chiesa della Madonna del Carmine, dall'altro la rassegnazione davanti alla facciata del Palazzo del Municipio.
Il Valore Storico: Una "Casa" che Viene da Lontano
Il Palazzo Municipale non è solo un ufficio burocratico. È la "Casa del Popolo". La sua struttura settecentesca, nata in un'epoca di grande fermento architettonico per Regalbuto, porta con sé la memoria di una città che voleva abbellirsi e crescere. Vedere quel prospetto oggi — "disadorno", con piante spontanee che somigliano a ortiche e segni di trascuratezza come corone appassite o bottiglie abbandonate — non ferisce solo l'occhio, ma colpisce il senso di appartenenza di ogni cittadino. Se un visitatore guarda il Palazzo e lo trova trascurato, il messaggio che riceve è di disamore. Se le istituzioni non curano la propria casa, come possono prendersi cura di quella dei cittadini?
Il Geranio come Simbolo di Rinascita: La nostra proposta è un guanto di sfida lanciato con garbo ma estrema fermezza: che ogni gruppo consiliare, partito o movimento "adotti" un balcone.
Questa iniziativa avrebbe un valore simbolico immenso: Oltre le divisioni: Dimostrerebbe che, nonostante le divergenze politiche, l'amore per Regalbuto è un terreno comune. Responsabilità condivisa: Uscire dalle stanze del potere per sporcarsi le mani (nel senso letterale, con la terra) per abbellire la facciata comune.Esempio per i privati: Se il Comune fiorisce, il cittadino sarà stimolato a curare il proprio balcone, la propria strada, il proprio quartiere. È un effetto domino di bellezza.
Abituarsi al brutto è una forma di pigrizia dell'anima. Scrivere di queste cose, mostrare "come potrebbe essere", serve a rieducare lo sguardo. Non si tratta di puntare il dito per distruggere, ma di accendere una luce per costruire. Il Municipio di Regalbuto merita di tornare a essere il biglietto da visita di una comunità fiera della propria storia. Basta poco: un po' di terra, qualche pianta di geranio e, soprattutto, quella "buona volontà" che è il concime più prezioso per ogni città.
Il nostro racconto vorrebbe proporre un’immagine vivida e quasi cinematografica di una Regalbuto che oggi sembra appartenere a un altro secolo, non solo cronologicamente, ma antropologicamente. Quella che a noi interessa descrivere non è semplice nostalgia, ma la lucida analisi di una metamorfosi sociale e politica.
Dal "Ciclostilato" al "Post": La perdita del corpo
Negli anni tra il '60 e il '70, la politica era presenza fisica. Il volantino ciclostilato non era solo un pezzo di carta: era l’esito di nottate passate a scrivere, di dita macchiate d'inchiostro e di un impegno manuale che precedeva quello intellettuale. Distribuirlo in Piazza o lungo il Corso, all'uscita della Messa, significava "metterci la faccia".
Oggi: La comunicazione si è spostata sui social. È diventata più veloce, ma anche più eterea e solitaria. Il silenzio delle segreterie è il segno che la politica ha abbandonato i luoghi fisici dell'aggregazione per ritirarsi nel mondo virtuale, dove però manca il confronto vis-à-vis che umanizzava lo scontro.
Il "Modello Peppone e Don Camillo"
Il riferimento a Guareschi è calzante. Quel tipo di politica era caratterizzato da una passione feroce ma radicata in un destino comune. Ci si scontrava sulle "visioni del mondo" (gli ideali), ma ci si riconosceva come parte dello stesso tessuto sociale. Finita la "battaglia" dei volantini, si tornava a essere amici, vicini di casa, giovani con gli stessi sogni e le stesse timidezze amorose. C’era un confine netto tra il dissenso politico e il rispetto umano.
Oggi, paradossalmente, la politica sembra più fredda e distante, ma il linguaggio usato (spesso sui social) è molto più aggressivo e livoroso, segno che si è perso quel filtro di "umanità condivisa".
La crisi del "Perché" (La mancanza di argomenti)
Il punto fondamentale: le segreterie sono mute perché, forse, hanno smesso di elaborare pensiero.
Ieri: Si distribuivano volantini perché c’era un’idea di futuro da comunicare, una critica costruttiva o un progetto di società.
Oggi: La politica locale (e non solo) tende a diventare amministrazione dell'esistente o, peggio, reazione agli eventi. Si vive "di giorno in giorno", inseguendo l'emergenza o la polemica del momento, senza una visione a lungo termine che richiederebbe studio, confronto nelle sedi di partito e, appunto, comunicazione verso i cittadini.
Le sezioni dei partiti un tempo erano "scuole". Lì i giovani imparavano a parlare in pubblico, a scrivere un comunicato, a mediare tra posizioni diverse. Se le segreterie sono chiuse o mute, viene a mancare quel vivaio di cittadinanza attiva. Il risultato è un elettore che non viene più "convinto" con argomenti, ma spesso solo "trascinato" da slogan o lasciato nell'indifferenza. Non sono "cambiati i tempi" , ma è cambiata la qualità della partecipazione. Regalbuto, come tanti altri centri, soffre di questa desertificazione dell'impegno civile. Il recupero di quella vitalità non passerà necessariamente dal ritorno al ciclostilato, ma dal ritorno della parola documentata e del confronto fisico in Piazza. La politica deve tornare a essere un "argomento di conversazione" tra le persone e non un monologo (o un silenzio) chiuso dentro stanze deserte.
Italia verso picco influenzale con 950mila nuovi casi
L'Italia si avvicina al picco dell'influenza stagionale con 950mila nuovi contagi registrati nella settimana dal 15 al 21 dicembre, portando il totale dall'inizio della sorveglianza a circa 5,8 milioni di casi. L'incidenza delle infezioni respiratorie acute è salita a 17,1 casi per 1.000 assistiti, in aumento rispetto ai 14,7 della settimana precedente."I dati ci mostrano che ci stiamo avvicinando al picco dei casi, che verosimilmente verrà toccato nelle prossime settimane", ha dichiarato Anna Teresa Palamara, direttrice del dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. Secondo il rapporto della sorveglianza RespiVirNet pubblicato il 29 dicembre, la circolazione sostenuta dei virus respiratori era attesa per questo periodo dell'anno. L'incidenza più elevata si registra tra i bambini sotto i cinque anni, con circa 50 casi per 1.000 assistiti, un dato che supera di oltre tre volte la media nazionale. La fascia 0-4 anni rimane la più vulnerabile, come nelle precedenti stagioni influenzali. Preoccupa l'aumento degli accessi al pronto soccorso e delle ospedalizzazioni, soprattutto tra le persone anziane. I dati riferiti da nove regioni italiane mostrano un incremento sia degli accessi sia dei ricoveri per sindromi respiratorie rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il tasso di positività per influenza si attesta al 31,5% nella comunità e al 46,2% negli ospedali.
Regalbuto e la Sfida del Domani: Oltre lo Spopolamento, verso un Nuovo Modello di Borgo.
Regalbuto, con il suo affaccio sul Lago Pozzillo e la sua storia millenaria, si trova oggi davanti a un bivio storico. I dati degli ultimi vent'anni parlano chiaro: una flessione demografica costante, l'esodo delle nuove generazioni verso le metropoli del Nord o dell'Europa e un progressivo invecchiamento della popolazione residente. Ma questo declino è davvero inevitabile o siamo di fronte alla necessità di una metamorfosi?
La riduzione della popolazione giovanile a Regalbuto non è solo un dato statistico; è un mutamento del tessuto sociale. Quando i giovani partono, portano con sé non solo braccia, ma idee, capacità di consumo e visione del futuro. Il risultato è una "società d'argento", dove la crescita degli anziani richiede nuovi servizi di assistenza e una rimodulazione degli spazi urbani. Tuttavia, il rischio più grande è la rassegnazione. Lo spopolamento non si combatte solo con la nostalgia, ma con la progettualità. Per invertire la rotta, o almeno stabilizzarla, il Comune deve puntare su tre pilastri strategici La pandemia ha dimostrato che è possibile lavorare ovunque. Regalbuto può diventare una meta ideale per i nomadi digitali e per i siciliani che vogliono tornare a vivere nei borghi. Ma per farlo, la banda ultra-larga non è più un optional: deve diventare un diritto fondamentale, al pari dell'acqua e dell'elettricità. Trasformare vecchi palazzi in spazi di co-working potrebbe attrarre professionisti in cerca di qualità della vita.Il Lago Pozzillo non è solo un bacino idrico, è una risorsa economica sottoutilizzata. Il futuro di Regalbuto passa dalla capacità di trasformare questa risorsa in un centro per lo sport, il turismo sostenibile e l'educazione ambientale. Un turismo che non sia "mordi e fuggi", ma che inviti a restare, creando micro-imprenditorialità locale nei settori della ristorazione e dell'ospitalità diffusa.Le aree interne hanno una risorsa che le città hanno perso: la terra incontaminata. Incentivare i giovani a restare attraverso l'agricoltura 4.0, puntando su prodotti di nicchia e sulla trasformazione in loco delle materie prime, può creare una filiera corta capace di generare reddito dignitoso e orgoglio di appartenenza.
Il futuro di Regalbuto non può prescindere da un patto tra gli anziani (custodi della memoria e del patrimonio immobiliare) e i giovani (portatori di innovazione). Non si tratta di tornare al passato, ma di usare il passato come fondamenta per un borgo "smart", accogliente e connesso.
La sfida è difficile, ma Regalbuto ha la resilienza nel suo DNA. Lo spopolamento si vince offrendo ai giovani una ragione non solo per restare, ma per tornare.
Regalbuto: gli studenti del Citelli hanno incontrano Pietro Grasso su legalità e cittadinanza attiva.
Martedì 16 dicembre 2025, il Cinema Urania di Regalbuto ha ospitato un incontro speciale tra gli studenti dell’Istituto Tecnico Salvatore Citelli e Pietro Grasso, Presidente della Fondazione Scintille di Futuro. L’iniziativa, resa possibile grazie all’organizzazione della professoressa Pina Giaggeri, al supporto del dirigente scolastico e alla collaborazione dei docenti, ha offerto ai ragazzi un’importante opportunità di approfondimento su temi di grande rilevanza civile ed educativa.
Durante l’incontro, Grasso ha illustrato i contenuti del suo libro Scintille per la Scuola, soffermandosi su legalità, cittadinanza attiva e ruolo dei giovani nella lotta contro le ingiustizie sociali. Gli studenti hanno potuto dialogare direttamente con Grasso, ascoltando le esperienze maturate come magistrato e politico impegnato nella diffusione della cultura della legalità e nel contrasto alla criminalità organizzata.
La partecipazione dei ragazzi è stata vivace e propositiva: hanno posto domande, discusso le tematiche del libro e riflettuto sul loro ruolo nella costruzione di una società più equa. Grasso ha risposto con entusiasmo, incoraggiando nei giovani un senso di responsabilità civica e un concreto impegno verso il futuro.
Al dibattito hanno preso parte anche esperti e professionisti, tra cui Giuseppe Calabrese, direttore della BCC La Riscossa, e Padre Alessandro Magno, vicepresidente della Federazione Antiracket Italiana, che hanno condiviso esperienze nella lotta alla criminalità e nella promozione dei valori della legalità. Anche Ivan Intraguilelmo, rappresentante legale di PROMOSTAND srl, e Denis Angemi, responsabile della Ditta Angemi, hanno evidenziato l’importanza della collaborazione collettiva per il bene della comunità.
L’incontro si è concluso tra gli applausi dei presenti. Il professor Lo Cascio ha espresso soddisfazione per l’esito positivo dell’iniziativa, mentre la professoressa Giaggeri è stata ringraziata per aver reso possibile questo momento di crescita.
L’evento ha lasciato nei ragazzi una maggiore consapevolezza e la determinazione a impegnarsi attivamente per costruire una società più giusta e solidale, rappresentando un momento significativo anche per l’intera comunità di Regalbuto.
Il conto alla rovescia è terminato. Per milioni di proprietari di immobili in Italia, domani, martedi 16 dicembre, rappresenta la data ultima per effettuare il versamento del saldo IMU 2025.
Si tratta della seconda rata dell'Imposta Municipale Propria, che va a chiudere la partita fiscale sugli immobili per l'anno corrente, dopo l'acconto versato lo scorso giugno. Ecco una guida rapida per non farsi trovare impreparati ed evitare sanzioni.
La regola generale prevede che l'imposta sia dovuta dai possessori di immobili, aree fabbricabili e terreni agricoli. Tuttavia, il perimetro dei contribuenti è ben definito:
Seconde case: Tutti i proprietari di abitazioni diverse da quella principale devono versare l'imposta.
Immobili di lusso: L'esenzione per la "prima casa" decade se l'immobile è accatastato nelle categorie di lusso (A/1, A/8 e A/9). In questo caso, l'IMU è dovuta anche sull'abitazione principale.
Altri immobili: Sono inclusi negozi, uffici, capannoni industriali e terreni.
Nota Bene: Sono esonerati dal pagamento i proprietari di abitazione principale (non di lusso) e relative pertinenze (garage, cantine, solai), purché accatastate nelle categorie C/2, C/6 e C/7 (massimo una per categoria).
Quanto si paga? Il calcolo del Saldo
Mentre a giugno si è versato l'acconto (pari al 50% dell'imposta calcolata sulle aliquote dell'anno precedente), la scadenza di domani serve per il conguaglio.
Il calcolo del saldo deve essere effettuato applicando le aliquote approvate dal Comune e pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre 2024
Se le aliquote non sono cambiate: Si paga semplicemente la seconda metà dell'importo annuale.
Se le aliquote sono variate: Bisogna calcolare l'imposta dovuta per tutto il 2024 con le nuove aliquote e sottrarre quanto già versato in acconto a giugno.
3. Come effettuare il pagamento
Il metodo più diffuso rimane il Modello F24, compilabile sia in formato cartaceo (presso banche o uffici postali) sia telematico (home banking). In alternativa, è possibile utilizzare il bollettino postale apposito o la piattaforma PagoPA.
e non riuscite a pagare entro la giornata di domani, non tutto è perduto, ma il costo aumenterà. Scatta infatti l'istituto del Ravvedimento Operoso, che permette di regolarizzare la propria posizione pagando una sanzione ridotta insieme agli interessi legali.
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Ravvedimento Sprint: Se paghi entro 14 giorni dalla scadenza, la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo.
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Ravvedimento Breve: Dal 15° al 30° giorno, la sanzione sale all'1,5%.
Più tempo passa, più la sanzione aumenta, fino ad arrivare al ravvedimento ordinario. Il consiglio, dunque, è di procedere al pagamento il prima possibile, anche se con qualche giorno di ritardo, per minimizzare l'aggravio economico.


