Era una notizia che aspettavamo da tempo. Ora è ufficiale: si apre l'iter per i lavori nella casa storica della pallavolo regalbutese

REGALBUTO - Era una notizia che aspettavamo da tempo. Il finanziamento per l'adeguamento della palestra comunale della Scuola Media finalmente apre le porte all'avvio dell'iter necessario per i lavori e al ritorno lì dove la pallavolo di Regalbuto ha vissuto le sue pagine più belle. È un via libera dal valore doppio: tecnico e sentimentale. Da un lato c'è l'atto amministrativo, i "LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE ARCHITETTONICA, FUNZIONALE E MESSA IN SICUREZZA DELLA PALESTRA ALL'INTERNO DELL'ICS G.F. INGRASSIA", inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Dall'altro c'è il cuore di una comunità. L'impianto di Via Monsignor Piemonte / Via del Popolo, la Palestra scuola media "G.F. Ingrassia", è per Regalbuto molto più di una palestra scolastica. È il parquet che ha visto schiacciate, salvezze impossibili, titoli giovanili e campionati che hanno infiammato gli spalti. Per quarant'anni, generazioni di ragazzi e ragazze si sono alternate su quel campo, indossando la stessa maglia, imparando cosa significa fare squadra, cadere e rialzarsi.

Un'attesa lunga, che l'amministrazione stessa aveva definito prioritaria: "attendiamo altresì fiduciosi il decreto di finanziamento per la ristrutturazione della palestra della scuola media così da riconsegnarla non solo alla scuola, ma anche alle società sportive che da tempo attendono di fruirla".

Quel decreto, ora, è arrivato. Il progetto ammesso a finanziamento riguarda proprio la "Riqualificazione palestra esistente (messa in sicurezza/adeguamento impiantistico)" per il Comune di Regalbuto e consentirà di adeguare l'immobile alle normative attuali, efficientare gli impianti, mettere in sicurezza la struttura e restituirla pienamente alla sua doppia funzione: didattica al mattino, agonistica al pomeriggio.

Per la Scuola di Pallavolo Regalbuto e per l'Istituto Comprensivo, che proprio quest'anno ha avviato la sperimentazione della curvatura sportiva, significa tornare a casa. Significa restituirci gli spazi necessari per  le nostre squadre Under e per l'intera scuola di pallavolo  e poter programmare il futuro sportivo del volley Regalbutese tornando  ad allenarci dove tutto è iniziato.

Non è solo un cantiere che si apre. È un filo che si riannoda. Il rumore del pallone che rimbalza sul parquet della Ingrassia è il suono della nostra memoria sportiva. E presto, tornerà a sentirsi.

 
 
 
 
 
 
 

Stasera, durante il Consiglio Comunale, l'aula è chiamata a discutere della risoluzione definitiva delle criticità strutturali e gestionali delle condotte idriche nelle aree periferiche del territorio. Un tema che da anni è all'ordine del giorno dei cittadini, prima ancora che delle istituzioni, e che oggi diventa finalmente atto politico unitario. Il fatto che il documento sia stato sottoscritto da maggioranza e opposizione senza distinzioni è già una notizia. In un tempo di divisioni, l'unanimità racconta l'urgenza e la gravità di un problema che non può più essere affrontato con interventi tampone.

Un ordine del giorno che unisce tutti

Non è la prima volta che Regalbuto affronta l'emergenza idrica. In passato il Consiglio si è già occupato di "Emergenza idrica: sostegno agli agricoltori e allevatori" e della crisi delle condotte irrigue di Sparacollo. Stasera però il focus si sposta in modo netto: non solo l'agricoltura, ma la distribuzione dell'acqua potabile per le famiglie che vivono nelle contrade, nelle zone più lontane dal centro, dove il servizio è più fragile e discontinuo. Un segnale politico chiarissimo: l'acqua non è un tema di schieramento, è un diritto di cittadinanza.

Le periferie, l'anello debole della rete

Le aree periferiche di Regalbuto pagano un doppio prezzo. Da un lato condotte vetuste, spesso posate decenni fa, sottodimensionate e mai completamente mappate. Dall'altro una gestione emergenziale: rotture improvvise, perdite che durano giorni, riparazioni che diventano rattoppi in attesa della rottura successiva. D'estate tutto precipita. Con l'aumento delle temperature, dei consumi domestici e della pressione turistica, le condotte cedono. E quando cede una condotta in periferia, non è solo un tubo rotto. È una famiglia che resta senza acqua per ore, a volte per giorni. Sono anziani costretti a fare scorte con le bottiglie, mamme che non possono lavare i bambini, piccole aziende agricole e zootecniche che vedono a rischio il loro lavoro. In una Sicilia che negli ultimi due anni ha vissuto una delle crisi idriche più dure della sua storia, ogni litro perso per una rottura è uno spreco inaccettabile.

Non solo tubi: una questione sociale e di equità

Discutere di condotte idriche significa discutere di tre cose fondamentali:

1. Diritto e dignità. Garantire l'acqua potabile in modo continuo nelle periferie significa dire che non esistono cittadini di serie A e di serie B. Chi ha scelto di vivere e resistere nelle contrade ha gli stessi diritti di chi abita in centro.

2. Salute e tenuta sociale. Senza acqua salta la quotidianità. Le interruzioni continue mettono in difficoltà le famiglie, alimentano sfiducia nelle istituzioni e spingono allo spopolamento delle aree interne.

3. Programmazione e futuro. Non basta più riparare. Serve una risoluzione definitiva, come dice l'ordine del giorno stesso: un censimento reale della rete, la sostituzione dei tratti più critici, valvole e sistemi di controllo della pressione, un piano di manutenzione programmata e un modello gestionale che non rincorra l'emergenza.

E' urgente mettere sul tavolo sia un cronoprogramma degli interventi strutturali, con priorità per le zone dove le rotture sono più frequenti. Che la quantificazione delle risorse, intercettando fondi  regionali e le opportunità legate al servizio idrico integrato. E un patto di trasparenza sulla gestione: tempi di intervento certi  e un monitoraggio pubblico dei lavori. L'acqua è l'infrastruttura più politica che esista. Se funziona, nessuno la nota. Quando manca, blocca tutto.

Che stasera tutto il Consiglio comunale di Regalbuto abbia deciso di firmare insieme questo ordine del giorno è un atto di responsabilità. Ora quella responsabilità deve trasformarsi in cantiere da parte del gestore con  tubi nuovi interrati e rubinetti che, anche ad agosto e anche nell'ultima casa di periferia, continuano ad avere acqua.

 
 
 
 
 
 
 

C'è una stanchezza che attraversa l'entroterra. Non è rassegnazione, è lucidità. È la stanchezza di chi ha visto troppe passerelle, troppi eroi di cartone arrivare da fuori con la promessa pronta, la foto pronta, lo slogan già stampato. E poi ripartire, lasciando tutto com'era. Polvere, strade interrotte, giovani sui pullman per Catania o Palermo, idee che non trovano terra.

Per questo Enna non ha bisogno di finzioni . Ha bisogno di verità.

E la verità è scomoda. È dire che siamo l'unica provincia senza sbocco sul mare ma siamo l'ombelico della Sicilia, eppure ci hanno trattato come margine. Che abbiamo il mito più potente del Mediterraneo, Demetra e Persefone al Lago di Pergusa, la Rocca di Cerere, e lo abbiamo ridotto a folklore per turisti distratti. Che abbiamo un'Università, la Kore, che dovrebbe essere un cervello per tutta l'Isola, e invece spesso è lasciata sola. Che parliamo di sviluppo ma poi non garantiamo una sanità dignitosa, una ferrovia decente, una connessione che non si interrompa.. La verità è il primo atto di rispetto verso un popolo straordinario.

Poi ci vuole visione. E qui torna il coraggio di guardare oltre.

Avere il coraggio di guardare oltre  non significa raccontare favole. Significa fare l'opposto. Le favole le raccontano i finti eroi.  È identità, è radice, è progetto. Quando i Greci dicevano che Enna era l'Umbilicus Siciliae, non facevano poesia, dicevano una verità geopolitica: da qui si tiene insieme l'Isola. Da qui si vede tutto. Allora la politica che serve non è quella che amministra il declino, è quella che torna a pensare miticamente. Cioè in grande. Guardare al 2035 significa smettere di pensare Enna come bacino di voti da spremere ogni cinque anni. Il popolo ennese non è un numero da sommare la sera delle elezioni. È una comunità di costruttori, di agricoltori che sanno cosa vuol dire tenere la terra, di studenti che vogliono restare, di artigiani, di donne che tengono in piedi famiglie e imprese. Non servono salvatori. Servono costruttori pazienti. Gente che non ha paura di dire che ci vorranno dieci anni, non dieci mesi. Che non promette tutto e subito, ma costruisce un pezzo alla volta e lo fa bene. Enna non deve chiedere il permesso di esistere. Deve tornare a pretendere di guidare. Perché se il centro sta in piedi, tutta la Sicilia sta in piedi.

Questa è la politica che ci serve. Non l'eroe finto. La verità. La visione. Il coraggio di guardare oltre che diventa cantiere.

REGALBUTO – Prevenzione, consapevolezza e vicinanza al territorio. Sono queste le parole chiave dell'evento organizzato dalla Banca di Credito Cooperativo La Riscossa di Regalbuto per mercoledì 15 ottobre prossimo presso il CineTeatro “Urania” di Piazza Vittorio Veneto, storico luogo di incontro della comunità regalbutese in Piazza Vittorio Veneto 3. L'appuntamento, riservato e fortemente voluto dai vertici dell'istituto, sarà interamente dedicato a un fenomeno sempre più insidioso: le truffe ai danni di cittadini, risparmiatori e imprese.

Un'emergenza quotidiana

Dai finti operatori bancari che chiamano per chiedere codici, ai messaggi SMS che simulano comunicazioni della Banca, dalle email di phishing alle truffe affettive e alle raggiri porta a porta ai danni degli anziani, le modalità si evolvono con grande rapidità. La BCC, in qualità di Banca di comunità con sede legale in Via Mons. Vito Pernicone, 1 a Regalbuto, ha deciso di mettere a disposizione la propria esperienza per fare informazione.

"Non è solo una questione di sicurezza dei conti, ma di tutela delle persone", il messaggio che arriva dalla Direzione. L'obiettivo è fornire strumenti pratici, non tecnicismi.

Di cosa si parlerà

L'evento, dal taglio divulgativo e concreto, affronterà in particolare:

1. Le truffe digitali: phishing, smishing, vishing, falsi investimenti online e clonazione delle carte. Come riconoscere un link sospetto e cosa non fare mai.
2. Le truffe telefoniche e a domicilio: i finti nipoti, i finti carabinieri, i tecnici del gas o dell'energia. Il decalogo per dire di no senza paura.
3. Cosa fare se si è vittima: a chi rivolgersi immediatamente, come bloccare carte e credenziali, l'importanza della denuncia tempestiva.

Informazioni utili

Cosa: Incontro informativo "Come difendersi dalle truffe – Riconoscerle per evitarle"
Quando: 15 Ottobre 2026, dalle ore 17:30
Dove: Cine Teatro Urania, Piazza Vittorio Veneto 3, Regalbuto (EN)
L'iniziativa si inserisce nel percorso di educazione finanziaria e di responsabilità sociale che la BCC La Riscossa porta avanti da oltre cento anni sul territorio. Un modo concreto per ribadire che la sicurezza non è solo tecnologia, ma soprattutto cultura e comunità.

La decisione di comprare gasolio da Mosca non è un incidente, è una strategia. E l'unica risposta è l'Europa politica.

Ha annunciato tutto da solo, con un post trionfale su Truth Social, come fosse un affare immobiliare. “Ho appena concluso un colloquio di grande successo con il presidente russo Vladimir Putin”. Oggetto dell’accordo: “La Russia fornirà immediatamente oltre 300 mila tonnellate di diesel” ai mercati americano e globale, poi altre 500 mila a novembre e un milione subito dopo, con la promessa di altri tre milioni in base alla capacità delle raffinerie russe. Per far passare tutto questo, il Tesoro americano sospende le sanzioni sul diesel russo. La sospensione resterà in vigore fino alle 00:01 del 7 aprile 2027. A poche settimane dal voto di midterm, prezzi più bassi alla pompa in cambio di ossigeno al Cremlino. È una vergogna senza fine. Non per ingenuità. Per calcolo. Non si tratta di pragmatismo energetico. Si tratta di una strategia precisa: rafforzare la Russia e indebolire le democrazie liberali.Ogni tonnellata di gasolio comprata da Putin è una tonnellata che finanzia la sua macchina da guerra.  

A tutto questo c'è una sola risposta possibile, e non è tecnica. È politica. È l'Europa sovrana e politica.

Sovrana perché solo un continente che produce la sua energia, che raffina, che investe, che costruisce una vera autonomia strategica non sarà costretto a scegliere tra il freddo e la libertà. Politica perché il mercato da solo non ci salverà da Putin, e nemmeno da Trump. Serve un'Europa che non sia più il mercato dove altri vendono il loro gasolio sporco di sangue, ma una potenza che decide le sue regole, che protegge le sue sanzioni, che applica un prezzo unico alla coerenza.  Un'Europa che tassa il diesel russo, che investe nel suo Green Deal industriale non come penitenza ecologista ma come arma di indipendenza, che parla con una voce sola a Washington e a Mosca.

Trump ha comprato 300mila tonnellate di gasolio. Ha creduto di comprare anche il nostro futuro. Ha sbagliato i calcoli. Ogni volta che il sovranismo fa affari con l'autocrazia, fa nascere, per reazione, la necessità dell'Europa.

Un libro, due risultati: il ritrovo di una generazione e un confronto concreto sul futuro

REGALBUTO - La presentazione de "La Sicilia che seduce" di Mauro Crisafulli, che si è tenuta sabato 3 ottobre alle ore 17:30 presso la Sala Paolo VI di Regalbuto, ha avuto due effetti. Il primo, il più bello e inaspettato, è stato umano: ha fatto rincontrare, dopo tanti anni, alcuni ex alunni del Liceo di Leonforte. Abbracci, ricordi, fotografie. Un filo di comunità che il tempo non ha spezzato. Il secondo, più tecnico e forse più urgente, è stato un vero e proprio laboratorio sul turismo. Non una semplice presentazione libraria, ma un primo, concreto momento di confronto e formazione aperto alla città.  L'argomento è stato seguito con attenzione e partecipazione da tutti i presenti.

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali del vice sindaco Salvatore Roccella, di Giordano Paratore per la Pro Loco di Regalbuto e di Francesco Bivona, in rappresentanza dell'Unpli di Enna. Un preludio a interventi di notevole spessore.

Protagonista il libro di Crisafulli, esperto in politiche e marketing territoriali, edito da Officina della Stampa. Un volume che nasce da un'idea semplice ma fondamentale: la Sicilia non ha bisogno di essere reinventata, ma di essere compresa, organizzata e raccontata meglio. Un concetto che è diventato il centro del dibattito. Perché, come è stato ricordato durante l'incontro, serve una programmazione seria, strutturata, misurabile. Non slogan. Regalbuto ha tutto per essere una destinazione, ma non è ancora un sistema turistico. A sviluppare il tema, insieme all'autore, due figure di riferimento del settore a livello regionale: Basilio Varveri dell'associazione Tesori di Sicilia e Giancarlo Sotera, Presidente dell'Associazione Sicilia Tourleaders. Sotera e Varveri hanno insistito sullo stesso punto: il turismo non è promozione estemporanea, è costruzione di un sistema.

E allora, a Regalbuto si può progettare turismo?

La risposta emersa dalla sala è un sì convinto, a una condizione: che tutti gli attori che formano la filiera turistica facciano squadra. Dal commercio all'artigianato, dalle scuole alle associazioni, dalle Pro Loco all'Amministrazione Comunale, serve una sinergia che programmi sul lungo termine. Perché Regalbuto può offrire molto. Sul piano ambientale, con il Lago Pozzillo e i suoi paesaggi; sul piano culturale e del patrimonio storico, con il suo centro e le sue chiese; ma anche su quello gastronomico e artigianale, che è identità viva.

"La Sicilia che seduce" non è solo un titolo. È un metodo. E a Regalbuto, sabato pomeriggio, quel metodo ha iniziato a mettere radici.

Infine una nota personale. Regalbuto Press , il nostro blog , oramai seguitissimo dagli elettori , è sempre stato attento alle evoluzioni culturali , sociali ed economiche della nostra città è abbiamo voluto questo primo incontro affinchè si parlasse di programmazione e di marketing turistico perchè crediamo che ,  pur nelle diversità di vedute  , ognuno debba fare la propria parte. 

 
 
 
 
 
 
 

In vista delle Amministrative 2027, la domanda è una sola: quale modello di sviluppo socio-economico per Regalbuto?

C'è un tema che, ne siamo certi, animerà più di ogni altro la prossima campagna elettorale per le amministrative del 2027. È quello dei progetti sullo sviluppo turistico della città. Da mesi, nei nostri articoli, poniamo la stessa domanda, semplice e diretta: quale tipo di programmazione per lo sviluppo socio-economico di Regalbuto intendono proporre i prossimi candidati al governo della città? Una programmazione seria, strutturata, misurabile. Non slogan. Noi crediamo che il turismo sarà, inevitabilmente, uno dei banchi di prova centrali. Perché Regalbuto ha tutto per essere una destinazione, ma non è ancora un sistema turistico.

È in questo solco che si inserisce l'appuntamento di domani, sabato 3 ottobre alle ore 17:30, presso la Sala Paolo VI di Regalbuto.

Un incontro che non vuole essere una semplice presentazione libraria, ma un primo, concreto momento di confronto e formazione aperto alla città.

L'occasione: il libro di Mauro Crisafulli

Protagonista del pomeriggio sarà il libro "La Sicilia che seduce" di Mauro Crisafulli, edito da Officina della Stampa. L'opera affronta in modo diretto il tema del marketing turistico legato alla valorizzazione della nostra isola, offrendo spunti concreti su come trasformare l'identità e le risorse territoriali in leve di crescita economica e culturale. Crisafulli, esperto in politiche e marketing territoriale e da anni impegnato sui temi dello sviluppo locale, parte da un'idea tanto semplice quanto disattesa: la Sicilia non ha bisogno di essere reinventata, ma di essere raccontata e organizzata con competenza. Nel volume si parla di costruzione dell'identità, di comunicazione integrata, di turismo esperienziale, di innovazione digitale e del ruolo fondamentale delle DMO - le Destination Management Organization, ovvero le strutture che gestiscono e promuovono una destinazione.

Temi che a Regalbuto non sono mai stati affrontati fino in fondo.

Non solo l'autore: due voci autorevoli del turismo siciliano

A rendere l'incontro particolarmente qualificato sarà la presenza, accanto all'autore, di due figure di riferimento a livello regionale:

- Giancarlo Sotera, Presidente dell'Associazione Sicilia Tourleaders;
- Basilio Varveri, Presidente dell'Associazione Tesori di Sicilia.

Sotera guida l'associazione di categoria che riunisce guide turistiche, guide ambientali ed esperienziali, ovvero i professionisti che ogni giorno accompagnano i visitatori alla scoperta dell'Isola. Varveri è presidente di Tesori di Sicilia e animatore di progetti che legano agricoltura, cultura, ambiente e turismo lento, come la Dimora degli Dei e l'EcoMuseo Branciforti.

La loro presenza darà ai presenti una notevole base di idee e di confronto sulla vocazione turistica siciliana e, se vogliamo, anche del nostro territorio. Perché di vocazione, a Regalbuto, si parla da trent'anni. Ma la vocazione senza metodo resta un'intenzione.

Perché questo incontro riguarda il futuro di Regalbuto

L'incontro rappresenta un'opportunità di confronto a cuore aperto rivolta a un pubblico trasversale: dagli operatori turistici già attivi sul campo, agli amministratori locali — presenti e futuri — chiamati a delineare le strategie di sviluppo della comunità, fino a tutti coloro che desiderano muovere i primi passi nel mondo del turismo.

Ed è proprio questo il punto che ci interessa come giornale.

Regalbuto possiede asset che molti comuni ci invidiano: il Lago Pozzillo, il più grande bacino artificiale siciliano, il centro storico con le sue chiese barocche, la posizione strategica tra l'ennese e il catanese, le tradizioni agroalimentari, i percorsi naturalistici dei Nebrodi meridionali. Eppure manca ancora un disegno organico. Manca una narrazione unica. Manca un sistema di accoglienza che tenga insieme ricettività, ristorazione, guide, produttori, eventi.

Il turismo non può essere l'ennesimo elenco di buone intenzioni nel programma elettorale. Deve essere programmazione economica: quanti posti letto vogliamo creare in cinque anni? Quale segmento vogliamo attrarre - quello escursionistico, quello enogastronomico, quello religioso, quello degli sport outdoor? Con quali infrastrutture leggere? Con quale brand? Con quale governance? La vocazione turistica di una città o di un borgo non nasce per caso né si improvvisa: si costruisce attraverso lo studio, le competenze e una profonda conoscenza di tutte le dinamiche che ruotano attorno all'accoglienza e alla promozione.

Ecco perché crediamo che domani sia importante esserci.

L'organizzazione dell'evento è curata dal Blog Regalbuto Press e dalla Pro Loco di Regalbuto . L'ingresso è libero.

Invitiamo i cittadini, i giovani, gli operatori, ma soprattutto coloro che intendono candidarsi a guidare Regalbuto dal 2027 in poi, a partecipare, ad ascoltare e a prendere appunti. Le idee per il futuro passano anche da qui.

Nessuno. Davvero nessuno.

Possiamo dimenticare nomi, indirizzi, persino i motivi di un litigio che ci è sembrato eterno. Possiamo confondere gli anni, le stagioni, le città. Ma il primo amore no. Resta lì, intatto, come una fotografia che non sbiadisce perché non è mai stata esposta al sole. C'è un'intera letteratura che lo dimostra, e non è un caso. Dai romanzi alle cronache dei giornali locali, la storia è sempre la stessa e sempre diversa. Perché il primo amore è l'unico che il tempo non riesce a riscrivere. Forse perché non è stato solo amore. È stato un'iniziazione. È stato il primo bacio dato con il cuore che faceva un rumore così forte da coprire il mondo. Quel bacio rubato, sbagliato, troppo breve o troppo lungo, con il naso che sbatte. È stato il primo mano nella mano, con il palmo sudato e la paura che qualcuno ci vedesse, e insieme la voglia che ci vedesse il mondo intero. Il primo bigliettino piegato in quattro, la prima attesa sotto casa, il primo "ti amo" detto senza sapere davvero cosa significasse, ma sapendo con assoluta certezza che era vero. 

Gli amori che vengono dopo imparano. Imparano la strategia, la gelosia, il compromesso, la difesa. Diventano più intelligenti, più abili, a volte più profondi. Ma perdono per sempre una cosa: il candore. Il primo amore è candido perché non ha passato. Non ha delusioni precedenti da cui proteggersi, non ha tecniche di seduzione, non ha calcoli. È un gesto senza mestiere. E per questo resta puro nella memoria. Non invecchia. Mentre noi cambiamo, ingrassiamo, ci disilludiamo, quel ricordo rimane adolescente. Lei ha sempre sedici anni con la gonna a fiori, lui ha sempre la bicicletta scassata e quel modo di ridere a denti stretti.

Dante vede Beatrice a nove anni e gli basta per inventare l'eternità. Petrarca vede Laura in una chiesa e ci scrive una vita. Leopardi . Una delle più note poesie giovanili di Giacomo Leopardi è Il primo amore, composto nel 1817 . Einstein definì il primo amore come un fenomeno biologico da non poter essere spiegato semplicemente attravarso la chimica e la fisica.  Lo scienziato scelse proprio questa esperienza emotiva per illustrare in modo semplice e ironico il concetto della relatività del tempo. Non è esagerazione letteraria, è cronaca precisa di ciò che accade a tutti. Il primo amore ci rivela che siamo capaci di sentire qualcosa di assoluto. Prima di allora amavamo i genitori, gli amici, il cane. Ma è la prima volta che scegliamo qualcuno fuori dal sangue, fuori dall'obbligo, e diciamo: tu. Ecco perché le storie di chi si ritrova dopo una vita intera commuovono così tanto. Non è nostalgia, non è rimpianto per ciò che poteva essere. È il riconoscimento di un luogo interiore.  Il primo amore non si dimentica perché non appartiene alla cronologia. Appartiene alla mitologia personale. Non è una persona, alla fine. È il momento in cui abbiamo scoperto che il nostro corpo poteva diventare linguaggio, che la nostra timidezza poteva diventare coraggio, che un altro sguardo poteva contenere il mondo. Gli altri amori ci insegnano chi siamo con gli altri. Il primo ci insegna chi siamo, e basta. Per questo, anche se poi abbiamo amato di più, meglio, più a lungo, continuiamo a custodirlo in un cassetto diverso. Non più alto, non più basso. Separato.

Intoccabile, con gli stessi gesti e lo stesso candore di allora.

 
 
 
 
 
 
 

È stata un successo la prima uscita di giovedì scorso, giorno 24, alla sala Paolo VI di Officina Civica, il nuovo movimento civico che ha radunato oltre 60 persone per discutere di bisogni e possibili soluzioni per il futuro di Regalbuto. 

Un processo nuovo che è partito dall’ascolto attivo dei partecipanti organizzato attraverso pannelli tematici in cui ognuno ha condiviso idee  e cosa vorrebbe cambiare. L'evento è poi proseguito con una parte di dibattto aperto che è stata molto partecipata.   
 Abbiamo chiesto a Medea Ferrigno un primo bilancio di questo evento "è stato un primo evento molto importante che ci ha permesso di avviare questo percorso nel migliore dei modi.  Siamo molto felici non solo della grande partecipazione ma anche di come chi era presente ha accettato il nostro invito a condividere  proposte.  È stato solo il primo incontro, continueremo, come già annunciato, con momenti tematici che ci permetteranno di approfondire tutte le questioni che sono emerse durante questo primo incontro"

Officina Civica è uno spazio aperto a tutti, dove idee, esperienze e competenze si incontrano per generare proposte concrete. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione competenze, idee e professionalità lavorando per qualcosa e non per qualcuno. 

Arriveremo alla stesura di un Manifesto - conclude Medea Ferrigno - che sia linea guida su bisogni e soluzioni da adottare, risultati della partecipazione e delle riflessioni dei cittadini.

Sabato 3 ottobre alla Sala Paolo VI un incontro aperto ad amministratori, operatori e cittadini per comprendere le leve del marketing turistico e dello sviluppo locale.

La vocazione turistica di una città o di un borgo non nasce per caso né si improvvisa: si costruisce attraverso lo studio, le competenze e una profonda conoscenza di tutte le dinamiche che ruotano attorno all'accoglienza e alla promozione. È con questa consapevolezza che si preannuncia un appuntamento di rilievo per il territorio, in programma sabato 3 ottobre alle ore 17:30 presso la Sala Paolo VI di Regalbuto.

Protagonista del pomeriggio sarà il libro "La Sicilia che seduce" di Mauro Crisafulli. L'opera affronta direttamente il tema del marketing turistico legato alla valorizzazione della nostra isola, offrendo spunti concreti su come trasformare l'identità e le risorse territoriali in leve di crescita economica e culturale.

Ad arricchire la discussione interverranno due figure di riferimento del settore a livello regionale:

  • Giancarlo Sotera, Presidente dell'Associazione Sicilia Tourleaders;

  • Basilio Varveri, Presidente dell'Associazione Tesori di Sicilia.

L'incontro rappresenta un'opportunità di confronto a cuore aperto rivolta a un pubblico trasversale: dagli operatori turistici già attivi sul campo, agli amministratori locali — presenti e futuri — chiamati a delineare le strategie di sviluppo della comunità, fino a tutti coloro che desiderano muovere i primi passi nel mondo del turismo.

L'organizzazione dell'evento è curata dalla Pro Loco di Regalbuto in collaborazione con il blog Regalbuto Today.

Pagina 1 di 323