Si parlerà di Clima Ambiente e Salute – Venerdì 21 Giugno ore 18 Hotel Garden .

A portare i saluti della Democrazia Cristiana del territorio di Enna, sarà il segretario provinciale Nello Rampulla ai quali seguiranno quelli di Mario Zappia – commissario straordinario ASP di Enna – ai quali seguiranno i lavori su un tema attuale e interessante quale quello del clima , dell’ambiente e della salute . Introdurrà i lavori Caterina Seminara – responsabile provinciale del Dipartimento Maxi Emergenze Sicilia della DC . A moderare è stato chiamato Maurizio Di Piazza , membro del Comitato Scientifico del CEMEC ( Centro Europeo di medicina delle catastrofi) della Repubblica di San Marino e responsabile regionale Maxi Emergenze Sicilia della DC. Gli interventi saranno quelli di Maria Fascetto Sivillo , ispettore e referente regionale per la sicurezza chimica presso il Ministero della Salute. Enrico Croce del dipartimento Arpa di Enna , Carlo Santangelo – specialista oncologo dirigente medico e del senatore Domenico Scilipoti Isgrò – Specialista Ostetricia e Ginecologia nonchè responsabile nazionale del dipartimento sanità della DC. Al convengo sarà presente il segretario nazionale della Democrazia Cristiana Totò Cuffaro che chiuderà i lavori.

"Via libera al nostro primo Piano di interventi da venti milioni di euro per l'emergenza idrica in Sicilia". Ad annunciarlo il presidente della Regione Renato Schifani, che ha appena ricevuto la comunicazione da parte del dipartimento nazionale della Protezione civile. Il programma predisposto dalla Cabina di regia, guidata dallo stesso governatore e coordinata dal capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, prevede la rifunzionalizzazione di pozzi e sorgenti, l'acquisto e la sistemazione di autobotti, la riparazione di alcune reti di interconnessione.

"Ringrazio la Protezione civile nazionale - prosegue Schifani - per la celerità dimostrata nell'approvazione della nostra proposta. Già da domani, gli uffici si attiveranno per sollecitare i gestori delle reti e i Comuni nella predisposizione dei progetti e l'avvio delle opere, che in alcuni casi sono già partite. Nel contempo, iniziamo a lavorare su un secondo Piano di interventi che sarà finanziato con altri venti milioni di euro, così come garantito dal ministro Musumeci in occasione del via libera del Consiglio dei ministri allo stato di emergenza nazionale. Comunque, anche la Regione ha fatto e farà la sua parte. Abbiamo già stanziato venti milioni di euro, per l'acquisto di foraggio per gli animali e per l'idropotabile, e altrettanti li destineremo in occasione di imminenti misure  finanziarie che il governo porrà in essere nei prossimi giorni”

 In questa stessa strategia di interventi contro la siccità rientrano anche i 90 milioni di euro previsti nell'accordo sul Fsc 2021-27 firmato di recente con la premier Meloni, per la riattivazione dei tre dissalatori di Trapani, Gela e Porto Empedocle.

Il Piano approvato prevede 138 interventi per favorire l'approvvigionamento idrico dei territori: costruzione di nuovi pozzi, revamping e ripristino di pozzi già esistenti, costruzione di bypass e condotte di collegamento, potenziamento dei sistemi di sollevamento e pompaggio, realizzati dalle società d'ambito e da alcuni Comuni.

Inoltre, poco più di due milioni di euro, co-finanziati da Stato (37,5%) e Regione (62,5%), sono stati destinati all'acquisto di otto nuove autobotti e alla riparazione di altre 78 di Comuni e Città metropolitane. 

"Il governo regionale - conclude Schifani - è consapevole della situazione di emergenza idrica che la Sicilia sta attraversando, per le condizioni climatiche e per la mancata programmazione degli anni scorsi, e per questo motivo siamo quotidianamente sul pezzo. Grazie alla costante e continua sinergia tra i nostri uffici e quelli ministeriali, oltre alla sensibilità dimostrata dal governo nazionale, siamo comunque fiduciosi nella rapida attuazione di interventi che possano mitigare la siccità".

 

GRAZIE !!!

Giugno 11, 2024

Il voto dell’8 e 9 giugno ha rappresentato la consacrazione in provincia di Enna della Nuova Democrazia Cristiana. Le 2.755 preferenze date a Dell’Utri devono rappresentare il volano per consentire alla nuova DC di essere motore della rinascita della provincia di Enna. Di questo risultato devono essere orgogliosi tutti i consiglieri, commissari e la segreteria provinciale tutta. Ma un grazie va agli elettori che col loro voto hanno sancito questo successo che permetterà alla nuova DC d’essere presente nelle sfide future che interesseranno la provincia di Enna.  Grazie, grazie ed ancora grazie..”

Il Segretario Provinciale della DC Enna

Ing. Nello Rampulla

Di fronte ad una affluenza così bassa , è difficile abbozzare qualsiasi argomento politico che abbia una certezza. Gli unici dati che possiamo produrre , alla luce dei voti ottenuti dalle liste , a condizione che il dato delle Europee si possa considerare un " sondaggio" , si può affermare che , attualmente a REGALBUTO i partiti di CENTRO-DESTRA ( Lega - FI - FDI ) contano su una percentuale del 53,05% , mettendo insieme i partiti del CENTRO SINISTRA raggiungono il 33,55% ( PD - 5 Stelle - Verdi -Sinistra - Azione - Stati Uniti Europa - Pace Terra e Dignità - Alternativa popolare )  . Il partito di DE LUCA  LIBERTA' 13,21% - PER UN TOTALE DI 99,81% - I dati sono quelli forniti dalla Prefettura di Enna.   C'è  da dire che o meglio riaffermare che questi dati non possono essere paragonati alle scorse elezioni amministrative per il semplice fatto che alle comunali , in genere , la combinazione delle liste civiche non possono trovare riscontro con le elezioni politiche e , come in questo caso , con le Europee. Ma i dati ci inducono a riflettere sul tessuto socio-politico della nostra città. C'è da dire infine che a rappresentare la nostra città potrebbe esserci ( viene dato per eletto) RAFFAELE STANCANELLI , eletto tra le fila della Lega che con i suoi 44mila voti ha battuto Vannacci, l'unico a riuscirvi tra tutti i candidati del Carroccio a livello nazionale. A Raffaele non possono che andare le nostre congratulazioni. 

  1. Importanza dell'Idratazione
    • L'acqua è essenziale per tutte le funzioni corporee, inclusa la regolazione della temperatura corporea, il trasporto di nutrienti e l'eliminazione delle tossine.
    • Una corretta idratazione aiuta a mantenere il livello energetico, la funzione cognitiva e la salute della pelle.
  1. Quantità di Acqua da Bere
    • La quantità giornaliera raccomandata varia, ma generalmente si consiglia di bere almeno 2 litri d'acqua al giorno (circa 8 bicchieri), adattando il consumo in base all'attività fisica, al clima e alle esigenze individuali.
  1. Segnali di Disidratazione
    • Sete, bocca secca, urine scure, fatica, mal di testa e vertigini sono segnali di disidratazione.
    • Monitorare il colore delle urine è un modo semplice per verificare il livello di idratazione: urine chiare indicano una buona idratazione.
  2. Fonti di Idratazione
    • Oltre all'acqua, si possono assumere liquidi attraverso tè, tisane, succhi di frutta non zuccherati e latte.
    • Alcuni alimenti ricchi di acqua, come frutta (anguria, arance, fragole) e verdura (cetrioli, lattuga, zucchine), contribuiscono all'idratazione.
  1. Benefici Aggiuntivi dell'Idratazione
    • Bere acqua può aiutare nella perdita di peso poiché spesso la sete viene confusa con la fame.
      • L'acqua supporta la salute delle articolazioni e dei muscoli, migliorando la performance fisica e riducendo il rischio di crampi.
      1. Strategie per Bere Più Acqua
      • Portare sempre con sé una bottiglia d'acqua riutilizzabile.
      • Impostare promemoria sul telefono o utilizzare app per il monitoraggio dell'assunzione di acqua.
      • Bere un bicchiere d'acqua prima di ogni pasto e subito dopo essersi svegliati.
      1. Idratazione durante l'Attività Fisica
      • È fondamentale bere prima, durante e dopo l'esercizio fisico per compensare la perdita di liquidi attraverso il sudore.
      • Per attività intense o prolungate, le bevande elettrolitiche possono essere utili per reintegrare i sali minerali persi.
      1. Ricorda
        • Mantenere un'adeguata idratazione è un gesto semplice ma fondamentale per il benessere generale.
        • Adattare l'assunzione di liquidi in base alle proprie esigenze individuali e circostanze specifiche (come clima e attività fisica) è essenziale per una salute ottimale.

 Oltre alla siccità, uno dei principali ostacoli per gli allevatori siciliani è la complessità burocratica. La burocrazia può rallentare significativamente le operazioni quotidiane, limitare l'accesso ai fondi e ai sussidi, e creare una serie di complicazioni amministrative che aumentano lo stress e i costi per gli allevatori e agricoltori . Questo articolo esamina come la burocrazia incide sull'allevamento in Sicilia e sta portando all’impoverimento delle aree interne, spopolamento e abbandono dei nostri territori, della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Una per tutti è la TRADIZIONE DELLA TRANSUMANZA.

 La presenza di normative a livello europeo, nazionale e regionale crea una rete complessa di regole che spesso sono sovrapposte o contraddittorie. Questo rende difficile per gli allevatori, agricoltori, pescatori navigare tra le varie disposizioni legislative e soddisfare tutti i requisiti.

 La lentezza dei processi amministrativi per ottenere permessi, autorizzazioni e accesso ai fondi è un problema comune. Le lunghe attese per la gestione delle pratiche burocratiche possono ritardare investimenti e progetti cruciali per lo sviluppo dell'allevamento.

La scarsa comunicazione e il coordinamento tra i diversi enti e dipartimenti che si occupano di agricoltura e allevamento aggiungono ulteriori difficoltà. Il comparto  si trova a dover interagire con numerosi uffici per completare una singola pratica, pertanto la burocrazia e le scelte dei politici

rappresentano le sfide per la nostra isola, mettendo a dura prova la sostenibilità economica delle aziende e la qualità della vita degli animali. La carenza d'acqua influisce direttamente sulla disponibilità di risorse fondamentali come il foraggio e l'acqua potabile, compromettendo la salute del bestiame e la produzione complessiva. Questo articolo approfondisce le cause, gli effetti e le possibili soluzioni per gli allevatori siciliani colpiti dalla siccità.

Cause della Siccità

  1. Cambiamenti Climatici: L'aumento delle temperature globali e le alterazioni nei modelli di precipitazione stanno rendendo la siccità più frequente e intensa in Sicilia. L'isola sta sperimentando estati più calde e inverni meno piovosi, riducendo le riserve idriche disponibili.
  2. Gestione Inefficiente delle Risorse Idriche: La gestione delle risorse idriche in Sicilia presenta numerose inefficienze, con infrastrutture obsolete e perdite d'acqua elevate. La mancanza di sistemi di raccolta e stoccaggio delle acque piovane aggrava ulteriormente il problema.
  3. Sfruttamento eccessivo delle Risorse: L'agricoltura intensiva e l'urbanizzazione crescente stanno esercitando una pressione crescente sulle risorse idriche disponibili. Il sovrasfruttamento degli acquiferi riduce la disponibilità di acqua per gli allevamenti.

Effetti della Siccità sugli Allevatori

  1. Riduzione della Produzione di Foraggio: La siccità riduce la crescita delle colture foraggere, fondamentali per l'alimentazione del bestiame. Questo costringe gli allevatori a comprare foraggio a prezzi elevati, aumentando i costi operativi e riducendo i margini di profitto.
  2. Stress Idrico per il Bestiame: La carenza d'acqua potabile influisce negativamente sulla salute e sul benessere degli animali. Lo stress idrico può portare a una riduzione della produzione di latte, problemi di fertilità e un aumento della mortalità.
  3. Deterioramento delle Condizioni di Vita degli Allevatori: La siccità prolungata costringe gli allevatori a lavorare di più per garantire acqua e cibo agli animali, peggiorando la qualità della vita. Inoltre, le difficoltà economiche possono portare a indebitamento e abbandono delle attività.

Soluzioni Potenziali

  1. Tecnologie di Risparmio Idrico: L'implementazione di sistemi di irrigazione efficienti, come l'irrigazione a goccia, e l'uso di sensori per monitorare l'umidità del suolo possono ottimizzare l'uso dell'acqua nelle aziende agricole e allevamenti.
  2. Raccolta e Stoccaggio delle Acque Piovane: Costruire infrastrutture per la raccolta e lo stoccaggio delle acque piovane, come cisterne e bacini, può garantire una riserva idrica durante i periodi di siccità.
  3. Rotazione delle Colture e Pratiche Agroecologiche: L'adozione di pratiche agroecologiche e la rotazione delle colture possono migliorare la fertilità del suolo e la capacità di ritenzione idrica, rendendo i sistemi di produzione più resilienti alla siccità.
  4. Supporto Finanziario e Politico: Le istituzioni dovrebbero fornire sostegno finanziario agli allevatori attraverso sussidi, crediti agevolati e assicurazioni contro la siccità. Politiche mirate possono incentivare l'adozione di tecnologie sostenibili e pratiche di gestione delle risorse idriche.
  5. Formazione e Consulenza: Programmi di formazione e consulenza possono aiutare gli allevatori a implementare tecniche di gestione sostenibile delle risorse idriche e a migliorare la loro resilienza alle condizioni climatiche avverse.

Conclusione

La crisi agricola e dell'allevamento in Sicilia rappresenta una sfida complessa che richiede un approccio multidimensionale. È necessario un impegno congiunto da parte delle istituzioni, dei produttori e della società civile per affrontare le cause profonde della crisi e promuovere un futuro sostenibile per l'agricoltura e l'allevamento siciliani. Solo attraverso l'innovazione, il sostegno politico e la valorizzazione delle risorse locali sarà possibile rilanciare questi settori vitali e preservare il patrimonio culturale e ambientale della Sicilia.

Vogliamo iniziare questa nuova rubrica fornendovi alcuni consigli utili e sintetici che hanno lo scopo di stimolare la ricerca e lo star bene con se stessi e il proprio corpo. Niente di professionale , dunque, ma ovvio e utile per un buon ripasso. La prima "pillola" riguarda il nostro sistema immunitario.

Le difese immunitarie e tutt0 il nostro sistema immunitario rappresentano la nostra protezione dalle malattie. Se il sistema immunitario si indebolisce o viene colpito da un germe aggressivo, rischiamo di ammalarci. Sin dal momento della nascita, il corpo umano è esposto e aggredito da agenti patogeni, come virus e batteri.

Capita spesso che il microorganismo patogeno riesca a penetrare all’interno del corpo umano. Le difese immunitarie. dell’organismo umano, in alcuni casi possono bloccare l’attecchimento del microrganismo, in altri casi la crescita dei microrganismi penetrati è ostacolata dai meccanismi di difesa in modo che non si manifesti una sintomatologia evidente, in altri casi ancora i microrganismi possono prevalere sulle difese dell’ospite, determinando l’insorgere dello stadio conclamato di malattia.

Per combattere il patogeno, il nostro sistema immunitario utilizza le sue armi: organi linfatici, cellule, mediatori chimici e barriere fisiche (quali pelle, capelli, ciglia, mucose).

Naturalmente, le difese immunitarie sono più efficaci se l’organismo umano si mantiene il più possibile in forza e in equilibrio fisico e mentale.

Come possiamo stimolare il sistema immunitario?

  • utilizzando integratori contenenti Pappa reale, Papaia fermentata, Propoli, Vitamina C, Echinacea: sostenze immunostimolanti e adattogene;
  • utilizzando fermenti Probiotici, che aumentano l'immunità intestinale; lavando spesso le mani;
  • adottando uno stile di vita sano, adeguata alimentazione ed esercizio fisico; riposando. Dormire a sufficienza aiuta l'organismo a riequilibrarsi e a rafforzarsi.

Indeboliscono le difese immunitarie del nostro organismo e quindi sono sconsigliati:

  • lo zucchero raffinato,
  • l'eccesso di alcolici ed il fumo;
  • un'alimentazione scorretta povera di frutta e verdura;
  • l'inquinamento ambientale;
  • lo stress;
  • l'utilizzo non necessario di antibiotici.Alcune persone sono più soggette all'attacco da parte di agenti patogeni (bambini, anziani, diabetici, immunodepressi) ed in questi casi è necessario valutare con il proprio medico la terapia preventiva migliore.

 

Presidente e direttore di Coldiretti sono stati ricevuti questo pomeriggio a Palazzo d'Orleans dal capo di gabinetto della Presidenza della Regione, dal capo della segreteria particolare e dal dirigente generale del dipartimento dello Sviluppo rurale, in rappresentanza del governatore fuori sede per motivi istituzionali. Nel corso dell'incontro, che si è svolto in un clima di massima collaborazione, l'associazione degli imprenditori agricoli ha esposto i motivi della protesta di oggi. I rappresentanti della Regione hanno condiviso le preoccupazioni per gli effetti della perdurante siccità che sta colpendo la Sicilia da mesi e hanno ricordato i provvedimenti assunti dal governo: dalla dichiarazione di emergenza regionale alla richiesta di stato di emergenza nazionale, già accolta dal Consiglio dei ministri, con l’assegnazione di venti milioni di euro per i primi e più urgenti interventi. Sono provvedimenti che dimostrano la grande attenzione e l’operatività di Palazzo d’Orléans verso un settore fondamentale dell’economia siciliana. C’è sempre stata e continua a esserci estrema disponibilità al dialogo, nella convinzione che soluzioni efficaci possano arrivare dalla condivisione di proposte e strategie. Occorre però essere consapevoli che bisogna individuare i percorsi più idonei dal punto di vista amministrativo e finanziario. Coldiretti è stata anche rassicurata sul fatto che a breve saranno erogati i dieci milioni di contributi in favore del comparto zootecnico, previsti dalla legge pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale. La Regione ha recepito la proposta dell’associazione per rendere più immediato il pagamento agli imprenditori per l’acquisto di foraggio. Al vaglio anche gli interventi per i danni subiti dai cereali e dalle foraggere, l’emanazione di un piano straordinario di gestione della fauna selvatica, la moratoria dei debiti delle imprese agricole e agroalimentari e l’istituzione di un tavolo politico e strategico sulle tematiche generali del settore agricolo.

VALENTI

Valenti è un cognome panitaliano, cioè presente in tutta Italia, con prevalenza nelle regioni di Sicilia (dove è molto frequente), Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Piemonte, Marche, Calabria, Trentino Alto Adige, Liguria, Friuli, veneto, Puglia, Umbria, Campania. In Sicilia è presente in tutte le province, con punte più alte nelle province di Palermo, Catania, Trapani, Messina, Siracusa, Agrigento: nella provincia di Enna è presente nei comuni di Agira, Leonforte, Catenanuova, Nicosia, Nissoria, Enna, Regalbuto.

Valenti e Valente derivano dal cognome latino Valens , diffuso nella prima età imperiale specie fra i militari veterani delle province. In latino significa stare bene in salute, essere forte, valido.

Tracce storiche e personaggi - Osvaldo Valenti (1906/1945) – attore italiano, noto, oltre che per la sua attività artistica, anche per la sua adesione alla Repubblica Sociale Italiana di Salò. Crollato il fascismo fu processato e fucilato il 28 aprile del 1945: aveva fatto parte, col grado di tenente, della X Flottiglia Mas, comandata dal principe Junio Valerio Borghese. Paolo Valenti (1922/1990) – giornalista e conduttore TV. Nel 1976, all'interno del nuovo programma Domenica In, condotto da Corrado, conduceva la nota trasmissione 90^ Minuto, da lui diretta fino al 1990, anno della sua morte.

 

VALENZIANO

È un cognome non molto noto in Italia: è presente in circa 70 comuni, prevalentemente siciliani. Oltre che in Sicilia è presente anche in Puglia, Lombardia, Lazio, Campania. Nell'Isola è noto nelle province di Palermo (Cefalè, Lascari, Palermo, Castelbuono), Catania (Aci Sant’Antonio, Catania, Pedara), Enna (nei comuni di Leonforte, Agira, Gagliano Castelferrato, Regalbuto).

Valenziano molto probabilmente deriva dal nome latino Valentianus; con il quale nome ricordiamo FlaviusValentianus (321/375), imperatore del Sacro Romano Impero dal 364 alla sua morte. Si può anche ritenere che il cognome derivi dalla provenienza del capostipite da Vibo Valentia o da antiche località come un “agervalentianus” (terreno appartenente ad un Valentius). Meno probabile e forse un poco forzata la provenienza di questo cognome dal nome etnico Valencia, città spagnola.

 

VARVERI

Raro cognome siciliano, diffuso in 17 comuni; ha un ceppo in Sicilia ma è presente, con piccoli gruppi, anche in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo. In Sicilia è noto nel Catanese (Catania, Acireale), nel Nisseno, nell'Ennese (Leonforte, Gagliano Castelferrato, Assoro, Enna, Regalbuto, Catenanuova).

Varveri è variante dialettale del termine “barbiere”, mestiere antichissimo che nel passato aveva diverse funzioni, compresa quella di cerusico, medico in scala minore che praticava piccoli interventi chirurgici come l'estrazione dei denti e i salassi.

 

VASTA

Si ritiene che in Puglia il cognome derivi dal toponimo Vaste, frazione del comune di Poggiardo (LE); nel Catanese potrebbe essere una forma aferetica del nome Savasta. Secondo Pantaleo Minervini (Dizionario dei cognomi pugliesi) il cognome Vasta trae origine dal toponimo Vasto, comune di provincia di Chieti, o dal latino “vastus”, che vuol dire spopolato, vuoto. Per G.Rohlsf (Dizionario storico dei cognomi della Sicilia orient.) deriverebbe dal cognome spagnolo Basta. Cognome presente in poco meno di 300 comuni italiani, in prevalenza in Sicilia, ma anche nelle regioni Lazio, Lombardia, Puglia, Calabria, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Liguria, Veneto, Friuli. In Sicilia è presente nelle province di Catania, Palermo, Enna (nei comuni di Leonforte, Centuripe, Gagliano Castelferrato, Enna, Nissoria, Regalbuto, Calascibetta), Messina, Siracusa, Caltanissetta, Agrigento, Trapani.

Tracce storiche e personaggi - Pietro Paolo Vasta (Acireale 1697/1760), pittore italiano, uno dei maggiori artisti siciliani del XVIII secolo. Suoi affreschi si trovano presso la cattedrale di Acireale. Giorgio Vasta (nato a Palermo nel 1970), scrittore e giornalista: vive e lavora a Torino. Ha pubblicato il romanzo “Il tempomateriale” e ha partecipato, con i suoi racconti, a numerose antologie.

 

VENTICINQUE

Il cognome Venticinque è diffuso in circa 90 comuni distribuiti prevalentemente fra Sicilia, Piemonte e Campania ma presenti anche in altre regioni, Toscana, Lombardia, Liguria, Lazio, Puglia. Un nucleo considerevole si trova a Pignataro Maggiore (Cosenza). Nell'Isola i Venticinque sono a Catania (14 comuni fra cui, Catania, Misterbianco, Mascalucia), ad Enna (Agira, Leonforte, Regalbuto, Nicosia, Nissoria, Gagliano Castelferrato), a Ragusa (Pozzallo, Modica, Scicli), a Palermo, Messina, Caltanissetta, Siracusa.

Secondo Rohfls tutti i nomi composti da un numero “sembrano riportarsi ad un tratto caratteristico o a un episodio di cui ignoriamo i particolari”. E. De Felice, nel Dizionario dei cognomi italiani, sostiene che il cognome Venticinque abbia alla base un soprannome formato dal siciliano vinticinqu, probabilmente nel significato che ha nel gioco del tressette. Secondo il gergo del gioco del tressette l'espressione tipica “voglioil 25” sta indicare che si chiede o si comunica il 2 e il 5 di un determinato palo. Altri ritengono che il cognome possa derivare da un soprannome attribuito al capostipite in relazione ad un evento particolare (compleanno, ricorrenze, ecc.).

 

VERNA

Verna deriva dall'aggettivo latino vernus-verna-vernum, che vuol dire “primaverile”, ma potrebbe anche avere origini da toponimi come Verna, frazione di Cumiana in provincia di Torino, Ramponio Verna, comune in provincia di Como, Verna frazione di Roccadaspide (SA) e altri. Verna potrebbe derivare anche dalla radice celtica “verna”, cioè ontano (albero di piccola taglia o cespuglio), o dal sostantivo maschile latino verna-vernae, così chiamato il figlio della schiava nato in casa del padrone; probabilmente corrispondente a soprannome del capostipite.

Il cognome è diffuso in circa 300 comuni italiani con prevalenza nelle regioni Abruzzo, Piemonte, Puglia, ma presente anche in altre regioni: Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Veneto, Sicilia, Liguria, Campania, Toscana. In Sicilia il cognome è presente nelle province di Catania (Paternò, Catania, Mascalucia, Biancavilla, Belpasso), Enna (Agira e Regalbuto), Messina, Palermo.

 

VERZÌ

Cognome diffuso in molti comuni italiani con quattro diversi ceppi: Verzi, Verzì, Virzi, Virzì; Verzi è presente in circa 44 comuni italiani, Verzì in circa 40 comuni, Virzi in circa 147 comuni, Virzì in circa 160. Il cognome si trova in varie regioni italiane scritto in varie forme anche all'interno dello stesso nucleo familiare; originarie di un unico ceppo, le varie forme si saranno differenziate, probabilmente, per variazioni di trascrizione. In Sicilia è presente in tutte le province, soprattutto nel Catanese, Palermitano, Messinese; nell'Ennese, differenziato nelle varie forme, è presente in molti comuni fra cui Enna, Aidone, Troina, Agira, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Regalbuto, Centuripe, Catenanuova, ecc.Tutte dovrebbero derivare dal cognomen latino Virtius, di cui si hanno tracce fin dal primo secolo dopo Cristo.  Potrebbero essere anche modificazioni dialettali del termine greco – latino birseus (conciatore di pelli) riferito al mestiere del capostipite.

Tracce storiche e personaggi - Paolo Virzì, nato il 4 marzo 1964 a Livorno: regista, sceneggiatore, produttore cinematografico. Ha rinnovato la tradizionale commedia italiana. Tra i suoi numerosi film vanno citati: La bella vita (1994), Follie d'Agosto (1995), Ovosodo (1997), Caterina va in città (2003), La prima cosa bella (2010)

 

VIAGGIO

Viaggio, raro cognome siciliano, conta nell’isola circa 30 famiglie: è presente nel Catanese (Adrano, Biancavilla, Catania, Ragalna, Santa Maria di Licodia) e nell’Ennese (Regalbuto); altre famiglie Viaggio sono attestate in Liguria, Lazio   Toscana, Campania, Emilia Romagna: in tutto circa 60 famiglie distribuite in 28/30 comuni. Viaggio è variante del più noto cognome “Viaggi”, presente in tutta la Penisola.

Il cognome Viaggio deriva da un soprannome del capostipite, probabilmente viaggiatore, o da una forma aferetica del toponimo Buonviaggio, località nei pressi di Orvieto e di Vezzano Ligure.

Tracce storiche e personaggi – Famiglia siciliana della Liguria, assai antica e illustre, propagatasi nel corso dei secoli in diverse regioni italiane; questa cognominizzazione è anteriore al XV secolo

 

VICINO

Il cognome Vicino deriva direttamente o tramite ipocoristici, da un soprannome legato al vocabolo “vicino” inteso nel significato moderno di “vicino di casa, che abita nella stessa zona” e, specialmente, nel significato antico di “cittadino, compaesano, che vive nello stesso paese o borgo”: questo ultimo secondo il significato etimologico del latino “vicinus” derivato di “vicus”, villaggio, borgo. Potrebbe anche derivare dall’aferesi di cognomi come Bonvicinus e Malvicinus (nomi documentati in Toscana nel XII secolo) (cfr. Emidio De Felice).

Il cognome Vicino è diffuso in circa 190 comuni italiani, con prevalenza in Sicilia e diramazioni in Puglia, Piemonte, Basilicata, Veneto, Campania, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Calabria. In Sicilia lo troviamo nelle province di Enna (Gagliano Castelferrato, Nissoria, Leonforte, Centuripe, Catenanuova, Agira, Regalbuto), nel Catanese (Catania, Caltagirone, Palagonia, Aci Sant’Antonio, Misterbianco, Tremestieri Etneo, Aci Catena, ecc.), nel Nisseno (Niscemi, Gela, Sommatino, San Cataldo, Caltanissetta, ecc.), nel Ragusano (Comiso, Vittoria, Ragusa).

 

VIGNERA

Questo cognome è diffuso in 35 comuni italiani con prevalenza nelle regioni Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Lazio, Trentino Alto Adige. In Sicilia è presente nel Catanese (Catania, Mascalucia, San Gregorio di Catania, Aci Castello, Giarre, Motta Sant’Anastasia, Nicolosi, ecc.), nell’Ennese (Troina, Nicosia, Regalbuto), nell’Agrigentino (Porto Empedocle, Realmonte), nel Trapanese (Erice, Trapani), nel Messinese (Taormina).

Vignera, insieme alle altre forme Vigneri, Vignero, Vigniero, probabilmente deriva dalla italianizzazione del termine francese arcaico “vignier” (vignaiuolo) che indicava il mestiere del capostipite.

Riferimenti storici e personaggi. Una famiglia Vignera, oriunda dalla Francia, assai antica e nobile, si propagò, nel corso dei secoli in diverse regioni italiane, fra cui la Sicilia. Un Giovanni Vignera, crociato nel 1248, è menzionato nelle “Chartes latines de 1191 à 1249 relativesauxcroisés”.

 

VILLAROSA

Villarosa è un cognome toponimico, derivato cioè dal luogo di provenienza del capostipite, in questo caso, Villarosa, comune in provincia di Enna, così chiamato dal 1761 in omaggio alla pittrice Rosa Ciotti autrice del piano regolatore del paese favorevolmente accolto dai cittadini.

Si tratta di un cognome molto raro, diffuso in poco meno di quaranta comuni qua e là distribuiti in alcune regioni del centro-sud, Sicilia, Lazio, Abruzzo, Campania, Calabria, Puglie e del centro-nord, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte. Nell’Isola famiglie Villarosa sono presenti nel Palermitano (Partinico, Mezzojuso, Cinisi, ecc.), nell’Agrigentino (Santo Stefano Quisquina), nel Messinese (Barcellona Pozzo di Gotto), nel Siracusano (Francofonte), nell’Ennese (Regalbuto), nel Ragusano (Giarratana).

Riferimenti storici e personaggi. Il cognome Villarosa è presente in America per vari motivi: - agli emigranti veniva chiesto nome e luogo di provenienza e molti di loro dicevano Villarosa prima e il cognome dopo; - Villarosa è un luogo storico della rivoluzione del Messico, molti hanno assunto quel cognome perché originari di quel luogo; - in Argentina e in America Latina ci sono molti Villarosa perché fra i primis coloni c’erano molti discendenti spagnoli di una famiglia nobile detta dei Villarosa. Linda Villarosa(9/1/1959) è una nota scrittrice, giornalista e docente americana conosciuta soprattutto perché scrive in riviste che si occupano di maternità e famiglia. 

 

VINCENZI

Cognome diffuso in 672 comuni italiani; ha grossi ceppi in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Lazio, e nuclei minori in Piemonte, Calabria, Marche, Liguria, Trentino Alto Adige, Toscana, ecc. In Sicilia è presente in poche province: Caltanissetta (Gela), Messina, Palermo (Termini Imerese), Siracusa (Priolo Gargallo), Enna (Regalbuto).

Vincenzi deriva dal cognomen latino “Vincentius”, che, tratto dall'aggettivo vincens (participio presente del verbo vincere), significa letteralmente “colui che vince”, di chiaro valore augurale; in ambiente cristiano vale come “vincente sul male”.

Tracce storiche e personaggi – Marta Vincenzi (Genova 27/5/1947) – politica italiana, prima donna ad essere eletta presidente della provincia regionale di Genova e, successivamente, sindaco del capoluogo ligure.

 

VINCI

Vinci dovrebbe derivare dall’apocope di nomi medioevali come Vincilago o Vinciguerra, o dal toponimo Vinci in provincia di Firenze, località che diede i natali al noto Leonardo.

Potrebbe avere origini sarde o che in Sardegna sia arrivato non si sa da dove. Potrebbe essere derivato dall’italiano vincere, che in sardo è “bincere” e, quindi, “binci”. In antiche carte della lingua e della storia della Sardegna si trova questo cognome in entrambe le uscite Binci e Vinci: e siamo nel 1388.

Il cognome Vinci è diffuso in 860 comuni di tutta Italia, prevalentemente, nelle regioni  Sicilia, Puglia, Lazio, Lombardia, Sardegna,  Calabria, Piemonte, Toscana, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Veneto; nell’Isola è molto frequente nel messinese (Messina, Sant’Agata Militello, Saponara, Capo d’Orlando, ecc.), nel catanese (Catania, Palagonia, Belpasso, Gravina di Catania, ecc.), nel palermitano (Palermo, Polizzi Generosa, Camporeale, ecc.), nell’agrigentino (Palma di Montechiaro, Sambuca di Sicilia, Canicattì, Naro, ecc.), nel trapanese (Marsala, Mazara del Vallo, Petrosino, ecc.)

Riferimenti storici e personaggi. In Sardegna viene ricordato GIOVANNI VINCI, sacerdote di Oristano, nominato vescovo della diocesi di Galtelli, da papa Alessandro VI Borgia, l’8 gennaio 1494, che morì 20 mesi dopo la nomina

 

VINCIGUERRA

Il cognome deriva dal nome medioevale Vinciguerra, imposto al neonato al quale si augura, da parte dei genitori “che vinca ogni guerra, ogni avversità”: il nome del capostipite, cognominizzato, venne esteso successivamente alla famiglia, al casato.  Vinciguerra è diffuso in modo discontinuo in tutta la penisola: i ceppi più consistenti si trovano in Sicilia, Campania (nel Napoletano, nel Casertano, nel Beneventano), Lazio (Roma, Frosinone). Nuclei consistenti sono presenti in tutto il meridione ma anche in Lombardia, Piemonte, Toscana, Abruzzo, ecc. Nell’isola i Vinciguerra si trovano in tutte le province, in particolare nel Catanese (Catania, Adrano, Tremestieri Etneo, Misterbianco, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Caccamo, Trabia, ecc.), nell’Agrigentino (Palma di Montechiaro, Favara, Ravanusa, ecc.), nel Messinese (Taormina, Messina), nel Siracusano (Lentini, Siracusa, ecc.), nel Nisseno (Caltanissetta, Sommatino, ecc.)

Riferimenti storici e personaggi. In Sicilia troviamo un Vinciguerra de Aragona verso la fine del 1300; nel 1400 re Martino, dopo averla tolta ai barresi, concesse la baronia di Naso ai Vinciguerra che divennero baroni di Naso e Capo d’Orlando. Fuori dall’Isola, a Venezia Scipione Vinciguerra di Collalto fu ambasciatore di Francia. A Pavia nel 1185 i Vinciguerra sono una delle nobili casate. CLAUDIA VINCIGUERRA (Napoli 2/1/1923 – Roma 12/9/2010), giornalista, critico cinematografico e televisivo. Scrisse per Il Giorno ma aveva conquistato la notorietà, negli anni novanta, in RAIDUE nella trasmissione “Mattina in famiglia” condotta da Tiberio Timperi e Miriam Leone, per le sue surreali recensioni degli spettacoli televisivi.

 

VIOLA

Cognome pan-italiano, diffuso in 1530 comuni; ha grossi ceppi in Lombardia (area Milano-Brescia-Varese) e in Sicilia, Lazio, Campania; con nuclei meno consistenti è presente in tutte le altre regioni italiane, in particolare Piemonte, Calabria, Veneto, Puglia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna. In Sicilia è ampiamente diffuso in tutte le province, in particolare nel Catanese (31 comuni, fra cui Catania, Palagonia, Acireale), nel Palermitano (24 comuni, fra cui Palermo, Partinico, Monreale), nel Messinese (17 comuni, Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Villafranca Tirrena, ecc.), nell'Agrigentino (11 comuni), nel Trapanese (10 comuni); nell'Ennese è noto nei comuni di Pietraperzia, Enna, Barrafranca, Regalbuto.

Deriva dalla cognominizzazione di VIOLA, nome augurale imposto alle neonate perché possano incarnare purezza, candore e modestia; etimologicamente deriva dal greco ιον (ion), = viola, fiore blu scuro.

Tracce storiche e personaggi – Famiglia di origine pugliese, divenuta feudataria di Terranova già nel 1537; capostipite fu Ferdinando (1497-1556), che si distinse nell'assedio spagnolo di Tunisi nel 1535 contro le armate del pirata Khair Ad – Din, detto il “Barbarossa”: per questo ottenne il diritto di nobiltà trasmissibile agli eredi. Carlo Viola (1538/1600), figlio di Ferdinando, fu iniziatore della linea siciliana. Giuseppe (Beppe)Viola (Milano 26/10/1939 – ivi 17/10/1982) – giornalista sportivo, scrittore e umorista italiano.Franca Viola (Alcamo 9/1/1947) – prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore; il fatto: il 26 dicembre del 1965 Franca Viola, allora diciassettenne, venne rapita da Filippo Melodia. Franca rifiutò il matrimonio divenendo bandiera e simbolo della lotta per l’emancipazione femminile e di una rivoluzione dei costumi che aprì la strada all’abrogazione della legge sul matrimonio riparatore (approvata nel 1982).

 

VIRGILLITO

Cognome diffuso in circa 80 comuni italiani, sparsi fra la Sicilia (in maggior parte), la Lombardia e il Piemonte. In Sicilia Virgillito si trova nelle province di Catania, Enna (nei comuni di Troina e Regalbuto), Siracusa, Messina, Palermo, Ragusa.

Il cognome Virgillito è forse originato da un errore di trascrizione di Vergillito: è diffuso, come abbiamo visto sopra, nel Catanese ed in particolare a Paternò dove Carmelo Cuccia, in “I Cognomi di Paternò” avanza una ipotesi facilmente condivisibile, che cioè tale cognome sia attinente alla verga e al ramo. Il latino virga alterato diventerebbe virgula, virgella(verghetta), da cui verghetto(saliceto, terreno coltivato a salici). Il dialetto verghetto diventa virghittu, poi virghillito, virgillito, vergillito(luogo dove crescono virgulti o piccole verghe). Qualcun’altro lo ritiene derivato da una modificazione dialettale del nome Virgilio o da una forma patronimica con suffisso – ito, figlio di Virgilio.

Tracce storiche e personaggi - Barbarino Conti, poeta e scrittore nato a Paternò nel 1930, nel suo libro “Uomini e illustri, penne e pennelli, onorevoli e poverelli, Ibla, Paternò 1995”, ricorda fra i Virgillito di Paternò, Gaetano Virgillito, detto Tramòla o Trimòla, poeta popolare del XVIII secolo, autore di numerose poesie in una delle quali si presenta così: “Itànu (Gaetano) Virgillitulugnuranti,/nativupaturnisi veramente/ abitanti in Catania tant’anni”. Alfio Virgillito, pittore folklorista (1920/1983); Giuseppe Virgillio, giornalista e scrittore (nato nel 1921). Carmelo Virgillito (nato nel 1951 a Palermo), scultore in argilla e in marmo.

 

VIVONA

Cognome diffuso in 142 comuni italiani; ha grossi ceppi in Sicilia e Calabria e piccoli gruppi in Lombardia, Piemonte, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, ecc. In Sicilia Vivona è diffuso nel Trapanese (13 comuni, fra cui Alcamo, Calatafimi, Castelvetrano), nel Palermitano (8 comuni, fra cui Palermo, Carini, Marino), nell'Agrigentino Menfi, Cattolica Eraclea, Sciacca), nell'Ennese (Regalbuto).

Vivona, è una variazione dialettale di Bivona comune in provincia di Agrigento, probabile luogo d’origine del capostipite (dal nome greco Hipponium) e che, secondo alcuni, potrebbe derivare dal vocabolo latino bis-bona (due volte buona).

Tracce storiche e personaggi – Il cognome è documentato per la prima volta in un atto di nascita del 1810, ma l'attestazione della sua origine più remota è dato da un atto di morte del 1811 riferito a un tale Nicola Vivona, di anni 60, nato a Roggiano. In atti successivi si scopre che altri Vivona provenivano da Altomonte e da Belvedere, località della Calabria. Francesco Vivona (Calatafimi 21/2/1866 – Chieti 19/7/1936) – filologo e poeta italiano; ha tradotto l'Eneide in endecasillabi sciolti.

 

VITALE

Questo cognome è diffuso in più di 1600 comuni di tutte le regioni italiane, con prevalenza in quelle del sud: Campania, Sicilia, Puglia, Lombardia, Lazio, Piemonte, Calabria, Emilia Romagna, Toscana, Basilicata, ecc.  In Sicilia è presente in tutte le province, in particolare Palermo (49 comuni, Palermo, Cinisi, Villabate, ecc.), Catania (45 comuni, Catania, Giarre, Castel di Judica, ecc.), Messina (40 comuni, Messina, Milazzo, San Salvatore di Fitalia, ecc.), Enna (16 comuni, Leonforte, Nicosia, Gagliano Castelferrato, Troina, Enna, Barrafranca, Pietraperzia, Regalbuto,Centuripe, Assoro, Agira, Catenanuova, Piazza Armerina, Villarosa, Calascibetta, Valguarnera Caropepe).

Vitale deriva probabilmente dall'aggettivo latino Vitalis, con il significato di “che ha vita, vitalità”; inizialmente nasce come soprannome e serviva a distinguere, all'interno di una stessa famiglia, una persona in vita rispetto ad un'altra che non lo era più, specialmente nel caso della tradizionale omomimia fra padre e figlio; poi diventò cognome. Varianti di Vitale sono Vitali, Vitaliani, Vitalesta, Vitalizio.

Tracce storiche e personaggi - Questo cognome appartenne a Chaim Vital Calabrese (Safed 1542 – Damasco 1620), maggior interprete e depositario della cabala la qabbalah (letteralmente “tradizione”) è una chiave di spiegazione della Bibbia tramite l’interpretazione dei caratteri e la mistica dei numeri.  Luigi Vitale, capitano del 3^ Reggimento Lancieri della Guardia Reale, prese parte alla difesa del Regno delle Due Sicilie dall’invasione piemontese del 1860/61. Un altro Luigi Vitale, cugino del precedente, fu Primo Tenente del 3^ Reggimento Fanteria di Linea Regina, partecipò alla difesa del Regno e capitolò a Gaeta il 14 febbraio 1861. Giovanni, della famiglia messinese dei Vitale, fu al seguito del re Pietro d’Aragona dal quale ebbe la concessione delle terre di Val di Mazara. 

 

La campagna elettorale per le Europee del prossimo Giugno , entra nel vivo e a questo proposito non mancano i candidati che incontreranno la comunità regalbutese , tra questi Raffaele Stancanelli che  sarà presente a un incontro con la cittadinanza il 29 maggio alle ore 18 presso il salone parrocchiale della Chiesa Madre di Regalbuto. Un'occasione per discutere delle tematiche di maggior rilevanza per la comunità.

Durante l'incontro ascolterà le istanze dei cittadini e risponderà alle loro domande. La partecipazione all'evento è aperta a tutti.
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