"Parlate di me bene o male, purché se ne parli". La frase originale è di Oscar Wilde, dal Ritratto di Dorian Gray del 1890, fu poi attribuita a Mussolini perché il regime la usava come slogan di propaganda. Mussolini stesso la ricitò in alcuni discorsi, così è rimasta nella memoria collettiva come una sua frase, ma l'invenzione è di Wilde. L'ha ben capita l'On. Roberto Vannacci dal giorno in cui ha fondato il suo partito. Vannacci ha capito una regola elementare della comunicazione politica contemporanea: gli spot migliori, i più efficaci e i più gratuiti per far crescere un movimento, oggi glieli regala la sinistra. E più urla, più funziona. È un meccanismo ormai rodato. Basta che in un Comune, in una Provincia o in una Regione vinca il centrodestra, ed ecco partire la litania dei fenomeni da tastiera, delle dirette social indignate, dei post che gridano al ritorno del fascismo. Un allarme permanente, sgangherato, che non convince più nessuno ma che ha un unico effetto concreto: tenere Vannacci al centro di ogni discussione.

A furia di vederlo ovunque, di denunciarlo ovunque, di chiederne la cancellazione ovunque, la sinistra urlante non fa che agevolare l'avanzamento delle sue percentuali. Come è già avvenuto. Ogni attacco diventa una spinta, ogni insulto una pubblicità, ogni tentativo di demonizzazione un certificato di radicamento popolare. La gente finisce col reagire e schierarsi con il più debole.  E poi c'è il secondo atto, quello più cinico. Lo stesso Vannacci che fino a ieri veniva descritto come impresentabile, oggi è diventato ospite fisso dei salotti buoni della sinistra televisiva. Talk show, prime time, interviste compiacenti.

Perché? Il calcolo è trasparente. Nella testa di Schlein, Conte, Bonelli e soci, la crescita di Vannacci dovrebbe equivalere alla decrescita di Giorgia Meloni, il vero diavolo in persona per la sinistra. Illudersi di usare Vannacci come ariete per indebolire il governo, sperando che qualche punto percentuale si sposti da Fratelli d'Italia al suo partito. È un gioco vecchio. Ma intanto il risultato è uno solo: Vannacci è ovunque. Ne parlano quando lo attaccano, ne parlano quando lo invitano, ne parlano quando cercano di usarlo. E mentre se ne parla, il suo partito cresce. Wilde lo aveva scritto più di un secolo fa. Vannacci lo sta applicando alla lettera.

Caspita ...anche noi di RegPress siamo caduti nella trappola Vannacci. Qual'è l'antidoto ?  L'antidoto al meccanismo del "bene o male purché se ne parli" è uno solo, ed è l'opposto di quello che si fa di solito.

Non è urlare più forte. È togliere ossigeno. In breve: chi vuole davvero disinnescare l'effetto Wilde non deve parlare di Vannacci, deve parlare d'altro e meglio di lui.   Ma questa la sinistra non lo capirà mai ! 

In questi giorni a Regalbuto si è diffusa una voce infondata che va chiarita con serenità e con i fatti. Per farlo, abbiamo incontrato Massimiliano Vitale (oggi neo coordinatore cittadino del movimento Nazione Futura), da tempo impegnato in città e già vice-coordinatore nel direttivo di Fratelli d'Italia Regalbuto al fianco del neo segretario Sergio Politi.

D: Partiamo dalla voce che circola in questi giorni. Ha lasciato Fratelli d'Italia?

R: Assolutamente no. Niente di tutto ciò. Il mio impegno personale e la militanza in Fratelli d'Italia resta immutato. Continuo a dare il mio contributo per lo sviluppo sociale ed economico della nostra città di Regalbuto, nel solco del lavoro del direttivo cittadino. La voce nasce da una confusione tra due realtà diverse che hanno nomi assonanti.

D: Che confusione?

R: Si è confuso Nazione Futura con Futuro Nazionale. Sono due cose completamente diverse. Futuro Nazionale è il movimento politico fondato da Roberto Vannacci il cui tesseramento è stato aperto il primo marzo 2026. Nazione Futura invece non è un partito.

D: Allora cos'è esattamente Nazione Futura, di cui lei è coordinatore a Regalbuto?

R: È esattamente quello che dice il nome: un movimento di idee, un think tank. Come spiegano i suoi fondatori, Nazione Futura si presenta come un animatore del dibattito politico-culturale, un laboratorio di pensieri e di proposte nel quale trovano posto le diverse anime e sensibilità che compongono il mondo della destra conservatrice, sociale e liberale.

È una realtà culturale e politica consolidata che si esprime attraverso riviste, convegni e dibattito pubblico, ponendo l'accento sulla discussione e sulla crescita delle idee all'interno dell'area conservatrice, presieduta a livello nazionale da Francesco Giubilei. Si ispira a ideali tipici del centro destra italiano, ma non concorre alle elezioni come partito. Non si contrappone alla politica, la affianca.

D: Qual è quindi il suo obiettivo come coordinatore a Regalbuto?

R: Tre parole: ascolto, proposta, rispetto. Vogliamo favorire il dibattito politico-culturale e l'aggregazione di varie anime della società civile accomunate da valori e ideali comuni per migliorare l'Italia partendo da Regalbuto, attraverso proposte concrete.

Non vogliamo creare divisioni. Resta vivo il dialogo con tutti i partiti purché si privilegi il confronto delle idee e il rispetto reciproco. Nazione Futura non sostituisce il partito, lo sostiene con argomentazioni civili e con proposte che arrivano dai cittadini.

D: Cosa farà concretamente il circolo a Regalbuto?

R: Apriremo un percorso aperto a tutti. Incontri tematici su lavoro, giovani, agricoltura, decoro urbano, identità e tradizioni. Porteremo libri, testimoni, amministratori. Raccoglieremo idee e le trasformeremo in documenti di proposta da mettere a disposizione dell'amministrazione comunale e delle forze politiche cittadine, a partire da Fratelli d'Italia.

È un impegno civico, non una corrente. Chi vuole dare una mano è il benvenuto.

D: Un messaggio finale ai Regalbutesi?

R: Non abbiate paura di partecipare. La politica ha bisogno di ossigeno, di persone perbene che mettono al centro la comunità. Io non ho cambiato casacca, ho aggiunto un impegno culturale al mio impegno politico. Per Regalbuto, con coerenza e con amore per la nostra città.

 

A Regalbuto se ne parla sottovoce al bar, nei gruppi WhatsApp di contrada, davanti ai cancelli delle masserie. Non è un'ondata nuova, è un fenomeno carsico: compare, sparisce per mesi, poi torna quando le giornate si allungano e le case di campagna restano vuote fino a sera. In questi giorni la preoccupazione è tornata a farsi sentire, e non è allarmismo fine a sé stesso.

Il punto è strutturale, non solo locale. I dati nazionali raccolti da ISTAT e dal Ministero dell'Interno, aggiornati al 2025 con proiezioni per il 2026, raccontano il paradosso delle aree rurali: meno furti in valore assoluto rispetto alle città, ma tempi di intervento delle forze dell'ordine molto più lunghi, tra 20 e 45 minuti contro i 10-15 minuti urbani. Nelle zone isolate, quindi, serve una protezione che agisca immediatamente, senza aspettare nessuno.

A Regalbuto questo si traduce in una geografia difficile da presidiare. Trazzere, uliveti, capannoni agricoli, seconde case: controllare tutto, h24, è materialmente impossibile anche per una stazione dei carabinieri o per la Polizia di Stato più motivata. Le telecamere installate in paese, e in parte anche nelle frazioni, aiutano, ma danno indicazioni, non soluzioni. Registrano un passaggio, una targa, un orario. Non fermano una mano.

Perché il fenomeno ritorna

  1. Stagionalità. Estate, raccolti, case lasciate aperte per l'aria. L'opportunità fa il ladro più della malizia.
  2. Isolamento. Niente vicini che sentano, niente illuminazione pubblica oltre la provinciale.
  3. Memoria corta. Quando per sei mesi non succede nulla, si abbassa la guardia. È umano, ed è esattamente la finestra che chi ruba aspetta.

Cosa può davvero scoraggiare, senza illusioni

Telecamere sì, ma in rete. Non basta il singolo occhio sul palo. Serve che i privati colleghino i propri impianti a un sistema di vicinato, con orari condivisi e avvisi immediati, non solo registrazioni da rivedere il giorno dopo.

Illuminazione intelligente. Sensori di movimento a energia solare costano poco e tolgono l'anonimato, che è il vero alleato dei furti in campagna.

Presidio civile, non ronde. Passare, salutare, notare se un cancello è forzato. La comunità che si guarda è più efficace di qualunque pattuglia, perché è sempre lì.

Denunciare, sempre. Anche il tentativo, anche il danno piccolo. Solo così i dati smettono di essere "si dice" e diventano mappa, e la mappa orienta dove mettere uomini e mezzi.

Non serve alzare la voce, serve tenerla costante. Il fenomeno dei furti nelle zone isolate non si risolve con un blitz, si scoraggia rendendo ogni contrada meno prevedibile e più osservata. Le telecamere di Regalbuto possono dare indicazioni preziose, ma l'indicazione più forte resta quella che diamo noi, restando presenti, attenti, e soprattutto parlando tra noi prima che dopo.


 
 
 
 
La società è entusiasta di annunciare un importante colpo di mercato che andrà a rinforzare il roster per la prossima stagione: Tiago Esperança De Figueiredo è ufficialmente un nuovo giocatore della Pallamano Regalbuto!
​Classe 1998 (28 anni), di nazionalità Portoghese, Tiago è un giocatore eclettico e di grandissimo spessore tecnico: centrale-terzino dotato di visione di gioco, fisicità e un braccio pesante pronto a far male alle difese avversarie.
​Un Curriculum di Spessore ​Tiago porta a Regalbuto un bagaglio di esperienza davvero significativa: ​1ª Divisione Portoghese con la prestigiosa maglia del Boa Hora FC. ​ Protagonista assoluto nelle ultime stagioni in 2ª Divisione con le maglie di Nazaré e Cister Sport de Alcobaça.
​Un innesto di qualità assoluta che sposa il nostro progetto con entusiasmo, pronto a mettere la sua mentalità e la sua esperienza a disposizione dello staff tecnico e dei compagni.
​ Le prime parole in bianco-azzurro di Tiago:
​"Sono felicissimo di iniziare questa nuova avventura in Italia con la Pallamano Regalbuto. Non vedo l'ora di scendere in campo, conoscere i tifosi e lottare per questi colori.

 

"L'estate entra nel vivo e la ASD Rahl Network è pronta a farvi scendere in campo. Mancano pochissimi giorni all'inizio del torneo più atteso della stagione al Lago Pozzillo: formate la squadra e preparatevi a schiacciare." 

La pallavolo giocata dell'estate riparte dal green della Cittadella dello Sport di Regalbuto con il torneo 4 vs 4 misto che apre ufficialmente la stagione dei tornei di volley del territorio ennese.

Il format: 4 contro 4, misto, a tutto campo

Niente beach, niente riduzioni. Si gioca 4 vs 4 sull'intero terreno di gioco, sul prato verde del polivalente della Cittadella dello Sport – la Piano Arena che già in primavera ha trasformato Lago Pozzillo e la Cittadella nel palcoscenico principale della Sicilia centrale. La formula mista è la vera particolarità: squadre composte da uomini e donne, ritmo alto, rotazioni veloci, e tanto spazio per l'intelligenza tattica. Un torneo pensato per chi ama il volley vero, ma vuole viverlo con lo spirito dell'estate: musica, amici, e la sera che cala sul lago.

Un ritorno alle origini

Non è un campo qualunque. È il luogo dove, negli anni '80, si è giocata per la prima volta una partita di pallavolo a Regalbuto. Oggi, a distanza di quarant'anni, il volley torna esattamente lì, sul green che ha visto nascere generazioni di atlete regalbutesi. È una scelta simbolica, e non casuale.

Chi c'è dietro: Rahl Network

A organizzare è la neonata società sportiva Rahl Network Regalbuto, già attiva con la Senior Femminile nei campionati ACSI Sicilia.  Il progetto è giovane ma con idee chiare: promuovere la pallavolo femminile in Sicilia e valorizzare le realtà locali attraverso lo sport. In panchina e in campo c'è  Erica Smirne Miletti, al suo debutto come organizzatrice e responsabile della Società Sportiva ,  dopo una carriera da giocatrice fino alla Serie C. 

L'appuntamento

  • Dove: Green del Polivalente, Cittadella dello Sport (Piano Arena), Regalbuto – Lago Pozzillo
  • Cosa: Torneo estivo 4 vs 4 misto
  • Quando: a pochissimi giorni dal via – iscrizioni ancora aperte fino al 7 Luglio
  • Per chi: squadre miste, amatori e agonisti, spirito giusto e voglia di giocare

Portate la squadra, portate chi tifa. Dopo le partite, il Lago Pozzillo fa il resto: stand, musica, e quelle serate d'estate che a Regalbuto sanno di casa. L'estate 2026 ha scelto il volley per accendersi. E ha scelto di farlo dove tutto era iniziato. Ci vediamo sul green.

 
 
 
 
 

In vista delle prossime elezioni amministrative, il Circolo di Fratelli d'Italia di Regalbuto ha comunicato ufficialmente la propria adesione al Progetto Civico "Per REGALBUTO". Non una semplice intesa elettorale, ma – nelle parole del comunicato – l'avvio di "un percorso di collaborazione fondato sulla condivisione di valori, obiettivi e progettualità rivolte alla crescita del territorio e al benessere della comunità". La nota diffusa dal circolo mette al centro quattro principi guida: legalità, buona amministrazione, partecipazione democratica e vicinanza ai cittadini. Da qui la scelta di convergere su una lista che si presenta come civica e trasversale. Le priorità indicate sono chiare e molto concrete: sicurezzadecoro urbano ;  tutela delle famiglie e potenziamento dei servizi ;  sostegno alle imprese e alle attività produttive ;  valorizzazione dell'identità e delle tradizioni locali.  L'obiettivo dichiarato è costruire "un territorio più sicuro, efficiente e attento alle esigenze dei cittadini", attraverso una collaborazione tra forze politiche radicate e realtà civiche.

Un progetto civico già in campo

"Per Regalbuto" non nasce oggi.E' una proposta che "si affaccia nel panorama politico di Regalbuto in vista delle prossime elezioni amministrative" e riunisce "un gruppo eterogeneo di cittadini – professionisti, giovani, esponenti dell'associazionismo,  del commercio, dell'artigianato e del mondo imprenditoriale – per dare vita a una lista civica aperta e trasversale". Il movimento si presenta come frutto "di mesi di incontri, ascolto e progettazione", con tre capisaldi: trasparenza, partecipazione attiva e concretezza. Tra le macro-aree, spicca la valorizzazione del territorio: il piano punta "con decisione sul rilancio del centro storico e sul potenziamento delle risorse naturali, individuando nell'area del Lago Pozzillo un volano fondamentale per l'attrazione turistica". L'adesione di Fratelli d'Italia arriva mentre in paese è forte il fermento civico. Per Fratelli d'Italia, l'adesione non è "soltanto una scelta organizzativa, ma la naturale conseguenza di una visione comune orientata alla difesa degli interessi della comunità". Il partito sottolinea di voler lavorare "con serietà, responsabilità e determinazione" al fianco del Progetto Civico.Sul tavolo, quindi, non ci sono sigle ma temi: come rendere più sicure le strade e più curato il centro storico, come sostenere le famiglie e le piccole imprese, come trasformare Lago Pozzillo e le tradizioni – da San Vito alle feste di piazza – in leve di sviluppo. La partita amministrativa a Regalbuto si apre così con un primo asse forse ancora da  definire con altri movimenti : una destra di governo che sceglie la strada civica, puntando su radicamento locale e programmi misurabili, in una città che  sta cercando di trasformare il "malumore e la rassegnazione in una proposta progettuale concreta".

La Sicilia sale al quarto posto in Italia per capacità di spesa dei fondi della nuova PAC. A dirlo è l'assessore regionale all'Agricoltura, on. Sammartino, che rivendica i numeri raggiunti a metà programmazione.

I numeri: 975 milioni in bandi, oltre 450 già pagati

Sulla dotazione complessiva di oltre 1,4 miliardi di euro, la Regione Siciliana ha pubblicato bandi per 975 milioni e ha già erogato oltre 450 milioni, pari al 31,86% delle risorse disponibili. "Abbiamo speso oltre 450 milioni, pari al 31,86% delle risorse disponibili che ammontano, in totale, a oltre un miliardo e 400 milioni. Questo significa pagamenti arrivati a migliaia di aziende agricole siciliane", ha dichiarato Sammartino. Un risultato che, secondo l'assessorato, colloca l'Isola tra le regioni più virtuose nell'attuazione del Piano Strategico nazionale della PAC 2023-2027.

Dove vanno i soldi

I pagamenti, spiega l'assessore, stanno raggiungendo migliaia di imprese che investono in ambiti chiave per la transizione agricola siciliana:

  • agricoltura biologica
  • apicoltura
  • produzione integrata
  • benessere animale

Sono le misure agroambientali e quelle a superficie che, insieme agli interventi strutturali, stanno dando ossigeno alle aziende dopo anni di ritardi e incertezze.

Bandi e misure strutturali

"Ad oggi abbiamo emanato bandi per ben 975 milioni di euro complessivi e stiamo attuando in tempi rapidi tutte le misure strutturali fondamentali per far crescere le nostre imprese", sottolinea Sammartino. L'obiettivo dichiarato è duplice: velocizzare i pagamenti alle aziende già in graduatoria e mettere a terra gli investimenti per ammodernamento, irrigazione efficiente, filiere e giovani agricoltori.

"Un passo verso la Sicilia che vogliamo"

Per l'assessore, il dato di spesa non è solo contabile. "Questo vuole dire pagamenti per migliaia di imprese siciliane che investono nel biologico, nell'apicoltura, nella produzione integrata e nel benessere animale. Un passo in più verso la Sicilia che vogliamo", ha concluso.

La sfida ora sarà mantenere il ritmo nella seconda parte della programmazione, chiudendo le istruttorie ancora aperte e garantendo che le risorse europee si trasformino in competitività reale per le campagne siciliane.

 

Terzo appuntamento stagionale andato in archivio sul tecnico Autodromo dell'Umbria di Magione, il 13 e 14 giugno, nell'ambito dell'FX Racing Weekend. Un fine settimana positivo per Giacomo Pellegrino nel Campionato Italiano Predator's 2026, disputato sul circuito umbro. Pellegrino si è mostrato competitivo sin dal venerdì. Fin dalle prove libere ha mostrato un ottimo passo gara, riuscendo a inserirsi stabilmente nelle posizioni di vertice. Il lavoro ha trovato conferma in qualifica: secondo miglior tempo, a soli un decimo di secondo dal velocissimo Riccardo Tocu, autore della pole position. Una prima fila che rispecchiava esattamente le posizioni al vertice del campionato.

In gara 1 , partenza pulita, Tocu davanti, Pellegrino in scia. Per tutta la durata della manche i due leader hanno dato vita a un duello di altissimo livello: traiettorie millimetriche, staccate profonde alla curva del Traliccio, nessun errore, nessuna sbavatura. Tocu ha gestito il vantaggio fino alla bandiera a scacchi, consolidando la leadership nel Trofeo Predator's grazie a un successo e un secondo posto nel weekend umbro. Pellegrino ha chiuso a ridosso, portando a casa punti pesanti e la conferma di poter lottare per la vittoria ad ogni uscita.

In gara 2 , con l'inversione dei primi sei, Pellegrino è scattato dalla quinta casella. Il traffico delle prime tornate lo ha imbottigliato alle spalle dell'esperto Tonizza, bravo a chiudere ogni varco.A metà gara l'ingresso della Safety Car – per un contatto tra due vetture delle retrovie – ha neutralizzato quattro giri preziosi, riducendo le chance di rimonta. Alla ripartenza, Giacomo ha forzato il ritmo: sorpasso all'esterno alla Curva del Pagliaio, poi un finale in volata. Sotto la bandiera a scacchi è quarto, a pochi centesimi dal podio. La beffa arriva dopo: una penalità per un cavillo regolamentare lo retrocede in settima posizione. Un risultato che non cancella la prestazione, ma che pesa nella lettura fredda della classifica.Nonostante tutto, il bottino umbro resta solido: secondo posto in qualifica e un importante bottino di punti in campionato.

Archiviata Magione, il campionato si prende una pausa estiva prima di tornare nel tempio della velocità. Il prossimo appuntamento del Campionato Italiano Predator's 2026 sarà nella cornice prestigiosa dell'Autodromo Nazionale di Monza, in programma l'1 e 2 agosto. Pellegrino ci arriva con la consapevolezza di avere passo e maturità per giocarsela con Tocu. In Umbria ha dimostrato visione di gara e costanza: a Monza servirà lo stesso piglio, con un pizzico di fortuna in più per trasformare il quarto sfiorato in un podio vero.

 

Si sta molto parlato e scrivendo sull'aumento che è stato deliberato dal neo sindaco di Enna , la sua Giunta , il Presidente e del Vice presidente del Consiglio Comunale. Anche i giornali nazionali a titoli che a parer mio sono fuorvianti , ci tengono a dimostrare forse sempre quel senso di sicilianità politica tesa solamente al proprio tornaconto. Facile leggere,  ma vediamo di capire come mai all'indomani dell'insediamento la neo Giunta e il neo Sindaco eletto " si sono aumentati l'indennità " e capire invece perchè " si sono trovati l'indennità aumentata ". Perché il neo-sindaco può farlo il giorno dopo l'insediamento — e non è una “scelta” sua, ma l'applicazione di una legge già scritta.

1. Non decide lui l'importo, lo decide la legge .

La base è sempre l'art.82 del TUEL (D.Lgs.267/2000): “l'indennità di funzione è determinata per legge”, non dal sindaco. Dal 2024 quella legge è cambiata con l'art.1, commi 583-587, L.30 dicembre 2021 n.23  a decorrere dall'anno 2024, l'indennità... è parametrata al trattamento economico complessivo dei presidenti delle regioni” con le percentuali già fissate (16% fino a 3.000 ab., 29% fino a 10.000, 70% per i capoluoghi di provincia sotto i 100.000, ecc.). L'aumento è stato graduale: 45% nel 2022, 68% nel 2023, 100% nel 2024.

Quindi il sindaco non “si aumenta”: applica una tabella nazionale che esiste dal 2022.

2. In Sicilia serve solo una delibera di recepimento

Essendo a statuto speciale, la norma non entra automatica. Ogni Comune deve fare una delibera che richiama:

  • D.Lgs.267/2000
  • L.234/2021
  • le norme regionali di compartecipazione

È esattamente quello che ha fatto Enna : “recepisce il quadro normativo nazionale e regionale in vigore, dal decreto legislativo n. 267 del 2000 alla legge n. 234 del 2021”.

Un sindaco appena eletto a giugno trova la norma già vigente, i fondi regionali già stanziati per il 2024-2026, e deve solo:

  1. far approvare la delibera in Giunta
  2. avere il parere dei revisori sulla copertura
  3. pubblicarla

Non serve aspettare fine mandato, non serve una legge nuova.

3. Perché lo fanno subito (e spesso i predecessori no)

  • Immagine politica: l'uscente, in campagna elettorale, congela l'adeguamento per non farsi attaccare. Il nuovo, con 5 anni davanti, lo applica nei primi 100 giorni e “mette a norma” il Comune.
  • Soldi regionali: la Sicilia rimborsa parte dell'aumento solo se il Comune delibera entro l'esercizio finanziario.
  • Effetto a cascata: l'indennità del sindaco trascina quella di vicesindaco, assessori (fino al 75%) e presidente del Consiglio (fino al 55-60% nei capoluoghi). Una sola delibera sistema tutto, ed è quello che vedi nelle tabelle di Enna: €9.660 sindaco, €5.313 vicesindaco, €4.347 assessori, €5.796 presidente.

In sintesi

Il neo-sindaco di giugno non ha “inventato” aumenti: ha semplicemente applicato, con una delibera, l'adeguamento obbligatorio previsto dal 2024 dalla legge di bilancio 2022, già recepito dalla Regione Siciliana. Se non lo facesse, il Comune resterebbe sotto i minimi di legge e rischierebbe rilievi della Corte dei conti.

Ecco cosa dice la delibera del Comune di Enna :

Delibera di Giunta –
“Adeguamento indennità di funzione organi istituzionali in applicazione della legge”

Cosa recepisce

Il testo richiama espressamente tutta la filiera normativa di cui parlavamo prima:

“dal decreto legislativo n. 267 del 2000 alla legge n. 234 del 2021, fino alle successive norme regionali che disciplinano il concorso della Regione Siciliana alla copertura degli incrementi”

Quindi: art.82 TUEL + D.M.119/2000 + commi 583-587 L.234/2021, applicati in Sicilia con le norme di compartecipazione regionale.

 
 
 
 
 
 

La vera novità è politica, non di sigla. Per la prima volta dopo molti anni un’iniziativa riformista prova a tenere insieme mondi diversi senza chiedere abiure: liberali, popolari, radicali, socialdemocratici, amministratori locali, europeisti e civici cercano un terreno comune. Non è la solita conta di sigle, è il tentativo di costruire una casa.

A dare il tono è Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi. «Guardo con simpatia alla sua iniziativa, è nata in maniera intelligente, ed è una persona che apprezzo molto». Benedetto sarà tra i protagonisti dell’appuntamento milanese, e il mondo liberale osserva con attenzione: la sua partecipazione sottolinea l’importanza del momento per la ricostruzione di un’area che per anni è stata considerata una semplice chimera.

Ed è proprio Milano il passaggio chiave. Il 15 giugno la città ospita l’assemblea che i promotori presentano come inizio di un percorso: «Il 2027 è l’occasione per cambiare. E il 15 giugno a Milano noi cominciamo a farlo». Sul palco, secondo le anticipazioni, saliranno la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, Carlo Calenda e Luigi Marattin per il progetto “Spazio Pubblico”, che rivendica oltre 10.000 adesioni e l’obiettivo di colmare il vuoto tra populismi di sinistra e nazionalismi di destra con un manifesto centrato su crescita, merito e riforme.

A fare da cornice c’è il movimento europeista. L’adesione di Picierno al Partito Democratico Europeo viene raccontata dai promotori come acceleratore di un processo già in corso, con il segretario generale Sandro Gozi che saluta l’arrivo della vicepresidente dell’Europarlamento come segnale per tutto il campo europeista. La lettura è chiara: non un’operazione di riposizionamento personale, ma un tassello per allargare una coalizione riformista a vocazione continentale.

Nessuno può dire se il percorso arriverà lontano. Resta però un dato che pesa: il dibattito, per una volta, non gira intorno all’ennesima sigla centrista in cerca di simbolo. Gira intorno alla possibilità concreta di una casa comune per riformisti, europeisti e liberal-democratici, che non chiede di rinnegare le storie di provenienza ma di metterle in comune su pochi punti: difesa europea, sostegno all’Ucraina, competitività, Stato di diritto, riforme istituzionali.

Per anni il centro è stato una chimera evocata a ogni crisi e smentita a ogni voto. Milano proverà a dimostrare che può tornare a essere un progetto, con volti riconoscibili, numeri in crescita e un’agenda che parla all’elettorato moderato che non si riconosce nei poli. L’esito si misurerà dopo il 15 giugno. L’intenzione, stavolta, è dichiarata.

 
 
 
 
 
 
Pagina 1 di 84