"Parlate di me bene o male, purché se ne parli". La frase originale è di Oscar Wilde, dal Ritratto di Dorian Gray del 1890, fu poi attribuita a Mussolini perché il regime la usava come slogan di propaganda. Mussolini stesso la ricitò in alcuni discorsi, così è rimasta nella memoria collettiva come una sua frase, ma l'invenzione è di Wilde. L'ha ben capita l'On. Roberto Vannacci dal giorno in cui ha fondato il suo partito. Vannacci ha capito una regola elementare della comunicazione politica contemporanea: gli spot migliori, i più efficaci e i più gratuiti per far crescere un movimento, oggi glieli regala la sinistra. E più urla, più funziona. È un meccanismo ormai rodato. Basta che in un Comune, in una Provincia o in una Regione vinca il centrodestra, ed ecco partire la litania dei fenomeni da tastiera, delle dirette social indignate, dei post che gridano al ritorno del fascismo. Un allarme permanente, sgangherato, che non convince più nessuno ma che ha un unico effetto concreto: tenere Vannacci al centro di ogni discussione.
A furia di vederlo ovunque, di denunciarlo ovunque, di chiederne la cancellazione ovunque, la sinistra urlante non fa che agevolare l'avanzamento delle sue percentuali. Come è già avvenuto. Ogni attacco diventa una spinta, ogni insulto una pubblicità, ogni tentativo di demonizzazione un certificato di radicamento popolare. La gente finisce col reagire e schierarsi con il più debole. E poi c'è il secondo atto, quello più cinico. Lo stesso Vannacci che fino a ieri veniva descritto come impresentabile, oggi è diventato ospite fisso dei salotti buoni della sinistra televisiva. Talk show, prime time, interviste compiacenti.
Perché? Il calcolo è trasparente. Nella testa di Schlein, Conte, Bonelli e soci, la crescita di Vannacci dovrebbe equivalere alla decrescita di Giorgia Meloni, il vero diavolo in persona per la sinistra. Illudersi di usare Vannacci come ariete per indebolire il governo, sperando che qualche punto percentuale si sposti da Fratelli d'Italia al suo partito. È un gioco vecchio. Ma intanto il risultato è uno solo: Vannacci è ovunque. Ne parlano quando lo attaccano, ne parlano quando lo invitano, ne parlano quando cercano di usarlo. E mentre se ne parla, il suo partito cresce. Wilde lo aveva scritto più di un secolo fa. Vannacci lo sta applicando alla lettera.
Caspita ...anche noi di RegPress siamo caduti nella trappola Vannacci. Qual'è l'antidoto ? L'antidoto al meccanismo del "bene o male purché se ne parli" è uno solo, ed è l'opposto di quello che si fa di solito.
Non è urlare più forte. È togliere ossigeno. In breve: chi vuole davvero disinnescare l'effetto Wilde non deve parlare di Vannacci, deve parlare d'altro e meglio di lui. Ma questa la sinistra non lo capirà mai !
Chiarezza, continuità e dialogo - Intervista a Massimiliano Vitale, neo coordinatore di Nazione Futura Regalbuto
In questi giorni a Regalbuto si è diffusa una voce infondata che va chiarita con serenità e con i fatti. Per farlo, abbiamo incontrato Massimiliano Vitale (oggi neo coordinatore cittadino del movimento Nazione Futura), da tempo impegnato in città e già vice-coordinatore nel direttivo di Fratelli d'Italia Regalbuto al fianco del neo segretario Sergio Politi.
D: Partiamo dalla voce che circola in questi giorni. Ha lasciato Fratelli d'Italia?
R: Assolutamente no. Niente di tutto ciò. Il mio impegno personale e la militanza in Fratelli d'Italia resta immutato. Continuo a dare il mio contributo per lo sviluppo sociale ed economico della nostra città di Regalbuto, nel solco del lavoro del direttivo cittadino. La voce nasce da una confusione tra due realtà diverse che hanno nomi assonanti.
D: Che confusione?
R: Si è confuso Nazione Futura con Futuro Nazionale. Sono due cose completamente diverse. Futuro Nazionale è il movimento politico fondato da Roberto Vannacci il cui tesseramento è stato aperto il primo marzo 2026. Nazione Futura invece non è un partito.
D: Allora cos'è esattamente Nazione Futura, di cui lei è coordinatore a Regalbuto?
R: È esattamente quello che dice il nome: un movimento di idee, un think tank. Come spiegano i suoi fondatori, Nazione Futura si presenta come un animatore del dibattito politico-culturale, un laboratorio di pensieri e di proposte nel quale trovano posto le diverse anime e sensibilità che compongono il mondo della destra conservatrice, sociale e liberale.
È una realtà culturale e politica consolidata che si esprime attraverso riviste, convegni e dibattito pubblico, ponendo l'accento sulla discussione e sulla crescita delle idee all'interno dell'area conservatrice, presieduta a livello nazionale da Francesco Giubilei. Si ispira a ideali tipici del centro destra italiano, ma non concorre alle elezioni come partito. Non si contrappone alla politica, la affianca.
D: Qual è quindi il suo obiettivo come coordinatore a Regalbuto?
R: Tre parole: ascolto, proposta, rispetto. Vogliamo favorire il dibattito politico-culturale e l'aggregazione di varie anime della società civile accomunate da valori e ideali comuni per migliorare l'Italia partendo da Regalbuto, attraverso proposte concrete.
Non vogliamo creare divisioni. Resta vivo il dialogo con tutti i partiti purché si privilegi il confronto delle idee e il rispetto reciproco. Nazione Futura non sostituisce il partito, lo sostiene con argomentazioni civili e con proposte che arrivano dai cittadini.
D: Cosa farà concretamente il circolo a Regalbuto?
R: Apriremo un percorso aperto a tutti. Incontri tematici su lavoro, giovani, agricoltura, decoro urbano, identità e tradizioni. Porteremo libri, testimoni, amministratori. Raccoglieremo idee e le trasformeremo in documenti di proposta da mettere a disposizione dell'amministrazione comunale e delle forze politiche cittadine, a partire da Fratelli d'Italia.
È un impegno civico, non una corrente. Chi vuole dare una mano è il benvenuto.
D: Un messaggio finale ai Regalbutesi?
R: Non abbiate paura di partecipare. La politica ha bisogno di ossigeno, di persone perbene che mettono al centro la comunità. Io non ho cambiato casacca, ho aggiunto un impegno culturale al mio impegno politico. Per Regalbuto, con coerenza e con amore per la nostra città.
Regalbuto, l'allarme che ritorna: i furti nelle zone isolate e la paura che non fa rumore
A Regalbuto se ne parla sottovoce al bar, nei gruppi WhatsApp di contrada, davanti ai cancelli delle masserie. Non è un'ondata nuova, è un fenomeno carsico: compare, sparisce per mesi, poi torna quando le giornate si allungano e le case di campagna restano vuote fino a sera. In questi giorni la preoccupazione è tornata a farsi sentire, e non è allarmismo fine a sé stesso.
Il punto è strutturale, non solo locale. I dati nazionali raccolti da ISTAT e dal Ministero dell'Interno, aggiornati al 2025 con proiezioni per il 2026, raccontano il paradosso delle aree rurali: meno furti in valore assoluto rispetto alle città, ma tempi di intervento delle forze dell'ordine molto più lunghi, tra 20 e 45 minuti contro i 10-15 minuti urbani. Nelle zone isolate, quindi, serve una protezione che agisca immediatamente, senza aspettare nessuno.
A Regalbuto questo si traduce in una geografia difficile da presidiare. Trazzere, uliveti, capannoni agricoli, seconde case: controllare tutto, h24, è materialmente impossibile anche per una stazione dei carabinieri o per la Polizia di Stato più motivata. Le telecamere installate in paese, e in parte anche nelle frazioni, aiutano, ma danno indicazioni, non soluzioni. Registrano un passaggio, una targa, un orario. Non fermano una mano.
In vista delle prossime elezioni amministrative, il Circolo di Fratelli d'Italia di Regalbuto ha comunicato ufficialmente la propria adesione al Progetto Civico "Per REGALBUTO". Non una semplice intesa elettorale, ma – nelle parole del comunicato – l'avvio di "un percorso di collaborazione fondato sulla condivisione di valori, obiettivi e progettualità rivolte alla crescita del territorio e al benessere della comunità". La nota diffusa dal circolo mette al centro quattro principi guida: legalità, buona amministrazione, partecipazione democratica e vicinanza ai cittadini. Da qui la scelta di convergere su una lista che si presenta come civica e trasversale. Le priorità indicate sono chiare e molto concrete: sicurezza e decoro urbano ; tutela delle famiglie e potenziamento dei servizi ; sostegno alle imprese e alle attività produttive ; valorizzazione dell'identità e delle tradizioni locali. L'obiettivo dichiarato è costruire "un territorio più sicuro, efficiente e attento alle esigenze dei cittadini", attraverso una collaborazione tra forze politiche radicate e realtà civiche.
Un progetto civico già in campo
"Per Regalbuto" non nasce oggi.E' una proposta che "si affaccia nel panorama politico di Regalbuto in vista delle prossime elezioni amministrative" e riunisce "un gruppo eterogeneo di cittadini – professionisti, giovani, esponenti dell'associazionismo, del commercio, dell'artigianato e del mondo imprenditoriale – per dare vita a una lista civica aperta e trasversale". Il movimento si presenta come frutto "di mesi di incontri, ascolto e progettazione", con tre capisaldi: trasparenza, partecipazione attiva e concretezza. Tra le macro-aree, spicca la valorizzazione del territorio: il piano punta "con decisione sul rilancio del centro storico e sul potenziamento delle risorse naturali, individuando nell'area del Lago Pozzillo un volano fondamentale per l'attrazione turistica". L'adesione di Fratelli d'Italia arriva mentre in paese è forte il fermento civico. Per Fratelli d'Italia, l'adesione non è "soltanto una scelta organizzativa, ma la naturale conseguenza di una visione comune orientata alla difesa degli interessi della comunità". Il partito sottolinea di voler lavorare "con serietà, responsabilità e determinazione" al fianco del Progetto Civico.Sul tavolo, quindi, non ci sono sigle ma temi: come rendere più sicure le strade e più curato il centro storico, come sostenere le famiglie e le piccole imprese, come trasformare Lago Pozzillo e le tradizioni – da San Vito alle feste di piazza – in leve di sviluppo. La partita amministrativa a Regalbuto si apre così con un primo asse forse ancora da definire con altri movimenti : una destra di governo che sceglie la strada civica, puntando su radicamento locale e programmi misurabili, in una città che sta cercando di trasformare il "malumore e la rassegnazione in una proposta progettuale concreta".
La Sicilia sale al quarto posto in Italia per capacità di spesa dei fondi della nuova PAC. A dirlo è l'assessore regionale all'Agricoltura, on. Sammartino, che rivendica i numeri raggiunti a metà programmazione.
I numeri: 975 milioni in bandi, oltre 450 già pagati
Sulla dotazione complessiva di oltre 1,4 miliardi di euro, la Regione Siciliana ha pubblicato bandi per 975 milioni e ha già erogato oltre 450 milioni, pari al 31,86% delle risorse disponibili. "Abbiamo speso oltre 450 milioni, pari al 31,86% delle risorse disponibili che ammontano, in totale, a oltre un miliardo e 400 milioni. Questo significa pagamenti arrivati a migliaia di aziende agricole siciliane", ha dichiarato Sammartino. Un risultato che, secondo l'assessorato, colloca l'Isola tra le regioni più virtuose nell'attuazione del Piano Strategico nazionale della PAC 2023-2027.
Dove vanno i soldi
I pagamenti, spiega l'assessore, stanno raggiungendo migliaia di imprese che investono in ambiti chiave per la transizione agricola siciliana:
- agricoltura biologica
- apicoltura
- produzione integrata
- benessere animale
Sono le misure agroambientali e quelle a superficie che, insieme agli interventi strutturali, stanno dando ossigeno alle aziende dopo anni di ritardi e incertezze.
Bandi e misure strutturali
"Ad oggi abbiamo emanato bandi per ben 975 milioni di euro complessivi e stiamo attuando in tempi rapidi tutte le misure strutturali fondamentali per far crescere le nostre imprese", sottolinea Sammartino. L'obiettivo dichiarato è duplice: velocizzare i pagamenti alle aziende già in graduatoria e mettere a terra gli investimenti per ammodernamento, irrigazione efficiente, filiere e giovani agricoltori.
"Un passo verso la Sicilia che vogliamo"
Per l'assessore, il dato di spesa non è solo contabile. "Questo vuole dire pagamenti per migliaia di imprese siciliane che investono nel biologico, nell'apicoltura, nella produzione integrata e nel benessere animale. Un passo in più verso la Sicilia che vogliamo", ha concluso.
La sfida ora sarà mantenere il ritmo nella seconda parte della programmazione, chiudendo le istruttorie ancora aperte e garantendo che le risorse europee si trasformino in competitività reale per le campagne siciliane.
Magione – Round 3 Campionato Italiano Predator's 2026: Pellegrino da protagonista, il podio sfiora ma i punti pesano
Terzo appuntamento stagionale andato in archivio sul tecnico Autodromo dell'Umbria di Magione, il 13 e 14 giugno, nell'ambito dell'FX Racing Weekend. Un fine settimana positivo per Giacomo Pellegrino nel Campionato Italiano Predator's 2026, disputato sul circuito umbro. Pellegrino si è mostrato competitivo sin dal venerdì. Fin dalle prove libere ha mostrato un ottimo passo gara, riuscendo a inserirsi stabilmente nelle posizioni di vertice. Il lavoro ha trovato conferma in qualifica: secondo miglior tempo, a soli un decimo di secondo dal velocissimo Riccardo Tocu, autore della pole position. Una prima fila che rispecchiava esattamente le posizioni al vertice del campionato.
In gara 1 , partenza pulita, Tocu davanti, Pellegrino in scia. Per tutta la durata della manche i due leader hanno dato vita a un duello di altissimo livello: traiettorie millimetriche, staccate profonde alla curva del Traliccio, nessun errore, nessuna sbavatura. Tocu ha gestito il vantaggio fino alla bandiera a scacchi, consolidando la leadership nel Trofeo Predator's grazie a un successo e un secondo posto nel weekend umbro. Pellegrino ha chiuso a ridosso, portando a casa punti pesanti e la conferma di poter lottare per la vittoria ad ogni uscita.
In gara 2 , con l'inversione dei primi sei, Pellegrino è scattato dalla quinta casella. Il traffico delle prime tornate lo ha imbottigliato alle spalle dell'esperto Tonizza, bravo a chiudere ogni varco.A metà gara l'ingresso della Safety Car – per un contatto tra due vetture delle retrovie – ha neutralizzato quattro giri preziosi, riducendo le chance di rimonta. Alla ripartenza, Giacomo ha forzato il ritmo: sorpasso all'esterno alla Curva del Pagliaio, poi un finale in volata. Sotto la bandiera a scacchi è quarto, a pochi centesimi dal podio. La beffa arriva dopo: una penalità per un cavillo regolamentare lo retrocede in settima posizione. Un risultato che non cancella la prestazione, ma che pesa nella lettura fredda della classifica.Nonostante tutto, il bottino umbro resta solido: secondo posto in qualifica e un importante bottino di punti in campionato.
Archiviata Magione, il campionato si prende una pausa estiva prima di tornare nel tempio della velocità. Il prossimo appuntamento del Campionato Italiano Predator's 2026 sarà nella cornice prestigiosa dell'Autodromo Nazionale di Monza, in programma l'1 e 2 agosto. Pellegrino ci arriva con la consapevolezza di avere passo e maturità per giocarsela con Tocu. In Umbria ha dimostrato visione di gara e costanza: a Monza servirà lo stesso piglio, con un pizzico di fortuna in più per trasformare il quarto sfiorato in un podio vero.
Indennità Sindaco di Enna . Proviamo a vederci chiaro
Si sta molto parlato e scrivendo sull'aumento che è stato deliberato dal neo sindaco di Enna , la sua Giunta , il Presidente e del Vice presidente del Consiglio Comunale. Anche i giornali nazionali a titoli che a parer mio sono fuorvianti , ci tengono a dimostrare forse sempre quel senso di sicilianità politica tesa solamente al proprio tornaconto. Facile leggere, ma vediamo di capire come mai all'indomani dell'insediamento la neo Giunta e il neo Sindaco eletto " si sono aumentati l'indennità " e capire invece perchè " si sono trovati l'indennità aumentata ". Perché il neo-sindaco può farlo il giorno dopo l'insediamento — e non è una “scelta” sua, ma l'applicazione di una legge già scritta.

