I Cognomi di Regalbuto, Catenanuova, Centuripe : Amoruso - Amoroso-Occhipinti In evidenza

Aprile 06, 2013 5147

9.I cognomi di Regalbuto, Catenanuova, Centuripe: rubrica settimanale curata da Francesco Miranda

Amoruso - Amoroso - Occhipinti -

Amoruso è un cognome presente in tutte le regioni italiane con preferenza in tutto il centro sud, in totale 1450 comuni. E' diffuso in Puglia, Campania, Lombardia, Calabria, Piemonte, Lazio, Sicilia, Emilia Romagna, Toscana, Molise, Basilicata, ecc. In Sicilia è più diffuso nelle province di Catania (12 comuni, fra cui Catania, Calatabiano. Giarre), Enna (Agira, Nicosia, Sperlinga, Enna, Regalbuto), Messina.

Meno diffusa è la forma “Amoroso”, presente in 715 comuni di varie regioni, con grossi nuclei in Campania e Sicilia, ma presente anche in Lombardia, Calabria, Abruzzo, Lazio, Puglia, Piemonte, Molise, ecc.; in Sicilia è presente in tutte le province, in particolare Palermo (20 comuni, fra cui Palermo, Bagheria, Gangi), Catania (21 comuni, fra cui Adrano, Catania, Calatabiano), Messina (12 comuni), Trapani( 12 comuni). Nell'ennese è noto nei comuni di Barrafranca, Valguarnera, Calascibetta, Nicosia, Regalbuto, Catenanuova.

I due cognomi Amoruso e Amoroso derivano dal nome tardolatino Amorosus o Amoriusius nel senso di “pieno d'amore, innamorato” e anche “molto caro, molto amato”: Amoruso è un cognome molto diffuso a Bari e a Molfetta.(fin dall'XI secolo).

Tracce storiche e personaggi - La casata Amoroso d'Aragona è una fra le più antiche e nobili casate ex regnanti, presenti oggi in Italia. Questa famiglia (come afferma il notaio Martino di Bari nel 1890), ha origini dall'imperatore bizantino Michele II Balbo d'Amorio, discendente secondo molti storici dalla stirpe romana di Marco Accio. Agli Amoroso venne concesso ed aggiunto il cognome “d'Aragona” (diploma del Re Ferdinando I d'Aragona del 23 marzo 1492) e i cognomi imperiali “Comnemo Angelo Flavio Lascaris Paleologo” (Bolla “Magnae devotionis tuae” di papa Pio II del 16 marzo 1464). Pietro Amoroso d'Aragona (Ruffano Lecce 3/1/1884 – Venezia 8/5/1959) – principe, rappresentante delle antiche dinastie di origine bizantina – Amoriense. Fu attivo oppositore della dittatura di Mussolini; nel 1942 fondò il centro partigiano antifascista “Orbet “che diede soccorso a centinaia di famiglie ebraiche in Italia. Alessandra Amoroso (Galatina 12/8/1986) – cantante italiana venuta alla ribalta nel 2009 grazie alla partecipazione e alla vittoria nel Talent show “Amici” di Maria De Filippi (da Wikipedia).

 

Occhipinti

Questo cognome è presente in 344 comuni italiani: in Sicilia con picchi molto elevati. Seguono poi le altre regioni: Lombardia, Lazio, Toscana, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia, Friuli Venezia Giulia, Campania, e giù, per numero di presenze, fino alla Valle d'Aosta, passando per Puglia, Marche, Sardegna, Calabria, Trentino Alto Adige, Umbria. In Sicilia è presente nelle province di Ragusa, Catania, Trapani, Palermo, Siracusa, Caltanissetta, Messina, Agrigento, Enna (nei comuni di Nicosia, Regalbuto, Centuripe, Enna, Valguarnera Caropepe, Troina, Gagliano Castelferrato).

Il cognome Occhipinti deriva probabilmente dal soprannome dato ad individui di origine normanna che vivevano in Sicilia e che erano gli unici con gli occhi azzurri o verdi e quindi “pinti” (occhi-pinti; gli altri siciliani, discendendo da arabi, greci e spagnoli, avevano gli occhi scuri.

Tracce storiche e personaggi - Giuseppe Occhipinti, infeudato il 13 ottobre 1859 nelle terre di Corallo e Calamaro. Isidoro Criscione Occhipinti, riconosciuto barone di Corallo nel 1872; il ramo dei baroni di Corallo proviene da Comiso e discende da Antonio Occhipinti. Don Anselmo Occhipinti fu parroco della chiesa di San Giovanni Battista a Ragusa nel secolo XVIII. Maria Occhipinti, ribelle, anarchica e femminista, fu testimone dell'insurrezione popolare di Ragusa esplosa il 6 gennaio 1945 tra corso Vittorio Veneto e via 4 Novembre, contro una nuova chiamata alle armi. Ancora ventitreenne e incinta di cinque mesi, si stese a terra davanti ad un camion militare carico di giovani rastrellati, con l'intento di agevolarne la fuga. Scoppiò un tumulto: i soldati cominciarono a sparare, i popolani resistettero per tre giorni poi, l'8 gennaio, la Divisione Sabauda ristabilì l'ordine e più di cento rivoltosi furono arrestati. Maria Occhipinti fu condannata al confino e al carcere, dove diventò mamma.

Ultima modifica il Martedì, 04 Giugno 2013 07:42