Bocciare non serve.Meglio Curare

Febbraio 25, 2013 1370

Riportiamo l'interessante opinione di Pasquale Almirante tratta dal quotidiano La Sicilia del 24 febraio scorso.

Mentre nelle scuole si procede con gli scrutini del primo quadrimestre, dalla Germania arriva la proposta della coalizione Spd-Verdi della Bassa Sassonia, che vorrebbe l'abolizione della bocciatura in tutte le scuole del Bundesland. Il motivo? Umilia i ragazzi e costa tra i 10 e i 15mila dollari annui, pari cioè al 10% del budget speso per l'istruzione. Non hanno, i politici tedeschi, preso in considerazione tuttavia che nella stragrande maggioranza dei casi ripetere serve a poco, mentre in Italia molti studiosi hanno chiaro che nelle scuole superiori il 23,4% degli studenti degli istituti professionali e il 20% degli istituti tecnici subiscono la bocciatura che però riguarda solo il 5,9% dei liceali. Come si spiega tanta differente percentuale? Con ogni probabilità occorrerebbe analizzare la provenienza sociale di ciascun alunno, il reddito e il lavoro dei genitori per averne l'idea, anche perché con la faccenda del merito e di premiare i migliori colpevolmente si dimentica che ai nastri di partenza si deve essere in situazione di parità; e se a casa mancano i mezzi essenziali per competere, compreso l'uso appropriato della lingua, bocciare, frustrando ulteriormente un ragazzo, grida vendetta. Anche per questo, il prof. Tullio De Mauro, accademico dei Lincei e linguista di fama internazionale, sostiene che le classi dirigenti italiane si sono occupate poco di risolvere tale divario, perché uno «sviluppo adeguatomette in crisi la loro stessa persistenza in posizioni di potere». Per De Mauro il fatto che l'istruzione non abbia coinvolto adeguatamente la popolazione, consentendo tante disparità e tanti fallimenti, influisce negativamente perfino sul grado di consapevolezza con cui gli elettori si recheranno alle urne. Molti sono spinti a votare più con la pancia che con la testa, con inevitabili conseguenze negative per la democrazia, visto che le difficoltà di comprensione dei messaggi elettorali e dell'azione di governo, secondo De Mauro, non consentono di sviluppare in modo adeguato gli strumenti di controllo dell'operato della politica. E' valida allora la proposta tedesca? Sicuramente, se la scuola si ristruttura guardando alla meritocrazia senza concorrenza e se capisce che deve curare i malati e non ucciderli quando, per ignavia, non vuole ricercare prodotti galenici adeguati.

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