BRONTE – Al via la trentunesima Sagra del Pistacchio di Bronte: l’inaugurazione è prevista venerdì 30 settembre alle ore 18 all’inizio del viale Catania, proprio dove cominciano gli stand della Sagra che si candida al titolo di manifestazione più bella e ricca del territorio.

Subito dopo il taglio del nastro da parte del sindaco, Pino Firrarello, il centro storico e le strade della Sagra saranno piacevolmente invase dal Complesso bandistico San Biagio e dal corteo storico medievale “Sicularagonensia”. Alle ore 20 l’esibizione della “Lombardoacademy” diretto da Antonio Lombardo ed alle 21 il premio “Pistacchio d’Oro” condotto da Ruggero Sardo, con tanti ospiti fra cui Gino Astorina e Giuseppe La Venia. 

Sabato 1 ottobre gli stand apriranno alle ore 10, ed alle 11 e la sera alle ore 17 è attesa la Fanfara dei Bersaglieri dell’Etna. Il pomeriggio è d’eccezione per 3 eventi: alle 18.30 per il convegno “Il pistacchio verde di Bronte dop: scenari commerciali e tutela”, alle 19.30 per lo “Spettacolo dei Burattini” ed alle 21 per il concerto dell’attesissimo Clementino in piazza Castiglione.

La prima domenica di Sagra sarà caratterizzata come sempre da animazione e gonfiabili, da trofei, da sfilate fra gli stand ed alle ore 17 dall’attesissimo concorso “Panettone al Pistacchio” a cura dell’Associazione “Zymè Lievitisti Siciliani Aps”, ed infine, alle 21.30 dal concerto del Gruppo Musicale “I Cantustrittu”.

Il secondo week end è ancora più ricco del primo. Si comincia venerdì 7 con la mattutina manifestazione “La scuola alla Sagra del pistacchio”, mentre alle ore 19 l’esibizione di danza a cura del Centro Professionale Danza Koreos di Dario Biuso e Antonella Grigoli. Il sabato 6 tutti attendono alle 11 del mattino ed alle 18 i Tamburi di Buccheri, animazioni e giocolieri, ma soprattutto la sera alle 21.30 l’orchestra Luna Rossa con il tributo a Renzo Arbore.

Domenica 9 è la giornata clou. Sbandieratori, musici, majorettes e tante esibizioni introdurranno alle 18 l’assaggio della grande torta al pistacchio. Poi i concerti che chiuderanno una Sagra che difficilmente sarà dimenticata. “Il programma è veramente ricco. – afferma il sindaco Pino Firrarello – Facciamolo sapere a tutti”.

Tra i temi al centro del dibattito in questa campagna elettorale vi è certamente quello della gestione futura del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il piano che, nell’ambito della strategia europea Next generation Eu, porterà in Italia nei prossimi anni oltre 190 miliardi di euro. Ma cosa dicono i programmi delle principali forze in campo? La posizione che finora ha destato più scalpore è certamente quella di Giorgia Meloni e più in generale della coalizione di centrodestra. La leader di Fratelli d’Italia infatti ha apertamente parlato della possibilità di rivedere le misure contenute nel piano, pur nel rispetto dei regolamenti europei. Quella di Meloni tuttavia non è l’unica posizione di questo tono. Anche Lega e Forza Italia, che pure hanno fatto parte della maggioranza che ha sostenuto il governo Draghi, aprono (anche se con sfumature leggermente diverse) alla possibilità di modificare il Pnrr in virtù delle mutate situazioni geopolitiche globali. Posizioni simili inoltre si trovano anche al di fuori del centrodestra. Il M5s di Giuseppe Conte ad esempio propone la possibilità di posticipare le scadenze previste. Critiche all’impostazione del piano infine arrivano dalla lista composta dai Verdi e Sinistra italiana – alleata del Partito democratico – che parla apertamente di una revisione massiccia del Pnrr, con particolare riferimento a un aumento delle risorse dedicate ai temi ambientali. Più in generale Il centrodestra punta a cambiare il Pnrr in virtù delle mutate condizioni globali. La sinistra propone maggiori investimenti per la transizione ecologica.

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Ai nostri ragazzi che da domani torneranno a sedere sui banchi di scuola auguriamo un buon inizio di anno scolastico !! 

(ITALPRESS) – “Io non voglio entrare nelle vicende interne a un’altra forza politica, dico semplicemente che dopo un dialogo già avviato fatto di obiettivi concreti si è abbracciata illusoriamente un’agenda Draghi che non esiste, per creare sodalizi con Di Maio e Tabacci, con Calenda e con chiunque altro pur di emarginare il M5S, io non mi siedo più a un tavolo”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, a Radio Anch’io su Rai Radio1 parlando di ipotetiche alleanze future con il Pd.
“Sulle prospettive future ipotetiche è inutile immaginare”, ha aggiunto.

– foto Agenziafotogramma.it –

Il punto sulla ottimizzazione della gestione dei rifiuti. Ne abbiamo parlato con il Vice Sindaco Giuseppe Privitera . Di seguito la sua dichiarazione."  L’amministrazione Longo si sta impegnando molto sul tema della ottimizzazione della gestione dei rifiuti e dell’offerta dei servizi gestiti dalla Saes.
In merito a questo tema ricordiamo alcuni importanti azioni messe in campo in questi primi mesi di amministrazione, che saranno implementate e migliorate fino ad ottenere il migliore grado di efficienza per i cittadini, che sono comunque invitati a collaborare con le istituzioni per il raggiungimento di questo obiettivo.

- Riorganizzazione e ottimizzazione del servizio di spazzamento delle strade: è stato stilato un piano definitivo in cui sono stati stabiliti giorni ed orari del passaggio della macchina spazzatrice, con conseguente rimozione delle auto dalle strade. In ogni strada verranno posizionati nuovi cartelli che indicheranno il divieto di sosta con i giorni e gli orari.

- Rafforzamento e valorizzazione personale Saes: in questi mesi sono state assunte 4 nuove unità di personale per permettere una migliore gestione dei servizi della società, che spesso lamentava carenza di personale per lo svolgimento di servizi essenziali come lo spazzamento.

- Pulizia straordinaria delle caditoie stradali: in previsione dell’arrivo della stagione autunnale, che probabilmente metterà a dura prova la rete idraulica comunale, a causa delle precipitazioni sempre più abbondanti, abbiamo ritenuto fondamentale la prevenzione e predisposto un piano di pulizia straordinaria di tutte le caditoie stradali del territorio.

- Controllo e sanzioni per abbandono dei rifiuti: grazie all’uso di foto trappole gestite dal comando dei Vigili Urbani, sarà più facile individuare e sanzionare coloro che abbandonano i rifiuti in luoghi ed orari non consoni.

- Divieto di utilizzo dei sacchi neri: dal 16 agosto è in vigore l’ordinanza sindacale che viete l’ultilizzo dei sacchi di plastica neri per la raccolta dei rifiuti non differenziabili, al fine di agevolare la visione del contenuto dei sacchi e sanzionare i cittadini che non rispettano la legge nazionale sulla raccolta differenziata.

- Etichettatura dei rifiuti non differenziati correttamente: il personale della Saes, in collaborazione con i Vigili Urbani, appone etichette sui rifiuti non differenziati correttamente, invitando i cittadini a ritirare i sacchi e differenziare il contenuto in modo corretto.

I primi risultati di queste azioni cominciano a vedersi: la percentuale della raccolta differenziata dei rifiuti è aumentata
- dal 58,68% del mese di luglio

- al 62,69% del mese di agosto

Il lavoro dell’amministrazione non si ferma qui. A breve comunicheremo ai cittadini nuove e importanti iniziative legate alla gestione dei rifiuti. "

Al Vice Sindaco abbiamo chiesto se vi sono iniziative in atto.  " Stiamo lavorando su moltissimi fronti  In primis il coinvolgimento delle nuove generazioni sul tema ambientale e su questa tematica abbiamo in mente un concorso a premi per le scuole "la classe più riciclona"

Secondariamente stiamo lavorando ad un possibile centro riuso degli oggetti in buono stato ma di cui le famiglie vogliono disfarsi."

Un libro da ri-leggere.

Settembre 01, 2022

La resistenza della Russia contro l'invasione napoleonica, dalla guerra del 1805 alla campagna del 1812, è il drammatico sfondo su cui si svolgono le vicende di innumerevoli personaggi, famiglie aristocratiche, contadini, soldati.

L'opera si apre con un quadro dell'alta società di Mosca nel 1805, alla vigilia della guerra contro Napoleone. Si distinguono il principe Andrej Bolkonskij - sarcastico, orgoglioso, intelligente già deluso dal suo recente matrimonio con l’infantile Lisa -, il conte Pierre Bezuchov, suo amico goffo e sensibile appena tornato dall’estero, e Nataša Rostov, ciascuno in cerca di una risposta alla propria inquietudine esistenziale. Alla vita mondana di Mosca si contrappone la calma della campagna nella casa dei Bolkonskij (Lysye Gory), dove vivono il padre di Andrej e la sorella Maria, dolcissima e profondamente religiosa. La guerra sconvolge questo mondo. Comandante delle armate russe è il generale Kutuzov che ai piani strategici di Napoleone oppone la fiducia nelle leggi naturali, per le quali alla fine il nemico verrà sconfitto dalla steppa russa e dalla generosità e dal coraggio della sua gente.

Andreij si arruola e combatte ad Austerlitz. Quando torna e la moglie muore dandogli un figlio, sente finita la propria vita. L'amore per Nataša, allegra e dolcissima, riaccende in lui l'entusiasmo e la voglia di vivere, ma Nataša si lascia sedurre dal fascino di Anatolij Kuragin e rompe il fidanzamento. Ritrova Andreij mortalmente ferito a Borodino e lo assiste con amore mentre lo trasportano durante la ritirata che precede l'incendio di Mosca. In punto di morte Andreij trova la serenità a lungo cercata nella fede cristiana, perdona Anatolij, che ferito ha subito l'amputazione di una gamba, e così interiormente pacificato muore. Pierre, corteggiato per la sua ricchezza dalle fanciulle del bel mondo, ha sposato la bella e infedele Elena, sorella di Anatolij, che morirà misteriosamente.

Il matrimonio è infelice e Pierre è anche costretto a battersi in duello col rivale Dolochov. Quando all'arrivo dei Francesi Mosca viene data alle fiamme dagli abitanti pur di non consegnarla al nemico, Pierre s'illude di risolvere la situazione da solo e medita di uccidere Napoleone. Finisce in carcere, dove incontra un misero, paziente e pio soldato-contadino, Platonov Karataev, genuina incarnazione del popolo russo, che gli mostra la via spirituale da seguire.

Alla fine della guerra Pierre rivede Nataša a Mosca: l’ama da tempo ma esita a dichiararsi, finché non ne trova il coraggio e lei accetta di sposarlo. Si uniscono infine anche Nikolaj e Marja che l’amava da quando l’aveva salvata da un ammutinamento di contadini a Lysye Gory durante a guerra. Le nuove famiglie vengono mostrate nell’epilogo, nel 1820: i protagonisti sono invecchiati, Nataša, assorbita dai suoi compiti di madre e moglie, ha perso molto del fascino poetico di un tempo. Marja e Pierre sono i personaggi spiritualmente più forti. Simbolo delle generazioni future, fa una breve e significativa apparizione Nikolen’ka, il figlio del principe Andreij.

Fonte: Wuz.it

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato  alle scuole un vademecum con le principali indicazioni per il contrasto della diffusione del Covid-19 in ambito scolastico in vista dell’avvio dell’anno 2022/2023. Tra le principali novità: è consentita la permanenza a scuola a bambini e studenti con sintomi respiratori di lieve entità ed in buone condizioni generali che non presentano febbre (ma in questo caso gli studenti potranno frequentare in presenza indossando mascherine chirurgiche/FFP2 fino a risoluzione dei sintomi), non servirà più la misurazione della temperatura per accedere ai locali scolastici mentre la modalità della didattica digitale integrata per gli alunni positivi cessa i propri effetti con la conclusione dell’anno scolastico 2021/2022.

Il testo sintetizza i documenti elaborati dall’Istituto superiore di sanità nelle scorse settimane, già inviati alle scuole e ai loro dirigenti, e la normativa vigente. Il vademecum contiene, in particolare, una sezione con le principali domande e risposte sulla gestione dei casi di positività, la didattica digitale integrata, gli alunni fragili, in risposta alle domande pervenute ad oggi dalle scuole. Il vademecum ribadisce che le mascherine non serviranno per il rientro a scuola tranne nel caso in cui ci siano alunni o personale fragile ma “il personale scolastico a rischio di sviluppare forme severe di Covid utilizza i dispositivi di protezione respiratoria del tipo FFP2 e i dispositivi per la protezione degli occhi forniti dalla scuola in base alle indicazioni del medico competente e anche il personale che ha la volontà di proteggersi con un DPI può usare un dispositivo di protezione respiratoria del tipo FFP2 e dispositivi per la protezione degli occhi”.

Il vademecum, poi, ricorda come i locali scolastici dovranno comunque essere sanificati. In modo ordinario e straordinario in presenza di uno o più casi confermati. C’è poi il capitolo sulla gestione dei positivi: in questo caso, come in passato, il personale scolastico, i bambini o gli studenti che presenteranno sintomi indicativi di infezione da Sars-CoV-2 vengono ospitati nella stanza dedicata o area di isolamento, appositamente predisposta e, nel caso di bambini o alunni minorenni, devono essere avvisati i genitori. Per il rientro sarà necessario l’esito negativo del test (molecolare o antigenico). Resta sempre attivo, poi, per ogni richiesta di chiarimento, il servizio di help desk amministrativo contabile, canale ufficiale di assistenza, consulenza e comunicazione fra l’Amministrazione e le Istituzioni scolastiche.

Fonte Agenzia DIRE www.dire.it

Mi chiamo Filippo Giunta. Quando ero ancora ad Enna "lavoravo" a Radio Express dove facevo i radiogiornali ed una trasmissione settimanale di approfondimento chiamata Block Notes  , la disturbo per una idea che sto perseguendo da qualche mese relativa al nostro Teatro Comunale Garibaldi.Su Facebook ho lanciato l'idea di intitolare il teatro al Maestro Francesco Paolo Neglia per una serie di motivi che indico appresso ed altri che potrà leggere sulla mia pagina Facebook:

- Era di Enna ed era un valente musicista e questo già basterebbe! Si pensi al Teatro Bellini di Catania.

- Garibaldi era un guerriero e come tale molto distante dal concetto di arte più comune;

- storicamente non credo che il Meridione debba essere grato a Garibaldi;

- ad Enna Garibaldi "dispone" già di una piazza ed una scuola media.

Da un paio di anni abito a Vanzago, un piccolo paese della Città Metropolitana di Milano. Qui il locale Istituto Comprensivo è intitolato a Neglia: così come è ricordato a Legnano dove visse ed operò.

Neglia "inventò" il liceo musicale, come lo si intende oggi e l'insegnamento della musica nelle scuole: ebbene, il liceo musicale di Enna è intitolato a Napoleone Colajanni al quale è già intestato, oltre una piazza, anche il Liceo Classico!

Lo scorso anno una studiosa di Legnano, Laura Fusaro, presentò un libro su Neglia dal titolo "Maestro sul podio e nella vita". L'ho acquistato ieri e lo sto leggendo con interesse.

Ho  visto che i miei pochi contatti su Facebook approvano l'idea ... Non so se la questione possa interessare la testata online che Lei dirige e che io seguo con affetto perchè costituisce un legame con la mia Enna.

Enna si sta preparando a celebrare nel Teatro Comunale Garibaldi l'ennesima edizione del Premio Internazionale per Pianisti e Cantanti Lirici intitolato a Neglia: mi pare che la location sia discutibile, non trova?

 

DI SEGUITO UNA BREVE STORIA DELL'ARTISTA .

Negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale, a Legnano giunse il maestro Francesco Paolo Neglia (Enna, 1874 – Intra, 1932), direttore d'orchestra, compositore e didatta, particolarmente noto ed apprezzato in Germania.Nato in Sicilia da una famiglia di musicisti, diplomatosi al Conservatorio di Palermo in violino e composizione, sposato con Marie Dibbern, orfana di un facoltoso armatore di Kiel, conosciuta durante un soggiorno estivo a Taormina, era emigrato con lei ad

Nato in Sicilia da una famiglia di musicisti, diplomatosi al Conservatorio di Palermo in violino e composizione, sposato con Marie Dibbern, orfana di un facoltoso armatore di Kiel, conosciuta durante un soggiorno estivo a Taormina, era emigrato con lei ad Amburgo nel 1901. Dopo un non facile esordio, considerata la sua scarsa dimestichezza con le partiture sinfoniche era riuscito ad imporsi come uno fra i migliori interpreti delle sinfonie beethoveniane, alternandosi sul podio con le migliori bacchette dell'impero austro-ungarico. Non solo, ma aveva contribuito a far scoprire autori e pagine di musica ancora poco "frequentati" nelle sale da concerto tedesche, specie perchè ritenuti di difficile esecuzione.Nel settembre del 1914, Neglia dovette tornare in Sicilia per i funerali del padre. La Grande guerra era ormai divampata in Europa e il Nostro si trovò drammaticamente di fronte a un bivio: restare o andar via? Rientrare in Germania sarebbe stata, in quel momento, la scelta per lui più conveniente, e di questo tentarono in ogni modo di convincerlo i parenti e gli amici di Amburgo. Ma Neglia era un idealista e un patriota, non se la sentì di voltare le spalle all'Italia in pericolo e, rompendo ogni indugio, decise di rimanere. Consapevolmente e volontariamente rinunciò alla fama, al benessere economico, ad una carriera che si preannunciava assai promettente, per restare a disposizione della Patria, illudendosi forse che quel suo sacrificio sarebbe stato compreso ed apprezzato. Non fu così. Il suo nobile gesto fu, al contrario, del tutto ignorato ed, anzi, frainteso. Guardato con sospetto, apostrofato come "spia tedesca" dai suoi concittadini, ostacolato in ogni modo nelle sue legittime aspirazioni a vivere di musica e per la musica, dovette rassegnarsi, progressivamente, ad una condizione di emarginazione, ad una sorta di detestabile "morte bianca". Nessuno in Italia e men che meno in Sicilia sembrò far caso al suo passato luminoso di artista. Non uno fra i teatri nazionali gli offrì una stagione da dirigere; non uno fra i Conservatori del Regno gli mise a disposizione una cattedra. Per garantire un'esistenza decorosa a se stesso e alla propria famiglia, dovette accontentarsi dei miseri proventi derivanti dall'insegnamento nella scuola elementare in cui, grazie a un diploma conseguito in gioventù, cominciò a lavorare come maestro supplente.

Da Caltanissetta, nel 1921, si trasferì a Vanzago, sperando in cuor suo che l'avvicinamento a Milano, città musicalmente vivace e stimolante, gli avrebbe offerto nuove opportunità di rimettersi in gioco come compositore e direttore d'orchestra. In seguito passò a Rescaldina e, di qui, a Cerro Maggiore.

A Legnano giunse per caso, grazie al felice intuito di un assessore di allora, il ragionier Giovanni Borioli, futuro Commendatore e Presidente, negli anni Sessanta, del nostro Ospedale civico, che all'epoca faceva il capostazione a Vanzago. Fu lui il primo ad accorgersi del genio di Neglia, a coglierne la grandezza celata da un'apparenza umile e dimessa. Borioli sapeva che all'Istituto tecnico comunale "Carlo Dell'Acqua" cercavano insegnanti di lingua tedesca e Neglia era provvisto del titolo necessario. Fu questa competenza a portarlo a Legnano, ma poi, si sa, da cosa nasce cosa…

Vi giunse quasi in punta di piedi, avanzò rapido e deciso nella vita della comunità, respirando a pieni polmoni l'aria di dinamismo e di laboriosità nella quale si trovò da subito immerso, facendosi conoscere ed apprezzare, suscitando sentimenti di simpatia e di affetto, guadagnando il favore e la stima delle autorità locali, tanto da vedersi riconoscere dapprima, unico in Italia, l'incarico di Maestro di musica e canto corale in tutte le scuole elementari della città e, di lì a poco, l'autorizzazione ad istituirvi un "proprio" liceo musicale. Al maestro Neglia si deve infatti la fondazione, nel 1929, del Liceo "Giuseppe Verdi", collegato fin dalla denominazione al Conservatorio meneghino, istituzione di notevole prestigio, frequentata al secondo anno di attività, da una settantina di giovani legnanesi ai quali venne offerta la possibilità di istruirsi musicalmente sotto la guida di docenti di chiara e meritata fama, quali Rinaldo Renzo Bossi, Antonio Russolo, Riccardo Malipiero e Margherita Ceradini Vacchelli, ma che, purtoppo, chiuse i battenti poco dopo la morte del maestro, avvenuta a Intra il 31 luglio 1932.

Solo a Legnano, dunque, Neglia potè trovare un'opportunità concreta di riscatto professionale e personale e proprio per questo non se ne allontanò più. Oggi le sue spoglie riposano presso il Cimitero monumentale della nostra città e, oltre alla lapide, a testimoniarne il passaggio restano il piccolo monumento bronzeo, timidamente affacciato su Corso Italia, e una via un po' periferica a lui intitolata. La triste storia di questo artista singolare, una storia di pregiudizio e di straordinaria forza morale, è rievocata brevemente nel volume "Legnano nella Grande guerra". Era tempo di ridar voce a un personaggio che forse pochi, fra i legnanesi di oggi, conoscono ma che fece di Legnano la sua città d'elezione, lasciando un'impronta significativa in quanti ebbero la fortuna di incontrarlo e di essergli amici.

Se non in tutti i suoi allievi, che furono numerosissimi a Legnano e dintorni, egli riuscì ad instillare la passione per la musica, a tutti indistintamente lasciò un'indimenticabile lezione di vita. Agli studenti del "Dell'Acqua" cui insegnava il tedesco, ai bambini delle elementari cui dispensava nozioni di aritmetica, di igiene e di storia patria, oltre che di canto corale, agli allievi del suo liceo, avviati a far della musica il loro diletto se non la loro professione, egli testimoniò con l'esempio le virtù della pazienza, del coraggio e della forza d'animo. Insegnò loro a non arrendersi mai, a non indietreggiare dinanzi agli ostacoli, a perseguire con costanza e determinazione i propri obiettivi, a non rinunciare ai propri sogni. 

“Armao dimentica – dice Stancanelli a LiveSicilia – che manco dall’assemblea regionale dal 2008, quindi non so quale azione abbia potuto fare”. L’europarlamentare difende anche gli atri tre esponenti politici finiti nel mirino di Armao: “Sono amici miei, come ce ne sono altre decine di amici, con cui posso parlare di politica, l’importante è che non abbia mai fatto parte della banda “Armao”, ben nota alle cronache politiche e giornalistiche”.  Stancanelli precisa anche che non c’è stato alcun attacco nei confronti degli assessori del governo Musumeci.  “Della presunta violenza e aggressione – aggiunge l’europarlamentare – nei confronti dell’attività degli assessori, per amore di verità, vorrei che ognuno di essi dicesse che in 5 anni mai ho avuto occasione, né in pubblico, né in privato , di attaccarli per il loro operato, amministrativo e politico. Sono convinto che Falcone, Messina e Razza – conclude – sapranno darmi atto di questo”. Così l'Eurodeputato Raffaele Stancanelli risponde ad Armao che inyervistato da Live Sicilia aveva attaccato la “banda dei 4” del centrodestra, ovvero “Micciché, Stancanelli, Sammartino e Di Mauro”. Armao - lo ricordiamo - ha lasciato Forza Italia per candidarsi con Calenda e Renzi alle prossime politiche. 

Un programma "serio e realizzabile, incentrato sulla tutela dell'interesse nazionale e della Patria, sulla crescita economica e sulla difesa del potere d'acquisto delle famiglie", viene detto in un comunicato congiunto dei leader. "Nel documento, elaborato nelle scorse settimane da un tavolo tecnico composto dai delegati di tutte le forze del centrodestra, vengono ribaditi i sia o valori e la collocazione in Europa, nell'Alleanza Atlantica e in Occidente, la necessità di una profonda riforma fiscale con la Flat Tax, il superamento della legge Fornero con Quota 41, i Decreti sicurezza, dell'autonomia regionale e del presidenzialismo e di tutti gli altri elementi che sono indispensabili per affrontare i problemi dell'Italia e dare il via a un rilancio che non può più essere rinviato". Il centrodestra sottolinea anche "i temi delle infrastrutture strategiche, delle riforme come quelle della giustizia e della pubblica amministrazione, passando, ovviamente per la necessità di tagliare il carico fiscale a famiglie e imprese". Di seguito è possibile leggere il programma e scaricarlo in Pdf. 

https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/PER-LITALIA-Accordo-quadro-di-programma-per-un-Governo-di-centrodestra.pdf 

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