Chi ha paura del Gay Pride ? di Roberto Puglisi

Marzo 04, 2013 1827

Leggendo i commenti a corredo dell'articolo in cui diamo notizia del patrocinio della Regione al Gay Pride, si viene colti da una sensazione surreale. Come un viaggio nella macchina dei tempi o dei luoghi. Leggi, rileggi e ti sembra di essere improvvisamente catapultato in un paese islamico o in un Occidente pre-rivoluzionario, tanta è la quantità di rifiuto che emerge. Naturalmente siamo contemporanei, latori di un contemporaneo razzismo in maschera. L'eterosessuale doc parte col giro largo (“ho amici omosessuali e li rispetto”), poi scende in picchiata accusando l'inquilino di Palazzo d'Orleans di sprechi e adombrando una sorta di conflitto di interessi, visto che il presidente Crocetta è un gay dichiarato che non si inginocchia all'altare del senso di colpa. Anzi, dà tranquillamente alla sua inclinazione contorni allegri, quando non li lascia intravvedere boccacceschi. Un omosex santo patrono degli omosex. Coro di sfondo delle brave persone di Chiesa: ha bestemmiato!

Mettiamo il fenomeno a fuoco. A chi scrive non piace la forma soggettiva del Gay Pride. Tuttavia non si può negare alla manifestazione il ruolo oggettivo di sentinella di diritti a parole non conculcati, nella prassi sfregiati dalla convivenza quotidiana. Preferirei un corteo di uomini e donne, senza aggettivi.

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Ultima modifica il Lunedì, 04 Marzo 2013 11:37
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