La vigilia è sempre piena di emozione. La prossima settimana aprirà ufficialmente il nuovo anno scolastico e all'Istituto Comprensivo "Gian Filippo Ingrassia" di Regalbuto è tutto pronto per accogliere al meglio il ritorno tra i banchi degli alunni. Nei plessi dell'Istituto -  in questi giorni si sono conclusi gli ultimi preparativi: aule rimesse a nuovo, laboratori sistemati, pulizie straordinarie e riunioni di staff per pianificare l'accoglienza. Un lavoro corale, guidato dal Dirigente scolastico dott. Marco Lupo , che ha coinvolto docenti, personale ATA e collaboratori. Tante le novità che studenti e famiglie troveranno fin dal primo giorno, tutte pensate con un unico obiettivo: aumentare il tasso di apprendimento, il benessere e l'inclusione. Tra queste, la più rilevante è senza dubbio l'istituzione, per la prima volta nella storia dell'Istituto, di una classe prima della Secondaria a "curvatura sportiva". Non si tratta semplicemente di fare più ore di motoria. Il percorso a curvatura sportiva è un vero e proprio indirizzo potenziato. Un progetto che consente un approccio concreto con lo sport e con l'educazione sportiva a 360 gradi, per promuovere stili di vita sani e per valorizzare anche quei ragazzi che hanno nel movimento e nel lavoro di squadra il loro talento più grande. Accanto alla curvatura sportiva, il nuovo PTOF porterà il potenziamento delle competenze digitali, laboratori di coding e robotica, progetti di lettura, continuità tra i vari ordini di scuola e attenzione speciale all'inclusione. 

A Centuripe (EN) cresce l’attesa per le Festività Patronali 2026. La città si prepara a vivere un programma che, dall’11 al 20 settembre, porterà in Piazza Duomo musica, comicità, danza e grandi protagonisti dello spettacolo, con tutti gli appuntamenti a ingresso gratuito.
Dieci giorni dedicati a Santa Rosalia e San Prospero, nei quali la comunità tornerà a ritrovarsi attorno alla tradizione e alla devozione che accompagnano la ricorrenza, insieme a un calendario di eventi pensato per animare le serate di settembre.
La manifestazione è promossa dal Sindaco Dott. Salvatore La Spina, dall’Assessore allo Spettacolo Michele Seminara, dal Presidente del Consiglio Nicola Romano e da tutta l’Amministrazione Comunale, con la direzione artistica affidata ad Antonio Saeli Management.
Il programma degli spettacoli entrerà nel vivo domenica 13 settembre con la comicità di Chris Clun. Lunedì 14 sarà invece la volta di Francesca Tocca, ospite e testimonial della serata e madrina d’eccezione.
Mercoledì 16 settembre spazio al Duo Sikelia, che porterà sul palco la musica della tradizione siciliana, mentre venerdì 18 il calendario proporrà un doppio appuntamento con la comicità di Manlio Dovì e lo spettacolo musicale di Carmelo Morgia, voce dei Beans.
Sabato 19 settembre sarà una delle serate più attese della manifestazione. Alle 21.30, Piazza Duomo accoglierà gli Eiffel 65, protagonisti di un concerto esclusivo, annunciato come unica data in Sicilia. Uno show all'insegna della dance e di quei brani che, dagli anni Novanta in poi, hanno accompagnato intere generazioni.
Una presenza internazionale destinata a rendere ancora più speciale il cartellone degli eventi, prima dell’appuntamento conclusivo.
Le Festività Patronali 2026, dedicate a Santa Rosalia e San Prospero, si concluderanno domenica 20 settembre con lo spettacolo musicale di Friends in Music, che chiuderà la kermesse in Piazza Duomo.
 
 
 

Il Comune e la LILT di Regalbuto insieme per una serata speciale nel cuore del centro storico

Regalbuto si prepara a vivere una serata diversa, dove la musica incontra il valore della prevenzione e dello stare insieme. Il Comune di Regalbuto, in collaborazione con la LILT - Sezione di Regalbuto, invita tutta la cittadinanza all'evento "Musica & Incontri al Chiostro", in programma venerdì 11 settembre alle ore 21:00 presso il Chiostro degli Agostiniani. Una location che non è solo suggestiva, ma è parte della storia della città. Il Chiostro si trova in Piazza Vittorio Veneto, 5, all'interno del complesso la cui costruzione iniziò nel 1471 con il convento e vide la realizzazione del chiostro nel 1478. Un luogo del cuore, perfetto per ritrovare il senso di comunità. La serata nasce con un duplice obiettivo: offrire un momento di divertimento e musica dal vivo, e allo stesso tempo tenere alta l'attenzione sulla prevenzione oncologica. La presenza della LILT è fondamentale per il territorio. Avere una sede LILT a Regalbuto significa, come raccontano i volontari, riavvicinare la prevenzione alle persone, alle famiglie, alle scuole. La LILT è infatti quel gruppo di donne e di uomini di Regalbuto che ha scelto di mettersi a disposizione, concretamente, nella lotta contro i tumori, un'associazione che opera senza fini di lucro ed ha come compito la prevenzione. Durante la serata, tra una canzone e l'altra, ci sarà spazio per l'informazione, per il dialogo e per conoscere meglio le attività di supporto e prevenzione che la sezione locale porta avanti ogni giorno, anche con iniziative solidali per l'acquisto di macchinari utili alla prevenzione.

L'appuntamento:

COSA: Musica & Incontri al Chiostro - Musica, divertimento e prevenzione
QUANDO: Venerdì 11 settembre, ore 21:00
DOVE: Chiostro degli Agostiniani, Regalbuto
CHI: A cura del Comune di Regalbuto e LILT Sezione di Regalbuto
INGRESSO: Aperto a tutta la cittadinanza

Un invito semplice: portate una sedia voglia di stare insieme, la musica e la solidarietà faranno il resto. Vi aspettiamo numerosi sotto le arcate del Chiostro.

La Sicilia è stata colpita da un'ondata di calore eccezionale

Ci sono momenti in cui, nel nostro settore, è necessario mettere da parte la diplomazia e parlare con chiarezza.
Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla diffusione, da parte di una testata meteorologica di rilevanza nazionale, di informazioni che descrivevano una Sicilia sostanzialmente estranea all’ondata di caldo, arrivando addirittura a prospettare scenari dominati dal Maestrale.
La realtà osservata, dati alla mano, è stata ben diversa.
E non lo diciamo sulla base di una previsione o di un modello numerico: lo dicono le stazioni meteorologiche.
Nella sola rete del Centro Meteorologico Siciliano, ben 143 stazioni hanno superato i +40 °C durante questa fase di caldo eccezionale.
E il dato più eclatante è quello di Sigonella, dove il termometro ha raggiunto +46 °C, stabilendo il record assoluto della stazione. Un valore che trova riscontro anche nelle rilevazioni pubblicate da altre realtà meteorologiche.
Ma c’è un aspetto ancora più grave.
Per sostenere una determinata narrazione sono stati presi in considerazione alcuni valori registrati lungo le coste, dove l’influenza mitigatrice del mare può effettivamente contenere le temperature massime, ignorando completamente ciò che accadeva nelle aree interne dell’Isola.
È meteorologicamente ed eticamente scorretto raccontare il clima di una regione come la Sicilia selezionando soltanto le stazioni che confermano una determinata tesi.
Perché mentre sulle coste si potevano osservare valori relativamente più contenuti, nelle aree interne si raggiungevano diffusamente +42, +43, +44, +45 °C e oltre.
La rete SIAS, per esempio, ha documentato il 27 agosto +45.3 °C a Caltagirone, +44.9 °C a Mineo, +44.7 °C a Comiso e 44.4 °C a Enna.
E non è tutto.
La stessa Protezione Civile aveva già evidenziato il rischio sanitario legato alle temperature elevate, con livelli di allerta per il caldo in diverse città siciliane.
Quindi no: non è corretto raccontare che in Sicilia “non c’era alcuna ondata di calore”.
È esattamente il contrario.
C’è stata un’intensa avvezione di aria subtropicale, con temperature eccezionali e diffusamente superiori alle medie, culminata con valori prossimi o superiori ai +45 °C in diverse aree dell’Isola.
E una cosa deve essere chiara: fare informazione meteorologica significa raccontare tutti i dati, non soltanto quelli utili a costruire un titolo.
Ancora più grave è farlo quando si dispone di una platea nazionale molto ampia. Chi comunica meteorologia a milioni di persone ha una responsabilità maggiore, perché una notizia falsa, parziale o costruita attraverso una selezione artificiosa dei dati può generare una percezione completamente distorta di ciò che sta realmente accadendo.
Il traffico, i clic, le visualizzazioni e la monetizzazione non possono diventare più importanti della correttezza dell’informazione meteorologica.
Se poi la selezione dei dati viene effettuata consapevolmente proprio per generare traffico e contrapposizione, il problema diventa ancora più serio.
Il CMS continuerà invece a fare quello che ha sempre fatto: osservare, misurare e raccontare la realtà attraverso i dati, vi invitiamo calorosamente a seguire realtà serie come la nostra, o altre realtà regionali che si occupano di meteorologia in modo rigoroso e scientifico.

 

Comunicato Stampa

Roma / Palermo, 24 agosto 2026

Il segretario nazionale facente funzioni della Democrazia Cristiana, Giampiero Samorì, e il commissario regionale per la Sicilia, on. Salvo Giuffrida, smentiscono con fermezza e senza alcuna possibilità di equivoco quanto dichiarato dal parlamentare regionale Carlo Auteri in merito a un presunto “accordo” tra la Democrazia Cristiana e la Lega in Sicilia.

Non esiste, non è mai esistito, e non è in discussione alcun accordo politico tra la DC e la Lega, né a livello regionale né a livello nazionale. La nota diffusa dalla Direzione nazionale al termine del Consiglio nazionale del 29 luglio scorso resta pienamente valida e vincolante per ogni articolazione del partito, nessuna esclusa.

La Democrazia Cristiana ribadisce che ogni alleanza  verrà decisa in occasione del Congresso Nazionale che si terrà a Roma il 25/10/2026

Giampiero Samorì  —  Segretario Nazionale f.f.

On. Salvo Giuffrida  —  Commissario Regionale Sicilia

Manca poco oramai! Meno di due settimane all'evento internazionale che unirà due città del Mediterraneo nel segno della pallavolo. Dal 4 al 6 settembre, a Paola, Malta, si disputerà il torneo Under 13 femminile che vedrà protagoniste la Scuola di Pallavolo di Regalbuto e il Volleyball Club Malta.
Per il secondo anno consecutivo, ACSI Sicilia - rappresentata quest'anno da Regalbuto - e ACSI Malta si incontrano per un confronto che ha il sapore non solo sportivo, ma quello più autentico della socialità, della scoperta del territorio e dell'amicizia tra generazioni.
 Tutto è pronto. Il dott. Vella, presidente del Volley Paola, ha curato ogni particolare per ospitare al meglio l'evento e le 45 persone che dalla Sicilia saranno al seguito della squadra regalbutese.
Così il presidente della Scuola di Pallavolo Regalbuto Agostino Vitale: "Con Kenneth abbiamo lavorato al progetto di unire le due sponde del Mediterraneo a stretto contatto. Sono tanti i progetti in cantiere che speriamo di poter realizzare per dare opportunità alle nostre rispettive squadre, ai tecnici e alle famiglie nell'ambito dello sport e più specificatamente del volley."

Gli fa eco Kenneth Vella, presidente del Volleyball Paola:

    "Rivedere le nostre amiche di Regalbuto qui a Paola, nella nostra casa, è già la vittoria più bella. Per noi questo torneo non è solo un calendario di partite, è la conferma che il Mediterraneo non ci divide, ci unisce. Vedere queste ragazze di 12 e 13 anni che si sfidano con lealtà, poi si abbracciano, ridono e imparano a conoscersi, è il senso più profondo del nostro lavoro. Abbiamo curato ogni dettaglio con il cuore perché le 45 persone che arriveranno dalla Sicilia si sentano non ospiti, ma famiglia. Questo è solo l'inizio di un ponte che vogliamo rendere sempre più solido."
 Un ponte fatto di palloni che volano, di mani che si stringono sopra la rete, di genitori che viaggiano insieme, di tecnici che si confrontano e di giovani atlete che portano a casa molto più di un risultato.
 Dalla Sicilia a Malta, andata e ritorno. Perché quando lo sport è vissuto così, la classifica diventa secondaria. Quello che resta è l'amicizia.

Il conto alla rovescia è iniziato. Appuntamento a Paola. 

Il giorno dopo è proprio così. Un film che scorre a scatti lenti. E se la Festa 2026 va archiviata, quello che resta è stato esattamente : partecipata, vissuta, con la fede toccata con mano.

La Festa patronale è rimasta fedele alla sua storia lunga quasi 500 anni, dall'8 all'11 agosto. Un culto che nasce nel 1540 con l'arrivo delle reliquie - cranio, braccio e piede - custodite oggi nella Cappella della "Fortezza di San Vito" in Chiesa Madre, e che affonda nella leggenda della grotta vicino ai Cappuccini dove Vito avrebbe ridato vita al bambino sbranato dai cani. Anche quest'anno il programma ufficiale è partito già dall'1-2 agosto con "San Vito nel Cuore - Radici e Tradizioni" in Piazza della Repubblica, poi pellegrinaggio dei giovani ad Agira il 5 agosto, e il 6-7 agosto la visita del busto reliquiario nelle case di riposo. La reliquea a casa degli ammalati e delle persone sole . Segno che la festa non è solo processione, è prendersi cura.  Nei  giorni prima c'è "U Viaggiu": per voto e devozione i regalbutesi vanno ad Agira a raccogliere i rami. Il pomeriggio dell'8 tutti si ritrovano alla Chiesa dei Cappuccini, entrano dalla porta centrale per rendere omaggio al luogo dei miracoli ed escono dalla laterale. Poi parte la colonna. Davanti la vara dei bambini e le vare dei fedeli a seguire gli antinni, pali enormi rivestiti di alloro addobbati con fazzoletti e nastri rossi, portati in equilibrio con le corde. Dietro, ognuno col suo fascio addobbato con i zahareddi, i nastrini rossi simbolo del martirio. C'era chi camminava scalzo per voto sciolto, gli uomini a cavallo riccamente bardati, i tamburi, gli sbandieratori. E quel grido "E gridamu, e gridamu ccu cori cuntritu" e tutto il Corso risponde "Viva Diu e Santu Vitu". La benedizione finale dal sagrato della Chiesa Madre con l'alloro, la vulata con fumi colorati e coriandoli, ha aperto ufficialmente i quattro giorni. Le immagini col drone di quest'anno hanno fatto vedere quanto era lunga: una fiumana verde. 

Sul piano della religiosità, cosa è stato davvero

1. Una fede votiva, non di facciata. L'alloro non è folklore. È "per voto e devozione", con gente che fa il viaggio apposta, che cammina scalza, che porta il ramo per proteggere la casa per dodici mesi. Quello che abbiamo  chiamato "intensità della fede toccata con mano" è letterale: rami stretti, nastrini rossi del martirio.

2. Partecipazione totale e trasversale. Non solo chi porta. C'erano i balconi pieni, le famiglie che riconoscevano le sorelle in processione, i giovani a cavallo, i bambini sulle spalle. È una festa che ha riportato a casa chi vive fuori, come ogni anno.

3. Le "polo verdi" come realtà consolidata. Il Comitato con le magliette verdi non è più un gruppo di buona volontà. Dalla raccolta porta a porta - che è già il primo atto della festa - alla gestione di reliquie, cavalli, sicurezza, spettacoli, visita agli anziani, hanno tenuto tutti i giorni senza una sbavatura. Si vedeva che c'era un lavoro di mesi dietro.

In sintesi: è stata una bella festa perché non ha dovuto inventarsi nulla. Ha solo lasciato parlare i gesti antichi - il viaggio, l'alloro, la reliquia, il grido - e la gente ha risposto con la stessa intensità di sempre. Con il cuore contrito, davvero.

Ci sono giorni così.

Agosto 06, 2026

Giorni in cui anche le cose semplici pesano. Alzarsi, rispondere a un messaggio, scegliere cosa fare. Non perché sia successo qualcosa di grave. Anzi, è proprio questo che spiazza: fuori tutto è più o meno al suo posto, e dentro invece c'è una stanchezza sorda, una tristezza senza cartello, una voglia di gioia che non parte. La chiamiamo immotivata, ma forse è solo una tristezza che non parla la nostra lingua frettolosa. Non è immotivata. È motivata in profondità. Solo che non ha un motivo singolo, puntuale, che possiamo indicare e archiviare. È una somma. Un accumulo di micro rinunce, di emozioni messe da parte perché "non era il momento", di sì detti quando volevamo dire non ora, di sogni rimandati a data da destinarsi. Il corpo e la psiche tengono il conto meglio di noi.

Allora, è il male di vivere?

Forse sì, in parte. Quel male di vivere di cui parlava Montale non è una malattia, è una lucidità. È l'attrito naturale dell'esistere, il momento in cui senti che vivere non è solo funzionare. Che non basta incastrare impegni per sentirsi vivi. È umano provarlo. Tutti, prima o poi, attraversano stagioni più opache. Ma c'è anche l'altra faccia, ed è quella più preziosa: non è solo un peso da sopportare, è un segnale che chiede attenzione. Non per punirci, ma per avvisarci. Quella stanchezza ti sta dicendo qualcosa. Forse che hai vissuto troppo a lungo nella testa e poco nel corpo. Forse che hai bisogno di rallentare davvero, non solo di dormire di più. Forse che una parte di te è cresciuta e la vita che hai costruito le sta stretta. Forse che hai bisogno di piangere senza doverlo giustificare, di annoiarti, di stare senza produrre nulla.

Non è debolezza. È un linguaggio.

Quando la ignoriamo, diventa più insistente. Quando la romanticizziamo e ci diciamo "sono fatto così, la vita è sofferenza", la inchiodiamo. Quando invece la ascoltiamo senza giudizio, cambia forma. Chiede: di cosa hai bisogno, adesso? Cosa stai sopportando da troppo tempo? Cosa ti manca che non hai avuto il coraggio di ammettere? Non serve trovare subito una risposta eroica. A volte basta smettere di trattare questa sensazione come un nemico da cacciare. Fermati un momento. Scrivi cosa pesa, senza censura. Fai una camminata senza podcast nelle orecchie. Di' a una persona di cui ti fidi "in questi giorni mi sento spento, senza un perché". Non per ricevere una soluzione, ma per non portare tutto da solo. E se senti che questo grigio dura da molto, che ti toglie aria, parlarne con qualcuno che fa questo di mestiere non è un atto di resa, è un atto di cura verso quella parte di te che sta bussando.

Non sei rotto. Stai sentendo. E sentire, anche quando fa male, è il segno che dentro sei ancora vivo e che qualcosa vuole tornare a respirare con più gioia.

 
 
 
 
 
 

COMUNICATO STAMPA 

Il volley dell'entroterra fa squadra. Le Scuole di Pallavolo di Regalbuto e Catenanuova annunciano di aver siglato un patto di collaborazione che le unisce in un progetto comune: valorizzare e promuovere la pallavolo nel territorio. Un'intesa che nasce da una visione condivisa, quella di mettere al centro i giovani, lo sport come strumento educativo e la crescita di un movimento che ha già radici solide in entrambe le comunità. I due sodalizi sportivi, nelle prossime settimane, daranno vita alla programmazione annuale per la stagione 2026/2027, definendo insieme le squadre da iscrivere nelle categorie giovanili dei campionati indetti dal Comitato Territoriale FIPAV di Catania. A garanzia della qualità e della continuità del lavoro tecnico, entrambe le società si avvarranno della collaborazione e della direzione tecnica del prof. Antonio Millauro, figura di grande esperienza e punto di riferimento per la pallavolo giovanile del territorio. Grande soddisfazione è stata espressa da Linda Proietto e Agostino Vitale, che a nome dei due sodalizi hanno sottolineato il valore dell'accordo:

    "Le nostre due società hanno già collaborato in passato con ottimi risultati e con grande spirito di amicizia. Ritrovare l'intesa è stato naturale e immediato. Questo patto non è solo un accordo sportivo, ma la volontà di valorizzare il settore giovanile in ogni suo aspetto: tecnico, educativo e umano." L'obiettivo è creare un percorso strutturato, che permetta alle ragazze e ai ragazzi di Regalbuto e Catenanuova di crescere insieme, confrontarsi, migliorare e vivere lo sport con continuità, senza dover lasciare il proprio territorio. Un ponte ideale tra due comunità vicine che credono nello stesso volley: quello fatto di palestra, sacrificio, divertimento e senso di appartenenza."

Nei prossimi giorni saranno comunicate le date degli open day e dei raduni per tutti i gruppi giovanili.

Ufficio Stampa congiunto
Scuola di Pallavolo Regalbuto - Scuola di Pallavolo Catenanuova
Regalbuto / Catenanuova, 4 agosto 2026

Conclusi i lavori nello slargo in alto alla via. Più verde, più spazio, più ombra. E i residenti già si organizzano per custodirla

Si sono conclusi i lavori nella piccola piazzetta in alto a via Don G. Campione e il cambiamento si vede. Dove prima c'era incuria e poco spazio, oggi c'è una piazzetta più aperta, più verde, più vivibile. Un luogo ritrovato. Non è servita una grande opera. È bastato ridare ordine, respiro e un po' di verde a uno spazio che negli anni era stato abbandonato . Ora è tornato ad appartenere a tutti. Nei pomeriggi di questa estate che si annuncia ancora una volta torrida, quella piazzetta potrà essere quello che le periferie troppo spesso perdono: un punto d'incontro. Due panchine dove scambiare due parole, un angolo d'ombra dove far giocare i bambini, un po' di frescura da godere senza dover andare altrove. Un presidio di normalità e di socialità. Il segnale più bello, però, è arrivato subito dopo la fine dei lavori. Sono i residenti delle case accanto i primi a porsi la domanda giusta. Non "di chi è?", ma "come lo tuteliamo?". Perché il vero lavoro comincia adesso. Tenere pulito, non abbandonare rifiuti, rispettare il verde, far capire ai più giovani che quel bene è di tutti e che se si rovina, si rovina una cosa nostra. È una piccola prova di senso civico, di quelli che valgono più di mille regolamenti. In una città che ha spesso sofferto per la mancanza di spazi curati, recuperare un pezzetto alla volta è già una conquista. La piazzetta di via Don Campione non è solo una piazzetta. È la dimostrazione che quando uno spazio viene restituito, la comunità ha voglia di prendersene cura.

Ora tocca a tutti noi non deluderla.

 

 
 
 
 
 
 
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