Lo sport come momento di crescita

Ottobre 30, 2014 2109

PALERMO (ITALPRESS) – Riportare lo sport al centro della Sicilia, con la collaborazione di Regione e Comuni. Ex segretario Cisl, in Parlamento prima con la Margherita e poi con l’Ulivo, dallo scorso giugno Sergio D’Antoni ha accettato una nuova sfida, “una fra le piu’ difficili della mia carriera”, confessa nel corso di un forum all’Agenzia Italpress. Presidente del Coni Sicilia, D’Antoni si e’ trovato davanti una situazione “non brillante”, con la popolazione dell’Isola che si gioca, suo malgrado, con la Campania il poco invidiabile primato italiano in termini di sedentarieta’ e obesita’. Guardando a certi dati, verrebbe da dire che in Sicilia non c’e’ spazio per lo sport ma D’Antoni si e’ gia’ rimboccato le maniche per quanto, “non avendo ne’ strutture ne’ risorse, bisogna mobilitare idee e cultura”. E il primo passo e’ “utilizzare gli impianti che esistono in maniera totale, superare gli ostacoli che ne impediscono l’uso e convincere i Comuni ad affidarli a societa’ e Federazioni che vi fanno attivita’. L’Anci e’ gia’ d’accordo, basterebbe una manutenzione modesta per renderli fruibili”. Dalla Corte dei Conti e’ arrivato il via libera per lo sblocco di 52 milioni di euro che serviranno alla copertura dei primi 40 impianti in graduatoria, un piccolo grande passo aspettando anche un aiuto dalla Regione. La speranza del massimo dirigente del Coni siciliano e’ che il nuovo governo sposi una concezione moderna “che vede lo sport come elemento decisivo per la crescita della Sicilia in termini di salute, sviluppo e occupazione”.  “Anche il Coni sta cambiando – spiega – Prima eravamo concentrati sulle medaglie ma queste medaglie si conquistano se c’e’ una rivoluzione culturale, se si entra nella logica di aumentare l’attivita’ motoria nelle scuole e negli impianti, di aumentare gli eventi e spero che l’Assessorato regionale allo Sport si faccia interprete di questa filosofia”. D’Antoni chiede anche un cambio di rotta dal punto di vista dei contributi economici. “Siamo passati dai 22,5 milioni del 2006 a zero – sottolinea – Dopo una lunga battaglia siamo arrivati a 1,8 milioni ma vorrei si arrivasse a 4-5, entrando nell’ottica dell’investimento”. Il numero uno dello sport siciliano considera “praticabile” anche la strada degli investimenti privati “ma dobbiamo anche fare i conti con la crisi economica che attraversa la regione, non e’ facile trovare soggetti disposti a destinare risorse sullo sport”.

Eppure qualche luce alla fine del tunnel si intravede. D’Antoni confessa di essere al lavoro su un progetto simile a quello portato avanti da Tim a Scampia per ridare vita a due campi di calcio nel quartiere Zen di Palermo. “Sto cercando uno ‘sponsor’ nazionale, si tratterebbe di un investimento da 400 mila euro, ci sono 2-3 ipotesi”, si lascia scappare. Le idee, insomma, non mancano. A inizio novembre, a Catania, e’ in programma “Un mare di sport”, “per far capire alla gente che si puo’ fare sport sul mare anche fuori stagione”, mentre a breve e’ in programma una riunione con i sindaci dei paesi delle Madonie per portare avanti un progetto che contempli “benessere, sport e alimentazione”. E se per il 2016 il grande sogno di D’Antoni “e’ festeggiare il centenario della Targa Florio con un museo che attirerebbe il mondo intero”, per l’immediato l’obiettivo e’ un altro. “Dobbiamo valorizzare i nostri testimonial – la linea indicata dal presidente del Coni Sicilia – Da gennaio vorremmo celebrare, di mese in mese, un atleta siciliano che si e’ particolarmente distinto, come la Fiamingo o Garozzo nella scherma o come Nibali nel ciclismo, perche’ l’emulazione e’ la spinta di ogni nazionale”.
(ITALPRESS).

Ultima modifica il Venerdì, 07 Novembre 2014 19:51
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