Mentre l'Italia si prepara a votare sulla separazione delle carriere e sulla riforma dell'ordinamento giudiziario, dentro il PD si gioca una partita a scacchi dal sapore fratricida. Da un lato c'è Elly Schlein, che ha blindato il partito sul "NO" convinto; dall'altro i Riformisti, che vedono in quel diktat l'ennesima prova di una deriva identitaria che non lascia più spazio alle sfumature liberali e popolari.

Il Diktat di Schlein: "O con me o fuori"

La chiusura dell'ultima Direzione Nazionale è stata un segnale inequivocabile. La Segretaria ha tracciato una linea rossa: si può discutere finché si vuole, ma una volta decisa la linea – specialmente su un passaggio cruciale come il referendum – il dissenso individuale deve farsi da parte.

Il messaggio, tradotto dal politichese, suona come un ultimatum: chi non si adegua alla linea del "NO" si pone automaticamente fuori dal perimetro del partito. Per Schlein, il referendum è lo strumento per stanare Giorgia Meloni e compattare l'opposizione; per i riformisti, invece, è la prova che il PD è diventato una "caserma della sinistra" dove la parola "liberale" è diventata un'eresia.

I Riformisti e il "Fattore Margherita"

Le parole di Pina Picerno e le mosse dei vari comitati "Popolari per il Sì" non sono semplici scaramucce. C'è la sensazione che il 23 marzo, se l'esito delle urne dovesse premiare il governo o se la repressione del dissenso interno diventasse insostenibile, l'ala moderata potrebbe decidere che la convivenza è finita. Non sarebbe la prima scissione, certo, ma questa avrebbe il sapore di un addio definitivo a quella "vocazione maggioritaria" che era l'anima del Lingotto.

Il Referendum come Bivio Strategico

Il paradosso è che questo referendum rappresenta un rischio altissimo per entrambe le leader: Per Meloni: È il test per misurare la tenuta della sua maggioranza e la forza del suo mandato riformatore. Per Schlein: È la scommessa sulla sua leadership. Se il PD non riuscirà a trascinare il paese verso il "NO", o se il partito dovesse spaccarsi nel giorno del voto, la sua segreteria entrerebbe in una crisi senza precedenti. Se la politica è l'arte del possibile, la "fantapolitica" di una scissione riformista post-23 marzo sembra ogni giorno più "politica" e meno "fanta". Il rischio è che, qualunque sia il risultato, il PD che uscirà dalle urne sarà un partito più piccolo, più omogeneo, ma forse meno capace di parlare a quel pezzo di Italia che non si riconosce né nel massimalismo né nella destra.

Il Carnevale di Regalbuto è una delle tradizioni più longeve e radicate della Sicilia, con origini antiche legate a riti propiziatori e festeggiamenti burleschi che si evolvono nel tempo. Nato come momento di trasgressione sociale, si distingue per maschere artigianali, contradanze e sfilate che uniscono passato e presente.​Le prime tracce indirette risalgono al 1658, con documenti che menzionano contributi per riti religiosi l'ultimo giorno di Carnevale, suggerendo festeggiamenti già consolidati. Riferimenti successivi appaiono nel 1715, 1751-1753 e 1820, mentre dal Cinquecento in Sicilia il Carnevale simboleggiava il rovesciamento dell'ordine sociale. Inizialmente ispirato a riti magici per esorcizzare l'inverno e propiziare fertilità, evolve in celebrazione popolare.​

Nel 1879 si documentano illuminazioni pubbliche per balli, segno di crescente partecipazione comunitaria.. Dal 1914 introducono premi per maschere (100 lire), preludio al concorso attuale iniziato c 77 anni fa; agli inizi del Novecento assume toni burleschi e satirici contro i costumi rigidi.​

Celebre per la contradanza, ballo in costume con 12 coppie su coreografie tradizionali dal Novecento, derivato da danze nobiliari. Maschere artigianali usano tessuti ricamati, perline e materiali riciclati; carri allegorici in cartapesta satirizzano l'attualità. Motto "Da noi il protagonista sei tu" enfatizza coinvolgimento comunitario.​

Evoluzione Moderna

Da tre giorni pre-Ceneri, ora dura oltre un mese con balli da cinque sabati prima e sfilate principali. La 77ª edizione nel 2026 testimonia continuità generazionale, con mostre storiche e temi innovativi. È ponte tra epoche, una delle migliori feste dell'entroterra siciliano.

Le tradizioni principali del Carnevale di Regalbuto ruotano attorno a maschere artigianali, contradanze e sfilate collettive, con un forte accento sul coinvolgimento comunitario. Queste riti, radicati da secoli, trasformano il paese in un'esplosione di colori, musica e satira, prolungandosi per oltre un mese prima del Mercoledì delle Ceneri.

Contradanza Tradizionale

La contradanza è il cuore pulsante della festa: 12 coppie in costumi sontuosi, ricamati a mano con tessuti preziosi e perline, eseguono coreografie antiche derivate da balli nobiliari baroniali. Si svolge  in Piazza della Repubblica , con varianti innovative per mantenere viva la tradizione; è unica a Regalbuto e simboleggia il passaggio dalla cultura élitaria a quella popolare. La contradanza del Carnevale di Regalbuto ha origini medievali, importata in Sicilia e nel Meridione dai Normanni-Svevi come ballo con passo cadenzato francese, guidato da un maestro che improvvisa coreografie e scambi di coppie. Inizialmente rito contadino di ringraziamento post- raccolto, evolve nel Novecento in tradizione carnevalesca unica, con 12 coppie in costumi ricamati che eseguono figure armoniose accompagnate da marranzano e fischietto pastorale. Deriva dalla "contradanza siciliana" o quadriglia regalbutese, unendo gestualità contadina a elementi nobiliari baroniali, con riverenze e sfilamenti che trasformano movimenti rurali in arte coreografica. Documentata nel contesto carnevalesco da secoli, affonda in feste propiziatorie per la primavera e fertilità, simboleggiando il "mondo alla rovescia" contro i costumi rigidi.A Regalbuto si consolida come "contradanza comandata", eseguita o in piazza con musica tradizionale, distinguendosi per maestria espressiva e coinvolgimento popolare; unica nel suo genere, persiste come retaggio vivo dal passato agrario.

“La politica deve tornare a essere un esempio di coerenza e sensibilità verso i bisogni della comunità”. È con questa ferma convinzione che le consigliere di Alleanza Civica, Santa Todaro e Carmela Vita Labruna, annunciano la decisione formale di devolvere integralmente l’indennità di carica legata alla Vice Presidenza del Consiglio per tutto l’anno 2026.

Le somme spettantia cui si è rinunciato negli anni precedenti e rimastesilenti nelle pieghe del bilancio, verranno ora destinate a sostenere attività di rilievo sociale sul territorio. L’iniziativa mira a offrire un supporto tangibile a quei serviziche oggi soffrono di una carenza di fondi.

“Vogliamo che questo gesto sia il segno di una politica che si trasforma in servizio attivo,” dichiarano le consigliere. “Mettere le risorse derivanti da una carica pubblica a disposizione del bene comune non è solo un atto di solidarietà, ma un dovere morale verso i cittadini che rappresentiamo.”

Con questa scelta, il gruppo di Alleanza Civica intende riaffermare il valore della prossimità, trasformando un compenso istituzionale in uno strumento concreto di crescita e tutela per le fasce più fragili della popolazione.

C’è un momento preciso in cui la memoria si fa maschera e il ricordo diventa danza. A Regalbuto, quel momento sta per scoccare di nuovo. Non è solo una festa, ma un frammento vivo di una storia lunga 77 anni: un traguardo che il Carnevale Regalbutese raggiunge con la freschezza di chi, nonostante i decenni trascorsi, non dimostra affatto la sua età.

Sabato sera: il primo ciak

L’appuntamento è fissato per sabato sera, alle ore 22:00. Sarà come varcare la soglia di un cinema d’altri tempi, dove la pellicola inizia a scorrere tra il bianco e nero dei ricordi e i colori sfolgoranti del presente. Come in un set cinematografico d’eccezione, il "primo ciak" rivelerà un viaggio emozionale tra le pieghe del tempo.

Non sarà una semplice serata di festa, ma una narrazione corale. Le maschere non saranno solo costumi, ma interpreti di un’anima territoriale che resiste, si evolve e si tramanda.

Un ponte tra generazioni

Il fascino di questa celebrazione risiede proprio nel suo legame indissolubile con la comunità. Per 77 anni, il Carnevale di Regalbuto è stato il testimone silenzioso di molte generazioni: dai nonni che cucivano con cura i primi abiti, ai nipoti che oggi portano in piazza la stessa energia, seppur con passi nuovi.

"È un viaggio tra storia, cultura e tradizione: maschere, colori ed emozioni che raccontano l’anima profonda del nostro territorio."

L’anima di Regalbuto in scena

Il viaggio di sabato sera promette di essere un’immersione totale:

La Storia: che riaffiora nei dettagli dei costumi tipici.

La Cultura: di un popolo che ha fatto dell’ironia e della creatività il proprio vessillo.

L'Emozione: di ritrovarsi tutti insieme, ancora una volta, sotto le luci di una tradizione che non smette di stupire.

Preparatevi, dunque. Sabato sera le luci si abbasseranno, la musica inizierà a vibrare e il grande film del Carnevale di Regalbuto proietterà il suo nuovo, attesissimo capitolo. Perché a Regalbuto il Carnevale non si guarda: si vive.

Il Palazzetto dello Sport di Regalbuto ospiterà l'atto finale della Coppa Sicilia il prossimo 14 febbraio. Ma prima, sabato 7, riflettori puntati sullo scontro diretto contro l'Aretusa per il secondo posto.

REGALBUTO – La notizia era nell’aria, ma ora ha il timbro dell'ufficialità: la grande pallamano siciliana fa tappa a Regalbuto. Sabato 14 febbraio, la cittadina dell'ennese si trasformerà nel cuore pulsante del movimento regionale ospitando la prestigiosa "Final4" di Serie B maschile, kermesse d'élite voluta dalla F.I.G.H. Comitato Regionale Sicilia, presieduta da Sandro Pagaria.

Il tabellone delle magnifiche quattro

Il torneo vedrà sfidarsi le quattro regine del girone d'andata. Se la griglia di partenza ha già i suoi punti fermi nella capolista Albatro Next-Gen (1ª classificata) e nella Pallamano Marsala (4ª), resta ancora un rebus l'assegnazione della seconda e terza piazza.

A contendersi il miglior piazzamento sono proprio i padroni di casa della Pallamano Regalbuto e la Pallamano Aretusa. Il destino, con un tempismo perfetto, ha messo di fronte le due formazioni proprio sabato prossimo, 7 febbraio, al Palazzetto dello Sport di Regalbuto (ore 17.00). Un vero e proprio "spareggio" che definirà gli accoppiamenti delle semifinali della settimana successiva.

L’orgoglio della società: "Ambiente che vive di pallamano"

L’assegnazione della Final 4 è un riconoscimento al lavoro svolto dalla dirigenza e alla passione di una piazza storica."È motivo di grande soddisfazione poter organizzare questa manifestazione proprio qui," ha dichiarato il presidente Vincenzo Sassano. "Aver centrato la qualificazione matematica è un orgoglio che premia i nostri sforzi." Gli fa eco il direttore sportivo Luca Vitale, sottolineando il legame viscerale tra la città e la disciplina: "Abbiamo partecipato al bando con la speranza di riportare a Regalbuto la Coppa Sicilia. Viviamo in un ambiente cresciuto a ‘pane e pallamano’ per oltre un trentennio; in questi mesi abbiamo ritrovato un entusiasmo incredibile da parte di atleti, famiglie e tifosi."

Sostegno istituzionale e partnership

Il successo organizzativo nasce anche dalla sinergia con le istituzioni locali, rappresentate dal Sindaco Longo e dall'Assessore allo Sport Ferrante, che hanno concesso il patrocinio all'evento. Un ringraziamento speciale è stato rivolto dal Presidente Sassano anche allo sponsor ufficiale della manifestazione, "La Dolce Vita" (Ristorante Bed & Breakfast), e a tutti i sostenitori silenziosi che stanno accompagnando la squadra in questa entusiasmante stagione d'esordio.

Conto alla rovescia: sabato lo scontro con l'Aretusa

Mentre la macchina organizzativa per il 14 febbraio è già a pieno regime, la concentrazione tecnica è tutta rivolta alla sfida di sabato 7 febbraio alle ore 17.00. Sarà un antipasto di altissimo livello, fondamentale per testare i muscoli e il carattere in vista della caccia al trofeo. Il pubblico delle grandi occasioni è atteso sugli spalti per spingere i ragazzi di Regalbuto verso l'ennesima impresa.

COMUNICATO STAMPA . 

Nasce ufficialmente un nuovo soggetto politico nel panorama locale: il Gruppo
Alleanza Democratica Liberie Forti, una realtàche si propone di rafforzare il dibattito
democratico e offrire una nuova prospettiva di partecipazione politica, fondata sui
valori della libertà, della responsabilitàe dell'impegno civico.
Del nuovo gruppo fanno parte liberi cittadini, insieme ad ex consiglieri comunali,
assessori ed ex segretari di partito, che hanno deciso di mettere a disposizione la
propria esperienza amministrativa e politica per costruire un progetto condiviso,
aperto e radicato nel territorio.
Il nuovo gruppo nasce dall'incontro di sensibilità diverse ma unite dalla volontàdi
costruire un progetto politico condiviso, capace di rispondere alle esigenze concrete
dei cittadini e di riaffermare il ruolo centrale delle istituzioni democratiche. Tra itemi
al centro dell'iniziativa figurano la trasparenza amministrativa, la tutela dei diritti, la
coesione sociale e lo sviluppo locale.
Alleanza Democratica Liberi e Forti si propone come uno spazio aperto al
confronto, rivolto a chi crede in una politica fondata sull'ascolto e sulla competenza,
lontana da personalismie logiche di contrapposizione sterile. L'obiettivo dichiarato è
quello di contribuire in modo costruttivo alla vita pubblica, favorendo processi
decisionali inclusivi e una partecipazione attiva della comunità.
Nei prossimi giorni èprevisto un incontro per definire ufficialmente la linea politica,
l'organizzazione interna e le iniziative che segneranno l'avwio pubblico del gruppo. Un
passaggio che rappresenteràil primo momento di presentazione alla cittadinanza e
alle altre forze politiche.
Con la nascita del Gruppo Alleanza Democratica "Liberi e Forti" si apre cosi una
nuova fase delconfronto politico locale, che punta a rimettere al centro idee, valorie
responsabilitàcollettiva.
L'Assemblea dei componenti ha eletto il sig. Bentivegna Giuseppe quale
Coordinatore del gruppo, inoltre sono stati eletti componenti del Coordinamento i
signori, Parisi Croce, Romano Domenico.
Nei prossimi giorni si procederà allindividuazione delle principali figure
organizzative del gruppo, al fine di rafforzarne la struttura e rendere più efficace
l'azione politica sul territorio.
In particolare, verranno nominati il Responsabile dell'Organizzazione, il Tesoriere
il Responsabile/Responsabile Amministrativo, il Responsabile del Tesseramento
della Comunicazione, nonchế i Responsabili dei Dipartimenti tematici, tra cui:
Politiche Sociali, Lavoro, Agricoltura, Ambiente, Enti Locali, Giovani e Pari
Opportunità.
Tale percorso rappresenta un passaggio fondamentale per garantire una
partecipazione ampia, competente e inclusiva, capace di rispondere con concretezza
alle esigenze dei cittadinie del territorio.
Seguiranno ulteriori comunicazioni sugli sviluppi e sulle prossime iniziative politiche.
I|Coordinatore
Bentivegna Giuseppe

Pubblichiamo un articolo di Gian Guido Vecchi sulla situazione politica americana.

Tre cardinali di primo piano della Chiesa americana, gli arcivescovi di Chicago, Washington e Newark, vicini alle posizioni di Leone XIV, hanno diffuso ieri un comunicato, rilanciato dai media vaticani, che critica con durezza la politica estera dell’amministrazione Trump: «Il ruolo morale del nostro Paese nell’affrontare il male nel mondo, nel sostenere il diritto alla vita e alla dignità umana e la libertà religiosa, è sotto esame. E la costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell’umanità ora e in futuro, viene ridotta a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e politiche distruttive». Nel testo, intitolato «tracciare una visione morale della politica estera americana», i cardinali Blase Cupich (Chicago), Robert McElroy (Washington) e Joseph Tobin (Newark) premettono che «nel 2026 gli Stati Uniti sono entrati nel dibattito più profondo e acceso sulla base morale delle azioni dell’America nel mondo dalla fine della Guerra Fredda». E fanno notare: «Gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia hanno sollevato questioni fondamentali sull’uso della forza militare e il significato della pace. I diritti sovrani delle nazioni all’autodeterminazione appaiono fin troppo fragili in un mondo di conflitti sempre più intensi. Il bilanciamento tra interesse nazionale e bene comune viene inquadrato in termini fortemente polarizzati». Si citano le parole rivolte il 9 gennaio da papa Prevost agli ambasciatori: «Preoccupa in particolare la debolezza del multilateralismo. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda guerra mondiale, che proibiva ai Paesi di usare la forza per violare i confini altrui». L’altro giorno, a proposito dalle minacce alla Groenlandia, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, ha commentato: «Questo non è accettabile, e porterà sempre di più a un conflitto nella comunità internazionale». Che il testo sia firmato da tre cardinali e non dalla conferenza episcopale, del resto, fa capire le divisioni nella Chiesa Usa, con una parte dei vescovi vicina a Trump o almeno defilata. I cardinali non la mandano a dire: «Come pastori e cittadini, rinunciamo alla guerra come strumento per interessi nazionali miopi e proclamiamo che l’azione militare dev’essere vista solo come ultima risorsa in situazioni estreme, non come strumento normale della politica nazionale». La confusione è netta: «Il dibattito nella nostra nazione sul fondamento morale della politica americana è afflitto da polarizzazione, faziosità e interessi economici e sociali ristretti. Papa Leone ci ha fornito il prisma attraverso il quale elevarlo a un livello molto più alto. Nei prossimi mesi predicheremo e ci adopereremo affinché questo livello più alto diventi possibile». 
Gian Guido Vecchi

Il congresso della Filbi Enna ha eletto a Leonforte, oggi, Domenico Romano alla carica di segretario territoriale dell’organizzazione Uil che rappresenta lavoratrici e lavoratori dei Consorzi di Bonifica. Presenti alla riunione i segretari generali della Filbi e della Filbi Sicilia, Francesca Torregrossa ed Enzo Savarino. I delegati hanno anche votato per i Rappresentanti sindacali aziendali che sono ora Duccio Brazzaventre, Giuseppe Abbate e Claudia Murè. 
Sessantenne di Regalbuto, dipendente del Consorzio 6, Romano nel suo intervento ha ricordato “i problemi economici e gestionali che da anni interessano il Consorzio di Enna determinando criticità operative, mancanza di investimenti, manutenzione insufficiente e una limitata valorizzazione delle risorse umane”. “Una cosa è certa – ha aggiunto – Il nostro lavoro è indispensabile per la gestione delle acque, la difesa del suolo, la salvaguardia dell'agricoltura e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Senza questa attività, il territorio sarebbe certamente più vulnerabile”. 
Il segretario territoriale della Filbi, facendo riferimento alle battaglie dell’organizzazione in questi anni, s’è soffermato sul recente rinnovo del contratto nazionale. Quindi, in merito all’approvazione della norma regionale sulle stabilizzazioni, ha detto: “A Enna questo provvedimento ha interessato, purtroppo, pochissimi precari. La Filbi è dunque impegnata adesso nel confronto con le istituzioni politiche per favorire il turn-over e ampliare le piante organiche”. Ha infine rivendicato dalla Regione “risorse economiche certe e strutturali per i Consorzi, non più legate a logiche emergenziali: non possiamo più vivere di finanziamenti straordinari o soluzioni temporanee”.

La sanità siciliana si trova davanti a un bivio decisivo. Il Presidente della Regione, Renato Schifani, ha recentemente fatto il punto sullo stato di avanzamento dei progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), delineando un quadro fatto di progressi tangibili ma anche di scadenze serratissime. Con l'obiettivo fissato al 31 marzo 2026, il governo regionale è impegnato in un monitoraggio costante per garantire che i fondi europei si trasformino in servizi reali per i cittadini. 

I Numeri della Riforma Territoriale

Il cuore del piano riguarda la medicina di prossimità, pensata per decongestionare i grandi ospedali e offrire cure capillari sul territorio. I dati aggiornati mostrano un cantiere in piena attività:

Case della Comunità: Su un totale di 146 strutture programmate (per un investimento di 217 milioni di euro), al momento ne risultano 8 già operative. Il dato più significativo riguarda però lo stato dei lavori: 53 interventi sono già conclusi, mentre altri 85 sono in corso con l'obiettivo di terminare i cantieri entro il prossimo marzo.

Ospedali di Comunità: Per quanto riguarda queste strutture di cure intermedie, sono 8 quelle completate su un piano complessivo di 39, con uno stanziamento di 96 milioni di euro.

Il Modello Monreale e la Prospettiva 2026

Un segnale positivo è arrivato dalle recenti inaugurazioni, tra cui spicca quella di Monreale. Queste aperture non sono solo simboliche, ma rappresentano i primi tasselli di una rete che dovrà essere pienamente funzionale entro il primo trimestre del 2026.Schifani ha ribadito la necessità di non sprecare un solo giorno: la sfida non è solo "muraria" (costruire gli edifici), ma anche organizzativa, assicurando che una volta pronti, i locali vengano dotati di personale e tecnologie adeguate.Il monitoraggio costante serve a individuare eventuali colli di bottiglia nei cantieri in corso. Con 85 Case della Comunità da chiudere entro marzo, la macchina amministrativa regionale è sotto pressione. La riuscita di questo piano determinerà la qualità dell'assistenza sanitaria in Sicilia per i prossimi decenni, spostando il baricentro della cura dall'emergenza ospedaliera alla prevenzione territoriale.

COMUNICATO STAMPA 
 
Il PD di Regalbuto continua a lavorare al bene della nostra comunità, ogni giorno con impegno e attraverso i suoi rappresentanti nelle istituzioni.
Abbiamo deciso di assumerci fino in fondo questa responsabilità e la nomina di Salvo Roccella a Vicesindaco lo dimostra.
Il PD sarà sempre più presente grazie all'impegno dei suoi esponenti storici. Questa nomina ci permetterà di lavorare e incidere ancora di più sulla vita del nostro territorio.
Vogliamo ringraziare Sofia Contino per il lavoro fatto fino adesso e per il suo costante impegno e il Sindaco Longo.
C'è ancora molto lavoro da fare, saremo impegnati in più fronti, grazie al costante impegno dell'assessore Federico Nasca e alla consigliera Maria Rita Bonina, a cui va il nostro ringraziamento.
I nostri assessori stanno lavorando a un nuovo regolamento per il settore assistenziale, al ripristino del trasporto sociale, alla programmazione a medio termine dell'asilo nido, ad aumentare la vigilanza sui rifiuti indifferenziati, a predisporre un Regolamento Ecopunti , alla Premialità Rifiuti 2025, ad impostare un nuovo piano di spazzamento meccanico e manuale.
C'è tanto da fare, ma non ci tiriamo indietro. Oggi più che mai lavoriamo e lavoreremo per Regalbuto.
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