Polemiche al Concertone: parla Delia Buglisi.
Si è fatto un gran parlare — forse fin troppo — dell'esibizione di Delia Buglisi al Concertone del Primo Maggio. La sua versione di Bella Ciao, arricchita da una variazione tanto sottile quanto profonda (quel "cuore di un essere umano" che prende il posto del "fiore del partigiano"), ha scatenato le solite polemiche social. Tra critiche sterili e l'arroganza di chi non accetta riletture contemporanee, noi abbiamo scelto di restare al fianco della sensibilità dell'artista. Per fare chiarezza e restituire voce alla sua intenzione, pubblichiamo integralmente il suo intervento su Facebook.
Verso il 2027 . PD Regalbuto: la geografia delle tensioni e l’ombra di due strade in due liste civiche contrapposte. ?
Il Partito Democratico di Regalbuto attraversa una fase di profonda riflessione, segnata da tensioni interne che minacciano di ridisegnare gli equilibri politici della cittadina. La recente nomina del nuovo direttivo, pur formalmente legittima, ha fatto emergere con prepotenza una frattura che non è più solo dialettica, ma sostanziale: la scelta operata dal Segretario ha di fatto escluso la componente critica interna, segnando un solco che rischia di diventare incolmabile. La decisione di escludere le " voci dissenzienti" dal nuovo organo direttivo solleva interrogativi immediati sulla tenuta unitaria del circolo. Quando un partito sceglie di compattarsi attorno a una linea unica, ignorando o emarginando il pluralismo interno, il rischio immediato è quello della disaffezione. A Regalbuto, questa dinamica sembra essere il segnale premonitore di una crisi imminente. Non si tratterebbe, in questo caso, di semplici incomprensioni passeggeri, ma di una divergenza di vedute che sta già spingendo le due parti a guardare altrove. L’ipotesi che circola con insistenza negli ambienti politici locali è quella di una diaspora che porterebbe alla creazione di due distinte liste civiche. In questo scenario, il PD di Regalbuto finirebbe per "smembrarsi", con i due tronconi che cercherebbero legittimazione e consenso non più sotto un unico vessillo di partito, ma in contenitori civici contrapposti. Sarebbe la fine di un'identità unitaria in favore di una frammentazione che riflette una crisi di identità più ampia, tipica di un certo modo di intendere la politica odierna.
Questa situazione, sebbene declinata sulle specificità regalbutesi, appare come lo specchio fedele di una scissione profonda che attraversa l'intero campo del centrosinistra italiano. Le "due anime" che si fronteggiano a Regalbuto sono le stesse che abbiamo visto misurarsi – spesso scontrandosi – su temi cruciali come il recente referendum sulla giustizia: L'anima orientata verso un'alleanza strategica e programmatica più marcata con il Movimento 5 Stelle, privilegiando una retorica di rottura e posizioni di sinistra radicale. L'anima che cerca di mantenere il PD ancorato alla sua vocazione di partito di governo, più dialogante con il centro e meno incline a subalternità tattiche con le forze del populismo. Entrambe le anime comunque mirano a mantenere posizioni di Governo della Città. Dal Comunicato della Segreteria ( di cui abbiamo dato notizia ) sembra evincersi già la continuazione dell'intesa di Governo nell'attuale maggioranza. Mentre l'altra anima di fatto da 4 anni è rappresentata tra i banchi dell'opposizione nel Consiglio Comunale.
Il caso di Regalbuto è emblematico: quando la sintesi politica fallisce, le piazze e le urne finiscono per interrogarsi su quale di queste due anime rappresenti davvero l'eredità del centrosinistra.
Quale futuro per il PD locale?
La sfida che attende i protagonisti di questa vicenda è cruciale. Se la politica è, per definizione, mediazione, la cronaca politica regalbutese ci dice che la mediazione è oggi un esercizio difficile, forse impossibile, in un clima di così forte contrapposizione. La formazione di due liste civiche contrapposte non sarebbe solo una scelta tattica elettorale, ma l'ammissione di un fallimento identitario: la consapevolezza che, all'interno dello stesso circolo, non c'è più spazio per il confronto.
Mentre si attende di capire se ci saranno margini per una ricomposizione, la politica di Regalbuto osserva con attenzione: il destino del PD locale sembra appeso a un filo, e la prossima tornata elettorale potrebbe essere il teatro definitivo di questa scissione.
Regalbuto, il PD si rinnova: Privitera nomina la nuova Segreteria Politica per rilanciare l'azione sul territorio
Il partito si rafforza anche in Consiglio Comunale con l'ingresso di Livio Adornetto. Fissato un calendario di incontri con cittadini e forze di maggioranza.
REGALBUTO – Nuova linfa per il Partito Democratico di Regalbuto. Il segretario cittadino, Giuseppe Privitera, ha annunciato ufficialmente la nomina della nuova Segreteria Politica del partito, un passo strategico volto a ridare slancio all'azione sul territorio e a rafforzare il dialogo istituzionale. A comporre la nuova squadra direttiva saranno Nunzio Scornavacche, Angelo Cantarero e Salvatore Marraro. L'obiettivo dichiarato dai vertici dem è quello di attingere alle migliori risorse politiche e morali locali, per continuare a lavorare concretamente per il bene della comunità regalbutese e dei suoi cittadini. La riorganizzazione interna arriva in un momento di espansione per il partito a livello istituzionale. La rappresentanza del PD all'interno del Consiglio Comunale si è infatti da poco rafforzata grazie al tesseramento del consigliere Livio Adornetto, la cui adesione aggiunge una voce in più e un peso maggiore alle iniziative democratiche in aula.
L'agenda politica della neo-nominata segreteria è già delineata e punta sulla presenza attiva nelle istituzioni e tra la gente:
- Supporto amministrativo: Continuerà il forte sostegno all'operato degli assessori in giunta.
- Confronto istituzionale: Verrà avviato un dialogo politico costruttivo sia con il primo cittadino che con i rappresentanti della coalizione di maggioranza.
- Partecipazione: La segreteria predisporrà a breve un calendario di incontri mirati a favorire il confronto con le altre forze politiche del territorio e, soprattutto, l'ascolto diretto dei cittadini.
Le parole del Segretario
Piena soddisfazione è stata espressa dal segretario Giuseppe Privitera, che ha voluto rivolgere un ringraziamento pubblico a Scornavacche, Cantarero e Marraro per la disponibilità accordata ad assumere questo nuovo incarico. Privitera ha inoltre esteso la propria gratitudine a tutto il gruppo dirigente per il supporto continuo e instancabile all'azione politica del partito.
"Ho chiesto collaborazione a chi ha frequentato la politica tutta la vita – ha dichiarato Privitera a margine delle nomine –. Li ringrazio e sono certo che insieme faremo un ottimo lavoro".
Un segnale chiaro di come il PD di Regalbuto intenda puntare su un mix di esperienza, radicamento sul territorio e coesione per affrontare le sfide politiche e amministrative dei prossimi mesi
Regalbuto Capitale del Divertimento e dello Sport: Due Weekend da Record al Lago Pozzillo
C’è un fermento speciale nell'aria a Regalbuto. La città si prepara a vivere un aprile e un maggio che resteranno negli annali, trasformando il Lago Pozzillo e la Cittadella dello Sport (Piano Arena) nel palcoscenico principale della Sicilia centrale. Un incastro perfetto di tradizione, musica, sport e natura che promette di attirare migliaia di visitatori tra il 25-26 aprile e l'1-2 maggio 2026.
Un Tris di Eventi per una Primavera Indimenticabile
Non si tratta di una semplice gita fuori porta, ma di un vero e proprio "festival diffuso" che abbraccia diverse anime:
- Il Pozzillo Fest: Il cuore dell'intrattenimento. Distribuito su entrambi i weekend, sarà il punto di riferimento per chi cerca musica, convivialità e il piacere di stare insieme all'aria aperta.
- Le Gare Regionali di Canottaggio (26 Aprile): Un evento di prestigio indetto dalla FIC Sicilia che riporterà l'agonismo d'élite sulle acque del lago, con atleti provenienti da tutta l'isola.
- Le Scampagnate di Rito: Il 25 aprile e il 1° maggio, date sacre per i siciliani, vedranno le rive del lago popolarsi di famiglie e giovani pronti a onorare la tradizione del pranzo al sacco in una cornice naturale mozzafiato.
La Sfida Organizzativa: Dietro le Quinte della Perfezione
Quando l’affluenza si misura in migliaia di persone, la passione non basta: serve una macchina logistica impeccabile. Il Piano Arena e le zone limitrofe si trasformeranno in una cittadella autosufficiente dove nulla può essere lasciato al caso.
I Pilastri dell'Accoglienza:
- Logistica e Viabilità: La gestione dei parcheggi è la priorità assoluta per garantire un accesso fluido ed evitare ingorghi in una zona che diventerà ad altissima densità di traffico.
- Servizi e Decoro: Una distribuzione capillare di servizi igienici e punti di raccolta rifiuti sarà fondamentale per preservare la bellezza del Lago Pozzillo, un patrimonio naturale che va goduto, ma soprattutto rispettato.
- Il Gusto del Territorio: Stand gastronomici e aree ristoro saranno il motore economico e il punto di ristoro per i villeggianti, offrendo i sapori autentici dell'entroterra ennese.
Un'Opportunità per il Territorio
L'attesa è altissima e la pressione sugli organizzatori altrettanto. Gestire contemporaneamente la sicurezza di una gara di canottaggio e l'esuberanza di un festival musicale richiede un coordinamento millimetrico.
"Non è solo una serie di eventi, è la dimostrazione di come Regalbuto sappia essere accogliente, dinamica e capace di gestire grandi flussi turistici con professionalità."
Che siate atleti in cerca del miglior tempo o semplici appassionati di buona musica e grigliate in compagnia, il Lago Pozzillo è la vostra destinazione. Preparate gli zaini (e i remi): lo spettacolo sta per cominciare.
Il countdown è ufficialmente iniziato. Il Lago Pozzillo e la storica area della Cittadella dello Sport si apprestano a diventare il cuore pulsante del divertimento primaverile con il ritorno del Pozzillo in Fest.
L'appuntamento, ormai un punto di riferimento per il territorio, si sdoppia anche quest'anno in due weekend imperdibili: il 25 e 26 aprile e l'1 e 2 maggio. Quattro giornate pensate per chi vuole fuggire dal caos cittadino e immergersi in un’atmosfera unica, fatta di convivialità e bellezza paesaggistica.
Un Evento per Tutti
Il punto di forza del Pozzillo in Fest è da sempre la sua capacità di unire generazioni diverse. Che si tratti di giovani in cerca di musica e divertimento, o di famiglie desiderose di una giornata di relax all'aria aperta, la riva del lago offre lo scenario perfetto.
"Non è solo una festa, è un momento di aggregazione che celebra la nostra identità e la bellezza del nostro territorio," commentano gli organizzatori, già al lavoro per curare ogni minimo dettaglio.
Preparativi in Corso
In queste ore, la zona della Cittadella dello Sport è un vero e proprio cantiere della festa. È in corso il montaggio degli stand che ospiteranno eccellenze locali, artigianato e punti ristoro, pronti a accogliere le centinaia di visitatori attesi da tutta la provincia e oltre. L'obiettivo è chiaro: confermare il lago come meta d'elezione per il turismo di prossimità durante i ponti di primavera.
Cosa Aspettarsi
Il programma, che promette di spaziare tra sport, musica e intrattenimento, punta a valorizzare le risorse naturali del luogo. Ecco i pilastri di questa edizione:
- Relax in riva al lago: ampi spazi verdi per godersi il sole e il panorama.
- Area Stand: un percorso enogastronomico e artigianale tutto da scoprire.
- Sport e Attività: grazie alle strutture della Cittadella, il movimento sarà protagonista.
- Turismo Attivo: un'occasione d'oro per chi vuole scoprire Regalbuto e i suoi dintorni in una veste festosa.
Segnate le date in agenda: il 25-26 aprile e l'1-2 maggio la parola d'ordine è una sola: Pozzillo in Fest! Non resta che incrociare le dita per il meteo e prepararsi a vivere uno degli eventi più attesi della stagione.
Catania si prepara a trasformare il suo "salotto buono" in un immenso campo da gioco. Il prossimo 16 aprile 2026, la storica Piazza Università non sarà solo il cuore pulsante della cultura etnea, ma diventerà il palcoscenico della XXVI edizione di Pallavolando, la kermesse che da decenni celebra il connubio perfetto tra scuola e sport. Tra le fila dei protagonisti, spicca con orgoglio il nome dell’Istituto Comprensivo "G. F. Ingrassia" di Regalbuto, pronto a scendere in campo con due formazioni della categoria S3.
La partecipazione dell'Ingrassia non è solo un impegno sportivo, ma il frutto di una collaborazione virtuosa. Le giovanissime atlete, tutte appartenenti alla categoria Under 12, vivono una doppia dimensione: quella educativa tra i banchi di scuola e quella agonistica con la Scuola di Pallavolo Regalbuto. Proprio per sancire questo legame, le squadre saranno accompagnate non solo dai loro docenti, ma anche da un delegato tecnico della società sportiva, a testimonianza di come il percorso di crescita delle ragazze sia seguito con cura in ogni palleggio, dentro e fuori la palestra.
L’emozione della cornice storica
Non capita tutti i giorni di battere e ricevere circondati dai palazzi nobiliari e dal basolato lavico di una delle piazze più belle d’Italia. Per le piccole atlete di Regalbuto, la trasferta a Catania rappresenta:
Confronto: L'opportunità di incontrare centinaia di coetanei delle scuole catanesi.
Crescita: Imparare la gestione delle emozioni in un contesto pubblico di grande prestigio.
Memoria: Un'esperienza che, per il fascino e l'energia emanata dalla manifestazione, resterà impressa nei loro ricordi d'infanzia.
"Sarà una giornata dove il risultato del set passerà in secondo piano rispetto alla bellezza di stare insieme," commentano dall'Istituto. "Vedere le nostre ragazze giocare in Piazza Università è la dimostrazione che lo sport scolastico può e deve puntare in alto."
I dettagli della giornata
Evento: Pallavolando 2026
Data: 16 Aprile 2026
Luogo: Piazza Università, Catania
Partecipanti: 2 Squadre S3 dell'I.C. G. F. Ingrassia (in collaborazione con Scuola di Pallavolo Regalbuto)
Un grande "in bocca al lupo" alle ragazze dell'Ingrassia: che sia una giornata di sorrisi, schiacciate e tanta passione!
LA DEMOCRAZIA DELLE ETICHETTE E IL FANTASMA DELLA BALENA BIANCA.
Il caso Enna: quando lo snobismo politico diventa un limite alla partecipazione
C’è una strana forma di miopia che affligge una parte della politica contemporanea, specialmente quella che ama definirsi "illuminata" o "di campo largo". È la sindrome della puzza sotto il naso, quel riflesso condizionato che porta a delegittimare l’avversario (o l’alleato scomodo) non sul terreno dei programmi, ma su quello delle etichette morali. Ad Enna, l’ultima vittima di questo pregiudizio è la Democrazia Cristiana.
Il dibattito sulla candidatura di Mirello Crisafulli ha riacceso vecchi riflessi pavloviani. Alcune forze politiche, cercando una via d'uscita onorevole da alleanze territoriali complesse, hanno rispolverato il più classico dei "mai con la DC". Una dichiarazione che, nel 2026, suona più come un alibi che come una posizione politica.
Perché se è legittimo, e anzi doveroso, scegliere chi votare in base ai propri valori, diventa profondamente antidemocratico trasformare un simbolo legale e riconosciuto in un marchio d'infamia. Dire "mai con la DC" per giustificare la rottura di un "campo largo" significa, nei fatti, insultare migliaia di cittadini che in quel simbolo si riconoscono ancora.
Oltre il pregiudizio: la realtà del territorio
Ad Enna, la DC non è un'entità astratta o un residuato bellico della Prima Repubblica. È fatta di persone: dalla segreteria provinciale ai presidenti d'assemblea, fino all'ultimo tesserato. Sono uomini e donne che hanno scelto liberamente di impegnarsi per la propria comunità, mettendoci la faccia e il tempo.
Far passare il messaggio che DC equivalga automaticamente a malaffare o a un passato da dimenticare è un’operazione di pigrizia intellettuale che non rende onore a chi la pratica. È roba vecchia, appunto. È un modo per evitare di parlare di temi concreti — viabilità, università, spopolamento del centro storico — preferendo rifugiarsi in una presunta superiorità morale che, alla prova dei fatti, si rivela spesso solo arroganza.
"La democrazia non è il diritto di scegliere chi è uguale a noi, ma il rispetto per chi sceglie in modo diverso."
Il paradosso del campo largo
Il paradosso è servito: si parla di "campo largo" per includere sensibilità diverse e battere le destre, ma poi si mettono veti su chi rappresenta una parte del mondo popolare e moderato. Se la DC di Enna decide di partecipare alle comunali, portando il proprio contributo di idee e di voti, per quale motivo dovrebbe essere considerata "radioattiva"?
Se una lista civica che appoggia un candidato forte come Crisafulli decide di includere queste realtà, lo fa nel nome della rappresentanza. Chi si smarca usando lo spauracchio della Balena Bianca non sta facendo una battaglia di principio, sta semplicemente ammettendo la propria incapacità di confrontarsi con la complessità del territorio.
In conclusione, sarebbe auspicabile che questa campagna elettorale tornasse sui binari della realtà. Le patenti di "presentabilità" distribuite a colpi di comunicati stampa hanno stancato. La DC ha il diritto di esistere, di candidarsi e di essere votata. Chi non la condivide, la batta nelle urne con un programma migliore, non con il disprezzo. Perché la politica, quella vera, si fa con il consenso delle persone, non con i pregiudizi da salotto.
Il Risveglio del Lago Pozzillo: Grande Attesa per la Riapertura del Chiosco a Piano Arena
C'è un'aria di vibrante attesa che circonda le sponde del Lago Pozzillo. Con l'arrivo della primavera e delle festività pasquali, torna uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità e dai visitatori: la riapertura stagionale del chiosco situato nella suggestiva cornice di Piano Arena. Non si tratta di una semplice ripresa delle attività commerciali, ma di un vero e proprio rito collettivo che segna l'inizio della bella stagione, un punto di riferimento per chi cerca natura, condivisione e spensieratezza.
Molto Più di un Semplice Chiosco
A rendere speciale questo luogo non è solo la posizione privilegiata a ridosso del lago, ma il legame emotivo che ha saputo costruire nel tempo con i suoi frequentatori. Il messaggio che accompagna questa riapertura racchiude perfettamente l'anima dell'iniziativa:
"Una nuova stagione sta per ricominciare. E non è solo un’apertura. È tornare in un posto che, ogni volta, riesce a farti sentire parte di qualcosa. Nuove luci, nuove voci, le stesse radici. Quelle che ci tengono uniti."
Queste parole riflettono il sentimento di molti. Il chiosco di Piano Arena è vissuto come una "casa fuori casa", uno spazio dove le generazioni si incrociano, dove si creano nuovi ricordi e si rinnovano vecchie amicizie all'ombra della natura siciliana.
Il Programma per le Feste: Pasqua e Pasquetta Insieme
Quale momento migliore, se non il lungo weekend di Pasqua, per riaccendere i motori? La riapertura è stata strategicamente pensata per offrire un punto di ritrovo ideale durante le tradizionali gite fuori porta. L'invito degli organizzatori è chiaro e diretto: Pasqua e Pasquetta si vivono qui. Insieme.
Ecco gli orari ufficiali per il weekend di riapertura: Domenica 5 aprile (Pasqua): Apertura a partire dalle ore 16:30. L'orario perfetto per godersi il pomeriggio di festa, magari per un aperitivo al tramonto in riva al lago dopo il tradizionale pranzo in famiglia. Lunedì 6 aprile (Pasquetta): Apertura fin dal mattino, a partire dalle ore 10:00. Il chiosco sarà operativo per accompagnare l'intera giornata, tradizionalmente dedicata alle scampagnate, al relax sul prato e alla convivialità all'aria aperta.
L'attesa è palpabile. Il Lago Pozzillo si prepara a ripopolarsi di colori e di entusiasmo. Le "nuove luci e nuove voci" promesse dalla gestione sono pronte a mescolarsi con la bellezza immutabile del paesaggio, confermando il chiosco di Piano Arena non solo come una meta, ma come un'esperienza di pura condivisione. Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato.
Il Caso Sigonella: L'Italia Nega il Transito ai Bombardieri USA. Tra Regole Internazionali e Dibattito Politico
La recente notizia riguardante la negazione dell'autorizzazione all'atterraggio per alcuni bombardieri americani in transito presso la base di Sigonella ha sollevato un interrogativo diretto nel dibattito pubblico: è dunque vero che l'Italia riesce a dire di no? Di fronte alla dinamica degli eventi, la risposta dell'Esecutivo appare netta. Il Governo italiano ha voluto ribadire la propria posizione, sottolineando come la decisione sia stata dettata da un rigoroso rispetto delle regole e da una ferma tutela della sovranità nazionale.
I Fatti: Il Volo e il Mancato Preavviso
La catena degli eventi che ha portato al diniego si è sviluppata rapidamente e ha visto protagonisti i vertici della Difesa italiana:
La comunicazione tardiva: Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, è stato informato dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica riguardo a un piano di volo di alcuni bombardieri statunitensi diretti verso il Medio Oriente. Assenza di autorizzazione: Il piano prevedeva uno scalo a Sigonella, ma nessuna richiesta preventiva era stata inoltrata a Roma, né i vertici militari italiani erano stati consultati. La notifica formale è giunta quando i velivoli erano già in volo.La natura della missione: Le prime verifiche italiane hanno accertato immediatamente che non si trattava di voli di routine o di natura puramente logistica. Di conseguenza, l'operazione non rientrava negli automatismi previsti dal trattato in vigore tra i due Paesi.
La Linea di Palazzo Chigi: Coerenza e Interesse Nazionale
Di fronte a questo scenario, il Governo ha chiarito la propria posizione attraverso due direttrici principali, rendendo la sua risposta tutt'altro che scontata ma saldamente ancorata ai principi istituzionali:
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Rispetto degli accordi e del Parlamento: L'Italia agisce in stretta osservanza degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi alle Camere. La linea dell'esecutivo viene definita chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica in corso d'opera.
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Valutazione caso per caso: Ogni singola richiesta militare viene esaminata con la massima attenzione. L'orientamento rimane immutato: agire nel rispetto della volontà governativa e parlamentare, garantendo al contempo l'affidabilità internazionale e la piena tutela dell’interesse nazionale.
Implicazioni Diplomatiche: Nessuna Frizione con Washington
Nonostante il fermo rifiuto, fonti governative rassicurano sulle implicazioni diplomatiche. Palazzo Chigi afferma in modo categorico che non si registrano criticità o frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti vengono descritti come solidi e improntati a una "piena e leale collaborazione".
Secondo la prospettiva della maggioranza, la gestione di questo episodio smentisce nettamente due narrazioni spesso avanzate dai detrattori politici: Le facili teorie relative a presunte derive autoritarie dell'attuale Governo, dimostrando un saldo ancoraggio alle procedure democratiche e parlamentari. L'accusa di un atteggiamento remissivo internazionale. Chi affermava che l'Italia si sarebbe presentata "con il cappello in mano" davanti alla presidenza di Donald Trump è stato smentito dai fatti e dal rigore applicato sui trattati.
Le Prospettive e il Ruolo dell'Opposizione
Se da un lato l'Esecutivo rivendica l'esercizio della sovranità e la fermezza delle proprie istituzioni, dall'altro il dibattito politico interno è destinato ad accendersi ulteriormente. A fronte di una scelta di tale portata geopolitica, è ampiamente prevedibile che le forze di opposizione cavalcheranno la vicenda nelle prossime ore, portando avanti la consueta dialettica e formulando l'ormai classica richiesta istituzionale: "Meloni venga a riferire in Parlamento".
La vittoria del "No" al referendum sulla giustizia di pochi giorni fa non è stata solo una bocciatura tecnica di una riforma: è stata la prima vera crepa nel muro di consenso di Giorgia Meloni. Chiuso lo spoglio, si è ufficialmente aperto il "terzo tempo" della legislatura, quello che porta dritti alle elezioni politiche. Se a Palazzo Chigi l’atmosfera è quella di chi deve ricalibrare la bussola, nelle file dell’opposizione l’aria è frizzante, quasi elettrica. Il cosiddetto campo largo, uscito galvanizzato dal risultato delle urne, sa di avere tra le mani un’occasione irripetibile. Ma, come spesso accade a sinistra, il problema non è più "contro chi" combattere, ma "con chi" e "come" guidare la carica.
In questo scenario, i riflettori sono puntati sui due pesi massimi dell’opposizione. Il dualismo tra Elly Schlein e Giuseppe Conte non è più solo una questione di sfumature tattiche, ma una sfida per l'egemonia della coalizione.
Elly Schlein: Forte della compattezza del PD in questa tornata referendaria, rivendica il ruolo di perno naturale della coalizione. La sua linea "testardamente unitaria" ha pagato, ma ora deve decidere se accettare la sfida delle primarie o puntare a una "investitura di fatto" basata sul peso elettorale del Nazareno.
Giuseppe Conte: Il leader del M5S ha già definito l'esito del voto come un "avviso di sfratto" alla Premier. Conte sa di avere un ascendente fortissimo su una fetta di elettorato che non voterebbe mai PD e spinge per una leadership che sia sintesi politica, non solo aritmetica. Per lui, le primarie di coalizione restano il terreno ideale per misurare il polso del Paese reale.
Vincere un referendum "contro" è una cosa, vincere le elezioni per governare è un’altra. Con l'apertura della campagna elettorale, il campo largo non potrà più limitarsi a fare da scudo alla Costituzione; dovrà iniziare a scrivere una visione di Paese.Non basta dire No a Meloni per convincere gli italiani. Serve un Sì credibile a un'alternativa di governo che non sia solo un cartello elettorale, ma un progetto di società." Il bivio è chiaro: scegliere il leader nelle segrete stanze o affidarsi a primarie aperte che diano legittimità popolare alla sfida contro la Premier. Il rischio è che la vittoria del "No" resti un successo isolato in un mare di divisioni.


