
Catania si prepara a trasformare il suo "salotto buono" in un immenso campo da gioco. Il prossimo 16 aprile 2026, la storica Piazza Università non sarà solo il cuore pulsante della cultura etnea, ma diventerà il palcoscenico della XXVI edizione di Pallavolando, la kermesse che da decenni celebra il connubio perfetto tra scuola e sport. Tra le fila dei protagonisti, spicca con orgoglio il nome dell’Istituto Comprensivo "G. F. Ingrassia" di Regalbuto, pronto a scendere in campo con due formazioni della categoria S3.
La partecipazione dell'Ingrassia non è solo un impegno sportivo, ma il frutto di una collaborazione virtuosa. Le giovanissime atlete, tutte appartenenti alla categoria Under 12, vivono una doppia dimensione: quella educativa tra i banchi di scuola e quella agonistica con la Scuola di Pallavolo Regalbuto. Proprio per sancire questo legame, le squadre saranno accompagnate non solo dai loro docenti, ma anche da un delegato tecnico della società sportiva, a testimonianza di come il percorso di crescita delle ragazze sia seguito con cura in ogni palleggio, dentro e fuori la palestra.
L’emozione della cornice storica
Non capita tutti i giorni di battere e ricevere circondati dai palazzi nobiliari e dal basolato lavico di una delle piazze più belle d’Italia. Per le piccole atlete di Regalbuto, la trasferta a Catania rappresenta:
Confronto: L'opportunità di incontrare centinaia di coetanei delle scuole catanesi.
Crescita: Imparare la gestione delle emozioni in un contesto pubblico di grande prestigio.
Memoria: Un'esperienza che, per il fascino e l'energia emanata dalla manifestazione, resterà impressa nei loro ricordi d'infanzia.
"Sarà una giornata dove il risultato del set passerà in secondo piano rispetto alla bellezza di stare insieme," commentano dall'Istituto. "Vedere le nostre ragazze giocare in Piazza Università è la dimostrazione che lo sport scolastico può e deve puntare in alto."
I dettagli della giornata
Evento: Pallavolando 2026
Data: 16 Aprile 2026
Luogo: Piazza Università, Catania
Partecipanti: 2 Squadre S3 dell'I.C. G. F. Ingrassia (in collaborazione con Scuola di Pallavolo Regalbuto)
Un grande "in bocca al lupo" alle ragazze dell'Ingrassia: che sia una giornata di sorrisi, schiacciate e tanta passione!
LA DEMOCRAZIA DELLE ETICHETTE E IL FANTASMA DELLA BALENA BIANCA.
Il caso Enna: quando lo snobismo politico diventa un limite alla partecipazione
C’è una strana forma di miopia che affligge una parte della politica contemporanea, specialmente quella che ama definirsi "illuminata" o "di campo largo". È la sindrome della puzza sotto il naso, quel riflesso condizionato che porta a delegittimare l’avversario (o l’alleato scomodo) non sul terreno dei programmi, ma su quello delle etichette morali. Ad Enna, l’ultima vittima di questo pregiudizio è la Democrazia Cristiana.
Il dibattito sulla candidatura di Mirello Crisafulli ha riacceso vecchi riflessi pavloviani. Alcune forze politiche, cercando una via d'uscita onorevole da alleanze territoriali complesse, hanno rispolverato il più classico dei "mai con la DC". Una dichiarazione che, nel 2026, suona più come un alibi che come una posizione politica.
Perché se è legittimo, e anzi doveroso, scegliere chi votare in base ai propri valori, diventa profondamente antidemocratico trasformare un simbolo legale e riconosciuto in un marchio d'infamia. Dire "mai con la DC" per giustificare la rottura di un "campo largo" significa, nei fatti, insultare migliaia di cittadini che in quel simbolo si riconoscono ancora.
Oltre il pregiudizio: la realtà del territorio
Ad Enna, la DC non è un'entità astratta o un residuato bellico della Prima Repubblica. È fatta di persone: dalla segreteria provinciale ai presidenti d'assemblea, fino all'ultimo tesserato. Sono uomini e donne che hanno scelto liberamente di impegnarsi per la propria comunità, mettendoci la faccia e il tempo.
Far passare il messaggio che DC equivalga automaticamente a malaffare o a un passato da dimenticare è un’operazione di pigrizia intellettuale che non rende onore a chi la pratica. È roba vecchia, appunto. È un modo per evitare di parlare di temi concreti — viabilità, università, spopolamento del centro storico — preferendo rifugiarsi in una presunta superiorità morale che, alla prova dei fatti, si rivela spesso solo arroganza.
"La democrazia non è il diritto di scegliere chi è uguale a noi, ma il rispetto per chi sceglie in modo diverso."
Il paradosso del campo largo
Il paradosso è servito: si parla di "campo largo" per includere sensibilità diverse e battere le destre, ma poi si mettono veti su chi rappresenta una parte del mondo popolare e moderato. Se la DC di Enna decide di partecipare alle comunali, portando il proprio contributo di idee e di voti, per quale motivo dovrebbe essere considerata "radioattiva"?
Se una lista civica che appoggia un candidato forte come Crisafulli decide di includere queste realtà, lo fa nel nome della rappresentanza. Chi si smarca usando lo spauracchio della Balena Bianca non sta facendo una battaglia di principio, sta semplicemente ammettendo la propria incapacità di confrontarsi con la complessità del territorio.
In conclusione, sarebbe auspicabile che questa campagna elettorale tornasse sui binari della realtà. Le patenti di "presentabilità" distribuite a colpi di comunicati stampa hanno stancato. La DC ha il diritto di esistere, di candidarsi e di essere votata. Chi non la condivide, la batta nelle urne con un programma migliore, non con il disprezzo. Perché la politica, quella vera, si fa con il consenso delle persone, non con i pregiudizi da salotto.
Il Risveglio del Lago Pozzillo: Grande Attesa per la Riapertura del Chiosco a Piano Arena
C'è un'aria di vibrante attesa che circonda le sponde del Lago Pozzillo. Con l'arrivo della primavera e delle festività pasquali, torna uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità e dai visitatori: la riapertura stagionale del chiosco situato nella suggestiva cornice di Piano Arena. Non si tratta di una semplice ripresa delle attività commerciali, ma di un vero e proprio rito collettivo che segna l'inizio della bella stagione, un punto di riferimento per chi cerca natura, condivisione e spensieratezza.
Molto Più di un Semplice Chiosco
A rendere speciale questo luogo non è solo la posizione privilegiata a ridosso del lago, ma il legame emotivo che ha saputo costruire nel tempo con i suoi frequentatori. Il messaggio che accompagna questa riapertura racchiude perfettamente l'anima dell'iniziativa:
"Una nuova stagione sta per ricominciare. E non è solo un’apertura. È tornare in un posto che, ogni volta, riesce a farti sentire parte di qualcosa. Nuove luci, nuove voci, le stesse radici. Quelle che ci tengono uniti."
Queste parole riflettono il sentimento di molti. Il chiosco di Piano Arena è vissuto come una "casa fuori casa", uno spazio dove le generazioni si incrociano, dove si creano nuovi ricordi e si rinnovano vecchie amicizie all'ombra della natura siciliana.
Il Programma per le Feste: Pasqua e Pasquetta Insieme
Quale momento migliore, se non il lungo weekend di Pasqua, per riaccendere i motori? La riapertura è stata strategicamente pensata per offrire un punto di ritrovo ideale durante le tradizionali gite fuori porta. L'invito degli organizzatori è chiaro e diretto: Pasqua e Pasquetta si vivono qui. Insieme.
Ecco gli orari ufficiali per il weekend di riapertura: Domenica 5 aprile (Pasqua): Apertura a partire dalle ore 16:30. L'orario perfetto per godersi il pomeriggio di festa, magari per un aperitivo al tramonto in riva al lago dopo il tradizionale pranzo in famiglia. Lunedì 6 aprile (Pasquetta): Apertura fin dal mattino, a partire dalle ore 10:00. Il chiosco sarà operativo per accompagnare l'intera giornata, tradizionalmente dedicata alle scampagnate, al relax sul prato e alla convivialità all'aria aperta.
L'attesa è palpabile. Il Lago Pozzillo si prepara a ripopolarsi di colori e di entusiasmo. Le "nuove luci e nuove voci" promesse dalla gestione sono pronte a mescolarsi con la bellezza immutabile del paesaggio, confermando il chiosco di Piano Arena non solo come una meta, ma come un'esperienza di pura condivisione. Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato.
Il Caso Sigonella: L'Italia Nega il Transito ai Bombardieri USA. Tra Regole Internazionali e Dibattito Politico
La recente notizia riguardante la negazione dell'autorizzazione all'atterraggio per alcuni bombardieri americani in transito presso la base di Sigonella ha sollevato un interrogativo diretto nel dibattito pubblico: è dunque vero che l'Italia riesce a dire di no? Di fronte alla dinamica degli eventi, la risposta dell'Esecutivo appare netta. Il Governo italiano ha voluto ribadire la propria posizione, sottolineando come la decisione sia stata dettata da un rigoroso rispetto delle regole e da una ferma tutela della sovranità nazionale.
I Fatti: Il Volo e il Mancato Preavviso
La catena degli eventi che ha portato al diniego si è sviluppata rapidamente e ha visto protagonisti i vertici della Difesa italiana:
La comunicazione tardiva: Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, è stato informato dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica riguardo a un piano di volo di alcuni bombardieri statunitensi diretti verso il Medio Oriente. Assenza di autorizzazione: Il piano prevedeva uno scalo a Sigonella, ma nessuna richiesta preventiva era stata inoltrata a Roma, né i vertici militari italiani erano stati consultati. La notifica formale è giunta quando i velivoli erano già in volo.La natura della missione: Le prime verifiche italiane hanno accertato immediatamente che non si trattava di voli di routine o di natura puramente logistica. Di conseguenza, l'operazione non rientrava negli automatismi previsti dal trattato in vigore tra i due Paesi.
La Linea di Palazzo Chigi: Coerenza e Interesse Nazionale
Di fronte a questo scenario, il Governo ha chiarito la propria posizione attraverso due direttrici principali, rendendo la sua risposta tutt'altro che scontata ma saldamente ancorata ai principi istituzionali:
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Rispetto degli accordi e del Parlamento: L'Italia agisce in stretta osservanza degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi alle Camere. La linea dell'esecutivo viene definita chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica in corso d'opera.
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Valutazione caso per caso: Ogni singola richiesta militare viene esaminata con la massima attenzione. L'orientamento rimane immutato: agire nel rispetto della volontà governativa e parlamentare, garantendo al contempo l'affidabilità internazionale e la piena tutela dell’interesse nazionale.
Implicazioni Diplomatiche: Nessuna Frizione con Washington
Nonostante il fermo rifiuto, fonti governative rassicurano sulle implicazioni diplomatiche. Palazzo Chigi afferma in modo categorico che non si registrano criticità o frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti vengono descritti come solidi e improntati a una "piena e leale collaborazione".
Secondo la prospettiva della maggioranza, la gestione di questo episodio smentisce nettamente due narrazioni spesso avanzate dai detrattori politici: Le facili teorie relative a presunte derive autoritarie dell'attuale Governo, dimostrando un saldo ancoraggio alle procedure democratiche e parlamentari. L'accusa di un atteggiamento remissivo internazionale. Chi affermava che l'Italia si sarebbe presentata "con il cappello in mano" davanti alla presidenza di Donald Trump è stato smentito dai fatti e dal rigore applicato sui trattati.
Le Prospettive e il Ruolo dell'Opposizione
Se da un lato l'Esecutivo rivendica l'esercizio della sovranità e la fermezza delle proprie istituzioni, dall'altro il dibattito politico interno è destinato ad accendersi ulteriormente. A fronte di una scelta di tale portata geopolitica, è ampiamente prevedibile che le forze di opposizione cavalcheranno la vicenda nelle prossime ore, portando avanti la consueta dialettica e formulando l'ormai classica richiesta istituzionale: "Meloni venga a riferire in Parlamento".
La vittoria del "No" al referendum sulla giustizia di pochi giorni fa non è stata solo una bocciatura tecnica di una riforma: è stata la prima vera crepa nel muro di consenso di Giorgia Meloni. Chiuso lo spoglio, si è ufficialmente aperto il "terzo tempo" della legislatura, quello che porta dritti alle elezioni politiche. Se a Palazzo Chigi l’atmosfera è quella di chi deve ricalibrare la bussola, nelle file dell’opposizione l’aria è frizzante, quasi elettrica. Il cosiddetto campo largo, uscito galvanizzato dal risultato delle urne, sa di avere tra le mani un’occasione irripetibile. Ma, come spesso accade a sinistra, il problema non è più "contro chi" combattere, ma "con chi" e "come" guidare la carica.
In questo scenario, i riflettori sono puntati sui due pesi massimi dell’opposizione. Il dualismo tra Elly Schlein e Giuseppe Conte non è più solo una questione di sfumature tattiche, ma una sfida per l'egemonia della coalizione.
Elly Schlein: Forte della compattezza del PD in questa tornata referendaria, rivendica il ruolo di perno naturale della coalizione. La sua linea "testardamente unitaria" ha pagato, ma ora deve decidere se accettare la sfida delle primarie o puntare a una "investitura di fatto" basata sul peso elettorale del Nazareno.
Giuseppe Conte: Il leader del M5S ha già definito l'esito del voto come un "avviso di sfratto" alla Premier. Conte sa di avere un ascendente fortissimo su una fetta di elettorato che non voterebbe mai PD e spinge per una leadership che sia sintesi politica, non solo aritmetica. Per lui, le primarie di coalizione restano il terreno ideale per misurare il polso del Paese reale.
Vincere un referendum "contro" è una cosa, vincere le elezioni per governare è un’altra. Con l'apertura della campagna elettorale, il campo largo non potrà più limitarsi a fare da scudo alla Costituzione; dovrà iniziare a scrivere una visione di Paese.Non basta dire No a Meloni per convincere gli italiani. Serve un Sì credibile a un'alternativa di governo che non sia solo un cartello elettorale, ma un progetto di società." Il bivio è chiaro: scegliere il leader nelle segrete stanze o affidarsi a primarie aperte che diano legittimità popolare alla sfida contro la Premier. Il rischio è che la vittoria del "No" resti un successo isolato in un mare di divisioni.
Ancora maltempo e crollo delle temperature anche in Sicilia.
(ANSA) - ROMA, 25 MAR - Venti di burrasca su gran parte d'Italia, neve fino a 400 m sull'Appennino, fenomeni meteorologici violenti in tutto il Paese. Così si manifesterà il ciclone artico che dalla prossima notte colpirà anche l'Italia. Secondo le previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, entro giovedì mattina si formerà sul Mar Adriatico settentrionale un ciclone profondissimo, con un minimo di pressione di 985 hPa (o millibar), un valore paragonabile a quello di un uragano di categoria 1. "Questo vortice - sottolinea Tedici - risucchierà aria gelida, facendola dilagare da Nord a Sud. Il crollo termico sarà drastico: perderemo fino a 10°C in poche ore, passando dai 20-22°C primaverili ai 10-12°C invernali. E attenzione, perché a causa dei venti tempestosi, la temperatura percepita dal nostro corpo crollerà fino a 4-5°C". Giovedì, continua il meteorologo, "sarà anche un 'Giovedì Bianco' specie sull'Appennino, con neve a 600 metri e localmente fino a 400 metri. Nella prima parte della giornata attenzione anche a Trieste, dove nella notte potrebbero cadere dei fiocchi bianchi spinti dalla Bora, e ai fenomeni violenti su tutto il Nord-Est, su Marche, Umbria e Toscana interna. Il resto del Giovedì vedrà poi maltempo di stampo invernale soprattutto al Centro-Sud, più violento sul settore adriatico. Un bollettino al quale prestare la massima attenzione, seguendo le informazioni della Protezione Civile Nazionale". Venerdì la neve continuerà a cadere a quote di bassa collina (300-600 metri) al Centro-Sud, specie sul versante adriatico. Il fine settimana, secondo le prime indicazioni, avremo ancora residuo maltempo al Sud, cieli a tratti nuvolosi che non escluderanno comunque il ritorno delle gelate notturne tardive in Val Padana.
Nel dettaglio: - Mercoledì 25. Al Nord: fronte artico in arrivo dal pomeriggio/sera con temporali specie su Liguria e Nord-Est, neve sulle Alpi. Al Centro: poco nuvoloso, instabile sull'alta Toscana in serata. Al Sud: sereno o poco nuvoloso. - Giovedì 26. Al Nord: fronte artico con maltempo veloce al Nordest. Al Centro: venti forti, rovesci e neve in collina. Al Sud: fronte artico con maltempo e neve in collina. - Venerdì 27. Al Nord: gelate notturne al Nord-Ovest, nubi altrove. Al Centro: maltempo sulle Adriatiche con neve in collina. Al Sud: instabile con piogge e neve in collina. Tendenza: weekend più soleggiato ma ancora frizzante, localmente sottozero al mattino anche in pianura. (ANSA).
- Giovedì 26 Marzo: La circolazione depressionaria porta instabilità. Al mattino, cieli molto nuvolosi o coperti con piogge e rovesci, specialmente su litorale tirrenico, appennino, ionico e meridionale. Attenuazione dei fenomeni dal pomeriggio, con rassereni in serata.
- Temperature: In netta diminuzione, portandosi al di sotto delle medie stagionali.
- Venti e Mari: Venti moderati dai quadranti nord-orientali. Mari molto mossi o agitati, in particolare il Basso Tirreno e il Canale di Sicilia.
- Tendenza successiva: Il maltempo, con freddo e venti forti, dovrebbe insistere fino a sabato 28, mentre un miglioramento è previsto per la domenica.
Esiste un’immagine, quasi plastica, che emerge dalle ultime vicende della politica romana: quella di una Premier arroccata, impegnata in un funambolismo costante, mentre attorno a lei il vuoto si fa sempre più rumoroso. Dire che Giorgia Meloni è sola non è più una provocazione dell’opposizione, ma una constatazione empirica basata sullo stato di salute dei suoi alleati di governo.
I "Due Vice" e il Peso delle Assenze
Il paradosso della Meloni sta proprio nei suoi numeri due. Da un lato abbiamo un Matteo Salvini che, fiutando l'aria pesante di una leadership in discussione e di un consenso che arranca, ha deciso di cercare ossigeno politico altrove. La sua recente "trasferta" ideale e fisica verso l'Ungheria di Orbán non è solo un viaggio diplomatico: è il segnale di una Lega che preferisce il richiamo della foresta sovranista europea alla responsabilità quotidiana del dossier italiano. Salvini si sfila, si smarca, e lo fa guardando a Budapest proprio quando Palazzo Chigi avrebbe bisogno di compattezza a Roma.
Dall'altro lato c'è il "fattore Forza Italia". Il partito che fu di Berlusconi vive oggi una fase di transizione sospesa tra la ricerca di un'identità moderata e l'ombra ingombrante degli scandali. Il legame con figure come la Santanchè, costantemente al centro di bufere giudiziarie e mediatiche, trasforma il sostegno azzurro in una palla al piede piuttosto che in un propulsore. La Premier si ritrova così a dover difendere l'indifendibile per non far cadere il castello, pagandone però il prezzo in termini di immagine e credibilità.
Una Leadership Senza Rete
Essere "Underdog" o colei che viene dal basso , è stata la forza della Meloni durante la scalata; essere isolata rischia di diventare la sua condanna al governo. Mentre i vicepresidenti si distraggono — chi con il passato ingombrante del proprio partito, chi con il futuro incerto delle destre europee — la Presidente del Consiglio è costretta a fare tutto:
Mediare con l'Europa (senza una sponda sicura dai suoi stessi alleati). Gestire le tensioni economiche interne. Coprire i fianchi scoperti di una squadra di governo che appare, ogni giorno di più, come un insieme di individualismi piuttosto che un corpo unico.
Il Rischio del Logoramento
La solitudine al potere è affascinante nei romanzi, ma letale nella realtà parlamentare. Se la Meloni continua a essere l'unico parafulmine del governo, il rischio di un cortocircuito diventa sistemico. Senza alleati che condividano realmente il peso delle decisioni scomode, la "fiamma" di Fratelli d'Italia rischia di consumare troppo in fretta l'ossigeno della legislatura.
Il Ritorno a Casa: La Chiesa del Carmine di Regalbuto riapre le porte per l'Annunziata
Mercoledì 25 marzo, la comunità di Regalbuto vivrà una giornata destinata a rimanere scolpita nella memoria cittadina. Per la prima volta dopo i lunghi e attesi lavori di restauro, la splendida cornice della Chiesa della Madonna del Carmelo tornerà a ospitare i fedeli per una ricorrenza dal sapore antico: la Solennità dell'Annunciazione del Signore.
Le Sante Messe, che si terranno alle ore 10:30 e alle ore 18:30, non rappresentano solo la ripresa delle normali funzioni religiose, ma segnano il ricongiungimento tra un popolo e uno dei suoi luoghi simbolo più amati.
Un legame secolare: Il Carmine e la Confraternita dell'Annunziata
Celebrare l'Annunciazione proprio tra le navate del Carmine ha un significato storico profondo che affonda le radici in secoli di devozione. In passato, infatti, la Chiesa del Carmine non era solo il cuore pulsante della spiritualità carmelitana a Regalbuto (con l'annesso convento risalente al 1572), ma era anche la sede storica della Confraternita dell'Annunziata.
I confrati, riconoscibili un tempo per i loro abiti dai dettagli verdi e per il medaglione d'argento raffigurante l'Arcangelo Gabriele e Maria, curavano con zelo e solennità proprio questa festa. Tornare a celebrare l'Annunziata in questo luogo significa, di fatto, riallacciare un filo diretto con i nostri antenati e restituire alla chiesa una delle sue vocazioni originarie.
Oltre i muri: Il respiro della storia
Entrare oggi nella Chiesa del Carmine significa sfogliare le pagine della storia di Regalbuto. Un luogo che ha visto la luce già agli albori del Quattrocento e che ha saputo resistere al tempo, affrontando chiusure per degrado strutturale (come quella prima del 1778), ma anche pagine oscure e drammatiche, come i tragici eventi che si consumarono al suo interno durante i moti del 1848.
Ogni altare in marmo policromo, ogni stucco e ogni statua restaurata ci ricordano la resilienza di questo edificio. Il restauro appena concluso non ha semplicemente "riparato" dei muri, ma ha curato una ferita nel tessuto identitario del paese, restituendo alla cittadinanza un gioiello di inestimabile valore artistico e spirituale.
Una nuova primavera per la comunità
Il suono delle campane e il profumo d'incenso che torneranno a riempire le navate questo 25 marzo sanno di rinascita. Dopo il silenzio imposto dai cantieri, la liturgia tornerà a dare voce a questo spazio. Per i più anziani sarà un viaggio commovente nei ricordi d'infanzia; per i più giovani, l'occasione per innamorarsi di un patrimonio finora nascosto.
L'invito è rivolto a tutta la cittadinanza: partecipare alle Messe delle 10:30 e delle 18:30 sarà il modo migliore per dire "bentornata" alla Chiesa del Carmine e per stringersi, ancora una volta, attorno al mistero dell'Annunciazione.
Qualche tempo fa avevamo già sollevato il problema, sperando che un richiamo al buon senso potesse bastare. Evidentemente, ci sbagliavamo. Passeggiare per le vie di Regalbuto oggi somiglia sempre più a un percorso a ostacoli, dove la sfida non è godersi il panorama o l'aria di casa, ma evitare di calpestare i "ricordini" lasciati da chi, pur amando il proprio cane, sembra nutrire un profondo disprezzo per la propria comunità.
Non è il cane, è il padrone
Diciamolo chiaramente: la colpa non è mai dell'animale. Il cane segue il suo istinto. La responsabilità è esclusivamente del proprietario, di quell’essere umano che tiene il guinzaglio ma dimentica a casa (o peggio, tiene in tasca senza usarlo) il sacchetto per la raccolta.
Lasciare che le deiezioni marciscano lungo i marciapiedi o negli angoli delle nostre piazze non è una "distrazione". È una scelta consapevole di inciviltà. È la manifestazione plastica di una mancanza di sensibilità verso il decoro urbano e, soprattutto, di un’assenza totale di rispetto per il prossimo.
Perché non possiamo più far finta di nulla
Non è solo una questione estetica o di "fastidio" sotto la suola delle scarpe. La questione è più profonda:
- Igiene Pubblica: Le feci abbandonate sono veicolo di parassiti e batteri, un rischio per gli altri animali e per i bambini che giocano per strada.
- Biglietto da Visita: Regalbuto merita di essere presentata come una cittadina accogliente e pulita. Che immagine diamo ai visitatori se le nostre strade sembrano abbandonate all'incuria?
- Diritto alla Bellezza: Ogni cittadino ha il diritto di camminare senza dover guardare costantemente a terra con l'ansia di sporcarsi.V
Torniamo a insistere perché crediamo che Regalbuto possa fare di meglio. Avere un cane è un atto d’amore, ma porta con sé dei doveri sociali. La paletta e il sacchetto non sono accessori opzionali, sono gli strumenti minimi della cittadinanza attiva.
Invitiamo le autorità competenti a intensificare i controlli, ma facciamo appello soprattutto alla coscienza dei proprietari. La dignità di un paese si misura anche dalla pulizia dei suoi vicoli. Non trasformiamo la nostra casa comune in una discarica a cielo aperto.
Regalbuto è di tutti, non di chi sporca e scappa.
I consigli di Petronela : LE ORCHIDEE .
Ciao a tutti , questa settimana ritorno con altri consigli ma prima vorrei specificare che il mio sapere è dovuto sì a documentazioni in Internet ma sopratutto al mio vissuto con orto , giardino e aiuole fin da piccola ,dalle tante prove sui modi di coltivazione , di esposizione e di nutrimento delle piante e fiori in generale .
Oggi ritorno con un argomento molto richiesto : LE ORCHIDEE …. e qui si apre un mondo in cui io sono entrata circa 2 anni fà con un orchideea ricevuta in omaggio arrivando ad averne una ventina (tra grandi e piccole ) ? . Premetto che all’inizio ero quasi intimorita dalla sua fragilità e come tutti , ho cercato consigli in vari blog capendo che alla fine con solo 2 regole sarebbe stato facile farla diventare bella e rigogliosa più di prima . Per prima cosa ho imparato che LE ORCHIDEE hanno bisogno di tanta luce (MAI DIRETTA DAL SOLE) e acqua al bisogno . Il suo posto ideale è dietro ad una finestra dove non arrivano i raggi del sole diretto (in quel caso schermare il vetro con una tenda ) . Annaffiatura va fatta quando le radici sono argento/grigie in due modi : 1) Per immersione cioè si lascia a bagno , immersa per la metà del suo vaso per circa 5/7 minuti . Finito questo si scola bene e si ripone nel suo sottovaso stando attenti a non lasciare residui di acqua . 2) Diretta cioè con un piccolo annaffiatoio oppure una bottiglietta stando attenti a non far arrivare acqua nel colletto con le foglie perché si rischia di far marcire la pianta . In genere questa è un’operazione da farsi ogni 7/10 giorni o comunque quando le radici non sono più verdi . Per avere una bella pianta con tanti fiori ,vi consiglio di usare l’acqua distillata ( quella che usiamo per il ferro da stiro ) e concimarla ogni 3 annaffiature . Alla prossima

