Da cinque anni scriviamo lo stesso editoriale. Cinque anni di speranze, di promesse burocratiche e di un’assurdità tutta italiana che tiene in ostaggio lo sport locale. Mentre il 2026 si avvicina, la domanda resta la stessa: quando tornerà la palestra ai cittadini?
Esistono leggi che sembrano scritte per sfidare la logica. A Regalbuto, ( come crediamo in altre realtà dello Stivale ) da oltre milleottocento giorni, viviamo un paradosso che avrebbe del comico, se non fosse tragico per i nostri giovani: la palestra della Scuola Media è considerata sicura per gli studenti, ma pericolosa per gli atleti.
La sicurezza a "scatto orario"
Per chi non vive quotidianamente questa realtà, la situazione è quasi incredibile. La palestra è regolarmente utilizzata dagli alunni durante l'orario scolastico e persino per le attività motorie pomeridiane curriculari. Tuttavia, alle società sportive locali l'accesso è negato.
Il motivo? Un "cavillo" interpretativo legato ai decreti sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici. In pratica, la legge concede una deroga per le attività della scuola, ma la nega alle realtà associative."È come dire che la palestra è sicura fino alle 18:00 per un gruppo di studenti, ma diventa improvvisamente inagibile alle 18:01 per una squadra di basket o pallavolo. Un limite che non risparmia neanche gli allenamenti con pochi atleti: il divieto è assoluto."Recentemente, la normativa ha spostato il termine ultimo per la messa in sicurezza Ed è qui che casca l'asino. Nonostante le richieste di finanziamento siano state avanzate, a oggi — mentre scriviamo — non si ha notizia di fondi effettivamente stanziati. Senza soldi, la deroga resta un pezzo di carta e il lucchetto sul cancello dopo l'orario scolastico rimane chiuso. La mancanza di questo spazio non è un problema "di quartiere", ma un colpo al cuore della crescita sociale del nostro paese. Senza la palestra della media: il basket e la pallavolo non hanno spazi idonei almeno per i soli allenamenti , le scuole di attività motoria di base sono costrette a ridimensionarsi. I giovani perdono l'opportunità di vivere lo sport come aggregazione sana. La realtà è sotto gli occhi di tutti: una struttura pubblica sottoutilizzata e una comunità sportiva che deve fare i salti mortali per sopravvivere. Non ci resta che guardare al 2026 con la stessa, ostinata speranza che ci accompagna da un lustro. L'auspicio è che l'anno nuovo porti finalmente la notizia dell'avvenuto finanziamento per la messa in sicurezza e per il rifacimento (quanto mai necessario) degli spogliatoi. Sarebbe l'unico modo per trasformare un’incertezza cronica nella certezza che, prima o poi, quella porta si aprirà per tutti. Non solo per chi ha lo zaino in spalla, ma per chiunque abbia voglia di fare sport a Regalbuto.


