La quadriglia della tradizione e la grande novità del "ballo di San Vito" sulle note della pizzica. L'applauso unanime a Samanta e alle sue ragazze, e il grazie a un Comitato che ogni anno rende la festa più bella.
Alla fine dei due giorni di folklore dedicati a San Vito, è naturale fermarsi e tirare le somme su ciò che si è vissuto. Stamattina, come ogni mattina, eravamo seduti davanti al solito bar per il rito del caffè rigorosamente freddo. Al passaggio di Stefania, l'augurio è stato unanime. Un grazie detto con il sorriso, per come e per quanto hanno ballato. Perché in quei due giorni, Regalbuto ha ballato con loro. Protagonista è stato il gruppo della quadriglia Sikelia, che per questo evento ha scelto di curare in ogni minimo particolare due momenti essenziali.
Il primo, quello più identitario, dedicato al ballo tipico della quadriglia, custode di una tradizione che è memoria e orgoglio. Il secondo, l'evento più atteso, la vera novità di quest'anno: il "ballo di San Vito" con le movenze travolgenti della pizzica. Un'esplosione di ritmo che ha portato allegria vera, voglia di alzarsi e muoversi tra il numeroso pubblico che ha assistito, coinvolto, quasi trascinato in pista. Dietro tutto questo, e va detto con forza, non c'è nulla di improvvisato. C'è studio, c'è lavoro, ci sono ore di prove e infine la nascita di una coreografia pensata, costruita, sentita. Si vedeva.
Le ragazze di Sikelia sono state perfette. Forse un po' emozionate all'inizio, come è prevedibile e come è giusto che sia. Ma poi quell'emozione ha lasciato spazio a quel sano e liberatorio "lasciarsi andare" che accade solo quando balli per qualcuno, per qualcosa di più grande. Quando balli per San Vito, protettore dei ballerini, dei danzatori.
Per anni a Regalbuto si è sperato che nascesse un gruppo che non solo portasse in giro il nome della città, ma che la rappresentasse davvero, dal di dentro. Sikelia, in questi due giorni, è stata la dimostrazione che quel sogno è una realtà piacevole, concreta e già amatissima. Ma se la danza è stata il cuore, l'anima è stata del Comitato di San Vito. Un comitato spontaneo che non appartiene solo a San Vito, ma che grazie a San Vito riesce, ogni anno, a regalarci una festa sempre più bella, più partecipata e più coinvolgente. Una festa che ti fa sentire comunità.E per questo motivo appartiene a tutti. Come appartengono a tutti quei volontari che, in ogni associazione o anche da soli, ogni giorno danno una mano per la propria città. Senza clamore, con amore.
Alla fine restano le gambe stanche, il suono della pizzica ancora nelle orecchie e la certezza che San Vito, anche quest'anno, ha fatto ballare Regalbuto.


