La percezione di un "pessimismo storico siciliano" non è infondata; è il sedimento di secoli di dominazioni, promesse non mantenute e, troppo spesso, una gestione del potere che ha anteposto l'interesse di pochi al bene comune. Questo peso della storia è la zavorra più difficile da scrollare. Il pessimismo, in questo contesto, non è solo un tratto caratteriale, ma una forma di realismo difensivo maturato in un ambiente dove il cambiamento positivo è stato storicamente un evento raro e spesso effimero. Di fronte a piccole vittorie – come l'apertura di una tratta ferroviaria che però si scontra con il taglio delle corse bus – l'istinto è quello di concentrarsi immediatamente sulla contropartita negativa. È il meccanismo di chi, abituato a essere deluso, alza lo scudo prima ancora di godersi un barlume di sole.
È il pessimismo che ci sussurra: “Attenzione, questa piccola cosa positiva nasconde sicuramente un problema più grande.”
La Necessità di Riconoscere i "Micro-Cambiamenti"
Il vero atto rivoluzionario, oggi, in Sicilia, è forse proprio quello di imparare a vedere e a celebrare i "micro-cambiamenti". La denuncia di Salvatore sul taglio della corsa Interbus è, paradossalmente, un atto di ottimismo attivo. Non è rassegnazione; è l'espressione di un diritto violato e la richiesta di un futuro migliore. È il segno che, anche se affaticati, i Siciliani non hanno smesso di pretendere la normalità, che è già un grande passo avanti.
Non si tratta di ignorare i problemi macroscopici, ma di utilizzare i piccoli successi come benzina per la battaglia successiva. Per fare alcuni esempi Riconoscere l'efficacia di una singola protesta . Valorizzare il lavoro di un'amministrazione onesta e trasparente (dove esiste) . Mettere in luce un progetto che funziona, contrastando il racconto dominante del fallimento.
Dobbiamo imparare a considerare il miglioramento come un processo cumulativo, non come un evento miracoloso. Il pessimismo è un anestetico che ci impedisce di lottare. La speranza, anche quella piccolissima e cauta, è il vero motore per far emergere un'altra Sicilia.
La domanda cruciale, quindi, non è se il pessimismo sia storico, ma se sia ancora funzionale. Forse è il momento di smettere di usarlo come scudo e iniziare a usare ogni piccola conquista come una leva per scalfire la vecchia inerzia.
AgoVit

