La politica, si sa, è l'arte del possibile, e il concetto del "mai dire mai" ne è spesso la bussola. Questa massima non è un segno di incoerenza, ma una lettura pragmatica delle mutevoli convenienze e dei tempi. Tuttavia, la riflessione va ben oltre il singolo episodio, toccando il cuore della crisi che sta ridefinendo il panorama politico italiano: il tramonto delle ideologie e il conseguente decesso dei partiti tradizionali come pilastri identitari. Questo vuoto ha generato il proliferare di liste civiche multicolore e multi-partito, veri e propri ibridi politici dove le alleanze si formano per aderenza territoriale piuttosto che per consonanza programmatica su scala nazionale.
Il Paradosso di Regalbuto: Un Laboratorio Politico
Il recente ritorno del PD nella maggioranza a Regalbuto è un caso esemplare di questo fenomeno, una cartina di tornasole che evidenzia il divario sempre più netto tra l'arena nazionale e quella locale.Inizialmente, la coalizione vincitrice delle scorse amministrative si presentava sotto l'egida di una lista civica, un contenitore apparentemente neutro dove gli unici partiti non dichiarati erano M5S e PD. Questa formula, tipica del civismo, permetteva di concentrarsi sui problemi locali, bypassando le frizioni ideologiche. La svolta è avvenuta con le elezioni Provinciali di secondo livello e la successiva dichiarazione di appartenenza di consiglieri alla Lega e a "Grande Sicilia ". A questo punto, l'alleanza si è trasformata, di fatto, ( almeno così appare) in una coalizione "politica" che, con PD, M5S, Lega e Grande Sicilia , replica, a livello comunale, un modello di coabitazione che smentisce ogni logica nazionale.
Ideologia Contro Pragmatismo Territoriale
Questo forte contrasto, che potrebbe non interessare la quotidianità dei cittadini, è la prova lampante di come le liste civiche permettano di annullare le profonde divisioni ideologiche che spaccano il Paese.
Mentre Lega ( destra esterma-destra) e PD ( sinistra e forse qualcosa in più) si confrontano aspramente su temi cruciali come l'immigrazione, la guerra in Medio Oriente, l'accoglienza e i diritti civili, sanità, reddito minimo , sicurezza, Giustizia etc... a livello locale possono trovarsi a governare insieme, condividendo una visione su buche stradali, scuole e servizi pubblici, mense , trasporti, viabilità , urbanistica etccc
La lista civica non è, in questo senso, una negazione della politica, ma una sua de-ideologizzazione forzata. Essa risponde a una necessità primaria: governare il territorio. I grandi temi, le bandiere e gli schieramenti rigidi vengono messi in "stand-by" in nome di un pragmatismo amministrativo che è spesso l'unico modo per ottenere una maggioranza ampia e stabile.
In conclusione, Regalbuto non è un'anomalia, ma l'espressione di una tendenza irreversibile: la politica è diventata sempre più fluida, e nell'era della post-ideologia, è il territorio a dettare le regole delle alleanze, riducendo le storiche differenze partitiche a semplici sfumature da accantonare in nome dell'efficacia amministrativa. Il prezzo è una crescente confusione per l'elettore, ma il risultato è un superamento delle barriere che, almeno a livello locale, dimostra come la convenienza e la vicinanza geografica possano prevalere sulla distanza ideale.


