Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare, in diversi reel sostiene questo: l'Occidente non sta decadendo per invasione esterna, ma per rinuncia interna. I governi, per ragioni economiche, elettorali o ideologiche, avrebbero smesso di controllare i flussi migratori e di pretendere il rispetto delle stesse regole per tutti. Questo avrebbe favorito la crescita di comunità islamiche sempre più numerose e in parte impermeabili alle regole occidentali. Da qui gli esempi che cita di "permissivismo verso l'islamismo".
La domanda è: è davvero l'inizio di una decadenza? Se per decadenza intendiamo crollo demografico, economico e militare imminente dell'Europa, i dati non lo mostrano. Se intendiamo perdita di capacità di far valere un patto comune di cittadinanza, allora il disagio che Rizzo intercetta ha basi più concrete.
Su cosa si appoggia la tesi
Sono tre piani diversi, spesso mescolati:
a) Piano numerico. In UE la popolazione di fede o cultura musulmana è stimata intorno al 5-6%, con punte più alte in Francia, Germania, Svezia, Belgio. In Italia siamo intorno al 4-5% della popolazione residente. Non è una sostituzione demografica, ma è una crescita rapida e concentrata in alcune città e quartieri, quindi molto visibile.
b) Piano dell'integrazione. Gli esempi che circolano in quel dibattito non sono inventati, sono casi reali europei: le banlieue francesi dove lo Stato fatica ad entrare, i tribunali informali di sharia tollerati per anni in UK per questioni familiari, alcuni quartieri in Svezia e Germania con tassi molto alti di criminalità e bassa integrazione lavorativa, scuole che rinunciano a gite o a programmi per non urtare sensibilità religiose. Non rappresentano la maggioranza dei musulmani in Europa, ma sono indicatori di una difficoltà di integrazione quando l'immigrazione è massiccia, rapida e poco gestita.
c) Piano del principio. Qui Rizzo tocca un punto più filosofico, che non riguarda solo l'Islam: un sistema che per paura di apparire intollerante rinuncia a far rispettare le proprie leggi, crea di fatto due pesi e due misure. E questo indebolisce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Da questo punto di vista, per chi sostiene la tesi, la decadenza non è causata dall'Islam in sé, ma dall'incapacità occidentale di dire: queste sono le regole comuni, valgono per tutti.
Ci sono controevidenze forti:
1. Islam e islamismo non sono la stessa cosa. La ricerca sociologica europea mostra che la grande maggioranza dei musulmani in Italia e in Europa lavora, manda i figli a scuola pubblica, rispetta le leggi e ha un rapporto privatizzato con la fede. La radicalizzazione riguarda una minoranza molto piccola, anche se più rumorosa.
2. La seconda e terza generazione contano più della prima. I dati su istruzione, uso della lingua italiana, matrimoni misti e secolarizzazione mostrano una traiettoria di convergenza, non di divergenza, anche se lenta e diseguale. Dove l'integrazione fallisce di più, i fattori determinanti sono spesso lavoro precario, scuola debole e ghettizzazione abitativa, non solo religione.
3. La fragilità occidentale ha cause interne più antiche. Denatalità, bassa crescita, burocrazia, sfiducia nei partiti, perdita di senso civico: sono processi iniziati negli anni '70 e '80, prima dell'aumento recente dei flussi. Attribuire tutta la decadenza all'immigrazione è riduttivo.
4. Dove sta il nodo reale
Se proviamo a tenere insieme le due parti, emerge questo:
Non c'è una decadenza inevitabile causata da una religione. C'è invece una tensione reale tra due modelli di gestione dell'immigrazione.
Un modello a regole chiare e uguali per tutti: controlli ai confini, tempi certi per asilo e rimpatri, obbligo di scuola, lavoro e rispetto del diritto italiano ed europeo, senza eccezioni religiose. Storicamente, quando l'Occidente ha applicato questo modello, ha integrato.
Un modello permissivo e ambiguo: ingressi incontrollati, accoglienza permanente senza percorsi, paura di intervenire in nome del multiculturalismo. Questo modello produce enclave, economia informale e risentimento reciproco, sia negli autoctoni che negli immigrati stessi.
L'esempio di Lampedusa che vivi da vicino in Sicilia lo mostra bene: il problema percepito dalle persone non è il singolo migrante, è la sensazione che lo Stato non governi il fenomeno.
In conclusione, definire l'attuale fase come "inizio della decadenza causata dall'Islam" è una semplificazione. È più preciso dire che c'è una fase di debolezza dell'Occidente nel definire e far rispettare se stesso. Quando uno Stato smette di chiedere rispetto per le proprie regole, lascia spazio a qualsiasi altra norma più forte, religiosa o meno. Quando invece lo fa, l'integrazione è possibile ed è già avvenuta milioni di volte.


