Desideriamo contribuire, con il nostro piccolo spazio, alla diffusione di un appello importante. Quello di Stefania Auci, per salvare la Biblioteca di Niscemi.
A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, la terra si muove. Non è una novità per chi conosce la fragilità del territorio siciliano, ma questa volta il baratro non minaccia solo il cemento e l'asfalto. A rischiare di scomparire è il cuore pulsante della comunità: la sua biblioteca comunale.
Il fango e l’incuria stanno erodendo il costone su cui poggia l’edificio. All’interno, sono custoditi oltre quattromila volumi. Non parliamo solo di carta e inchiostro, ma di: Documenti rari e mappe storiche che tracciano i confini del passato. Testi antichi che hanno resistito a secoli di storia, ma potrebbero cedere alla gravità di pochi giorni di pioggia. Storie locali, quelle "radici" che permettono a una comunità di sapere chi è e da dove viene. Scrittori, intellettuali, giornalisti e librai si mobilitano per salvare la biblioteca . La voce si è alzata forte grazie alla scrittrice Stefania Auci, che ha denunciato con vigore il rischio imminente. La sua non è solo una protesta, ma un grido d'aiuto per evitare che "un pezzo di memoria finisca letteralmente in polvere". A rilanciare questo grido con forza è Regalbuto Press.. La perdita di questi libri rappresenterebbe un'amputazione culturale definitiva per Niscemi e per l’intera Sicilia. Salvare la biblioteca di Niscemi non è un esercizio di stile per intellettuali, ma un dovere civile. Una città senza i suoi libri è una città senza bussola. Mentre il costone frana, frana anche la nostra capacità di proteggere il bello e l'essenziale. Sosteniamo Niscemi, proteggiamo le sue radici. Perché quando un libro cade nel vuoto, facciamo tutti un passo indietro verso l'oblio.

