Radio Radicale: Quel soffio di libertà che non può essere spento. ( RegPress)

Febbraio 20, 2026 1255

Un presidio di democrazia lungo cinquant’anni rischia il silenzio. Regalbuto Press si unisce all'appello di Pina Picierno: salvare Radio Radicale significa proteggere il diritto dei cittadini a conoscere per deliberare.

Esistono voci che, col tempo, diventano parte integrante del paesaggio istituzionale e civile di un Paese. Radio Radicale è una di queste. Da quasi mezzo secolo, l’emittente fondata da Marco Pannella non è semplicemente una radio, ma un occhio e un orecchio spalancati sulla vita pubblica italiana. Oggi, quella voce chiede stabilità e certezze per continuare a esistere.

Un patrimonio civile di rilievo europeo

Definire Radio Radicale come una semplice stazione radiofonica è riduttivo. Si tratta di un vero e proprio archivio audiovisivo vivente, un patrimonio unico in Europa che custodisce la memoria dei processi, delle sedute parlamentari e dei congressi politici.Trasparenza integrale: Grazie alle sue dirette senza filtri, la radio garantisce che la vita delle istituzioni sia accessibile a tutti, senza mediazioni o interpretazioni di parte.Approfondimento oltre i dogmi: Come giustamente sottolineato, l'emittente rappresenta un modello di informazione libera da preconcetti, capace di dare spazio a opinioni diverse e di analizzare la realtà con una profondità che spesso manca nel frenetico panorama mediatico attuale.

L’appello di Regalbuto Press: Stanziamenti certi e dignità contrattuale

Anche noi di Regalbuto Press sentiamo il dovere civico di schierarci. Sottoscriviamo con convinzione l’appello lanciato dall’eurodeputata Pina Picierno per salvare Radio Radicale. Non è una questione di vicinanza politica o di condivisione di ogni singola opinione espressa dai suoi microfoni; è una questione di metodo democratico.

Per operare con la consueta qualità e indipendenza, la radio necessita di:

  1. Uno stanziamento adeguato che ne riconosca la funzione di servizio pubblico.

  2. Una cornice contrattuale stabile che permetta ai suoi professionisti di lavorare senza la costante minaccia della chiusura.

"Conoscere per deliberare" era il motto di Luigi Einaudi, caro ai Radicali. Senza la trasparenza garantita da questa emittente, il cittadino perde uno strumento fondamentale di controllo sul potere.

In un’epoca dominata da algoritmi e informazioni frammentate, la continuità di una voce storica come Radio Radicale è un atto di resistenza culturale. La trasparenza non è un lusso, ma un requisito fondamentale per una democrazia sana. Salvare Radio Radicale significa, in ultima analisi, salvare un pezzo della nostra libertà.

RegPress

Ultima modifica il Venerdì, 20 Febbraio 2026 13:06