Il conto alla rovescia è terminato. Per milioni di proprietari di immobili in Italia, domani, martedi 16 dicembre, rappresenta la data ultima per effettuare il versamento del saldo IMU 2025.
Si tratta della seconda rata dell'Imposta Municipale Propria, che va a chiudere la partita fiscale sugli immobili per l'anno corrente, dopo l'acconto versato lo scorso giugno. Ecco una guida rapida per non farsi trovare impreparati ed evitare sanzioni.
La regola generale prevede che l'imposta sia dovuta dai possessori di immobili, aree fabbricabili e terreni agricoli. Tuttavia, il perimetro dei contribuenti è ben definito:
Seconde case: Tutti i proprietari di abitazioni diverse da quella principale devono versare l'imposta.
Immobili di lusso: L'esenzione per la "prima casa" decade se l'immobile è accatastato nelle categorie di lusso (A/1, A/8 e A/9). In questo caso, l'IMU è dovuta anche sull'abitazione principale.
Altri immobili: Sono inclusi negozi, uffici, capannoni industriali e terreni.
Nota Bene: Sono esonerati dal pagamento i proprietari di abitazione principale (non di lusso) e relative pertinenze (garage, cantine, solai), purché accatastate nelle categorie C/2, C/6 e C/7 (massimo una per categoria).
Quanto si paga? Il calcolo del Saldo
Mentre a giugno si è versato l'acconto (pari al 50% dell'imposta calcolata sulle aliquote dell'anno precedente), la scadenza di domani serve per il conguaglio.
Il calcolo del saldo deve essere effettuato applicando le aliquote approvate dal Comune e pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre 2024
Se le aliquote non sono cambiate: Si paga semplicemente la seconda metà dell'importo annuale.
Se le aliquote sono variate: Bisogna calcolare l'imposta dovuta per tutto il 2024 con le nuove aliquote e sottrarre quanto già versato in acconto a giugno.
3. Come effettuare il pagamento
Il metodo più diffuso rimane il Modello F24, compilabile sia in formato cartaceo (presso banche o uffici postali) sia telematico (home banking). In alternativa, è possibile utilizzare il bollettino postale apposito o la piattaforma PagoPA.
e non riuscite a pagare entro la giornata di domani, non tutto è perduto, ma il costo aumenterà. Scatta infatti l'istituto del Ravvedimento Operoso, che permette di regolarizzare la propria posizione pagando una sanzione ridotta insieme agli interessi legali.
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Ravvedimento Sprint: Se paghi entro 14 giorni dalla scadenza, la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo.
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Ravvedimento Breve: Dal 15° al 30° giorno, la sanzione sale all'1,5%.
Più tempo passa, più la sanzione aumenta, fino ad arrivare al ravvedimento ordinario. Il consiglio, dunque, è di procedere al pagamento il prima possibile, anche se con qualche giorno di ritardo, per minimizzare l'aggravio economico.


