Manovra 2026: Il Governo Meloni accelera tra la fiducia e le proteste In evidenza

Dicembre 29, 2025 157

ROMA, 29 DICEMBRE 2025 – Il cammino della Legge di Bilancio 2026 volge al termine. Con la fiducia posta oggi nell'Aula della Camera e il voto finale atteso per domani, 30 dicembre, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni si appresta a varare una manovra da circa 18-22 miliardi di euro. Un testo "blindato" che, superato lo scoglio del Senato lo scorso 23 dicembre, arriva a Montecitorio senza ulteriori modifiche, confermando la direzione economica del centrodestra per il prossimo triennio.

I pilastri della manovra: Fisco e Famiglia

Il cuore politico del provvedimento è senza dubbio la riforma del fisco. La misura cardine è la riduzione della seconda aliquota IRPEF, che scende dal 35% al 33% per i redditi fino a 50.000 euro, una mossa con cui il governo punta a sostenere il ceto medio. Resta salda la Flat Tax al 15% per i lavoratori autonomi, mentre per le imprese scatta la "super deduzione" fino al 130% per chi assume giovani e donne a tempo indeterminato.

Sul fronte sociale, la Premier rivendica il pacchetto famiglia:

  • Bonus Mamme: Il contributo mensile per le lavoratrici con almeno due figli sale da 40 a 60 euro (con tetto ISEE a 40.000 euro).

  • Congedi Parentali: Estensione dell'indennità all'80% per tre mesi e possibilità di usufruirne fino ai 14 anni del figlio.

  • ISEE: La prima casa viene ufficialmente esclusa dal calcolo dell'indicatore per l'accesso alle prestazioni sociali.

Sanità e Imprese: Tra luci e ombre

Nonostante lo stanziamento aggiuntivo di 2,4 miliardi di euro per il Fondo Sanitario Nazionale, il settore resta al centro del dibattito. Il piano prevede l'assunzione di circa 6.300 infermieri e 1.000 medici per abbattere le liste d'attesa, ma i sindacati di categoria giudicano le risorse ancora insufficienti a coprire il fabbisogno reale.

Per le imprese, il Ministro Giancarlo Giorgetti ha confermato il rifinanziamento della Nuova Sabatini e di Transizione 5.0, seppur con un monito sulla prudenza fiscale: il deficit programmatico dovrà scendere al 2,8% nel 2026 per rispettare i nuovi patti europei. Per finanziare parte delle misure, il governo ha introdotto una tassa sui pacchi extra-UE e un contributo di solidarietà concordato con banche e assicurazioni.

Lo scontro politico: "Voltafaccia Meloni"

Le opposizioni hanno accolto il passaggio alla Camera con una protesta plateale. Senatori e deputati di PD, M5S e AVS hanno esposto cartelli con la scritta "Voltafaccia Meloni", accusando la maggioranza di aver tradito le promesse elettorali su accise e pensioni. Elly Schlein ha definito la manovra "un attacco alla sanità pubblica", mentre Giuseppe Conte ha puntato il dito contro il taglio degli investimenti nel Mezzogiorno.

Persino all'interno della maggioranza non sono mancate frizioni tecniche, culminate nel commento amaro di Giorgetti sul "monocameralismo di fatto": una critica ai tempi strettissimi che impediscono al Parlamento di discutere realmente il testo, costringendo una delle due Camere alla pura ratifica.

Cosa succede ora?

Con la fiducia di oggi, il governo mette in sicurezza il Paese dall'esercizio provvisorio. Dopo l'ok definitivo di domani mattina, la legge sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore il 1° gennaio 2026.

Ultima modifica il Lunedì, 29 Dicembre 2025 14:18
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