Da poco è nata Officina Civica, uno spazio reale e concreto di confronto, aperto a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra Città. Non un partito, non una sigla, ma un laboratorio di idee, proposte e partecipazione, dove i problemi diventano progetti e le critiche diventano proposte costruttive. Per capire meglio chi è, cosa vuole fare e quali sono i suoi obiettivi, abbiamo voluto incontrare Francesco Bivona, componente di Officina Civica. Con lui abbiamo parlato di come è nata l'idea, di cosa significa oggi fare impegno civico e di quali sono i primi temi su cui Officina vuole accendere i riflettori.
- Cosa è Officina civica e Perché nasce?
C’è un bisogno di ascolto. Officina Civica nasce per creare uno spazio reale e concreto di confronto, nel quale mettere al centro i temi che riguardano Regalbuto, partendo proprio dall’ascolto. In un territorio annebbiato dai fondi del PNRR che hanno spostato l’attenzione su altro, abbiamo dimenticato i veri bisogni del territorio, concreti e quotidiani, che dobbiamo ascoltare per tornare ad affrontarli.
Per costruire un vero cambiamento è necessario incontrarsi, ascoltarsi e discutere insieme dei problemi e del futuro del nostro paese. Solo così possiamo ricostruire un rapporto di fiducia con le persone e lavorare a una proposta condivisa di cambiamento.
- Perché vi definite «non un partito, ma un’officina»?
Perché immaginiamo Officina Civica come un laboratorio aperto a tutti, nel quale le decisioni e le proposte si costruiscono insieme. I partiti esistono già e con loro vogliamo dialogare. Molti dei nostri componenti hanno tessere di partito, anche diverse tra loro, ma da tutti emerge la necessità di costruire un dialogo serio ed aderente ai bisogni della nostra comunità. Quello che oggi manca, secondo noi, è uno spazio civico nel quale possano confrontarsi sia le persone che hanno una tessera di partito, sia quelle che provengono dal volontariato, dall’associazionismo, dallo sport o da altre esperienze. Uno spazio aperto anche a chi vuole semplicemente ascoltare, incuriosirsi e avvicinarsi alla politica.
- Chi sono le persone che hanno dato vita al Comitato?
Sono persone numerose e diverse tra loro. Appartengono a generazioni differenti e portano esperienze, idee e competenze diverse. Alcune hanno una tessera di partito, altre no. Ci unisce la volontà di costruire un percorso nuovo per Regalbuto, mettendo a disposizione della comunità il contributo di ciascuno.
- Quale messaggio vorreste rivolgere a chi guarda con diffidenza alla nascita di questo nuovo gruppo?
Pensiamo che la differenza la facciano le persone. Abbiamo deciso di metterci la faccia perché crediamo che il contributo di ciascuno possa essere importante e che idee ed energie nuove possano generare cambiamento. A chi guarda Officina Civica con diffidenza diciamo una cosa molto semplice: la porta è aperta. Non abbiamo preconcetti, né ambizioni se non l’obbiettivo di mettere al servizio esperienze, competenze e proposte concrete. Venite a conoscerci, ad ascoltare e a portare il vostro punto di vista per costruire proposte concrete.
- In che cosa Officina Civica vuole distinguersi dalle esperienze politiche già presenti o vissute in passato a Regalbuto?
Vogliamo distinguerci soprattutto per il metodo. Crediamo nella forza delle persone che lavorano insieme e nell’intelligenza collettiva. Regalbuto ha bisogno di cittadini che possano sentirsi parte delle scelte, non limitarsi a subire decisioni già prese o calate dall’alto. Per questo vogliamo costruire proposte attraverso il confronto, l’ascolto e la partecipazione. Questa però non si improvvisa, ha bisogno di metodo e di esperienze che sono già al nostro interno messe a disposizione di tutti.
- Quale spazio avranno i giovani, le donne, le associazioni e le persone che finora sono rimaste lontane dalla politica?
La porta è aperta a tutti. Chi vuole semplicemente condividere un bisogno, un problema o un’idea troverà uno spazio di ascolto. Chi invece desidera impegnarsi maggiormente potrà partecipare in modo attivo e diventare parte del percorso. Vogliamo che ciascuno possa scegliere liberamente come e quanto contribuire.
- In che modo intendete ascoltare e coinvolgere concretamente i cittadini?
Già dalle prossime settimane avvieremo un ciclo di incontri aperti di ascolto e coprogettazione, ai quali inviteremo tutta la cittadinanza, ma voliamo bassi. L’obiettivo non è mettere insieme tante persone ma chi vorrà starci liberamente in uno spazio aperto a tutti. Saranno incontri partecipativi, organizzati e facilitati attraverso tecniche specifiche capaci di raccogliere il contributo di tutti. Non saranno eventi nei quali qualcuno parla e gli altri ascoltano. Lavoreremo insieme per individuare i problemi, capire come affrontarli e costruire soluzioni concrete e tecnicamente realizzabili.
- Quali proposte concrete volete costruire per il futuro del paese?
Vogliamo partire dai temi più urgenti per Regalbuto e dai bisogni reali delle persone. Abbiamo chiare le direttive principali ma non abbiamo un pacchetto di proposte “preconfezionate” perché sarebbe contrario al metodo che abbiamo scelto.
Le proposte saranno costruite insieme ai cittadini, attraverso gli incontri e il confronto, verificando che siano concrete, fattibili ma sopratutto utili per il paese.
- Come pensate di affrontare lo spopolamento e la progressiva perdita di giovani?
È un tema molto importante, forse il tema principale su cui devono ruotare tutte le iniziative che stiamo mettendo in campo, un tema che non può essere affrontato con risposte semplici o slogan. Abbiamo aderito al Patto per Restare, una rete di organizzazioni civiche impegnate sul diritto a restare nei propri territori, che ha già presentato all’Assemblea regionale siciliana la proposta di legge “Sicilia, Regione a disoccupazione zero”.
Partiamo da un dato che ci preoccupa: molti giovani vanno via non perché non vogliano impegnarsi, ma perché pensano che nei prossimi dieci anni nulla possa cambiare. Vogliamo provare a invertire questa convinzione, costruendo un percorso nel quale sia possibile partecipare e impegnarsi concretamente per cambiare le cose. Ridare la speranza che si possa restare qui o ancora meglio che si possa tornare a Regalbuto.
- Officina Civica diventerà anche una proposta per le prossime elezioni amministrative?
È ancora presto per rispondere. Officina Civica farà certamente la propria parte, ma oggi il nostro impegno è costruire proposte concrete, fattibili e utili per Regalbuto. Queste proposte saranno sicuramente al centro del confronto sul futuro del paese e delle scelte che faremo insieme.


