Quando parliamo di tisane, ci riferiamo a bevande a base di erbe, piante o spezie, che vengono utilizzate per diversi scopi terapeutici. Negli ultimi anni, il loro utilizzo è tornato in voga ed è diventato sempre più popolare anche tra la popolazione giovane, che ha riscoperto i loro effetti benefici sulla salute

Le tisane possono essere bevute in qualsiasi momento della giornata e sono un’alternativa sana e naturale ai tè o alle bevande zuccherate. Ogni tisana ha proprietà specifiche, poiché ogni erba possiede qualità nutritive differenti: alcune possono aiutare a calmare l’ansia, altre a migliorare la digestione, altre ancora a rinforzare il sistema immunitario. 

Bere tisane può essere un’ottima abitudine da aggiungere alla propria routine quotidiana per rilassarsi e prendersi cura di sé stessi e aiuta, inoltre, a rimanere idratati anche nei periodi più freddi dell’anno, quando è facile sentir meno la sete o quando facciamo più fatica a bere acqua.

Cosa sono le tisane e perché fanno bene

La tisana è una bevanda ottenute attraverso l‘infusione di erbe, spezie o altri vegetali in acqua bollente. Vengono utilizzate da secoli per le loro proprietà vantaggiose e per il loro potere terapeutico e costituiscono un modo naturale per trarre beneficio dalle proprietà delle piante e degli ingredienti che le compongono, senza ricorrere all’uso di sostanze chimiche o di farmaci.

Gli infusi e tisane possono avere molti benefici per la salute, del corpo e della mente. Alcune erbe, spezie ed altri ingredienti utilizzati nella preparazione delle tisane possiedono proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antispasmodiche e sedative. Altre coadiuvano a calmare l’ansia e lo stress, a migliorare la digestione, a ridurre il dolore e l’infiammazione, a migliorare la qualità del sonno e ad alleviare i sintomi di malattie o disturbi.

Le tisane sono anche spesso utilizzate come integratori alimentari naturali, poiché alcune erbe e spezie contengono nutrienti importanti come vitamine, minerali e antiossidanti. Inoltre, ci aiutano a mantenere l’organismo idratato, favorendo la salute generale del corpo. È importante, tuttavia, tenere presente che le tisane non dovrebbero essere utilizzate come sostituto unico di una dieta equilibrata né tantomeno di uno stile di vita sano, e che alcune potrebbero interferire con particolari tipi di farmaci (qualora se ne stessero assumendo) o avere effetti collaterali indesiderati, se si soffre di patologie specifiche. Per questo motivo, è caldamente consigliato consultare sempre un medico o un erborista prima di utilizzare tisane a scopo terapeutico.

Come si prepara la tisana?

L’acqua per la tisana va scaldata in bollitori specifici a 90/100 gradi (alcuni the possono richiedere temperature inferiori, solitamente è scritto sull’etichetta) oppure su gas o piastra elettrica fino a ebollizione. La bustina  con la tisana deve essere messa prima di versare l’acqua nella tazza, in modo da fare sprigionare meglio gli oli essenziali e le caratteristiche benefiche della tisana e dargli un sapore più omogeneo e intenso, versando l’acqua direttamente sulla bustina.  Aggiungete quindi l’acqua facendo attenzione a coprire bene la bustina con il liquido (evitando che essa galleggi), magari aiutandosi anche con un cucchiaino.

Il filtro della tisana deve essere lasciato in infusione per un periodo variabile da pochi minuti (come per la camomilla, che in caso di infusione prolungata può dare effetti contrari al rilassamento) fino a 8 minuti. Ricordatevi di coprire la tazza con coperchio.

Trascorso tale tempo di infusione, è bene estrarre la bustina filtro e spremerla con il cucchiaino, facendo uscire il liquido che ha impregnato le erbe.

A questo punto, dolcificare la tisana a piacere con miele o assumere tal quale.

 

 

 

 

 

Entra nel vivo la quattordicesima edizione dei campi scuola ‘Anch’io sono la protezione civile’, il progetto dedicato ai ragazzi dai 10 ai 16 anni, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con le Regioni e le Organizzazioni nazionali e locali di volontariato di protezione civile. 

«Un progetto formativo e informativo importante in termini di prevenzione non strutturale che - commenta il Capo Dipartimento Fabrizio Curcio -, in questi anni ha contribuito a diffondere nelle giovani generazioni la consapevolezza dei rischi naturali e a stimolarne il ruolo attivo nelle comunità avvicinandoli, al contempo, al mondo del volontariato organizzato di protezione civile, preziosa risorsa per il nostro Sistema».   

Attraverso un percorso didattico di una settimana, articolato in esercitazioni pratiche a lezioni teoriche, gli oltre 5mila partecipanti ai 250 campi attivati, da giugno a settembre, su gran parte del territorio nazionale, avranno l’opportunità di avvicinarsi al Sistema di protezione civile e, in particolare, al mondo del volontariato, approfondendone professionalità e competenze. Grazie alla fattiva collaborazione e al pieno coinvolgimento dei rappresentanti delle diverse Componenti e Strutture operative del Servizio Nazionale, potranno inoltre approfondire la conoscenza dei rischi presenti sui propri territori e dei Piani di protezione civile, imparare i comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza e partecipare alle diverse attività messe in campo a tutela dell’ambiente, del territorio e, in particolare, del patrimonio boschivo e naturalistico. 

Tra i principali finanziamenti, partendo da Palermo, 15 milioni di euro sono stati destinati per il restauro della volta e le decorazioni del Teatro Politeama; quasi 3 milioni per la valorizzazione dell’itinerario del Decò a Palermo, con Casa Savona (900 mila), e del Liberty attraverso il restauro architettonico, decorativo e degli esterni di Villino Ida Basile (un milione) e di Villino Florio all’Olivuzza (un milione); e ancora un milione servirà per migliorare la fruizione della Real Casina Cinese, con annesso restauro del giardino storico. In provincia, destinati 1,2 milioni per il restauro delle decorazioni delle navate del Duomo di Monreale e 1,1 milioni per il ripristino degli apparati decorativi interni e la riqualificazione esterna del Duomo di Cefalù.

Catania, oltre 6 milioni saranno investiti per la riqualificazione di Castello Ursino; 1,5 milioni per il restauro del transetto, delle torri e della copertura delle absidi della Cattedrale; 5 milioni per il recupero funzionale del secondo piano e il restauro dei prospetti dell’ex Manifattura Tabacchi, sede del Museo interdisciplinare. 

Siracusa, 2,3 milioni saranno impiegati per il restauro delle torri del Castello Maniace e sempre 2,3 milioni per il consolidamento e il restauro del Tempio di Apollo. Mentre, nella provincia di Ragusa, quasi 5 milioni sono destinati alla riqualificazione e valorizzazione funzionale del Parco archeologico di Kamarina e più di un milione per la musealizzazione del “Relitto delle Colonne”; infine, 8 milioni andranno alla riqualificazione e sistemazione dei percorsi del quartiere rupestre di Chiafura a Scicli. 

Enna, oltre 7 milioni per il recupero, la valorizzazione e il completamento della rocca di Gagliano Castelferrato e 6,4 milioni a Piazza Armerina per il completamento del restauro, oltre che per interventi strutturali e nuove coperture della Villa Romana del Casale.

Più di 16 milioni a Messina per i lavori di rifunzionalizzazione della cittadella della Cultura, ex complesso ospedaliero Regina Margherita. E ancora, in provincia, 6 milioni a Lipari per la musealizzazione del relitto di Capistello; circa 800 mila a Motta d’Affermo per il restauro della chiesa di San Pietro; 1 milione a San Marco d’Alunzio per la manutenzione straordinaria e il restauro della chiesa di Maria SS. Aracoeli. 

Caltanissetta, 2 milioni per la tutela e la valorizzazione delle Mura Timoleontee e delle strutture arcaiche, oltre che per il completamento dei percorsi e il collegamento con il mare; quasi 4 milioni per la riqualificazione del castello Manfredonico di Mussomeli. 

Ad Agrigento, poco più di 6 milioni per la risistemazione del museo Pietro Griffo; 4 milioni per il risanamento conservativo e il miglioramento strutturale del complesso monumentale di Santo Spirito.

Per la provincia di Trapani, infine, 1,5 milioni saranno impiegati per la manutenzione straordinaria del porticciolo e la sistemazione delle aree esterne della Tonnara di Favignana, ex stabilimento Florio; 3 milioni per la realizzazione di una serie di opere tra cui un visitor center con parcheggio adiacente al Cretto di Burri a Gibellina; 1,4 milioni per la manutenzione straordinaria del castello arabo normanno di Castellammare del Golfo.

 

C'è chi lo dava per " bollito " , chi lo consigliava di ritirarsi, chi storceva il muso per la scelta di candidarsi nelle circoscrizione delle isole con la LEGA . Fatto sta che con oltre 44 mila preferenze regionali, Raffaele Stancanelli arriva primo nell’Isola e viene riconfermato parlamentare europeo, battendo persino Vannacci,  l'unico a riuscirvi tra tutti i candidati del Carroccio a livello nazionale.  
A Regalbuto soltanto 156 voti e molti se li  intesteranno.  La sua elezione  è forse la risposta giusta a quanti lo avevano criticato nell'accettare la proposta di Salvini , ma di fatto Raffaele Stancanelli ha dimostrato  di poter meritare la riconferma in Europa e continuare a portare avanti i suoi programmi. Come cronisti o forse è meglio dire , come osservatori dei fatti e dei personaggi della nostra comunità, l'On Stancanelli può far molto , da Regalbutese, così come in passato ha già dimostrato di aver fatto.

Torna  interamente aperto al pubblico, dopo dieci anni, il Museo archeologico di Centuripe. Si sono conclusi, infatti, i lavori di ristrutturazione necessari per mettere in sicurezza due piani della struttura. Ampliata anche la collezione esposta, che racconta la storia millenaria della città dell’entroterra siciliano, le cui origini sono nel Neolitico e che vanta una stagione di particolare importanza storico-artistica nell’epoca imperiale romana. Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione tra l’assessorato regionale dei Beni culturali, il Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci (di cui il Museo fa parte) e il Comune. Oltre alla bellissima Testa di Augusto, in prestito a Centuripe dal Museo Paolo Orsi di Siracusa fino al 2026 e considerata dagli storici il più bel ritratto ritrovato in Sicilia dell’imperatore, saranno esposti anche i busti di due suoi familiari e altri numerosi pezzi di epoca romana, del I e del II secolo dopo Cristo, provenienti dai depositi del Museo, dove erano stati conservati per mancanza di spazio nei luoghi dell’allestimento. Ad arricchire la collezione anche alcuni tipici esemplari di vasi centuripini, una produzione di ceramica propria della città siciliana, caratterizzati dai decori in rilievo con pittura policroma in cui prevalgono le sfumature del giallo e del rosa. Il Museo sarà aperto al pubblico da oggi, 8 giugno 2024, tutti i giorni. 

Bonus nascita da mille euro per i nuclei familiari con Isee non superiore a tremila euro. L'assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali ha pubblicato l'avviso rivolto ai neogenitori siciliani o a chi esercita la patria potestà e ha stanziato oltre 1,4 milioni di euro per questo intervento. Le richieste vanno presentate direttamente ai Comuni di residenza che, in base all'esame della documentazione ricevuta e in seguito alla redazione di apposita graduatoria, provvederanno poi a erogare le somme.

 L'elenco degli aventi diritto al beneficio economico viene stilato sulla base di specifici requisiti indicati nell'avviso. Si parte dal reddito del nucleo familiare: viene data priorità alle famiglie con basso reddito Isee. A parità di Isee viene valutato il numero di componenti del nucleo familiare, dando priorità alle famiglie più numerose. Nel caso in cui dovesse esserci parità rispetto ai due requisiti precedenti, si considererà la data di nascita dei minori, assegnando la priorità in base all'ordine cronologico delle nascite.

 Per presentare la richiesta per il Bonus nascita è necessario inoltre che almeno uno dei due genitori, o uno dei soggetti esercenti la potestà parentale, possieda questi requisiti: cittadinanza italiana o comunitaria oppure, in caso di soggetto extracomunitario, titolarità di permesso di soggiorno; residenza in Sicilia al momento del parto o dell’adozione; nel caso in cui si tratti di soggetti in possesso di permesso di soggiorno, residenza nel territorio siciliano da almeno dodici mesi al momento del parto; nascita del bambino in Sicilia; Isee non superiore a 3.000 euro, tenendo presente che alla determinazione di questo indicatore concorrono tutti i componenti del nucleo familiare.

In seguito all'approvazione della graduatoria, si procederà quindi all'assegnazione dei Bonus nascita fino a esaurimento delle somme disponibili. Nel caso in cui si rendessero disponibili ulteriori risorse economiche, anche a carico di fondi nazionali, l'assessorato ha annunciato che si procederà allo scorrimento dell'elenco degli aventi diritto. 

 Le richieste vanno presentate all'ufficio Servizi sociali del Comune di residenza e devono essere redatte su specifico modello di istanza predisposto dall'assessorato e disponibile, insieme all'avviso, a questo link.

Il 2 giugno 1946, durante il referendum che ha determinato la nascita della Repubblica Italiana, diversi partiti politici si schierarono a favore della Repubblica. Tra questi, i principali furono:

Questi partiti, insieme ad altri gruppi minori, sostennero la transizione verso una forma di governo repubblicana, allontanandosi dalla monarchia e dal passato fascista dell’Italia. La scelta per la Repubblica fu un passo fondamentale verso la democrazia e la modernizzazione del paese.

In provincia di Enna a votare a favore della REPUBBLICA furono 43.645 , mentre la maggioranza votò a favore della MONARCHIA che ottenne 62.134 voti. La DEMOCRAZIA CRISTIANA contribui con 35.786 voti a livello provinciale.

FSCRI_RI_3313 DIPARTIMENTO REGIONALE ACQUA E RIFIUTI DIGA OLIVO – INTERVENTIDI MANUTENZIONE STRAORDINARIA SCARICHI E SISTEMA DI TENUTA 1° LOTTO 46.274.000,00 46.274.000,00
FSCRI_RI_3332 CONSORZIO DI BONIFIOCA 6 ENNA MANUTENZIONE STRAORDINARIA ED EFFICIENTAMENTO TECNOLOGICO DELLA RETE IRRIGUA OLIVO 21.497.000,00 21.497.000,00
FSCRI_RI_3435 SOPRINTENDENZA BB.CC.AA. DI ENNA 97 – LAVORI DI RECUPERO, VALORIZZAZIONE E COMPLETAMENTO DELLA ROCCA DI GAGLIANO CASTELFERRATO 7.514.779,30 7.514.779,30
FSCRI_RI_3494 COMMISSARIO DI GOVERNO COMMISSARIO DI GOVERNO PER IL CONTRASTO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO SICILIA CENTURIPE_LAVORI DI REALIZZAZIONE DEL PARCO URBANO MONTE CALVARIO. I LOTTO FUNZIONALE 7.400.000,00 7.400.000,00
FSCRI_RI_3352 ARCH. SALVATORE LIZZIO ENNA_LAVORI DI RIEFFICENTAMENTO DI UN TRATTO DEL FIUME DITTAINO A VALLE DELLA SP 75 7.353.260,00 7.353.260,00
FSCRI_RI_3439 PARCO ARCHEOLOGICO DI MORGANTINA E DELLA VILLA ROMANA DE CASALE DI PIAZZA ARMERINA 144 – PROGETTO DI COMPLETAMENTO DEL RESTAURO DELLA VILLA ROMANA DEL CASALE DI PIAZZA ARMERINA 6.430.928,54 6.430.928,54
FSCRI_RI_3919 COMMISSARIO DI GOVERNO COMMISSARIO DI GOVERNO PER IL CONTRASTO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO SICILIA TROINA_CONSOLIDAMENTO E MESSA IN SICUREZZA DEL VERSANTE SUD DEL QUARTIERE MULINO A VENTO 5.998.320,00 5.998.320,00
FSCRI_RI_3368 ARCH. SALVATORE LIZZIO CERAMI_LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA DEL TRATTO STRADALE DI CORSO ROMA 5.660.000,00 5.660.000,00
FSCRI_RI_4061 COMUNE DI PIAZZA ARMERINA STRADA TRA LA VIA VERGA E LA VIA MANZONI PER LA MITIGAZIONE DEL PESO VIARIO. 5.265.000,00 5.265.000,00
FSCRI_RI_3946 LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI ENNA SP 22.LAVORI DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO TRATTO DI VARIANTE TRA IL KM 0+000 E KM 4+000 5.356.994,49 4.366.994,49 990.000,00
FSCRI_RI_3164 COMMISSARIO DI GOVERNO PER IL CONTRASTO AL DISSESTO IDROGEOLOGICO DELLA REGIONE SICILIANA AGIRA_LAVORI PER LA MESSA IN SICUREZZA E CONTRASTO DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO 4.300.000,00 4.300.000,00
FSCRI_RI_3994 LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI ENNA SP 47 “PIANO TORRE DIGA ANCIPA – BIVIO SS 120”. MANUTENZIONE STRAORDINARIA 4.000.000,00 4.000.000,00
FSCRI_RI_4040 LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI ENNA REALIZZAZIONE DEL PONTE SUL FIUME GORNALUNGA AL CONFINE TRA LE PROVINCE DI
ENNA (SP 76 – VENTRELLI –
4.000.000,00 4.000.000,00
FSCRI_RI_4044 LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI ENNA LAVORI DI SISTEMAZIONE ED AMMODERNAMENTO DELLA S.P.98 “EX TURISTICA” – PIANO DELLA VIABILITÀ O.P.80 3.700.000,00 3.700.000,00
FSCRI_RI_3922 COMMISSARIO DI GOVERNO COMMISSARIO DI GOVERNO PER IL CONTRASTO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO SICILIA VILLAROSA_LAVORI DI RIEFFICIENTAMENTO DEL FIUME MORELLO A VALLE DELLA DIGA VILLAROSA 3.448.380,00 3.448.380,00
FSCRI_RI_3369 ARCH. SALVATORE LIZZIO LEONFORTE_MISE INFRASTRUTTURE DEL CANALE TAGLIATA, LUNGO IL TRATTO DI VIA CAPRA E CORSO UMBERTO 3.081.326,88 3.081.326,88
FSCRI_RI_4043 LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI ENNA LAVORI LUNGO LA S.P. N. 28 “PANORAMICA” PER LA COSTRUZIONE DEI TRATTI
CROLLATI NEL 2009 E NEL 2015
9.115.000,00 2.475.849,17 6.639.150,83
FSCRI_RI_3504 COMMISSARIO DI GOVERNO COMMISSARIO DI GOVERNO PER IL CONTRASTO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO SICILIA TROINA_CONSOLIDAMENTO E MESSA IN SICUREZZA DEL VERSANTE DI VIA UMBERTO 2.465.130,86 2.465.130,86
FSCRI_RI_3897 COMMISSARIO DI GOVERNO COMMISSARIO DI GOVERNO PER IL CONTRASTO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO SICILIA NICOSIA_RIFUNZIONALIZZAZIONE IDRAULICA DI UN TRATTO DEL TORRENTE FIUMETTO 2.181.498,00 2.181.498,00
FSCRI_RI_3899 COMMISSARIO DI GOVERNO COMMISSARIO DI GOVERNO PER IL CONTRASTO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO SICILIA PIAZZA ARMERINA_LAVORI DI RIEFFICIENTAMENTO DEL FIUME OLIVO A VALLE DELLA DIGA OLIVO 2.019.216,00 2.019.216,00
FSCRI_RI_3394 ARCH. SALVATORE LIZZIO LEONFORTE_LAVORI DI RIEFFICENTAMENTO DI UN TRATTO DEL TORRENTE CRISA. 1.774.648,00 1.774.648,00
FSCRI_RI_3351 ARCH. SALVATORE LIZZIO AGIRA_LAVORI DI RIEFFICENTAMENTO DI UN TRATTO DEL TORRENTE SALITO 1.739.710,00 1.739.710,00
FSCRI_RI_3789 COMUNE DI NICOSIA ADEGUAMENTO IMPIANTISTICO, MESSA IN SICUREZZA, EFFICIENTAMENTO ENERGETICO SCUOLA ELEM. MAGNANA 1.350.000,00 1.350.000,00
FSCRI_RI_3787 COMUNE DI VILLAROSA LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE ED EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELLA RETE DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA NEL C 1.338.244,00 1.338.244,00
FSCRI_RI_3931 COMUNE DI AGIRA (EN) PROGETTO ESECUTIVO EFFICIENTAMENTO ENERGETICO IMPIANTO SPORTIVO 1.209.507,92 1.209.507,92
FSCRI_RI_3493 COMMISSARIO DI GOVERNO COMMISSARIO DI GOVERNO PER IL CONTRASTO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO SICILIA CATENANUOVA_LAVORI DI RIPRISTINO DELLA SEZIONE IDRAULICA DEI TORRENTI MASTRO PAOLO E MULINELLO 1.200.000,00 1.200.000,00
FSCRI_RI_3838 COMUNE DI REGALBUTO ADEGUAMENTO DELLE PARTI EDILI, DEGLI IMPIANTI ELETTRICI, TERMICI, RISPARMIO ENERGETICO 1.125.878,00 1.125.878,00
FSCRI_RI_3560 COMUNE DI AGIRA RISTRUTTURAZIONE INTERNA E ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI E SERVIZI IGIENICI DELLA SCUOLA MEDIA DIODORO 1.000.000,00 960.000,00 40.000,00
FSCRI_RI_3353 ARCH. SALVATORE LIZZIO SPERLINGA_LAVORI DI RIFUNZIONALIZZAZIONE DEL TORRENTE FIUMETTO 897.697,00 897.697,00
FSCRI_RI_3516 COMUNE DI VALGUARNERA CAROPEPE LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE CON ADEGUAMENTO IMPIANTISTICO DEL PLESSO SCOLASTICO “S. ARENA” – 2° STRAL 790.087,68 790.087,68
FSCRI_RI_3920 COMMISSARIO DI GOVERNO COMMISSARIO DI GOVERNO PER IL CONTRASTO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO SICILIA TROINA_LAVORI DI PULITURA DELL’ALVEO DEL FIUME SOTTO DI TROINA E FORMAZIONE
DI GABBIONATE
505.524,00 505.524,00
FSCRI_RI_3871 COMMISSARIO DI GOVERNO COMMISSARIO DI GOVERNO PER IL CONTRASTO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO SICILIA ENNA_LAVORI DI STABILIZZAZIONE DELLA SPONDA SINISTRA DEL TORRENTE SEGGIO 203.820,12 203.820,12

In arrivo 65 milioni di euro per gli imprenditori agricoli in Sicilia. Lo prevede il bando per ottenere i contributi dell'intervento SRD07 “Investimenti per l'agricoltura e per lo sviluppo socio-economico delle aree rurali – Azione 1” del complemento per lo Sviluppo rurale della Regione Siciliana al piano strategico Pac 2023-2027, pubblicato dal dipartimento regionale Sviluppo rurale dell'assessorato dell'Agricoltura. Il finanziamento, a valere su fondi Feasr, statali e regionali, è destinato a tutti quei soggetti pubblici e privati che intendono investire per realizzare, adeguare o ampliare la viabilità al servizio delle aree rurali e delle aziende agricole, con l'obiettivo di rendere maggiormente fruibili e attrattive queste porzioni di territorio, spesso colpite dal fenomeno dello spopolamento. Possono accedere al sostegno soggetti pubblici o privati, in forma singola o associata, dimostrando di essere iscritti alla Camera di commercio come “imprenditore agricolo” e di avere correttamente costituito e aggiornato il fascicolo aziendale. Le associazioni dovranno essere costituite nei modi previsti dalla legge e l'atto costitutivo dovrà indicare fra gli scopi la costruzione, l'ammodernamento, la ristrutturazione, il recupero e la manutenzione di strade interaziendali. Non saranno ammessi i beneficiari di bandi della programmazione 2014-2022 relativi alla sottomisura 4.3.1 Az.A che non abbiano presentato la domanda di pagamento del saldo finale a valere sul Psr 2014-2022. Le risorse a disposizione puntano a coprire il 100 per cento delle spese sostenute per la realizzazione dei progetti, che alla data di presentazione della domanda dovranno essere già di livello esecutivo. I richiedenti dovranno essere proprietari o avere la disponibilità delle aree e delle infrastrutture per cui richiedono la sovvenzione. Le domande dovranno essere inserite, attraverso il portale del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), che risulterà accessibile per 120 giorni a partire dal prossimo 10 giugno.

 

Con oggi riprendiamo la nostra rubrica sui cognomi Regalbutesi , curata dal Prof. Francesco Miranda , che , lo ricordiamo , ne ha scritto un prezioso libro , Il " riassunto " dei Cognomi riparte dunque da quelli che iniziano con la lettera Z . Buona lettura !

ZAFFARANA

Il cognome Zaffarana (Zafferana) deriverebbe dal toponimo Zafferana Etnea, comune del catanese considerato una delle porte di accesso all'Etna sulle cui pendici orientali esso sorge. Tale toponimo, a sua volta, deriva dall'arabo “za'faran” o “zaufanah”, che vuol dire “giallo”, colore di cui si tinge il territorio quando fioriscono le grandi estensioni di ginestra e lo zafferano, pianta anticamente molto diffusa da cui si estraeva un colorante e una droga.

E' quindi un cognome tipicamente siciliano che, a seconda degli errori di trascrizione che esso ha subito, presenta alcune varianti: Zafarana, diffuso in 69 comuni italiani; in Sicilia si trova soprattutto nel nisseno (Mazzarino, Niscemi, Gela, Caltanissetta), nel siracusano e a Palermo; Zaffarano, diffuso in 33 comuni italiani, soprattutto nel catanese (Militello Val di Catania, Caltagirone); Zaffarana, meno diffuso (soltanto in 5 comuni italiani) e, in Sicilia, nel catanese (Catania, Militello Val di Catania), nell'ennese (Enna e Regalbuto), nel ragusano (Chiaramonte Gulfi). Corinna Zaffarana (Sant’Angelo Lodigiano 15/7/1981), docente di storia e letteratura italiana, studiosa di esoterismo europeo e mediterraneo, ha pubblicato due libri relativi all’analisi filosofica del sistema magico iniziatico di Thelema. Autrice di moltissimi articoli pubblicati in riviste specializzate e di divulgazione.

 

ZAIA

Il cognome ha il centro di irradiazione nel Veneto (Treviso, Rovigo) e nel Friuli-Venezia Giulia (Pordenone, Udine) con diramazioni secondarie nel Piemonte (Torino) e a Lipari, quest'ultima forse conseguenza della deportazione nell'isola di friulani, sloveni e croati contrari al regime fascista. Zàia pare sia la forma assunta in Italia dal vocabolo di lingua slava Zajc, che vuol dire lepre. Questo cognome, poi, è presente anche in Sicilia, ma qui il termine Zaìa ha origini arabe ed è diffuso nel messinese, nell'ennese (Enna, Regalbuto, Troina), in provincia di Agrigento, Catania, Palermo. Presente, ma poco diffuso, in altre regioni: Lombardia, Lazio, Toscana, Trentino-Alto Adige: in totale in 150 comuni.

Tracce storiche e personaggi - Luca Zàia (Conegliano 27/3/1968), attuale governatore del Veneto, ex ministro delle politiche agricole, membro storico della Lega Nord.

 

ZAMMATARO

Questo cognome, noto soprattutto in Sicilia, ha numerose varianti: Sambataro, Sammataro, Zamataro, Zambataro. È presente in circa 60 comuni e, oltre che in Sicilia, ha diramazioni in Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto. In Sicilia è presente soprattutto nel Catanese (21 comuni, Adrano, Catania, Biancavilla, ecc.), poi nell'Ennese (Troina, Catenanuova, Centuripe, Aidone, Piazza Armerina, Enna, Regalbuto), nel Messinese (Milazzo, Reitano, Pace del Mela, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Carini), nel siracusano.

Il cognome deriva probabilmente dal mestiere di allevatore e custode di vacche o di chi lavora il latte ed ha origini arabe dove il termine “zahamat” vuol dire, appunto, vacca, mucca. Alcuni genealogisti lo danno invece derivato dal termine greco-bizantino “examitos” (sei fili), con il significato di artigiano tessitore, che intreccia fibre. Ancora oggi, nel Catanese “zammataro” è colui che intreccia fibre di foglie d'agave, per costruire cestini tipici; “zzammara”, infatti, è il nome dialettale dell'agave e, Zammara è il nome di una contrada, posta fra Tarderia (CT) e Trecastagni (CT), dove crescono spontaneamente numerose queste piante.

 

ZAMPOGNA

Zampogna deriva probabilmente dalla cognominizzazione di soprannome riferito ad individui che producevano o vendevano o suonavano tale strumento. La zampogna era legata al mondo della pastorizia e alla musica folk, e utilizzata nei riti e nelle tradizioni popolari del meridione (soprattutto nel periodo natalizio). Lo strumento è composto da una sacca di accumulo dell'aria (otre) realizzata con un'intera pelle di capra o di pecora nella quale il suonare immette aria attraverso un insufflatore (cannetta o soffietto) che mette in vibrazione le ance innestate sulle canne melodiche, due, quella destra per la melodia, quella sinistra per l'accompagnamento.

Il cognome è presente in poco più di 80 comuni soprattutto nelle regioni Calabria, Lombardia, Veneto, Sicilia, Piemonte, Campania, Liguria, Umbria, Lazio, Puglia. In Sicilia è presente nelle province di Catania (Ramacca, Mirabella Imbaccari, Gravina di Catania, Catania, ecc.), Siracusa, Enna (Regalbuto), Messina, Agrigento.

 

 ZAPPALÀ

Cognome di sicura origine siciliana, presente in particolare a Catania e provincia. Qualche volta è registrato privo di accento finale. Probabilmente deriva dal greco τσαπαλάς (tsapalàs) o dall'arabo izzi-bi-Allàh = forte in Allàh, in Dio. La forma Zappale, insediatasi nei secoli scorsi nel salernitano, da alcuni viene considerata autonoma rispetto a Zappalà o Zappala. Tutti potrebbero derivare dal vocabolo “zappa”, strumento agricolo usato per lavorare nei campi, o da “zappale”, una sorta di ferro rettangolare che sporgeva dai muri delle case rurali e veniva utilizzato dai contadini come appendiabiti o appendiscarponi. La presenza di Zappale in Campania risale alla metà dei seicento ed è riferita al parroco don Andrea Zappale, segretario del vescovo di Nicastro, mons. Nicola Cirillo (7 luglio 1682).

Zappalà è presente in circa 70 comuni italiani, sparsi in varie regioni: Sicilia (con il nucleo più consistente), Lombardia, Piemonte, Calabria, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Liguria, Campania. In Sicilia è diffuso nel Catanese (48 comuni: Catania, San Giovanni La Punta, Acireale, Acicastello, ecc.), nel Messinese (19 comuni, Messina, Giardini Naxos, S. Alessio Siculo), nel Siracusano (Siracusa), nel Palermitano (Palermo), nell’Ennese (Catenanuova, Centuripe, Leonforte, Troina, Regalbuto, Enna, Gagliano Castelferrato, Piazza Armerina).

Tracce storiche e personaggi - Alcuni Zappalà alla fine dell'800 e agli inizi del '900 furono insigniti del titolo di nobile (Carmelo Zappalà Asmundo) e di barone della Tonnara, di Fiume, di Noto e Caponero (Giuseppe Zappalà Asmundo). ALFIO ZAPPALA’ (Fiumefreddo di Sicilia 3/1/1932), guardia giurata, vittima del terrorismo e dell’eversione contro l’ordinamento costituzionale dello Stato, ucciso il 18/12/1980 mentre prestava servizio presso la Banca Cariplo di Zinasco, Pavia. Durante una rapina reagisce al tentativo di disarmo e nella colluttazione che ne segue, parte un colpo mortale. La sua uccisione venne attribuita a militanti fuorusciti dei Comitati Comunisti rivoluzionari.

 

ZAPPIA

Cognome diffuso in circa 280 comuni italiani; ha un grosso ceppo in Calabria e modesti nuclei in tutte le altre regioni italiane, in particolare Liguria, Lombardia, Piemonte, Lazio, Sicilia, Campania, Toscana, Emilia- Romagna. In Sicilia è presente nel Messinese (Messina, Milazzo, Venetico, Valdina, Patti), nel Catanese (Catania, San Cono, Bronte, San Gregorio di Catania, Caltagirone, ecc.), nel Palermitano (Palermo, Montemaggiore Belsito, Altofonte, Altavilla Milicia), nell'Agrigentino, nel Nisseno (Caltanissetta, Niscemi, Marianopoli, ecc.) nell'Ennese (Nicosia, Enna, Regalbuto).

Questo cognome deriva da Zappia, toponimo in Grecia, villaggio in Tessaglia, probabilmente luogo d'origine del capostipite. Potrebbe, inoltre, derivare da soprannomi legati al mestiere di contadino, con riferimento alla zappa, attrezzo utilizzato per dissodare il terreno o liberarlo da sassi ed erbacce.

Riferimenti storici e personaggi – Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Bovalino (RC) nel 1600 con un certo Giovanni Zappia, agricoltore, e a Tropea (VV) con un certo Gaspare Zappia, possidente. Mariangela Zappia (Viadana 12/8/1959), diplomatica, ambasciatrice italiana negli Stati Uniti dall’11 marzo 2021. Onorificenze: Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana (1995), Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana (2002), Commendatore all’Ordine della Repubblica (2018

 

ZAPPULLA

Il cognome Zappulla dovrebbe derivare da un soprannome legato al mestiere del contadino; per la variante siciliana l'origine potrebbe essere il toponimo Zappa, località in provincia di Messina. Esso è diffuso in poco più di 150 comuni italiani; ha un grosso ceppo in Sicilia e nuclei minori in alcune altre regioni italiane, Lazio, Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto, Liguria, Puglia, ecc. In Sicilia è presente in tutte le province, particolarmente nel Catanese (25 comuni, fra cui Catania, Licodia Eubea, Scordia), nel Siracusano (16 comuni, fra cui Floridia, Siracusa, Sortino), nel Palermitano (9 comuni, Palermo, Collesano, Bagheria, ecc.); nell'Ennese (nei comuni di Gagliano Castelferrato, Enna, Pietraperzia, Regalbuto).

 

ZIMBILI

Rarissimo cognome siciliano, diffuso in circa 20 comuni; ha il ceppo principale in Sicilia e piccoli nuclei in alcune regioni, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna. In Sicilia è presente nel Catanese (Catania, Tremestieri Etneo), nel Palermitano (Palermo, Ficarazzi, Villabate), nell'Ennese (Agira, Enna, Regalbuto).

Il cognome deriva dalla cognominizzazione di soprannome di origine contadina; zimbili è ciascuna delle due grandi sporte (bisacce), di giunco o altri vegetali intrecciati o anche di olona, utilizzate per il trasporto sull'asino o sul mulo di prodotti agricoli; il vocabolo ha origine linguistica araba, “zimbīl”.

 

ZINGALE

Alcuni ritengono che Zingale appartenga ad uno stesso ceppo che comprende, oltre a questo cognome, anche Zingales, Zingali, Zingalis; altri invece ritengono che Zingale abbia origini autonome e che il capostipite di questo casato, un barone spagnolo, nel 1392 sia approdato a Palermo al seguito di Martino I, primogenito del Re di Aragona, divenuto poi Re di Sicilia. Zingale sarebbe un cognome tipico siciliano che vuol dire “calzolaio” o anche lavoratore dello zinco. 

Il cognome Zingale è presente in circa 130 comuni italiani concentrati soprattutto in Sicilia, ma è diffuso anche in Lombardia, Piemonte, Sardegna, Lazio. In Sicilia è presente nel Catanese (Catania, Bronte, Adrano, Misterbianco, Paternò, ecc.) nel Messinese (San Teodoro, Cesarò), nell'Ennese (Troina, Piazza Armerina, Catenanuova, Aidone, Nicosia, Enna, Regalbuto, Agira). La variante Zignale, probabilmente errore di trascrizione di Zingale, è presente in pochi comuni fra cui Adrano e San Giovanni La Punta, nel Catanese, e Regalbuto nell'Ennese. ROSETTA ZINGALE (Bronte 7/8/1916 – Milano 10/10/1996), pittrice e docente; studiò con il professore Carpi all’Accademia di Brera (MI), dove visse e lavorò partecipando attivamente alla vita artistica nazionale dal 1956. Profondamente legata al suo paese d’origine, nelle sue opere espresse una profonda sicilianità; il suo mondo pittorico rimase decisamente mediterraneo. Sue opere sono presenti nelle maggiori collezioni italiane e in molte città straniere, New York, Buenos Aires, Parigi, Londra, Bruxelles, Helsinki.

 

ZITELLI

Il cognome dovrebbe derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, da soprannomi dialettali originati dal termine “zito” o “zita” (fidanzati): (l'ipocoristico è una modificazione fonetica di un nome proprio di persona che dà origine ad un diminutivo o ad un vezzeggiativo). Tale cognome è presente soprattutto in Sicilia, ma anche nel Lazio (Roma e Rocca di papa), in Campania (Recale, Caserta e San Marco Evangelista), in Lombardia, Marche, Toscana. In Sicilia è presente nell’Ennese (Troina, Regalbuto, Piazza Armerina, Cerami, Nicosia), nel Catanese (Catania, Santa Maria di Licodia, Misterbianco, San Giovanni La Punta, Gravina di Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Adrano, ecc.), nel Messinese (San Teodoro, Lipari, Cesarò, ecc.), nel Siracusano (Carlentini, Rosolini, Priolo Gargallo, ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. “Zitelli” nelle province di Siracusa, Catania ed Enna, viene detto un tipo di pasta corta, a forma di piccoli cilindri, bucata e liscia; a Palermo “zitelli” è una varietà di mele. (Vocabolario siciliano, Tropea). Giuseppe Zitelli (Belpasso 3/11/1978), deputato regionale di Fratelli d’Italia; è segretario della VI Commissione – Salute, Servizi sociali e sanitari.

 

ZITO

Zito nasce dalla cognominizzazione di un nome, Zito o Zita, originato da un soprannome o appellativo formati dalle voci meridionali zito, zita, zitu, zita con cui si intende il ragazzo e la ragazza fidanzati, celibe, nubile. (E. De Felice). In uno scritto datato 1427 leggiamo: “...domino Henrico detto Zito, cum ipsorum clientibus et civibus ad castrum ibidem fugierunt et ibi se usque tercium diem defenderunt...” (al signor Henricus Zito, fuggirono con i loro clienti e cittadini al castello, e quivi si difesero fino al terzo giorno). Zito ha come varianti: Zita, Zitelli, Zitella, Lozito, Ziti, Zitarosa, ecc. Questo cognome è presente in più di 800 comuni italiani, in maggior parte della Sicilia, ma anche di Campania, Puglia, Calabria, Lombardia, Lazio, Piemonte, Basilicata, Liguria, Toscana, Emilia, giù, giù, fino al Molise. In Sicilia il cognome è presente nel Palermitano, nel Catanese, nel Siracusano, nell'Agrigentino, nell'Ennese (Agira, Regalbuto, Leonforte, Nicosia, Centuripe), nel Messinese e, in misura meno rilevante, nel Trapanese, Nisseno e Ragusano.

Tracce storiche e personaggi - Zito era una famiglia nobile siciliana, originaria di San Marco d’Alunzio, in seguito diramatasi nel centro costiero di Sant’Agata di Militello. Antonino Meli, storico e giurista del XVIII secolo, nella sua “Istoria antica e moderna della città di San Marco” la descrive tra le famiglie di nobiltà di toga della città aluntina. Il primo esponente di tale famiglia è don Vincenzo Zito, gentiluomo di “Caprisuso” (odierna Capri Leone), più volte capitano di giustizia di San Marco nella prima metà del secolo XVI. (da Wikipedia)

 

ZUCCARELLO

Il cognome Zuccarello, di origine siciliana, ha diramazioni in Veneto, a Treviso. Deriva dal vocabolo zuccaro (zucchero) e sta ad indicare un carattere mansueto, dolce. Zuccarelli è un altro ceppo presente ad Alessandria, Genova e Cosenza. Quest'ultimo cognome potrebbe derivare dal Marchesato autonomo di Zuccarello. 

Zuccarello è presente in circa 200 comuni italiani distribuiti fra le regioni di Sicilia, Veneto, Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Calabria. In Sicilia lo troviamo nelle province di Catania, Palermo, Messina, Siracusa, Enna (Agira, Piazza Armerina, Assoro, Regalbuto), Agrigento. Il cognome Zuccarelli è frequente, invece, in 96 comuni distribuiti fra le regioni di Toscana, Piemonte, Calabria, Lazio, Lombardia, Molise, Liguria, Veneto, Sicilia (poche unità).

Tracce storiche e personaggi - Ancora oggi, nell'entroterra di Savona, esiste il borgo di Zuccarello fondato il 4 aprile 1248 dai Marchesi di Clavesana e dalla popolazione della Val di Neva, con atto del notaio Martino: è uno dei borghi più belli d'Italia. Qui nel 1378 nacque Ilaria del Carretto, figlia di Carlo I del Carretto. Morì durante il parto nel 1405 a Lucca dove si trova il famoso sarcofago, commissionato dal marito, che costituisce il capolavoro di Jacopo della Quercia. Francesco Zuccarelli, nato in Putigliano (Grosseto) il 15 agosto 1702, morto in Firenze il 30 dicembre 1788, pittore italiano del periodo rococò

 

ZIRILLI

Zirilli è parte di una grande famiglia di cognomi che comprende Inzerilli, Inzerillo, Inzirilli, Inzirillo, Zerillo, Zerilli, Zirillo, Zirilli. Tali cognomi nascono da ipocoristici di soprannomi dialettali che hanno alla base il vocabolo greco “xeros” (Ξερός ), che significa “arido, secco, asciutto”, probabilmente riferito a località di provenienza o di abitazione dei capostipiti (aride, secche), o a particolari caratteristiche fisiche degli stessi (eccessivamente magri, secchi). In-Zirilli indica anche l’ingresso di una persona nella famiglia Zirilli (- sposata con Zirilli). (Fonte: E. Rossoni, “L’origine dei cognomi italiani, storia ed etimologia”). La forma Zirilli è rara, è siciliana, tipica del Messinese e del Reggino, diramatasi nei secoli in regioni come Calabria, Puglia, Lombardia, Calabria, Lazio, Piemonte. In Sicilia è diffuso soprattutto nel Catanese (Randazzo, Catania, San Giovanni La Punta, Maletto, Riposto, Castiglione di Sicilia, Nicolosi, ecc.) e nel Messinese (Messina, Santa Domenica Vittoria, Milazzo, Villafranca Tirrena, Rometta, Falcone).

 

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