Marta è una delle allieve che frequentano la Scuola di Pallavolo Regalbuto . Il suo sorriso rappresenta il futuro della pallavolo a Regalbuto che riparte, più forte e unita che mai.

Regalbuto si prepara a vivere una stagione di grande fermento sportivo. La Scuola di Pallavolo Regalbuto ha infatti annunciato una vera e propria rivoluzione interna, una ripartenza vigorosa che prenderà il via già a partire dai mesi estivi. Con un organigramma societario ampliato, l'ingresso di nuovi tecnici qualificati e una programmazione ricca di novità, la storica realtà locale si propone non solo come punto di riferimento atletico, ma come vero e proprio polo di crescita ed educazione per le sue giovani atlete.

Un direttivo più forte: i nuovi volti societari

Dietro ai successi sul campo c’è sempre una macchina organizzativa solida ed efficiente. Per far fronte alle sfide future e sostenere la crescita costante del club, l'area dirigenziale si allarga accogliendo tre figure chiave: Alessandro Adornetto , Letizia Licciardo Napoli , Elena Fiorenza. Questi nuovi dirigenti andranno a potenziare un settore strategico che necessita costantemente di energie fresche, passione e competenze organizzative per tradurre in realtà le ambizioni e i progetti della società. 

Qualità in palestra: lo staff tecnico si arricchisce

La crescita delle atlete passa inevitabilmente dalla qualità del lavoro quotidiano sul parquet. Anche da questo punto di vista, la Scuola di Pallavolo Regalbuto compie un importante salto di qualità.     Lo staff tecnico vedrà l'ingresso ufficiale di Cinzia Savoca e Mariem Ajaaj, pronte a scendere in campo dopo aver concluso brillantemente il percorso di formazione e istruzione per allenatori organizzato dall’Acsi Enna. Le neo-allenatrici affiancheranno le colonne portanti del settore tecnico, Erica Smirne Miletti e Letizia Stancanelli. Questa sinergia permetterà di diversificare e personalizzare il lavoro in palestra, assicurando a ogni fascia d’età l'attenzione e la preparazione che merita. 

Più di uno sport: gli obiettivi del nuovo corso

Il focus del rinnovato progetto societario ruota attorno a tre pilastri fondamentali:

  1. Valorizzazione del vivaio: Curare e far crescere le giovani leve locali, dando loro gli strumenti per esprimersi al meglio.

  2. Esperienze integrate: Andare oltre la sola attività fisica, proponendo iniziative che uniscano lo sport a momenti di crescita culturale e sociale, promuovendo valori come l'inclusione, il rispetto e la cooperazione.

  3. Aumento delle ore di attività: Ottimizzare i tempi di allenamento per garantire alle iscritte una preparazione tecnica sempre più efficace.

    L'entusiasmo della dirigenza

    Il trend positivo è confermato dal grande interesse delle famiglie del territorio, come sottolineato direttamente dai vertici del club:

    "Ci conforta il fatto che le iscrizioni sono in aumento. Sono difatti sempre di più le ragazze che scelgono di frequentare i nostri corsi e come tale stiamo programmando già di aumentare le ore dedicate all'attività per consentire ai nostri iscritti un più efficace contatto con la pallavolo."

    La stagione estiva alle porte non sarà quindi un momento di sosta, ma il vero e proprio trampolino di lancio per un’avventura sportiva tutta da scrivere. La pallavolo a Regalbuto riparte, più forte e unita che mai.

 

l futuro di una comunità si costruisce insieme, giorno dopo giorno. Con questo spirito, l’Amministrazione Comunale di Regalbuto invita tutta la cittadinanza a prendere parte attiva alle scelte che riguarderanno il territorio per l'anno in corso. È stato infatti indetto un incontro pubblico per fare il punto sull'avvio e sull'attuazione dei processi di Democrazia Partecipata per il 2026. Si tratta di un'opportunità straordinaria per capire come proporre idee, presentare progetti e decidere insieme come spendere una quota dei fondi comunali destinati a migliorare la vita di tutti i giorni.La democrazia partecipata non è un semplice adempimento formale, ma uno strumento di potere reale nelle mani dei cittadini. Attraverso questo meccanismo, previsto dalla legge regionale, ciascun residente ha la possibilità di proporre interventi concreti per il proprio paese — che si tratti di aree verdi, cultura, decoro urbano o servizi sociali — e di votare i progetti ritenuti più meritevoli. Il perchè prendere parte all'incontro e partecipare può voler dire scoprire i dettagli del bando 2026, i requisiti per presentare i progetti e i tempi di voto, confrontarsi direttamente con l'amministrazione e con gli altri cittadini per far nascere sinergie, ma quel che più importa è non limitarsi a osservare il cambiamento, ma diventarne i veri motori.

La partecipazione è l'unico modo per trasformare un'idea individuale in un beneficio collettivo.

 Passare dalla teoria alla pratica è possibile, partendo proprio da un pomeriggio di confronto in Sala Consiliare.

 

Quando: Giovedì 7 maggio 2026, alle ore 17:00

Dove: Presso la Sala Consiliare del Comune di Regalbuto

Tema: Attuazione dei processi di Democrazia Partecipata 2026

Partecipazione: Aperta a tutta la cittadinanza, associazioni e comitati locali

 

 

"Alex non è stato solo un campione di velocità, è stato un campione di prospettiva. Ci ha insegnato che la vita non si misura da ciò che ci viene tolto, ma da quello che decidiamo di fare con ciò che resta.

In ogni suo respiro, in ogni sfida accettata con quel sorriso che sfida il destino, Alex ci ha  ricordato  che cadere è umano, ma rialzarsi (o reinventarsi) è un atto di pura poesia

Continuiamo a fare il tifo per lui e per quanti come lui hanno lottato per la vita ! Ciao Alex ci mancherai ! 

Sulla mancata presentazione della Lista alle prossime consultazioni elettorali - amministrative di Centuripe , interviene Armando Donzì . 
La Libertà, la Verità e il Rispetto:
Un appello alla Comunità.
​In queste ore di travaglio per Centuripe, il mio primo pensiero va ad Elio, a cui auguro una pronta guarigione. Il suo esempio di riflessione serena dovrebbe essere per tutti noi un monito a ritrovare l’equilibrio.
​Sento però il dovere di intervenire con fermezza.
È necessario ristabilire una verità che va oltre le elezioni:
la scelta di non presentare una lista è stata un atto di onestà intellettuale. Non ho voluto riempire caselle con nomi di facciata solo per ambizione numerica. La dignità del nostro paese merita serietà, non finzioni.
​Nessun complotto, nessuna trama.
Solo la libera scelta di individui che hanno deciso di fare un passo indietro. La libertà di un individuo finisce dove inizia quella dell'altro: il diritto di non candidarsi è sacrosanto e non può diventare il pretesto per una gogna pubblica.
​È inaccettabile che oggi alcuni candidati non possano attraversare la piazza senza essere etichettati o attaccati.
Mi addolora vedere "persone mature" alimentare questo fango. Se posso comprendere l'impeto di un giovane mosso dalla tifoseria, non giustifico chi, con l'esperienza dell'età, calpesta la pace sociale.
​Dietro ogni nome ci sono famiglie, ci sono bambini che ascoltano e anziani fragili che soffrono nel vedere i propri cari denigrati. Queste persone meritano rispetto. La politica passa, le elezioni finiscono, ma le ferite inferte alla dignità degli uomini e alla serenità dei più piccoli restano.
​Ritroviamo il limite. Difendiamo la libertà, ma restiamo umani.
 

CATANIA – Lo scorso 29 aprile 2026, lo stadio “Angelo Massimino” ha ospitato l’evento “Un Gol per la Solidarietà”, un appuntamento che unisce sport e beneficenza. Tra il pubblico presente sugli spalti, si è distinta la delegazione degli studenti dell’Istituto “Salvatore Citelli” di Regalbuto, che hanno partecipato con interesse a questa giornata dedicata al sostegno sociale. L’obiettivo principale della partecipazione scolastica è stato quello di sensibilizzare i ragazzi sul valore dell’altruismo e della cittadinanza attiva. Accompagnati dalle docenti Giovanna Dieli Crimì, Lorena Treccarichi e Anna Geraci, gli alunni hanno seguito le sfide sul campo con partecipazione, dimostrando come la scuola possa essere un importante tramite per iniziative di rilievo territoriale. L'edizione di quest'anno ha avuto una finalità precisa: il ricavato della manifestazione sarà infatti devoluto alla comunità di Niscemi, colpita lo scorso gennaio da una frana. I fondi saranno destinati alla creazione di spazi ricreativi per i giovani della zona, rendendo il contributo di chi ha acquistato il biglietto – inclusi gli studenti di Regalbuto – un atto di solidarietà concreta verso i propri coetanei in difficoltà.L’evento, ormai consolidato nella tradizione catanese, ha visto scendere in campo volti noti del mondo dello spettacolo e dello sport, tra cui il cantautore Povia, che hanno animato la mattinata insieme a vari rappresentanti della Nazionale Artisti TV e delle All Stars Sicilia.

Al di là della cornice di spettacolo, per l’Istituto “Salvatore Citelli” la giornata ha rappresentato un’occasione formativa importante: un modo per uscire dalle aule e riflettere, attraverso lo sport, sull’importanza di sostenere chi vive situazioni di emergenza.

 

Un’immersione totale tra cultura, lingua e formazione professionale: l’esperienza PCTO nella capitale spagnola lascia un segno indelebile nel percorso di crescita dei ragazzi.

Madrid non è stata solo una meta geografica, ma un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per gli studenti del terzo e quarto anno dell’Istituto Tecnico “Salvatore Citelli”. Dal 14 al 23 aprile 2026, i ragazzi hanno vissuto un’intensa esperienza di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) e soggiorno linguistico, un progetto che ha saputo coniugare il rigore didattico con la scoperta interculturale.

Un connubio tra teoria e vita quotidiana

Accompagnati con dedizione dai tutor Palma Bevacqua e Giuseppa Giaggeri, gli studenti hanno vissuto il quotidiano spagnolo ospitati da famiglie locali. Questa immersione ha rappresentato il primo, fondamentale passo verso l’autonomia: dalla gestione dei tempi di spostamento in metropolitana — una vera palestra di responsabilità — alla condivisione delle abitudini di una cultura diversa dalla propria.

Ogni mattina, il focus didattico è stato il potenziamento della lingua inglese presso la scuola ospitante, un tassello cruciale per costruire quel profilo professionale internazionale che il mercato del lavoro di oggi richiede con sempre maggiore urgenza.

Tra storia, scienza e tradizione

Il calendario delle attività ha trasformato ogni angolo di Madrid in un’aula. Il gruppo ha ripercorso la storia dell’arte al Museo Reina Sofía e ammirato la maestosità della Cattedrale dell’Almudena e del Palazzo Reale. Non sono mancati momenti di riflessione sulle tradizioni locali, come la visita alla Plaza de Toros de Las Ventas, né lo stupore dinanzi alla storia millenaria di Toledo, esplorata tra le navate della sua Cattedrale e i chiostri del Monastero di San Juan de los Reyes.

L’orientamento scientifico, fulcro dell'identità dell'Istituto, ha trovato spazio nella visita interattiva al Planetario e al Museo delle Scienze Naturali, stimolando curiosità e capacità di analisi critica nei giovani studenti.

Competenze per il futuro

Non solo svago e cultura: il programma ha riservato spazio alla formazione pratica. Attraverso workshop dedicati, gli studenti si sono misurati con la stesura del curriculum vitae, acquisendo strumenti concreti per affrontare le sfide professionali che li attendono dopo il diploma.

Il bilancio finale dell’esperienza è estremamente positivo. La puntualità, lo spirito di collaborazione e l’atteggiamento proattivo mostrato dagli alunni del “Citelli” sono stati lodati sia dalle famiglie ospitanti che dai partner spagnoli, confermando l’efficacia di un modello didattico che mette al centro il coinvolgimento diretto.

Un bagaglio di crescita

Questa avventura madrilena non si limita alle foto scattate o ai chilometri percorsi. Per i ragazzi, il valore aggiunto risiede nel superamento dei confini della propria zona di comfort. Tornano a casa con una maggiore consapevolezza delle proprie capacità linguistiche, una ritrovata autonomia e, soprattutto, una visione del mondo più ampia e integrata.

Un’esperienza che, come sottolineato dai partecipanti e dai docenti, non rappresenta un punto di arrivo, ma un solido trampolino di lancio per il loro futuro percorso formativo e professionale.

Il 25 Aprile, data che dovrebbe rappresentare la pietra angolare della nostra democrazia, si ripropone quest’anno con una carica di divisione che appare, per molti osservatori, senza precedenti negli ultimi decenni. La ricorrenza, che celebra la Liberazione dal nazifascismo, si è trasformata, di fatto, nel palcoscenico di una polarizzazione crescente, dove la retorica del conflitto sembra aver preso il sopravvento sulla riflessione storica e sull’unità nazionale.

La frattura della memoria

È innegabile che la tensione sia aumentata. Da una parte, chi rivendica con forza l'eredità partigiana come unico baluardo democratico; dall'altra, chi si sente perennemente sotto accusa, etichettato come "fascista" per la sola appartenenza a una diversa area politica. Questa dicotomia, esasperata dall’attuale clima politico, ha riportato il dibattito pubblico a toni che ricordano atmosfere lontane ottant’anni.

Il nodo centrale è il mancato processo di rappacificazione nazionale. Sebbene il valore universale del sacrificio dei morti in guerra sia un dato di fatto umano e pietoso, l'Italia sembra non avere ancora avuto la forza, o forse la volontà politica, di ricomporre una narrazione condivisa. Il Governo, espressione di una coalizione di centro-destra, è finito al centro di questa contesa, diventando, a seconda dei punti di vista, l'emblema di un revisionismo o il bersaglio di una delegittimazione sistematica.

Il miraggio dell'unità

Ci si sarebbe aspettati, in un giorno di tale importanza, di vedere le piazze unite sotto un unico vessillo: il Tricolore. La bandiera italiana dovrebbe essere il simbolo che annulla le differenze, rappresentando la Patria per cui uomini di fedi politiche opposte — uniti agli Alleati — hanno combattuto per sconfiggere la dittatura. Invece, le cronache delle ultime celebrazioni hanno mostrato una frammentazione di anime, bandiere di parte e slogan che più che ricordare, sembrano voler dividere nuovamente.

L'ombra della violenza

La preoccupazione più profonda che emerge dall'attuale scenario riguarda la deriva violenta. L'osservatore attento non può fare a meno di notare come il linguaggio stia diventando sempre più radicale. Quando il confronto politico smette di essere dialettica e diventa "danza di guerra", il rischio è che si creino le premesse per atti estremi.

Il timore — espresso da chi ha vissuto abbastanza da ricordare stagioni ben più cupe — è che si stia giocando pericolosamente con il fuoco. La storia ci insegna quanto sia labile il confine tra lo scontro verbale e il gesto scellerato. Il silenzio di chi dovrebbe agire come mediatore, isolando le frange estremiste che cercano deliberatamente la provocazione e lo scontro fisico, è un segnale d'allarme che non può essere ignorato.

Verso un futuro incerto

Guardando al 2027, la prospettiva non è rassicurante. Se la politica non sarà in grado di disinnescare questa "tensione cercata", il rischio di un'escalation che trascenda le parole è concreto. La memoria, invece di essere uno strumento di coesione, rischia di diventare la benzina sul fuoco di un conflitto civile strisciante.

Siamo chiamati a una riflessione urgente: è davvero possibile che, a distanza di decenni, l'Italia non sia in grado di celebrare il proprio ritorno alla libertà senza rischiare, ogni volta, di lacerare nuovamente il proprio tessuto sociale? La risposta a questa domanda non appartiene solo alla classe dirigente, ma alla maturità di un Paese che deve decidere se continuare a vivere nel passato o costruire, finalmente, una memoria comune che non cerchi più vittime, ma futuro.

C'è un'immagine che più di ogni altra fotografa le contraddizioni, a tratti intollerabili, dell'ultimo 25 aprile: quella di Tino Ferrari, ex professore dell'Università di Bologna nato nel 1946 – l'anno immediatamente successivo alla Liberazione – allontanato dal corteo della sua città. La sua "colpa"? Aver portato in piazza, accanto al tricolore italiano e ai simboli dell'ANPI, la bandiera dell'Unione Europea e quella dell'Ucraina. Ma purtroppo, il suo non è stato l'unico caso di memoria tradita.

Un Paradosso Dolente

È un 25 aprile dolente quello in cui a un uomo anziano, animato dai valori fondanti della Resistenza e con i fazzoletti partigiani al collo, viene intimato di andarsene o di nascondere in tasca i propri vessilli.

Il cortocircuito logico e morale è plateale: nella giornata in cui l'Italia celebra la liberazione da un regime oppressivo e da un'occupazione straniera, a un cittadino democratico viene impedito di solidarizzare con un Paese che da oltre 4 anni sta compiendo la propria, sanguinosa e drammatica resistenza contro un invasore. Ferrari è stato bloccato da manifestanti più giovani e costretto a farsi da parte per non aver aderito a un "pensiero unico" imposto con un'arroganza inaccettabile.

L'Abisso dell'Odio: L'Attacco alla Brigata Ebraica

A rendere il clima ancora più fosco e inquietante è ciò che accade, ormai quasi sistematicamente, ai rappresentanti della Brigata Ebraica, a cui viene impedito di sfilare pacificamente. Stiamo parlando dei reduci e degli eredi di coloro che diedero un contributo di sangue vitale per la liberazione dell'Italia dal nazifascismo.

Vietare loro la piazza è un abominio storico, ma il fondo dell'abisso è stato toccato con gli insulti vomitati contro di loro. Tra urla e spintoni, si è levato un commento che fa raggelare il sangue: "siete saponi mancati". Una frase che non è "solo" un insulto, ma un'evocazione abominevole dell'Olocausto, un concentrato di purissimo antisemitismo mascherato da militanza politica.

  • La memoria capovolta: Chi sfila il 25 aprile dovrebbe farlo per onorare le vittime del nazifascismo, non per usare la retorica dei carnefici contro i discendenti di quelle stesse vittime.

  • Il paradosso della piazza: La Festa della Liberazione si trasforma così in un tribunale ideologico dove l'ingresso è regolato dall'intolleranza e, cosa ancora più grave, dall'odio razziale.

La Resistenza di Oggi e i Muri dell'Ideologia

Cacciare chi sventola la bandiera di un popolo sotto le bombe, o sputare odio antisemita addosso a chi ha liberato il nostro Paese, significa ignorare il parallelismo storico e morale più lampante del nostro presente. La libertà non è un concetto astratto, né tantomeno l'esclusiva di certe fazioni: è un principio universale. Quando la piazza si trasforma in un luogo di censura e razzismo, perde la sua natura e diventa l'esatto opposto di ciò per cui le partigiane e i partigiani hanno combattuto e perso la vita.

Impedire a Tino Ferrari di marciare e insultare la Brigata Ebraica sono ferite profonde alla nostra democrazia. È il trionfo di quel settarismo anti-libertà che pretende, con presunzione violenta, di stabilire quali resistenze siano degne di essere celebrate e chi abbia il diritto di esistere.

Il 25 aprile appartiene a tutti coloro che credono nei diritti umani, nella solidarietà e nell'autodeterminazione dei popoli, respingendo ogni forma di fascismo, vecchio o nuovo che sia. Viva Tino Ferrari, onore alla Brigata Ebraica, e abbasso quel settarismo cieco che, in nome di una libertà sbandierata solo a parole, finisce per calpestare quella vera.

Milano: insulti alla Brigata Ebraica durante il corteo del 25 aprile Questo filmato documenta le crescenti tensioni e le contestazioni subite dai rappresentanti della Brigata Ebraica durante le celebrazioni della Liberazione a Milano.

Il colpo d'occhio che accoglie oggi i visitatori scendendo verso il bacino del Lago Pozzillo è quanto di più bello e suggestivo si possa desiderare. Quella che fino a ieri era un'aspirazione condivisa, oggi è una splendida realtà: un'oasi di pace e serenità che brulica di vita, colori e profumi, sancendo il successo inequivocabile del Pozzillo Fest.

Un'Atmosfera di Festa e Condivisione

Passeggiando lungo le sponde, i sensi vengono immediatamente rapiti dall'essenza della scampagnata perfetta e del vivere all'aria aperta. L'area è un mosaico di attività e sorrisi, dove ogni visitatore trova la propria dimensione ideale:

  • Sapori e Tradizione: Famiglie e comitive sono già intente ad animare i barbecue, diffondendo nell'aria il profumo inconfondibile di carne arrosto e dei tradizionali carciofi sulla brace.
  • Sport e Dinamismo: Le acque increspate del lago fanno da specchio agli atleti del canottaggio, mentre sui campi limitrofi risuonano i colpi di chi si sfida a tennis. Poco distante, gruppi di ragazze e appassionati di trekking esplorano i sentieri circostanti.
  • Spensieratezza: I bambini corrono felici rincorrendo un pallone, riappropriandosi di spazi verdi ampi e sicuri.
  • Servizi al Cittadino: La Pro Loco presidia l'area con le sue immancabili biciclette a noleggio per esplorare la zona su due ruote, mentre le attività commerciali locali aprono gradualmente i loro stand, offrendo prodotti tipici e servizi di qualità.
  • Infine la SAES con tutto il personale in servizio  che non smette di stupire per la grande molta di assistenza nel mantenere ordinato e pulita tutta l’area del parcheggio e del Piano Arena. Coadiuvati dall’Associazione dei Carabinieri di Regalbuto
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Il Trionfo della Sinergia: Pubblico, Privato e Associazioni

Ciò che rende questa giornata davvero storica non è solo la bellezza naturalistica del luogo, ma il modello organizzativo che l'ha resa possibile. Oggi si concretizza ciò che è stato a lungo scritto, sognato e pianificato: un coinvolgimento totale e proficuo tra l'Amministrazione Pubblica, l'imprenditoria privata e il vitale tessuto associativo.

Questa alleanza ha permesso di far respirare un'aria nuova. La Cittadella dello Sport e l'area del Piano Arena dimostrano oggi tutto il loro enorme potenziale, ergendosi a simbolo di un'efficienza strutturale che regala serenità e ordine a tutti i partecipanti.

La Mossa Vincente: L'Iniziativa dei Privati per l'Accoglienza

Che il Pozzillo fosse una risorsa inestimabile per il territorio era un fatto noto. Tuttavia, la vera nota di merito che ha dato il via formidabile alle giornate del Pozzillo Fest riguarda la logistica, spesso vera e propria sfida dei grandi eventi.

Il senso di comunità ha fatto la differenza: i proprietari privati hanno generosamente messo a disposizione i propri terreni limitrofi per trasformarli in un ampio e funzionale parcheggio.

Questa mossa strategica ha permesso di accogliere migliaia di automobili e camper in totale sicurezza, azzerando i disagi viabilistici e permettendo a turisti e residenti di iniziare a godersi la festa fin dal momento dell'arrivo.

Un Modello per il Futuro

Il Pozzillo Fest si sta dimostrando non solo un momento di svago, ma la prova tangibile di come un territorio possa fiorire quando la comunità rema nella stessa direzione. Il lago oggi non è mai stato così vivo, confermandosi non solo come perla paesaggistica, ma come vero e proprio motore trainante per il turismo, lo sport e l'economia locale. Una giornata che segna un nuovo, bellissimo capitolo per tutta la comunità.

 

MISTERBIANCO (CT) – Non è stata solo una competizione, ma una vera e propria prova di forza tecnologica e carattere. L’Istituto Fortunato Fedele di Agira, con i talentuosi studenti dell’Istituto Tecnico "Citelli" di Regalbuto, ha lasciato un’impronta indelebile alle Gare Nazionali di Robotica RoboCup Junior, svoltesi dal 15 al 18 aprile 2026 presso il prestigioso hub SiciliaFiera. Sotto la guida esperta dei docenti, i ragazzi dell’indirizzo Elettronica hanno dimostrato che il futuro della robotica parla siciliano, portando a casa risultati storici e riconoscimenti che proiettano la scuola verso palcoscenici internazionali.

Rescue Line: Verso l'Europa

Nella categoria Rescue Line, la squadra denominata "Last Second" ha tenuto fede al proprio nome regalando emozioni fino all’ultimo istante. Su ben 66 partecipanti provenienti da tutta Italia, i ragazzi del Citelli hanno conquistato un eccezionale 6° posto. Questo piazzamento non è solo un numero, ma un lasciapassare: il team è ora in lizza per uno slot ai Campionati Europei di Vienna. Se confermato, si tratterebbe di un record assoluto per l’Istituto di Regalbuto, segnando la prima storica partecipazione a una fase continentale.

Soccer: Una "Prima Volta" da Premio Fair Play

La vera sorpresa dell'edizione 2026 è arrivata dalla categoria Soccer Lightweight Entry. Per la prima volta in assoluto, una squadra siciliana è riuscita a qualificarsi e competere in questa disciplina a livello nazionale. A rompere il ghiaccio è stato proprio il Fortunato Fedele con la squadra "Circuit Breakers". Oltre al valore tecnico della partecipazione, i ragazzi hanno saputo distinguersi per l'etica e lo spirito sportivo, conquistando il Premio Fair Play. Vedere il nome del Citelli risuonare sul palco delle premiazioni nazionali per il comportamento esemplare dei suoi studenti è stato un momento di immenso orgoglio per tutta la delegazione.

Un Successo di Squadra

Dietro questi traguardi c’è il lavoro instancabile di un corpo docente dedicato. Gli studenti sono stati supportati e accompagnati nelle varie fasi (territoriali e nazionali) dai professori: Angela Beninato e Diego Bonadonna (fase territoriale); Diego Bonadonna, Corrado La Rosa, Alberto Risiglione e Angelo Scorciapino (fase nazionale).

Il Sostegno del Territorio

Il successo di questi giovani innovatori è stato reso possibile anche grazie alla sinergia con le realtà locali. L’Istituto Citelli ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale alla Magnetico Associazione Culturale, il cui prezioso sostegno economico è stato fondamentale per permettere agli studenti di affrontare questa sfida nazionale.

"Questi risultati confermano che, quando l'impegno degli studenti incontra la guida attenta dei docenti e il sostegno delle associazioni, non esistono confini che non possano essere superati. Oggi Regalbuto festeggia i suoi piccoli geni della robotica, domani chissà... forse l'Europa."

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