Monza chiama, Giacomo Pellegrino risponde: il giovane regalbutese pronto per il Tempio della Velocità
Sarà l'Autodromo Nazionale di Monza ad ospitare la prossima tappa del Trofeo Predator's. Un palcoscenico d'eccezione per le monoposto del campionato che faranno da contorno alla tappa italiana dei Campionati Europei di F3 e Prototipi. E tra loro, con il numero 49 ben in vista sulla livrea, ci sarà anche il giovane regalbutese Giacomo Pellegrino. Per Giacomo è molto più di una gara. È il weekend più atteso dell'anno.
L'emozione del debutto a Monza
Centodue anni di storia, i nomi più iconici del motorsport incisi sull'asfalto, la folla della tribuna, il rombo che rimbomba nel Parco. Arrivare a Monza è un traguardo che vale una carriera. Lo sa bene Pellegrino, che non ha nascosto l'emozione alla vigilia:
" Già a sentire il nome tremano le gambe, all'inizio della mia carriera non avrei creduto di poter arrivare a correre in una pista così importante, prestigiosa, affascinante e leggendaria. Mi attende un weekend molto complicato, non conosco per niente la pista, non è stato possibile fare nemmeno un piccolo test. Cercherò di fare il massimo per raggiungere il miglior risultato possibile e non deludere i miei tifosi ed i miei sponsor che approfitto per ringraziare. Senza il loro aiuto, tutto questo non sarebbe possibile. La storia scritta nel Tempio della velocità dai campioni del motorsport è veramente ricca di nomi iconici. Il tracciato ha superato i 100 anni di storia. Chissà quali emozioni proverò a percorrere la leggendaria curva Parabolica o le curve di Lesmo o, ancora, la variante Ascari."
Parole che raccontano tutto: rispetto, umiltà e fame di mettersi in mostra.
Una sfida ad alta difficoltà
Il Predator's è un campionato monomarca serratissimo, dove il manico fa la differenza. E farlo a Monza, a 260 km/h sul rettilineo principale per poi staccare alla Prima Variante, senza aver mai girato prima sul tracciato da 5.793 metri, è una sfida dentro la sfida. Niente test, niente riferimenti. Solo studio al simulatore, telemetrie e tanto lavoro con il team per arrivare preparati a un weekend che si preannuncia complicatissimo e ricco di adrenalina. Dalla doppia di Lesmo alla staccata della Roggia, dalla Variante Ascari al catino della Parabolica, oggi intitolata a Michele Alboreto, ogni curva di Monza è un esame.
Con la tappa italiana dell'Europeo F3 e Prototipi a fare da cornice, l'affluenza sarà da grande occasione. Per Pellegrino sarà l'opportunità di misurarsi con i migliori e di portare in alto i colori di Regalbuto in uno degli autodromi più famosi al mondo.
La tensione sale, i motori stanno per accendersi.
Verso Regalbuto 2027 si sta delineando, il puzzle più chiaro e più sano possibile per una democrazia locale.
Con l'adesione di Sud chiama Nord al movimento Per Regalbuto, attraverso la coordinatrice provinciale Maria Carmela Romano, non è solo una tessera in più. È la conferma che si sta andando verso due poli. Due insiemi ben definiti e distinti, non due accozzaglie dell'ultimo minuto. E questa è una fortuna per Regalbuto. E dico il perché.
- L'utilità più grande: un giudizio chiaro
L'attuale Sindaco Angelo Longo, eletto il 13-6-2022 con lista civica, nel 2027 avrà governato per cinque anni. È giusto che il suo operato venga sottoposto al giudizio degli elettori senza alibi. Se ci fossero 3, 4, 5 liste, quel giudizio si annacquerebbe. Sarebbe un voto su simpatie personali, parentele, risentimenti. Con due liste civiche contrapposte il meccanismo diventa referendario nel senso più nobile del termine:
Lista 1 = continuità: abbiamo amministrato, questo è il bilancio, chiediamo di continuare.
Lista 2 = alternativa: non abbiamo condiviso metodo e risultati, proponiamo altro.
L'elettore non deve decifrare. Deve scegliere.
- Fine del trasformismo e dei contenitori civetta
Nei comuni sotto i 15.000 abitanti come Regalbuto - 6.553 residenti oggi - la proliferazione di liste è quasi sempre il sintomo di una malattia: personalismi che non trovano posto.
Il progetto "Per REGALBUTO" parla di un'idea di buona Politica dove partiti, movimenti e singoli scelgono di svestire i panni dell'appartenenza per lavorare insieme ad un unico obiettivo. E la stessa Romano parla di superare i contrasti del passato perché il bene della comunità deve prevalere su ogni divisione. Questa è l'utilità della formula a due poli: costringe tutti a fare una scelta di campo vera. Non puoi stare un po' di qua e un po' di là. Devi dire dove stai su trasparenza, ascolto, sviluppo. O stai con l'amministrazione uscente e ne rivendichi il percorso, o stai nell'alternativa e ne costruisci uno diverso. Non c'è spazio per la terza lista fatta per trattare posti in giunta il giorno dopo.
- Governabilità
Chi vince a Regalbuto con il sistema delle due liste vince con una maggioranza solida, chiara, che non dovrà vivere di stampelle. Abbiamo visto cosa succede quando la maggioranza si sfilaccia in corsa - consiglieri che escono, gruppi autonomi che nascono. Una competizione bipolare iniziale costringe a fare l'accordo PRIMA, sul programma, non DOPO, sulle poltrone. E una giunta che nasce da un patto programmatico tra forze che decidono di stare insieme , o da una coalizione che conferma Longo, è molto più stabile di un'accozzaglia di 4 liste messe insieme per arrivare a vincere.
- Una campagna elettorale sui contenuti, non sulle persone
Paradossalmente, due sole liste abbassano i toni personali e alzano il livello politico. Con tre o quattro liste, per emergere devi urlare più forte dell'altro, devi distinguerti con l'attacco personale. Con due, sei costretto al confronto diretto: due candidati sindaco, due programmi, due visioni di paese. I regalbutesi non aspettano di sapere chi ce l'ha con chi. Aspettano risposte su servizi, lago di Pozzillo, centro storico, spopolamento, viabilità , occupazione etcc . Due liste hanno il tempo e l'obbligo di parlare di questo.
- Partecipazione e riduzione dell'astensionismo
Un'elezione frammentata in tanti rivoli disorienta e spinge a non votare. "Tanto sono tutti contro tutti".Due offerte chiare, invece, mobilitano. Ognuno sa dove portare il suo voto utile. E in un paese dove ci si conosce tutti, sapere che ci sono solo due squadre in campo favorisce anche il confronto nelle famiglie, nei bar, nelle associazioni. Si discute di visione, non di calcoli.
E la terza lista?
La mia ipotesi : difficile, ma non improbabile.
Una terza lista a Regalbuto nel 2027 avrebbe senso solo se portasse una rottura ideologica o generazionale vera, non rappresentata dagli altri due poli. Altrimenti, rischierebbe di fare solo da ago della bilancia, di togliere voti all'una o all'altra per questioni di posizionamento personale, condannando il paese a un ballottaggio finto o a una vittoria di misura che poi diventa ingovernabilità.
La democrazia non si misura dal numero di liste, ma dalla qualità dell'alternativa.
Due liste civiche forti, ben distinte, radicate, con dentro partiti, movimenti e società civile, sono oggi l'esercizio più maturo che Regalbuto possa regalarsi. Una sfida leale, senza alibi. Vince chi convince di più. Perde chi convince di meno. E alla fine, comunque, vince la comunità.
AgoVit
" Questa volta è San Vito che è andato a cercarli "
Ripropongo la foto che ritrae padre Angelo , con in mano le relique di San Vito , accompagnato da due volontari del Comitato dei Festeggiamenti e da Concetta , perchè tra i commenti al precedente post , mi ha commosso quello di Antonella che riportava la gioia della mamma nel ricevere a casa San Vito. Perchè in quella frase c'è tutto. Antonella l'ha scritta con semplicità: "Mia mamma era felice e li ha aspettati come si aspetta l'innamorato". In quella attesa c'è tutta la condizione dei nostri anziani. Non è solo l'attesa di una visita. È l'attesa di qualcuno che bussa alla porta e ti dice: tu ci sei ancora, tu fai parte di noi, non ti abbiamo dimenticato. Gli anziani viviamo di questo. Viviamo preparando la sedia, tenendo pronta la caffettiera , guardando l'orologio, tenendo la porta socchiusa. Viviamo di un'attesa che è amore. E poi quell'attesa si è compiuta. Padre Angelo, i volontari del Comitato, le reliquie di San Vito entrate in una casa. Non in chiesa, dove siamo abituati a cercarlo, ma in casa. In cucina, in camera da letto, dove la vita reale si fa fatica e preghiera. È un gesto che ribalta la festa. Di solito siamo noi ad andare da San Vito. Questa volta è San Vito che è andato a cercarli. Uno per uno. Come fa un pastore. Come fa una famiglia. Perché San Vito era un ragazzo. Un giovane che ha scelto di donarsi. E cosa chiede un giovane martire alla sua comunità? Non chiede solo le luminarie, la banda, la processione bella. Chiede di non lasciare indietro nessuno. Chiede che la festa sia prima di tutto una visita. Quella felicità di cui parla Antonella, quella di sua madre che aspetta come un'innamorata, è la prova che l'iniziativa ha centrato il cuore. Ha trasformato l'attesa in incontro. La solitudine in comunione.
In fin dei conti è questa la nostra comunità quando è più vera. Una comunità che entra nelle case.
Grazie a chi ha avuto questa idea e a chi l'ha portata avanti con discrezione e amore.
L'ironia più crudele di questa follia è proprio questa, ed è sempre la stessa.
L’Istituto S. Citelli di Regalbuto è Sede d’Esame Trinity per la Digital Transformation
L’Istituto S. Citelli di Regalbuto (EN) ha ricevuto da Trinity College London il Trinity Digital Transformation Badge per l’anno accademico 2025-2026, un importante riconoscimento che valorizza l’impegno della scuola nell’adozione di modalità d’esame innovative, sostenibili e in linea con le trasformazioni della società contemporanea. Essere Sede d’Esame Trinity rappresenta un valore aggiunto concreto per la nostra offerta formativa. Gli studenti hanno infatti la possibilità di sostenere gli esami di certificazione linguistica direttamente all’interno dell’Istituto, in un ambiente conosciuto e attraverso modalità digitali moderne e flessibili.L’esperienza degli esami Trinity in formato digitale favorisce lo sviluppo di competenze linguistiche, comunicative e tecnologiche sempre più richieste nei percorsi universitari, nella formazione superiore e nel mondo del lavoro.
Il riconoscimento ottenuto conferma quindi la volontà dell’Istituto di accompagnare gli studenti nella costruzione consapevole del proprio futuro, offrendo opportunità formative riconosciute a livello internazionale e strumenti utili per valorizzare il curriculum personale.In una prospettiva di orientamento, scegliere il nostro Istituto significa entrare in una scuola attenta all’innovazione, alle competenze e alle reali esigenze formative degli studenti.
Una scuola che non prepara soltanto agli esami, ma alle scelte e alle opportunità del futuro.
Centuripe - 15 anni di bracciate, di sogni e di comunità. Auguri a Rosario e alla sua Piscina Comunale
Non è solo una vasca. È una palestra di vita.
Rosario ci mette tutto. Tempo, energie, sacrifici, notti insonni a pensare a come far quadrare tutto. Ma chi lo conosce lo sa, non è la piscina in sé ciò che conta davvero. Contano loro. Le decine di ragazze e ragazzi che ogni pomeriggio varcano la porta della sua scuola di nuoto a Centuripe con lo zaino in spalla, la cuffia in mano e gli occhi pieni di voglia di fare. Quest'anno è un traguardo speciale. Quindici anni di attività. Quindici anni di brevetti, allenamenti, di gare, di trasferte macinate tra un paese e l'altro, di partenze all'alba e di ritorni tardissimi. Quindici anni in cui l'entusiasmo e la determinazione non lo hanno mai abbandonato. Perché Rosario appartiene a quella generazione di Presidenti di ASD che non si è mai risparmiata. Quella che è abituata a lottare, a trovare una soluzione quando sembra non esserci, a tenere aperto quando sarebbe più facile chiudere. Presidenti che non sono solo tecnici o dirigenti, ma punti di riferimento. La Piscina degli Erei ( è una mia libertà ) ma meglio la piscina Comunale di Centuripe è molto più di un impianto sportivo. Per il cuore della Sicilia è un'opportunità preziosa. Non solo per i residenti di Centuripe, ma per tutti i ragazzi che arrivano dai borghi vicini, da Regalbuto, da Catenanuova, da tutta l'area degli Erei. Un luogo che offre la possibilità di praticare forse lo sport più completo che ci sia, uno sport che insegna fatica, rispetto, disciplina e libertà. E ogni anno Rosario e il suo staff fanno un piccolo miracolo. Riescono a coniugare tutto. La scuola nuoto, l'agonismo, l'accoglienza dei più piccoli, l'attenzione alle famiglie, la burocrazia infinita di chi manda avanti una ASD in Sicilia.
Quando capita di accompagnare mia nipote all'allenamento, vado sempre volentieri. Perché lì trovi qualcosa che ormai è raro. Trovi ospitalità, gentilezza, amicizia. Trovi due chiacchiere sincere a bordo vasca, dove ci si racconta, tra un tuffo e l'altro, le nostre pene e le nostre gioie nel portare avanti i nostri rispettivi sport. Quelli veri, fatti di volontariato e di cuore. Quindici anni così non sono solo un anniversario. Sono una storia che merita di essere raccontata e festeggiata. Allora auguri, di cuore, a Rosario. Auguri al suo staff, ai suoi ragazzi e a tutte le famiglie che gli hanno dato fiducia in questi anni.
Che siano solo le prime 15 vasche di una lunga, lunghissima gara.
AgoVit
Aria irrespirabile su tutta l'isola. Non solo le grandi città costiere, ma anche l'entroterra è in emergenza. È l'effetto dell'anticiclone africano. A Sparacollo ieri la temperatura ha sfiorato i 46 °C
È una Sicilia che non respira. Il Ministero della Salute ha acceso il livello massimo di allerta su tutta l'isola, con bollini rossi che si estendono da Palermo a Catania, da Messina fino alle zone interne. Quella che stiamo vivendo non è una semplice ondata di caldo, ma un'emergenza sanitaria a tutti gli effetti. Il bollettino nazionale sulle ondate di calore monitora 27 città italiane, tra cui Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Catania, Messina, Palermo e molte altre. Nel weekend appena trascorso erano 18 le città da bollino rosso, destinate a salire a 21, tra cui Catania e Palermo.
Cosa significa? Il bollino rosso, livello 3, indica condizioni di emergenza con possibili effetti negativi, non solo sulla salute di persone a rischio come anziani, bambini e persone affette da patologie croniche, ma sulla salute di persone sane e attive.
Oltre i 40 gradi, ovunque
L'anticiclone africano ha messo le tende sul Mediterraneo e non vuole andarsene. Le previsioni parlano chiaro: rischio di 40 gradi o localmente superiori tra Sardegna e Sicilia, con picchi attesi di 42-43°C proprio sulle due isole maggiori, fino a 38-39°C anche sul sud peninsulare. A Palermo si boccheggia a 41 gradi all'ombra, con un'afa che non dà tregua nemmeno di notte. A Catania la pietra lavica dell'Etna restituisce il calore accumulato e la temperatura percepita sfiora i 45 gradi. A Messina lo Stretto è immobile, senza un filo di vento. Ma a sorprendere è l'entroterra.
Enna e il centro Sicilia: la vera fornace
Se sulle coste c'è almeno la brezza, al centro si soffoca. Enna, Caltanissetta, le zone interne di Agrigento e Palermo: qui non c'è mare a mitigare. Come confermano i meteorologi, le aree lontane dalle coste saranno quelle maggiormente esposte ai picchi termici, con un caldo persistente. Enna, a 900 metri di quota, ha toccato i 40 gradi, un valore eccezionale per la città più alta di Sicilia. Nelle vallate dell'interno, tra Piana di Catania e piana di Gela, i termometri delle stazioni agrometeo hanno superato i 43 gradi. Strade deserte nelle ore centrali, campi ingialliti, allerta massima per gli incendi. La Protezione Civile ha già diramato la preallerta in quasi tutte le province siciliane.
Cosa fare nelle prossime 48 ore
Il culmine è atteso tra oggi e domani. Ecco le indicazioni del Ministero:
Uscire solo se necessario tra le 11 e le 18
Bere almeno 2 litri d'acqua al giorno, evitare alcolici
Rinfrescare la casa nelle ore più fresche e tenere le tapparelle abbassate
Prestare attenzione a anziani soli, bambini e persone fragili
In caso di malori, chiamare subito il 118
La Sicilia è abituata al caldo, ma questo non è il caldo estivo a cui siamo abituati. È un caldo che ferma tutto. E per ora, non è prevista alcuna via d'uscita prima di metà settimana.

